Contenuti per la formazione e il cammino spirituale iniziale

Un cammino spirituale cristiano iniziale comprende la conoscenza della fede, la cura dell’interiorità, la preghiera, il discernimento, l’accompagnamento e la progressiva integrazione delle dimensioni umana, spirituale, intellettuale e apostolica della persona.

Il suo obiettivo è favorire una formazione spirituale integrata e integrale, capace di sostenere e alimentare una valida testimonianza cristiana nell’attuale contesto pluralista, spesso segnato dall’indifferenza religiosa. Il cammino inizia nel battesimo e continua in modo unico secondo il percorso personale di ciascuno, sotto l’azione dello Spirito Santo e verso l’unione con Dio.

Il significato del cammino spirituale

Il cammino vocazionale è un percorso di crescita che parte dal desiderio di ciascuno di noi di trovare uno scopo e dare un significato profondo alla propria vita. Dal buio del dubbio è possibile trovare una luce, che ci conduce verso nuovi sentieri: attraverso il discernimento, l'ascolto, la riflessione interiore si dà forma alla propria Vocazione, che all'inizio può sembrare solo un bagliore.

Ognuno di noi è andato incontro ad un momento di smarrimento, confusione, a volte addirittura inquietudine: non c’è uomo o donna che in una particolare stagione della propria vita non si sia sentito incerto sul cammino da intraprendere, sul significato della propria vita, sullo scopo da perseguire. Sono domande comuni alle quali ognuno tenta di dare una risposta, seppure personale e unica, e trovare così la sua strada, il suo percorso da seguire.

L’essere umano non può fare a meno di trovare un senso, una ragione per agire: spesso però le situazioni che viviamo ci appaiono insensate, non ne comprendiamo il significato. Il senso dell’esistenza umana dipende dal suo futuro, dallo scopo ultimo a cui si tende.

Nella personale ricerca di un significato, spesso si incorre nell’errore che questo processo sia armonico, lineare, senza ostacoli. Credere che il futuro, aspirazione a cui dobbiamo tendere, sia una continuazione del presente, senza cambiamento né novità è irrealistico: la tensione è parte di questo viaggio.

Ciò significa che trovare uno scopo è essere in tensione, non temere di vivere momenti di sconforto e indecisione: all’origine di questo turbamento c’è la speranza di una vita nuova. Non a caso, il dubbio e la fragilità sono testimonianza di crescita interiore che ci permette di chiarire il fine per cui siamo al mondo.

Le tappe fondamentali della crescita spirituale

Il volume prosegue l’itinerario di crescita spirituale che si sviluppa attraverso un approfondimento personale della fede vissuta. Quattro sono le tappe previste, a ciascuna delle quali è riservato un fascicolo autonomo:

  1. Incontrare Dio (2007);
  2. Il radicamento personale;
  3. Alleati e freni;
  4. Dinamica dell’atto di fede.

La seconda tappa si prefigge di indagare come sia possibile coltivare pedagogicamente il “terreno personale” che fa da base all’interpellanza da parte di Dio, affinché il soggetto sia facilitato nel suo cammino di crescita spirituale.

Il cammino di crescita può essere articolato anche in tre tappe che definiscono lo sviluppo di ogni battezzato dal punto di vista umano e spirituale, per vivere per Cristo, con Cristo, in Cristo.

TappaContenuto formativo
Incontrare DioAvvio della relazione personale con Dio
Radicamento personaleCura del terreno umano e interiore della fede
Alleati e freniRiconoscimento delle risorse e degli ostacoli alla crescita
Dinamica dell’atto di fedeApprofondimento della risposta personale alla chiamata di Dio

La formazione dell’interiorità

La formazione spirituale iniziale richiede anzitutto la cura dell’interiorità personale. Il cammino spirituale cristiano e l’interiorità personale sono strettamente collegati, perché l’interiorità è il luogo nel quale la persona riconosce ciò che vive, interpreta gli eventi, ascolta la propria coscienza e si apre all’azione di Dio.

La formazione dell’interiorità come «casa di Dio nel cuore della persona» comprende la configurazione dell’intimità personale, il processo di trascendimento, l’attivazione del laboratorio formativo personale, la sofferenza e la debolezza personali, il confronto con lo scandalo della croce.

Un accompagnamento inizia con il rilevare lo stato di salute della coscienza, la sua capacità di operare secondo criteri sani, il riconoscimento di eventuali ferite del passato, la cura e l’educazione effettiva, il rapporto reale che essa ha con la Verità, la distinzione tra coscienza reale e coscienza psicologica.

La coscienza è il “luogo umano” nel quale l’uomo discerne il disegno di Dio, quale chiamata personalissima, che gli è rivolta, e decide di offrire al Signore la sua altrettanto personalissima risposta. In altri termini, la coscienza è il “luogo” in cui si incontrano l’appello di Dio e la personale risposta dell’uomo.

La guida deve ascoltare sino in fondo la Presenza che nel cuore dell’uomo guida con il suo magistero interiore. Ciascuno ha una situazione di coscienza, responsabilità, doni, risorse da riconoscere, problemi da sottoporre, ferite e limiti da assumere.

La conoscenza di sé e la libertà interiore

Spianare la strada al raggiungimento del nostro destino è un compito che richiede determinazione e responsabilità: la bussola che deve guidarci è il miglioramento di noi stessi, solo così miglioreremo la nostra felicità e quelle che ci stanno accanto.

Interrogati e non fuggire dalla riflessione interiore: spesso la risposta che stai cercando è già in te, basta solo fare chiarezza. Cerca un cammino che sia adatto alle tue sensibilità, talenti, desideri, ambizioni.

La giusta strada non consiste in cose da avere o da sapere, ma capire il modo in cui si vuole vivere. Apriti al confronto e al dialogo: dubbi ed incertezze non devono essere affrontati nella solitudine.

Il nostro cammino formativo è fondato su due pilastri: da una parte, una formazione personalizzata che risponde alle esigenze particolari di ogni ragazzo, dato che per ognuno c’è un tempo e una maturazione diversa. Dall’altra, una formazione integrale, che corrisponde alle varie dimensioni della nostra vita e della nostra chiamata.

La vocazione e il discernimento

Nell’accezione comune la Vocazione sta ad indicare una disposizione d’animo, che spinge ciascuno di noi a determinate scelte e stili di vita. In termini spirituali, è la Chiamata - l’appello del Signore per realizzare qualcosa di preciso per Lui - per compiere una missione: è una richiesta a collaborare con Cristo.

Vocazione alla santità nella vita religiosa o sacerdotale o nella vita familiare o, vocazione alla santità nel mondo del lavoro, in casa, a scuola: la Vocazione religiosa è un piano, un progetto che Dio ha pensato per ognuno di noi e a cui rispondiamo attraverso un percorso personale.

Quando si parla di percorsi vocazionali non può non presentarsi la parola “discernimento”: ma che cos’è? Discernere significa riflettere, prestare ascolto e attenzione, distinguere e riconoscere.

Il discernimento è un percorso di conoscenza di se stessi e del mondo, che ci consente di aprire gli occhi e vedere con chiarezza l’opera di Dio. I criteri di discernimento vocazionale riflettono il vissuto personale, l’autenticità dei propri valori, sentimenti, desideri e la consapevolezza e la forza della propria fede.

Non dobbiamo aver paura di rivolgere al Signore i nostri dubbi e domande. Poniamoci anche noi questo quesito: che cosa è bene fare per me e per il mio prossimo?

La vita ha un compito per noi. La vita non è affidata al caso. È un dono che il Signore ci consegna dicendoci: scopri chi sei, e datti da fare per realizzare il sogno che è la tua vita! Ciascuno di noi è una missione da realizzare.

L’accompagnamento spirituale

Nel percorso di discernimento una figura preziosa può venire in nostro aiuto: la guida spirituale. Padre, consigliere, direttore accompagnatore: questi i nomi per indicare chi ha già percorso la nostra strada e ne conosce gli ostacoli e le gioie.

La guida spirituale non è colui che dà soluzioni fatte, ma è colui che cammina insieme a noi, che non a caso “ci accompagna” come Gesù Cristo fece con i suoi discepoli: l’aiuto sta nello scoprire e interpretare la volontà del Signore nella propria esperienza vissuta.

La direzione spirituale serve a rimanere fedeli alla Chiamata e a maturare sia dal punto di vista umano che spirituale. Una pura comunicazione di fede: la guida che fa accompagnamento spirituale comunica la propria esperienza in Cristo.

La persona che ha il compito di accompagnarci lungo il nostro viaggio deve essere:

  • incline all’ascolto empatico e profondo, che è più importante della parola;
  • capace di ispirare fiducia per aiutarci ad aprire noi stessi;
  • capace di accettare l’altro con rispetto e stima;
  • disponibile ed equilibrata nel confronto, nella relazione e nell’accettazione.

Il Corso vuole aiutare gli agenti pastorali a diversi livelli, in primo luogo offrendo i fondamenti teologici dell’accompagnamento spirituale, che si riferiscono essenzialmente all’approfondimento della Parola di Dio quale fonte di discernimento.

L’apporto dell’offerta formativa interviene quindi in ciò che concerne proprio la guida delle persone, proponendo criteri di discernimento e strumenti di analisi, con l’apporto delle scienze umane.

Vuole infine proporre una formazione pratica all’accompagnamento spirituale che comunque, essendo un ministero della Chiesa, richiede da chi lo esercita la missione canonica ottenuta dall’autorità ecclesiastica competente.

La formazione spirituale come esperienza integrale

Nel farsi uomo, Gesù Cristo ha elevato la nostra natura, dandole una dignità più alta e santificandola. Per questo motivo, per una persona chiamata alla consacrazione, non può mancare un’attenzione a fare proprie quelle stesse virtù umane che il Figlio di Dio ha fatto sue.

Formazione umana

Partendo dalla conoscenza di sé e da una sana libertà interiore, formare una coscienza sincera e coerente, che abbia come base le virtù cardinali - prudenza, giustizia, fortezza e temperanza - sorrette da una affettività matura.

La formazione umana comprende anche la capacità di riconoscere le proprie risorse, i propri limiti, le ferite del passato e la qualità delle proprie relazioni. La persona è accompagnata a leggere la propria storia e a maturare una libertà capace di scegliere responsabilmente.

Formazione spirituale

Se Cristo vive in noi, non possiamo concepire la vita interiore come se Lui fosse semplicemente un modello esterno da seguire. La vita spirituale è accogliere l’azione di Dio che si dona a noi nella liturgia e nei Sacramenti, custodendo la sua presenza in noi, pregando e facendo la Sua Volontà, perché sia Lui a manifestarsi nella nostra umanità.

Questa vita in Cristo ha come fondamento l’umiltà e come frutto la carità. L’obiettivo di ogni pratica spirituale è orientare la propria vita di più verso Dio.

Più una persona entra in contatto con Dio nella preghiera, nella contemplazione della Sacra Scrittura e nella celebrazione dei sacramenti, meglio riuscirà a riconoscere la volontà di Dio per la sua vita e a prendere una decisione per la propria vita.

Formazione intellettuale

La persona consacrata deve essere capace di dare ragione della propria speranza a chi glielo chiede, non come semplice difesa della Fede, ma come ricerca di un dialogo aperto con il mondo, nel quale risplenda la ragionevolezza, la bellezza, la bontà e la coerenza del messaggio cristiano.

Per questo, oltre ad avere una profonda spiritualità, il Legionario dedica una parte importante del suo tempo ed energie ad acquisire una formazione intellettuale solida, profonda e al passo con i tempi.

Formazione apostolica

La dimensione apostolica orienta, integra e anima tutte le altre: il frutto di una buona formazione è fare propri i sentimenti del Cuore di Cristo, buon Pastore.

Essere buon Pastore vuol dire vivere il ministero come un servizio, specialmente nella “costante disponibilità a lasciarsi afferrare, quasi «mangiare», dalle necessità e dalle esigenze del gregge”.

Una caratteristica propria dell’apostolato è la preoccupazione di formare persone capaci di essere a loro volta formatori, come fece Cristo con i suoi apostoli.

Esperti di comunione

Un legionario non agisce da solo, isolatamente e come gli pare. Al contrario, si sente corresponsabile di promuovere una vera comunione attorno a lui, convinto che tutti formiamo in Cristo “un solo corpo e un solo spirito”.

Per questo, nella sua formazione persegue tre obiettivi: formarsi per essere fratello nella comunità, per essere membro della famiglia spirituale del Movimento Regnum Christi e per essere strumento di comunione all’interno della Chiesa e della comunità umana.

Preghiera, liturgia e Parola di Dio

Gli elementi della formazione spirituale includono la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, la celebrazione della Liturgia delle Ore, gli Esercizi Spirituali, l’accompagnamento spirituale regolare, lo scambio comune su temi spirituali nei gruppi di spiritualità, l’introduzione ai concetti di base della spiritualità ignaziana, la pratica di una serata spirituale, gli spunti di riflessione prima di particolari festività e le istruzioni spirituali del direttore spirituale.

Tra le risorse spirituali da individuare e coltivare vi sono in particolare l’Eucaristia e la lectio divina. È importante rivedere insieme i modi con i quali si prega e con quale consapevolezza si utilizzano gli strumenti classici della tradizione spirituale, come l’esame della coscienza.

Un cammino di preghiera può proporre ogni giorno il Vangelo della liturgia, una preghiera, un pensiero per riflettere, un impegno di vita e, nelle domeniche o nelle festività, una lettura spirituale.

Un percorso di Avvento può comprendere ogni giorno lettura, preghiera, meditazione, gesto concreto da vivere lungo la giornata e uso del quaderno spirituale. Un cammino quaresimale può proporre il Vangelo di riferimento, intenzioni di preghiera, un impegno concreto e la meditazione sulle opere di misericordia spirituali.

Un itinerario per giovani può svilupparsi in compagnia del Vangelo di Matteo lungo l’itinerario dei suoi “monti”: delle tentazioni, delle beatitudini, della trasfigurazione, degli ulivi, della croce.

La lectio divina può essere proposta anche attraverso serie di incontri sul Libro di Giobbe, rivolti a giovani che hanno già fatto un certo cammino spirituale.

Giovane in preghiera con Bibbia

La coscienza cristiana e la formazione morale

Quando si accompagna nell’esperienza spirituale, anzitutto si educa a coltivare la fede, ciò che è comune a partire dal Battesimo. Nel mistero della comunione ciò che unisce è più importante dell’originalità che distingue le diverse vocazioni.

Esistono delle coordinate costanti nell’educare alla fede: la guida spirituale le conosce, le valuta, in un sapiente monitoraggio e di continuo le rivisita.

  • Individuare la ragione della domanda di accompagnamento e le sue motivazioni.
  • Cercare di capire quale capacità il soggetto abbia di leggere la propria storia, il proprio cammino nell’esercizio della memoria.
  • Accertare la misura della conoscenza di sé, tracciando una mappa ideale che evidenzi ombre e luci, nonché la qualità delle sue relazioni.
  • Scoprire a quale servizio si è chiamati, tracciandone l’itinerario.
  • Mettere a fuoco l’immagine di Dio dominante nella propria esperienza.
  • Individuare le risorse spirituali di cui si dispone abitualmente.
  • Rivedere i modi con i quali si prega e l’uso degli strumenti della tradizione spirituale.
  • Verificare la conoscenza dei cammini penitenziali.
  • Confrontarsi con persone autorevoli.
  • Condividere una regola di vita.
  • Mettere a fuoco alcuni snodi strategici dell’esperienza spirituale.

La guida deve anzitutto preoccuparsi di aiutare il laico nella stima e coltivazione di quelle virtù che per un verso favoriscono in lui la recettività nei confronti dell’agire di Dio nella storia, per un altro lo sostengono nell’esercizio delle sue responsabilità.

La formazione della coscienza cristiana richiede l’acquisizione di abiti virtuosi, che occorrono non solo per agire, ma anche e prima per pensare correttamente ed esaustivamente i giudizi e le azioni conseguenti, che possono essere esigiti dai problemi della vicenda individuale, familiare, sociale, politica e internazionale.

Il rapporto tra professione e cammino spirituale

Non si può educare genericamente alla professione, perché essa in concreto si configura diversamente secondo i diversi contesti. Si deve allora parlare di figure concrete di professioni.

Occorre quindi lasciare il discorso non in termini soltanto generali, ma che la persona dalla sua professione si senta concretamente configurata, si senta interpellata, ne discerna i valori, i limiti, le possibilità, le negatività: operi cioè un discernimento spirituale.

È per questa via che si realizza l’itinerario spirituale in una figura concreta di professione, affinché l’uomo spirituale non venga ridotto a quello professionale, ma nell’uomo professionale si esprima l’uomo spirituale.

In passato vi era il rischio di dualismo: si accostavano la professione e la vita spirituale come due dimensioni solo affiancate e collegate attraverso la cosiddetta retta intenzione o la mediazione del dovere.

Mediante la professione o lo stato di vita, si compie il cammino spirituale. Il rischio è però quello di ridurre la spiritualità alla professione esattamente compiuta, magari deducendo dalla professione le leggi e la configurazione del cammino spirituale.

La formazione per il ministero e la vita consacrata

Chi vuole diventare sacerdote deve studiare teologia all’università. Tuttavia, il percorso verso il sacerdozio non si limita alla sola formazione accademica.

Al centro del servizio sacerdotale c’è Dio, che chiama gli uomini al suo servizio attraverso suo Figlio Gesù Cristo. Per questo motivo, il cammino verso il sacerdozio deve essere caratterizzato dall’orientare sempre più fortemente la propria vita verso questa chiamata di Dio.

Essere sacerdote non significa solo essere in grado di penetrare intellettualmente la propria fede e di risponderne, ma lasciare che Dio si impossessi di tutta la propria esistenza.

La formazione spirituale vuole aiutare a praticare una vita spirituale più profonda, quindi a riconoscere più profondamente la propria vocazione al servizio sacerdotale nella Chiesa e a dare forma a questa vocazione nella propria vita.

La vita consacrata trova espressione in differenti forme di consacrazione: società di vita apostolica, vita eremitica, monachesimo e laici consacrati.

I preti e i vescovi seguono l’esempio del Cristo e sono invitati a fare ciò che Lui ha fatto facendo da guida ai fedeli, i frati sono chiamati a vivere come ha vissuto Gesù, quindi in castità, povertà e obbedienza.

I frati sono profondamente legati alla professione dei consigli evangelici: la loro Vocazione è spinta a seguire ed imitare l’esperienza di Gesù, rinunciando ad ogni ricchezza e dedicandosi alla preghiera e alla carità verso il prossimo.

Un percorso formativo per le guide spirituali

Il Carmelo Teresiano si avvale di una lunga tradizione non solo di esperienza del mistero, ma anche di ascolto e di direzione spirituale, per incamminare quelli che gli si avvicinano verso la propria esperienza del mistero.

Questa preoccupazione mistagogica viene articolata sui due versanti dell’esperienza del mistero che trasforma le persone, i gruppi di vita e le comunità: il versante dottrinale in forma di contenuti fondamentali e il versante pratico in forma di arte dell’accompagnamento mistagogico e di discernimento.

Come al tempo di Giovanni della Croce, sono tante le persone che desiderano fare esperienza di Dio e progredire in un cammino spirituale. Purtroppo, non sempre trovano guide competenti e disponibili, mentre abbondano offerte che esibiscono discorsi pseudo-religiosi, sfruttando l’emotività del momento senza strutturare la persona nella sua integralità né nel suo camminare verso la piena realizzazione.

Con un ancoraggio e un’impostazione prevalentemente teologica, il Corso instaura un dialogo permanente con le scienze umane che aiutano a capire meglio le dinamiche della persona umana coinvolta integralmente negli itinerari variegati della vita, sotto la guida dello Spirito Santo.

Finalità formative

  • Offrire i fondamenti teologici dell’accompagnamento spirituale.
  • Approfondire la Parola di Dio quale fonte di discernimento.
  • Proporre criteri di discernimento e strumenti di analisi.
  • Integrare il contributo delle scienze umane.
  • Introdurre ai diversi approcci della direzione e dell’accompagnamento spirituale.
  • Proporre l’apporto della tradizione carmelitana.
  • Mettere in opera una didattica pratica dell’accompagnamento.
  • Promuovere un’esperienza personale di accompagnamento.
  • Rileggere il procedimento di formazione all’accompagnamento nell’ambito di una missione affidata.

Il Corso è destinato alle persone, sacerdoti, consacrati e laici, che sono coinvolte nella pastorale dell’accompagnamento delle persone singole o nelle scuole, nelle università, nei centri di ascolto, negli ospedali, nei gruppi giovanili oppure negli esercizi spirituali.

Il Corso ha la durata di due anni. L’ammissione richiede una laurea triennale o equivalente, non necessariamente in teologia, e il livello B1 in italiano.

Sarà rilasciato un diploma in Accompagnamento Spirituale a coloro che avranno superato le prove di valutazione previste. Il diploma non conferisce alcun grado accademico per autorità della Santa Sede.

La formazione online di Teologia Spirituale

Questo corso offre un’introduzione alla Teologia Spirituale, esplorandone le basi, il metodo e le fonti. L’obiettivo è comprendere la vita spirituale cristiana, radicata nel battesimo, e il percorso di crescita del credente come figlio di Dio.

Attraverso un cammino progressivo, il corso approfondisce l’azione dello Spirito Santo nella vita del cristiano, guidandolo verso l’unione con Dio.

Le tre unità formative

UnitàObiettivo
Prima unitàComprendere perché la Teologia spirituale è una disciplina teologica, quale è il suo compito, cosa studia, con quale metodo e attraverso quali fonti primarie e secondarie.
Seconda unitàComprendere la vita cristiana come unione a Dio nello Spirito Santo, che inizia nel battesimo e continua secondo il cammino personale di ciascuno.
Terza unitàConoscere le caratteristiche delle tre tappe che definiscono la crescita di ogni battezzato dal punto di vista umano e spirituale, per vivere per Cristo, con Cristo, in Cristo.

Il corso è completamente online e può essere seguito in autonomia. Non sono previste lezioni sincrone. È strutturato in moduli che includono video-lezioni, quiz di valutazione formativa e materiali di approfondimento.

La durata dipende dal ritmo di apprendimento. In media, il corso richiede circa 25-30 ore di studio complessive per completare tutte le unità con i materiali didattici e superare il quiz finale.

Ogni lezione include un quiz di valutazione formativa che aiuta a verificare la comprensione dei contenuti; questi quiz non entrano nel voto finale del corso. Alla fine del corso, c’è un quiz che determina il voto per l’assegnazione del certificato.

Al termine del corso, si riceve un certificato ufficiale di completamento, valido per 1 credito ECTS, dopo aver superato il quiz finale.

Per seguire il corso è necessario un dispositivo con accesso a Internet, come computer, tablet o smartphone, e un browser aggiornato.

Laboratori e strumenti per il cammino iniziale

Un laboratorio formativo può aiutare la persona a trasformare la propria esperienza in un percorso consapevole, graduale e verificabile. La seconda tappa del percorso di crescita spirituale indaga come coltivare pedagogicamente il “terreno personale” che fa da base all’interpellanza da parte di Dio.

Un manuale di esercizi concreti può essere utile per chi vuole essere, attraverso l’accompagnamento spirituale, un testimone del Vangelo. Può essere adatto alla formazione delle guide ma anche a quanti desiderano semplicemente prendersi cura del proprio cammino spirituale cristiano.

Il laboratorio formativo personale comprende le strutture e le dinamiche del cammino spirituale cristiano, l’interiorità personale, lo sviluppo dell’interiorità e dell’intimità personale, il trascendimento dai fatti ai significati cristiani, la cura del proprio laboratorio formativo personale, la gestione della debolezza nella vita e il confronto con lo scandalo della croce.

Un ritiro spirituale può aiutare a riflettere sulla fede come dono e impegno essenziale nel cammino di vita spirituale e a verificare quanto la propria esperienza di fede si qualifica come relazione con la persona del Signore.

Un percorso di preghiera può essere costruito attorno ai tempi liturgici dell’Avvento, del Natale, della Quaresima e della Pasqua, oppure attorno a una figura biblica o spirituale, come Maria o i discepoli del Vangelo.

IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE

La dimensione comunitaria e apostolica

Le sfide della storia, con le loro urgenze, riguardano tutti, laici e consacrati. La formazione spirituale non è un’esperienza isolata, perché la persona cresce nella relazione con Dio, con la comunità cristiana e con le persone alle quali è chiamata a servire.

La vita spirituale personale deve quindi tradursi in una testimonianza concreta, nella fraternità, nella solidarietà, nel servizio e nella responsabilità verso il prossimo.

La dimensione apostolica orienta, integra e anima tutte le altre. Il frutto di una buona formazione è fare propri i sentimenti del Cuore di Cristo, buon Pastore.

Una caratteristica propria dell’apostolato è la preoccupazione di formare persone capaci di essere a loro volta formatori, come fece Cristo con i suoi apostoli.

Il cammino di formazione deve essere integrale, sempre in evoluzione, esperienziale, personalizzato, graduale, liberatore e profetico.

La cura della crescita spirituale quotidiana

La crescita spirituale richiede continuità, fedeltà e capacità di rileggere il proprio vissuto. È necessario imparare a riconoscere la presenza di Dio nella storia personale, nelle relazioni, nelle decisioni, nella sofferenza, nel lavoro e nel servizio.

La guida spirituale valuta le risorse della persona e la aiuta a costruire una regola di vita, a individuare gli snodi strategici dell’esperienza spirituale, a riconoscere l’immagine di Dio che orienta la sua esperienza e a verificare i modi concreti della preghiera.

Il cammino spirituale non consiste soltanto nell’acquisizione di conoscenze religiose. Esso coinvolge tutta la persona e mira a una fede vissuta, capace di trasformare il modo di pensare, pregare, scegliere, relazionarsi e servire.

La formazione iniziale diventa così un percorso di incontro con Dio, di radicamento personale, di discernimento e di progressiva disponibilità a crescere spiritualmente.

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