I segni Reiki di protezione sono soprattutto il primo simbolo, Cho Ku Rei, e il secondo simbolo, Sei He Ki: il primo richiama, concentra e purifica l’energia, mentre il secondo armonizza la dimensione mentale ed emotiva e viene associato alla protezione da influenze energetiche nocive. Il terzo simbolo, Hon Sha Ze Sho Nen, non è principalmente un simbolo di protezione, ma di contatto e trattamento a distanza.
I simboli si usano visualizzandoli, tracciandoli nell'aria con una mano o immaginando di farlo, visualizzando o immaginando un raggio luminoso che li traccia. Tracciato o visualizzato il simbolo, si ripete il suo nome/mantra 3 volte. E indispensabile memorizzare perfettamente i simboli e i nomi per poterli tracciare con scioltezza, senza insicurezze, è altamente consigliabile non avere dubbi o tentennamenti quando si lavora con l' energia.
Che cosa sono i simboli Reiki
Rei Ki è una Tecnica Energetica nata in Giappone nella prima metà del '900. Il termine nipponico significa "Energia Vitale" (Ki) "Universale" (Rei). La pratica prevede il collegarsi del terapeuta con l'Energia dell' Universo per poi canalizzarla a Scopo Benefico nei confronti del ricevente attraverso le Mani.
Reiki è una parola composta di origine giapponese, perchè ad un giapponese va il grande merito di aver riscoperto e riportato alla luce la tecnica: Rei significa Energia Universale (Intelligenza Suprema che guida la creazione ed il funzionamento dell’Universo), Ki è l’Energia Vitale che anima ogni forma di vita.
La tecnica Energetica può essere adottata sia a livello Corporeo sia a livello Aurico. Secondo le Conoscenze Millenarie Orientali l'individuo è composto da una componente Fisico-Corporea e da una componente Energetico-Spirituale.
Quest'ultima si organizza e si distribuisce internamente attraverso canali detti Nadi o Meridiani e stazioni principali dette Chakra ed esternamente attraverso l'Aura, che, impercettibile ai cinque sensi, avvolge la figura corporea. Il malessere Psico-Fisico corrisponde ad una Disarmonia Energetica.
ReiKi utilizza la canalizzazione dell'Energia Universale verso il Ricevente attraverso l'utilizzo di Simboli Ancestrali, capaci di amplificare l'Energia Universale e agire in modo Armonizzante ed Equilibrante a livello Aurico, Corporeo, Mentale.
I simboli Reiki sono Sacri ed è parte della tradizione mantenerli segreti e confidenziali e rivelarli solamente a chi ha ricevuto l'iniziazione di secondo livello, o di terzo a seconda. In realtà oggi si possono trovare le loro rappresentazioni con estrema facilità, basta fare una ricerca su internet.
I simboli per definizione sono segni particolari, corrispondenti a contenuti o valori universali. I simboli Reiki, oltre a questo, sono vere e proprie chiavi, che connettono direttamente con specifiche frequenze vibrazionali, che aprono porte, ed emanando una particolare Energia, vanno a lavorare in maniera diretta e potente su particolari stati vibratori, accelerando il processo di guarigione, oltre che a potenziare ed intensificare il flusso del Reiki.
Possono essere tracciati con le dita delle mani, possono essere visualizzati, ed il loro nome può essere salmodiato come un mantra. Hanno una coscienza propria ed è possibile meditare su di loro e ricevere indicazioni sul loro utilizzo.
Tutto questo ha effetto solo dopo aver ricevuto la relativa iniziazione, che connette direttamente il praticante ai simboli e alla Coscienza Cosmica. Le iniziazioni e l’efficacia attribuita ai simboli appartengono alla tradizione Reiki e alle sue diverse scuole.
Quali sono i principali segni Reiki di protezione
| Simbolo | Funzione tradizionale | Uso protettivo associato |
|---|---|---|
| Cho Ku Rei | Richiamo, concentrazione e attivazione dell’energia | Purificazione di ambienti, oggetti e situazioni; protezione personale |
| Sei He Ki | Armonizzazione mentale ed emozionale | Protezione da influenze, forze ed entità nocive; riequilibrio interiore |
| Hon Sha Ze Sho Nen | Contatto e trattamento a distanza | Utilizzo a distanza quando il lavoro riguarda una persona o una situazione |
| Antahkarana | Concentrazione, amplificazione e purificazione | Protezione e neutralizzazione delle energie negative secondo alcune scuole |
Cho Ku Rei: il principale simbolo Reiki di protezione
Il primo simbolo Reiki richiama l’energia, l’aumenta. E’ detto anche "l'interruttore" in quanto chiama l'Energia, l'aumenta. E' un simbolo di purificazione e pulizia.
Il primo simbolo è un catalizzatore di Energia, il secondo simbolo trova impiego nelle guarigioni mentali ed emotive, il terzo simbolo permette di effettuare trattamenti a distanza.
CHO KU REI e' il Simbolo di Iniziazione e Attivazione Energetica. Si utilizza per Purificare gli Ambienti e per Ricaricare Energiticamente chi si trova in una situazione di Scarico Energetico, Instabilita' Psicologica, Dolore Fisico.
È noto come l'interruttore, accende l'energia, è usato in tutte le guarigioni. Può essere impiegato in senso orario e antiorario. Richiama l'energia e ci permette di concentrarla dove più riteniamo opportuno.
È conosciuto come simbolo del potere, del comando, della luce; indica forza, potere, azione. Tra i tanti significati: tutta l'energia dell'universo si concentra in questo punto.
Avendo esso la capacità di potenziare e accelerare ogni percorso è possibile utilizzarlo per dare energia, forza a qualsiasi cosa su cui stiamo lavorando. I simboli tracciati all'inizio del trattamento di 1° livello ne aumentano l'efficacia.
Come viene utilizzato per la protezione
Oltre che in apertura dei trattamenti, si usa in tutti i casi di mancanza di energia e per calmare i dolori, per caricare positivamente oggetti, purificare ambienti o situazioni.
Inviando energie, può essere lanciato col terzo occhio, con la mano, con il soffio. Inviato ai quattro angoli di una stanza, sarà purificata, ripulita dalle energie stagnanti e pesanti.
Immaginando di indossarlo infilandoci mentalmente in esso, diventa una forte protezione. Tracciato su un regalo, una lettera, un biglietto di auguri, porterà energia positiva al destinatario.
Per proteggere noi stessi o i nostri simili da energie negative, si impiega in questo modo: lo tracciamo sei volte davanti, dietro, ai lati, sopra e sotto di noi, ripetendo ogni volta il mantra.
Può essere utilizzato per purificare cristalli, cibo, medicinali, ambienti, situazioni e relazioni. È possibile trattare persone, animali, piante, oggetti…Madre Terra!
Se tracciato in senso antiorario si avvertirà una accentuazione degli effetti materiali, tracciato in senso orario risulterà più astratto, più adatto ad un impiego spirituale.
Nel Reiki Tradizionale Giapponese, i simboli sono strumenti specifici, ognuno con la propria funzione energetica. Non è necessario usarli in una sequenza rigida, né uno potenzia l’altro.
Il primo simbolo si utilizza per trattamenti sul piano fisico, quando ci sono dolori o sintomi corporei. Se, ad esempio, sto trattando a distanza una persona con un problema fisico, uso prima il terzo simbolo per connettermi, e poi il primo simbolo per lavorare sul piano fisico.
Sei He Ki: protezione mentale ed emozionale
Il 2° Simbolo Reiki è un Simbolo di Protezione e Armonia, equilibra le istanze psichiche, il mondo mentale ed emozionale. Si usa molto per trattare situazioni in cui il soggetto è emozionalmente e mentalmente turbato.
SEI HE KI e' il Sombolo del Trattamento Mentale anche profondo. Va sempre seguito da Cho Ku Rei per Trasmutare cio' che e' stato portato a galla in qualcosa di Positivo.
E’ il simbolo dell'unione di Dio con l'uomo, integra la divinità nelle espressioni energetiche dell'uomo, allineando i chakra. E’ l'attivatore delle forze interiori, può risvegliare e purificare Kundalini, rimodella il cervello, cura la connessione mente-corpo attraverso il subconscio.
Il suo significato pratico io ho la chiave, si collega con il sub-conscio della persona che lo riceve. Questo simbolo rilassa la mente cosciente per consentire ai ricordi di affiorare e facilitare i processi di guarigione.
Il secondo simbolo si utilizza nei trattamenti mentali o nei processi di trasformazione interiore. Se invece si tratta di un disagio mentale o emotivo, dopo il contatto a distanza userò il secondo simbolo.
Funzione armonizzante
Esso convoglia alla mente della persona trattata le forze atte trasmutare il proprio pensiero in modelli positivi per la propria guarigione ed evoluzione.
La tradizione in cui viviamo che ci ha abituati a reprimere sentimenti ed emozioni, questa censura ci porta ad accumulare dolori, rabbie, paure, risentimenti. , che a lungo andare generano varie patologie psicosomatiche, smuovendo questi "blocchi", ci aiutiamo a prenderne coscienza e quindi liberarcene.
L'energia Reiki va a interagire, ripulire e rigenerare i corpi dell'uomo (fisico, mentale, emozionale, spirituale). Aiuta chi ha difficoltà ad aprirsi e a sfogarsi, stimola il rilascio delle tensioni emozionali, permettendo un rinnovamento dei propri sentimenti.
Questo simbolo è impiegato per riequilibrare i disequilibri, la sua azione, disintossica e sfiamma. Appartenendo alla sfera emozionale si impiega nelle guarigioni da traumi emozionali e di dipendenza psichica.
È impiegato nella depressione, attacchi di panico, esaurimento nervoso, ansia e rabbia. È il simbolo della sfera emozionale, rappresenta il punto per la liberazione delle forze di guarigione.
Sei He Ki e protezione energetica
Possiamo usarlo per purificare e proteggerci da forze ed entità nocive, per eliminare energie stagnanti o negative. Unito al primo simbolo diventa un potente purificatore di ambienti.
Protegge spiritualmente dalla perdita di consapevolezza per cause del mondo materiale. Con questo simbolo siamo in grado di sviluppare la vera qualità dell'amore spirituale, sperimentando l'apertura del cuore.
È il simbolo tradizionale della guarigione emozionale, è talmente sottile che va dritto all'essenza. Integra la divinità nelle modalità energetiche dell'uomo e allinea i chakra superiori.
È spesso impiegato nella meditazione. Attivatore della forza interiore è capace di risvegliare e purificare la kundalini e di curare la connessione mente/corpo.
E’ bene avere sempre il consenso consapevole del beneficiario. Questa indicazione è particolarmente importante quando il simbolo viene utilizzato per lavorare su un’altra persona o su una situazione che la riguarda.
Hon Sha Ze Sho Nen: contatto e protezione a distanza
Il 3° Simbolo Reiki è il simbolo della guarigione a distanza, permette di andare al là del tempo e dello spazio, e l'essenza dell'Energia senza spazio-tempo. Significa anche: "passato, presente, futuro, Qui, Ora."
È il simbolo della guarigione a distanza, è il più complesso e potente dei simboli di secondo livello. Opera sulla mente conscia, sul corpo mentale piuttosto che sul sub-conscio che è invece dominio del Sei he ki.
Conosciuto come simbolo di contatto, simbolo della distanza è noto anche come la pagoda. E' veloce nel condurre l'energia là dove necessita la quale trasferita dal livello cosmico al piano fisico, lavora immediatamente.
Questo simbolo scioglie i blocchi trasformandoli in energia positiva. Il suo compito è di realizzare l'armonia universale sul piano fisico.
Il suo significato è: l'energia che è in me entra in contatto con l'energia che è in te e saluta l'energia che è in te. Oppure Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te. Oppure Il Cristo che è in me entra in contatto con il Cristo che è in te.
Il rapporto tra distanza, passato e futuro
Utilizzando i simboli, i trattamenti possono essere più veloci e i limiti spazio temporali decadono, permettendo di eseguire trattamenti a distanza.
Il secondo livello comporta una maggiore capacità di canalizzazione dell’energia, nonché la possibilità di inviare la stessa a distanza, oltre i confini dello spazio e del tempo, per trattare persone o cose lontane, situazioni presenti, passate o future.
Il Reiki Tradizionale Giapponese, i simboli sono strumenti specifici, ognuno con la propria funzione energetica. Ricordiamo anche che Usui non introdusse i simboli all’inizio del suo insegnamento.
Nella tradizione giapponese, il terzo simbolo non viene usato per “mandare energia nel tempo” (né passato né futuro), ma solo nello spazio. La funzione del terzo simbolo è annullare la distanza tra operatore e ricevente, non manipolare il tempo.
Queste differenze dipendono dalle scuole e dalle linee di insegnamento. Il terzo simbolo può quindi essere presentato come strumento di connessione spaziale nella tradizione giapponese oppure come simbolo utilizzabile, in alcune scuole occidentali, per lavorare simbolicamente su passato, presente e futuro.
Come si tracciano e si attivano i segni Reiki
I simboli si usano visualizzandoli, tracciandoli nell'aria con una mano o immaginando di farlo, visualizzando o immaginando un raggio luminoso che li traccia.
Tracciato o visualizzato il simbolo, si ripete il suo nome/mantra 3 volte. E indispensabile memorizzare perfettamente i simboli e i nomi per poterli tracciare con scioltezza, senza insicurezze, è altamente consigliabile non avere dubbi o tentennamenti quando si lavora con l' energia.
Possono essere tracciati con le dita delle mani, possono essere visualizzati, ed il loro nome può essere salmodiato come un mantra. Hanno una coscienza propria ed è possibile meditare su di loro e ricevere indicazioni sul loro utilizzo.
Il Primo Livello ReiKi prevede l'apprendimento e l'applicazione dei rispettivi Simboli per poter intraprendere l'esperienza dell' Auto-trattamento e sessioni di Trattamento ad Altri.
Nel Primo Livello le Mani sono pressoché a contatto con il Ricevente o con Se stessi in caso di Auto-Trattamento. Il passaggio delle mani va dalla Testa fino ai Piedi e dalla posizione Supina a quella Prona.
Sequenza essenziale secondo l’obiettivo
- Il primo simbolo si utilizza per trattamenti sul piano fisico, quando ci sono dolori o sintomi corporei.
- Il secondo simbolo viene impiegato nei trattamenti mentali o nei processi di trasformazione interiore.
- Il terzo simbolo serve a stabilire il contatto per i trattamenti a distanza.
- Se, ad esempio, sto trattando a distanza una persona con un problema fisico, uso prima il terzo simbolo per connettermi, e poi il primo simbolo per lavorare sul piano fisico.
- Se invece si tratta di un disagio mentale o emotivo, dopo il contatto a distanza userò il secondo simbolo.
Non è necessario usarli in una sequenza rigida, né uno potenzia l’altro. Non serve creare rituali inutilmente complicati.
Spesso, ad esempio, si insegna che per utilizzare il secondo simbolo, bisogna prima tracciare il primo simbolo per “aprire la strada” all’energia, poi si inserisce il secondo, e infine si ritorna al primo per “chiudere” il trattamento.
Inoltre, si sostiene che il primo simbolo rafforzi il secondo. In realtà, questa complessità è frutto di una visione occidentale che, come spesso accade, tende a complicare ciò che nella tradizione giapponese è molto più semplice e diretto.
Proteggere una persona, un ambiente o un oggetto
Protezione personale
Immaginando di indossarlo infilandoci mentalmente in esso, il primo simbolo diventa una forte protezione.
Per proteggere noi stessi o i nostri simili da energie negative, si impiega in questo modo: lo tracciamo sei volte davanti, dietro, ai lati, sopra e sotto di noi, ripetendo ogni volta il mantra.
Il Reiki può essere utilizzato per purificare e proteggerci da forze ed entità nocive, per eliminare energie stagnanti o negative. Il secondo simbolo viene associato in particolare alla protezione spirituale e all’armonizzazione della sfera emozionale.
Purificazione di un ambiente
Inviato ai quattro angoli di una stanza, il primo simbolo sarà purificata, ripulita dalle energie stagnanti e pesanti.
Unito al primo simbolo, Sei He Ki diventa un potente purificatore di ambienti. È impiegato per rimuovere blocchi negativi, protegge da influenze, forze e entità nocive, libera entità intrappolate in abitazioni e luogo.
Il simbolo Reiki può essere utilizzato per purificare ambienti, situazioni e relazioni. I simboli tracciati all'inizio del trattamento di 1° livello ne aumentano l'efficacia.
Protezione di oggetti e sostanze
Il primo simbolo può essere tracciato su un regalo, una lettera o un biglietto di auguri per portare energia positiva al destinatario.
Lasciato cadere sulle bevande, sui medicinali, sui cibi, riduce ogni effetto nocivo di contaminazione.
Reiki può essere utilizzato per purificare cristalli, cibo, medicinali, ambienti, situazioni e relazioni. È possibile trattare persone, animali, piante, oggetti…Madre Terra!
Gli altri simboli associati alla protezione
In Occidente circolano simboli che pur non avendo niente a che fare con il reiki, vengono ad esso abbinati e con successo. Si tratta di energie sanscrite, molto positive che si assorbono attraverso lo sguardo.
Antahkarana
ANTAKARANA Concentra e amplifica il reiki, connette il cervello al chakra della corona, la mente fisica al Sé superiore, influenza positivamente tutti i centri energetici e l’aura del soggetto.
È di origine tibetana, purifica e protegge. Focalizza ed aprofondisce l’azione delle energie di guarigione.
Antakarana neutralizza le energie negative, agevola la guarigione. È un simbolo multidimensionale, l’energia si muove dalle due alle tre dimensioni visibili, fino alle dimensioni invisibili più elevate.
È utilizzato per purificare gli oggetti che vengono messi tra due raffigurazioni del simbolo. Tenuto in tasca, messo sotto il letto, esposto, porta sempre beneficio.
Zonar e Halu
ZONAR e' il Simbolo che Anestetizza i Dolori Fisici e Mentali che vengono da Traumi Importanti del Passato e addirittura delle Vite Precedenti. Riequilibra e Resetta il Karma.
HALU e' l'Amplificazione di Zonar e lavora ancor piu' Profondamente a livello Inconscio e Subconscio in cui sono rimasti Bloccati degli Ingranaggi a tal punto da impedire l' Evoluzione Positiva dell' Indiduo.
Harth
HARTH e' il Simbolo del Cuore e dell' Amore. Viene utilizzato per Purificare il Cuore e portare la persona ad affidarsi alla Logica dell' Amore Caritatevole, Compassionevole, Misericordioso.
Rama
RAMA e' il Simbolo che agisce sui primi Chakra, riportando la persona ad un forte e sicuro Radicamento. Agisce positivamente sulla Rigenerazione dei Tessuti e Rinforza l'apparato Muscolo-Scheletrico.
Permette di raggiungere Obiettivi Terreni.
Ran Sei
RAN SEI È un simbolo addizionale facoltativo, lavora sul piano fisico, è efficace nella guariguione, si usa a chiusura dei simboli tradizionali.
È indicato nei problemi fisici, nelle scottature, sulle piaghe e nelle infiammazioni. Una sua variante è il Long Say.
Il Kanji Reiki come immagine di protezione
Il pittogramma Reiki Reiki espressione giapponese nei due Kanji di cui si compone. Non si tratta di ideogrammi ma di pittogrammi.
Il Kanji Reiki è simbolo antico e potente, racchiude significati e potenzialità collegate alla protezione e alla evoluzione. Il simbolo emana una fortissima energia.
Dipinto sulla parete di una stanza oppure posizionato come un quadro, diviene emanatore di energia positiva. Protegge da energie geo-patogene, es. nodi di Hartmann.
Collocato sotto il letto favorisce il sonno. Applicato ad una presa di corrente, limita i danni delle emanazioni elettromagnetiche. Inserito in un cellulare con la parte disegnata rivolta verso la batteria, protegge da emanazioni.
Di questo simbolo esistono tre diverse versioni e può essere letto almeno a 7 livelli di profondità.
REI viene tradotto come energia universale, significa spirito, anima e indica il principio nel non senso più totale del termine. Collegarsi a REI significa collegarsi con la sorgente stessa della vita: Dio, Grande Spirito, Sé Universale.
KI viene tradotto come energia vitale, significa atmosfera, mente-cuore, stato d'animo. Indica qualcosa che è presente in tutto ciò che esiste, qualcosa di universale, ma allo stesso tempo individuale.
L'insieme di REI e KI è allora il TUTTO. Il creatore e il sofio di vita che emana, il principio, la sua manifestazione.
Il senso di Reiki è allora richiamare le dimensioni superiori perché scendano in noi, portando LUCE.
I simboli Reiki e i livelli di pratica
La conoscenza e l’insegnamento del Reiki si tramandano, come da tradizione, da Maestro ad allievo tramite particolari procedure energetiche: le Iniziazioni.
Attraverso l’Iniziazione i canali energetici atti alla canalizzazione del Reiki vengono ripuliti e riattivati, consentendo all’allievo di praticare Reiki autonomamente, su sè stesso e sugli altri.
Per diventare canali Reiki, operatori di 1°,2°,3° livello e Master, è necessario ricevere le relative iniziazioni, seguire cioè un percorso iniziatico di riapertura e di pulizia dei canali energetici presenti naturalmente in ognuno di noi, congestionati o adderittura ostruiti a causa del loro inutilizzo.
Primo livello
Il PRIMO LIVELLO (Shoden): consente di inviare energia a tutti e a tutto attraverso il contatto: l’operatore impone o appoggia le proprie mani.
Si consegue attraverso quattro attivazioni effettuate dal Master Reiki, attraverso le quali l’energia Reiki apre i canali dell’allievo, collegandolo direttamente alla Fonte di Energia Universale e conferendogli la capacità di canalizzarla.
Nel Primo Livello le Mani sono pressoché a contatto con il Ricevente o con Se stessi in caso di Auto-Trattamento.
Il Primo Livello è completo in sé e fornisce tutti gli strumenti per una pratica personale profonda.
Secondo livello
Il SECONDO LIVELLO (Chuden): comporta una maggiore capacità di canalizzazione dell’energia, nonché la possibilità di inviare la stessa a distanza, oltre i confini dello spazio e del tempo, per trattare persone o cose lontane, situazioni presenti, passate o future.
Si consegue attraverso un’ulteriore iniziazione durante la quale si viene iniziati all’uso dei primi tre Simboli Reiki.
I tre simboli del secondo livello - Cho Ku Rei (potere e protezione), Sei He Ki (armonizzazione mentale ed emotiva), Hon Sha Ze Sho Nen (connessione a distanza) - aprono dimensioni di lavoro completamente nuove.
Terzo livello e livello Master
IL TERZO LIVELLO-LIVELLO MASTER: oggi da molte scuole ripartito in due sotto-livelli.
TERZO LIVELLO PRATICANTE (Okuden) nel quale si riceve l’iniziazione al simbolo del Maestro ma non viene trasmessa la capacità di insegnare e trasmettere le attivazioni.
TERZO LIVELLO MASTER (Shinpiden) il livello dell’insegnante, nel quale viene trasmessa la capacità di trasmettere le iniziazioni, e si ricevono gli ultimi due simboli Reiki.
Il quarto simbolo è il simbolo del Maestro (giapponese) e connette con il proprio Sè Superiore e con il Cuore pulsante del Reiki.
Il dai ko myo ha una potenza straordinaria, una volta che si è imparato a maneggiarlo, deve essere impiegato sempre. La sua finalità è la guarigione dell'anima, suo significato: luce che investe tutto ciò che si irradia dall'illuminato.
L'altro simbolo che è impiegato solo per trasmettere le attivazioni è il raku, la maestra Takata non l'ha mai usato e molte scuole americane non lo tengono in considerazione.
Raku ricorda il fulmine, la saetta delle rune, viene tracciato dall'alto verso il basso durante il processo di attivazione perché stabilizza chi ha ricevuto le armonizzazioni.
Con il terzo livello, le capacità di canalizzare sono ulteriormente aumentate, con l'effetto potentissimo del dai ko myo e del raku.
Protezione, consenso e responsabilità
E’ bene avere sempre il consenso consapevole del beneficiario. Il consenso è importante soprattutto quando si lavora su un’altra persona, su una situazione personale o su un trattamento a distanza.
Il Reiki è un viaggio dentro di Sè e dentro l’Universo, un viaggio meraviglioso estremamente commovente, pieno d’Amore e Consapevolezza.
Ovviamente la velocità del percorso di riequilibrio varia da persona a persona e da caso a caso. Più radicato è il blocco energetico, più tempo ci vorrà per sciolglierlo.
Non si deve avere fretta quando si lavora su di sè, e soprattutto bisogna avere la volontà di lavorare su di sè, con Amore, senza giudizio, affrontando quegli aspetti della propria vita che non sono più in armonia con il nostro nuovo stato vibratorio.
La pratica Reiki può essere considerata da chi la segue come pratica spirituale e complementare. Le affermazioni sui simboli, sulle energie negative e sui risultati di guarigione appartengono al linguaggio e alle convinzioni delle diverse scuole Reiki.
I simboli Reiki non sostituiscono una diagnosi, una terapia o un trattamento medico. In presenza di dolore, malattia, disturbi psicologici o altri sintomi persistenti è necessario rivolgersi a professionisti sanitari qualificati.
Perché le immagini dei simboli sembrano immediatamente spirituali
Immagini come quella del drago di fuoco associato al Reiki producono un effetto visivo molto potente. Il corpo serpentino, le fiamme, le lettere tibetane, la calligrafia cinese, le parole inglesi come healing, enlightenment, life force e wisdom non vengono semplicemente accostate: costruiscono una scena spirituale riconoscibile.
Il drago rimanda alla potenza cosmica, la scrittura asiatica suggerisce una conoscenza iniziatica, il fuoco evoca trasformazione, mentre il riferimento al Reiki inserisce l’intera composizione dentro un orizzonte terapeutico ed energetico già familiare a molti praticanti.
In questo senso, l’immagine non comunica attraverso una tradizione precisa, ma attraverso una densità simbolica costruita per stratificazione. La spiritualità contemporanea spesso non si presenta attraverso sistemi dottrinali ordinati, ma attraverso costellazioni di segni capaci di evocare esperienza, energia e trasformazione.

Il drago “Loong” tra cultura cinese e immaginario globale
Uno degli elementi più interessanti dell’immagine è il termine “Loong”, utilizzato come titolo principale sopra il drago di fuoco. Il carattere cinese presente nell’immagine - 龍, nella forma tradizionale - significa effettivamente “drago”. Nella traslitterazione pinyin standard moderna verrebbe letto lóng.
Negli ultimi anni, tuttavia, alcuni ambienti culturali cinesi hanno iniziato a utilizzare il termine “Loong” invece di “Dragon” per riferirsi specificamente al drago cinese.
L’obiettivo è sottolineare una differenza simbolica importante: mentre il drago europeo viene spesso associato a distruzione, caos o mostruosità, il drago cinese tradizionale è legato alla prosperità, alla trasformazione, all’acqua, al potere cosmico e all’armonia imperiale.
Nell’immagine, infatti, il drago cinese non rimane legato alla cosmologia taoista o alla cultura imperiale cinese: viene reinterpretato come “Tibetan Fire Serpent”, collegato al Reiki, ai chakra e alla guarigione energetica.
Da un punto di vista antropologico, questo passaggio è molto importante. Il drago, infatti, non viene utilizzato qui come simbolo storico cinese, ma come archetipo energetico universale.
È il linguaggio stesso della spiritualità contemporanea a trasformarlo in una figura immediatamente leggibile dentro categorie come: energia; trasformazione; risveglio; vibrazione; guarigione; forza vitale.
L’estetica dell’immagine merita attenzione. Il drago rappresentato non assomiglia particolarmente ai draghi della pittura tradizionale cinese o tibetana.
La sua anatomia, le fiamme, la resa luminosa e l’intensità cromatica ricordano piuttosto il fantasy digitale contemporaneo, influenzato dal cinema, dai videogiochi e dall’arte AI-generated.
Esistono davvero simboli tibetani nel Reiki?
Una delle affermazioni più interessanti presenti nell’immagine è la frase: “This symbol is used in nontraditional Reiki systems”. È una formulazione apparentemente secondaria, ma in realtà molto significativa, perché riconosce implicitamente che il simbolo del drago non appartiene al Reiki storico giapponese originario.
Nel Reiki trasmesso da Usui Mikao nella prima metà del Novecento non esistono riferimenti documentati a simboli tibetani come quello rappresentato nell’immagine.
I simboli utilizzati nei percorsi Reiki derivati dalla linea Usui-Hayashi-Takata appartengono piuttosto a un contesto giapponese nel quale confluiscono elementi dello shugyō, del buddhismo esoterico giapponese (mikkyō), della cultura sino-giapponese e delle pratiche spirituali del Giappone moderno.
Questo non significa che il Reiki giapponese sia culturalmente “puro” o isolato. La cultura religiosa giapponese è storicamente stratificata e attraversata da influenze cinesi, buddhiste e taoiste.
Tuttavia, tra questa complessità storica e l’idea contemporanea di un “Reiki tibetano” esiste una differenza importante. Il collegamento sistematico tra Reiki e Tibet emerge soprattutto in Occidente, in particolare tra anni Ottanta e Novanta, dentro un clima culturale segnato dalla diffusione del New Age, della spiritualità olistica e delle terapie energetiche globali.
È importante osservare che questi processi non nascono necessariamente da intenzioni manipolatorie. Più spesso riflettono il bisogno contemporaneo di collocare le pratiche terapeutiche dentro cornici simboliche profonde, antiche e universalizzanti.
Quando Tibet, Reiki, chakra, draghi cinesi e simboli energetici vengono continuamente sovrapposti, il rischio è che le differenze storiche e culturali tra queste tradizioni si dissolvano progressivamente.
Spiritualità globale e costruzione dell’autenticità
Più che chiederci se il simbolo sia “autentico” in senso storico, può essere più utile interrogarsi su come l’autenticità venga prodotta nella spiritualità contemporanea.
Nel discorso spirituale globale, infatti, l’autenticità raramente coincide con la ricostruzione filologica rigorosa delle tradizioni. Essa emerge piuttosto attraverso un insieme di strategie simboliche, visive ed emotive che generano nel praticante la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di antico, profondo e trasformativo.
L’immagine del drago Reiki-tibetano lavora esattamente in questa direzione. Il fuoco, le scritture orientali, il lessico energetico, il richiamo alla saggezza e alla guarigione, la figura del serpente-drago: tutti questi elementi cooperano nella costruzione di un’atmosfera di autorevolezza spirituale.
Dal punto di vista antropologico, questo processo è molto interessante perché mostra come la spiritualità contemporanea funzioni spesso attraverso assemblaggi culturali.
Elementi provenienti da contesti differenti vengono riuniti dentro nuove configurazioni simboliche capaci di produrre esperienza, appartenenza e senso. In altre parole, la forza dell’immagine non dipende dalla sua coerenza storica, ma dalla sua efficacia simbolica.
Quando simboli molto diversi vengono presentati come appartenenti a una medesima antica sapienza orientale senza contestualizzazione storica, il rischio è quello di produrre una sorta di Oriente immaginario e compatto.
Da questa prospettiva, Tibet, Giappone, India e Cina smettono di apparire come realtà storiche differenti e diventano componenti intercambiabili di un unico paesaggio spirituale globale.
Se il Reiki viene continuamente associato a un Oriente mitico e indistinto, rischia progressivamente di perdere il proprio radicamento storico e culturale specifico.
Come funzionano i simboli del Reiki
Come scegliere e usare un segno Reiki di protezione
- Definire l’obiettivo del lavoro, distinguendo tra protezione personale, purificazione ambientale, riequilibrio emozionale e trattamento a distanza.
- Utilizzare Cho Ku Rei quando l’intenzione riguarda il richiamo, la concentrazione, l’attivazione o la purificazione dell’energia.
- Utilizzare Sei He Ki quando il lavoro riguarda emozioni, pensieri, tensioni interiori o armonizzazione psichica.
- Utilizzare Hon Sha Ze Sho Nen per stabilire il contatto a distanza, secondo la scuola e la tradizione seguite.
- Visualizzare o tracciare il simbolo con precisione, senza esitazioni.
- Ripetere il nome o mantra del simbolo tre volte.
- Mantenere il consenso consapevole del beneficiario quando il lavoro riguarda un’altra persona.
- Evitare sequenze rigide quando non sono richieste dalla propria scuola di Reiki.
Il primo simbolo richiama l’energia, il secondo penetra nel corpo mentale ed emozionale, il terzo apre le porte dell’anima.
Oltre al normale utilizzo curativo possono essere utilizzati: per la guarigione del Karma, per la meditazione, per il contatto con gli Spiriti Guida.
La pratica del Reiki ripristina con straordinaria velocità l’Armonia e l’Equilibrio originari dell’individuo. Reiki è un potentissimo metodo di Risveglio della Coscienza, di crescita personale ed Evoluzione Spirituale.
Reiki è un’Energia di qualità molto elevata, la più sottile che possa essere contattata; fluisce in quantità illimitata, innescando e accelerando un processo di guarigione, o meglio, risvegliando la facoltà di autoguarigione del nostro Essere.
Queste descrizioni esprimono la visione energetica e spirituale propria delle tradizioni Reiki e non costituiscono una spiegazione scientifica dei fenomeni né una sostituzione delle cure sanitarie.
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