Corpo sottile e allungato: significato, struttura energetica e relazione con i chakra

Il corpo sottile e allungato può essere descritto, nelle tradizioni energetiche e nello yoga, come l’insieme dei livelli non immediatamente visibili dell’esperienza umana, in relazione con il corpo fisico, la mente, le emozioni e l’energia vitale. Non si tratta soltanto della dimensione materiale composta da pelle, ossa, muscoli e organi, ma di una struttura più ampia nella quale pensieri, emozioni, respiro, coscienza e vitalità vengono considerati interconnessi.

La nostra struttura energetica è infatti costituita da un insieme di corpi sottili, incastrati l’uno con l’altro, come una sorta di matrioska. L’insieme dei corpi sottili è definito ”aura”, l’energia sottile del corpo e della mente, un campo elettromagnetico intorno al nostro corpo.

Che cos’è il corpo sottile

Pensiero ed emozioni fanno parte integrante della nostra esperienza come esseri umani, cose che non si possono toccare e sentire come invece siamo in grado di toccare e sentire il nostro corpo. Nella tradizione dello yoga, e non solo, tutto questo fa parte del corpo sottile.

Fin da tempi lontanissimi c’è stato l’interesse nell’approfondire e capire i diversi strati della nostra esperienza, che non include solo il nostro corpo. A tal proposito sono stati sviluppati diversi modelli attraverso i quali si cerca di esplorare i molteplici aspetti del nostro esistere come esseri umani.

Costituito di energia vibrante a diversi livelli, il corpo sottile ha una sua anatomia e specifiche funzioni che sono in relazione diretta tanto con il corpo fisico quanto con la mente e le sue dinamiche.

L’idea dell’energia del corpo sottile potrebbe sembrarti inverosimile, poiché raramente viene presa in considerazione nella medicina tradizionale. Non deve necessariamente esserci una contraddizione.

Esiste un intero ecosistema di esperienze energetiche del corpo sottile che si trova appena al di là della nostra percezione immediata, ma che è costantemente attivo e importante quanto il nostro corpo fisico.

L’energia corporea grossolana è la percezione complessiva che hai del tuo corpo fisico e biologico, costituito da pelle, ossa, muscoli, organi e così via. È la tua esperienza in prima persona di tutto ciò che le persone vedono quando guardano il tuo corpo fisico.

Le emozioni e i pensieri sono un po’ meno grossolani o solidi rispetto alla tipica energia grossolana. Si trovano più vicini al corpo sottile, e alcuni li considerano parte integrante di esso.

L’energia del corpo sottile non è così accessibile alla nostra consapevolezza in prima persona. Se l’energia grossolana è pienamente cosciente, quella del corpo sottile è semicosciente.

Si colloca al confine tra la consapevolezza pura, non qualificabile, e il nostro senso di solidità. Spesso riusciamo a comprenderla solo percependo la nostra energia grossolana ed estrapolando a ritroso.

Il corpo sottile come struttura intermedia tra corpo e mente

Il corpo fisico è semplicemente l’insieme di organi, ossa, pelle e muscoli. Ognuno ha una percezione ben chiara del proprio corpo fisico.

Lo stato del nostro corpo fisico riflette quello del nostro corpo sottile. Infatti, sotto molti aspetti è proprio l’energia del corpo sottile a governare il corpo grossolano.

Allo stesso tempo, poiché in ogni istante discendiamo da Dio verso il corpo grossolano, quest’ultimo è il risultato o la manifestazione fisica di tutti i nostri sistemi energetici del corpo sottile, che a loro volta sono l’emanazione dei corpi superiori e più vuoti, proprio come una matrioska.

Ciò significa che qualsiasi stato o condizione nei corpi fisico o emotivo, sano o malsano che sia, è uno specchio o un’eco del corpo sottile. Un corpo sottile sano implica un corpo fisico sano, e viceversa.

Quale struttura intermedia tra corpo e mente il sistema dei 7 Chakra rappresenta una postazione privilegiata per comprendere e purificare le relazioni tra psiche e materia, che sono indissolubilmente unite.

I cinque elementi e l’energia universale

L’essere umano è costituito da cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria e spirito.

Il corpo umano è fatto di ossa, non staremo in piedi senza il sistema scheletrico, possiamo quindi dire che siamo fatti di minerali, proprio come la terra. Siamo anche fatti d’acqua (sangue, linfa, lacrime), per più del 70%.

Grazie al fegato inoltre, avviene la combustione che trasforma le sostanze che assumiamo attraverso il cibo in energia disponibile che ci permette di vivere, quindi siamo fatti di fuoco. Infine respiriamo aria.

La vita sulla terra si svolge all’interno di due parentesi rappresentate dal primo e dall’ultimo respiro.

L’unione e l’armonia fra questi elementi genera il benessere, che ci permette di collegarci con il quinto elemento: l’energia cosmica (energia universale, spirito, energia di elevata frequenza), che è intorno a noi, una vibrazione sottile apparentemente diversa da quella materiale.

Quando noi riusciamo a mantenere uniti questi elementi e a far in modo che fra di loro danzino in maniera equilibrata, avviene il collegamento con la coscienza cosmica. Ciò significa che viviamo in armonia con l’universo e tutto ciò che ci circonda.

Questi elementi sono anche chiamati forze. L’uomo veniva anticamente rappresentato come una stella, le cui punte inferiori sono le gambe, che rappresentano la forza della terra e dell’acqua.

Mentre le punte laterali, sono le braccia, che rappresentano il fuoco e l’aria. Sempre secondo questa antica visione, quando le forze divengono una sola, si apre la quinta punta della stella, quella superiore, la testa.

In questo modo, la luce divina può entrare dentro di noi, rendendo così l’essere umano divino e potente, come tutto l’universo, capace di realizzare e manifestare luce e amore.

Prana, nadi e chakra

Il corpo sottile è costituito da linee di energia (Nadi) con funzioni di collegamento e trasporto, paragonabili a arterie, vene, nervi, e da particolari centri (Chakra), che hanno il compito e la funzione di accumulare e “trasformare” l’energia universale dotandola di particolari caratteristiche vibratorie.

Noi viviamo immersi in un universo di Prana, l’energia universale che è anche la madre di tutte le energie: termica, elettrica, cinetica etc.

Noi stessi siamo fatti di Prana condensato in materia sempre in diretta relazione con quest’energia primaria che però richiede di essere trasformata ed accumulata per rispondere alle funzioni e alle esigenze diverse del nostro corpo.

I Chakra hanno funzione tanto di trasformatori che di pila. il paragone è corretto anche se sicuramente riduttivo.

Ogni cellulare è dotato di un apposito trasformatore che permette di utilizzare l’energia che arriva adattandola alla tecnologia dell’apparecchio. Senza trasformatore il vostro cellulare è inutilizzabile perché non è possibile ricaricarlo, in più è anche necessario che ci sia dentro una pila per accumulare l’energia.

Questa potenzialità è espressa dalla struttura sottile dei 7 Chakra evolutivi che si snodano dalla sommità del capo sino alla base della colonna vertebrale e che hanno relazione con le funzioni superiori della mente e la ghiandola epifisi, con il cervello e la ghiandola ipofisi, con il plesso laringeo e la tiroide, il plesso cardiaco e il timo, il plesso solare e le strutture ormonali del pancreas, con il plesso sacrale e le gonadi, con il plesso coccigeo e le ghiandole surrenali.

I sette corpi sottili

Tutto il nostro movimento, il lavoro dei Chakra, determina la nostra frequenza. La risonanza della nostra frequenza si espande intorno a noi creando i nostri corpi sottili, composti da sostanze più sottili e impalpabili che sono identificate con i nomi di fisico, eterico, astrale, mentale, causale, buddhico, atmico.

Ognuno di essi ha un proprio colore ed è relazionato con un particolare Chakra e organo. I vari corpi lavorano all’unisono e sono interdipendenti, senza però essere separati.

1. Il corpo fisico

Il corpo fisico è semplicemente l’insieme di organi, ossa, pelle e muscoli. Ognuno ha una percezione ben chiara del proprio corpo fisico.

Annamaya kosha corrisponde al corpo fisico, tra i cinque involucri che compongono la nostra esistenza è quello più esterno, ciò che si può toccare e vedere, ciò che è tangibile.

E’ lo strato che riceve il il nutrimento, inteso non solamente come cibo, ma anche come acqua che beviamo ed aria che respiriamo.

Annamaya kosha è composto dai cinque elementi che costituiscono la materia: fuoco, aria, terra, acqua ed etere, ed è il veicolo attraverso il quale noi ci muoviamo in questa dimensione della nostra esistenza.

2. Il corpo eterico

Il corpo eterico si forma durante la gravidanza, nei 9 mesi di vita in utero. Ci accoglie alla nascita, come se fosse un guanto esterno.

É una muta trasparente e sottile, che ha la funzione di filtrare tutto ciò che ci arriva dall’esterno. Ci protegge infatti dalle aggressioni energetiche esterne.

Il corpo si stacca entro 3 giorni e si dissolve tra i 14 e i 40 giorni. Si nutre attraverso il respiro consapevole.

Pranamaya Kosha è il corpo dell’energia vitale, che sostiene e da vita al corpo fisico. Infatti Prana significa forza vitale, che viene trasmessa in tutto il corpo attraverso i canali energetici.

Nella pratica, sicuramente il movimento influisce sul corpo energetico, come anche l’uso dei mudra e dei bandha, ma è soprattutto attraverso le tecniche di pranayama che si espande l’energia vitale.

3. Il corpo astrale o emozionale

Il corpo astrale è una sorta di mantello, che si trova nello spazio che delimito ruotando a braccia aperte su me stesso. Nel suo spazio può entrare soltanto chi vibra alla mia stessa frequenza.

Tutte le emozioni che tratteniamo, non trasformate, si depositano sul corpo astrale (tempeste emozionali) e vibrano con noi.

Nel momento in cui percepisco un lieve disagio e non ne ricerco l’origine o lo risolvo, questo migra dal corpo astrale a quello eterico (disarmonia comportamentale).

Se ancora non lo prendo in considerazione migra verso il corpo fisico e arriva direttamente al Chakra corrispondente, creando appunto disturbi fisici e generando disarmonia nel benessere.

I disturbi legati a questo corpo sono di tipo somato-emozionale. Dopo il trapasso il corpo astrale non si dissolve e va nel “deposito corpi astrali”.

Quando si realizza una nuova incarnazione, ci si riappropria del corpo astrale depositato a memoria dei “debiti insoluti”. Si nutre di cibo mangiato con amore e di esperienza.

4. Il corpo mentale

Il corpo mentale è peculiare dell’essere umano, ed è preposto alla formazione del pensiero concreto.

I disturbi corrispondenti a blocchi sul piano mentale sono di tipo psicosomatico.

Le emozioni disarmonizzate che ristagnano nel corpo astrale, generano dei pensieri “disarmonizzati” negativi limitanti, che deviano i nostri comportamenti e imprigionano la nostra mente.

Quando questi pensieri diventano ricorrenti si riflettono nel fisico e manifestano “disarmonie” di origine psicosomatica. Il corpo mentale si nutre meditando su di esso.

5. Il corpo causale

Il corpo causale è il corpo che persiste per tutta l’evoluzione di un essere umano, i blocchi relativi a questo corpo portano a disfunzioni genetiche.

Porta la memoria cristallizzata di numerose incarnazioni su cui si è rifiutato di lavorare sul relativo aspetto evolutivo, denunciando l’urgenza inderogabile di un lavoro profondo e definitivo riguardante la sua origine, mediante un processo di trasformazione totale che si attiva sin dalla nascita.

Tale urgenza si esprime in una grave disarmonia fisica anche detta karmica.

Il corpo causale si nutre di compassione e perdono e di gratitudine verso gli altri corpi sottili, noi stessi e l’universo.

6. Il corpo buddhico

Il Corpo Buddhico rappresenta la luce dell’anima.

Quindi lo stato evolutivo che si è raggiunto, è uno stato di gioia profonda, rappresentato da una profonda integrazione tra il Buddha e il Cristo Interiore, musica che illumina e colori che suonano.

Si nutre di benedizioni e gratitudine, verso gli altri corpi sottili, noi stessi e l’universo.

7. Il corpo atmico

Il Corpo Atmico rappresenta la massima evoluzione spirituale che si manifesta con lo stato dell’essere immerso totalmente nella fede e nell’unità con il profondo sè, in una totale ricongiunzione all’universo divino.

Si nutre di benedizioni e gratitudine, estasi, nirvana paradiso e di gratitudine verso gli altri corpi sottili, noi noi stessi e l’universo.

Il modello dei cinque kosha

Uno di questi , il modello di Panchamaya kosha, fonda le sue origini nelle Upaniṣad, precisamente nella Taittirīya Upaniṣad, risalente al sesto secolo circa prima di Cristo.

“Pancha” significa cinque,” kosha” significa involucro, guaina, e ” maya”, che conosciamo con il significato di illusione, in questo caso puo’ avere l’accezione di composto da, interconnesso.

Questi cinque involucri, interconnessi tra loro, compongono la nostra esistenza.

Annamaya kosha

Annamaya kosha corrisponde al corpo fisico, tra i cinque involucri che compongono la nostra esistenza è quello più esterno, ciò che si può toccare e vedere, ciò che è tangibile.

Il termine” Anna” deriva da “Annapurna”, che rappresenta uno degli aspetti della divinità femminile, personificata come la dea che offre il cibo, il nutrimento a tutti gli esseri umani, alla quale in India sono stati dedicati dei templi molto importanti.

Nella pratica dello yoga la via piu’ diretta attraverso la quale si interagisce con annamaya kosha è la pratica fisica delle asana.

Qualsiasi cosa che influenza ed ha un impatto sul corpo fisico avrà anche un impatto sulle altre dimensioni e viceversa, perchè non c’e una reale separazione tra i diversi strati.

Pranamaya kosha

Pranamaya Kosha è il corpo dell’energia vitale, che sostiene e da vita al corpo fisico.

Infatti Prana significa forza vitale, che viene trasmessa in tutto il corpo attraverso i canali energetici.

Nella pratica, sicuramente il movimento influisce sul corpo energetico, come anche l’uso dei mudra e dei bandha, ma è soprattutto attraverso le tecniche di pranayama che si espande l’energia vitale.

Manomaya kosha

Il terzo involucro, Manomaya Kosha, è il corpo mentale inferiore, dove i pensieri fluiscono continuamente.

“Manas” significa mente, o meglio quella parte della nostra mente che interagisce con il mondo esterno attraverso i nostri sensi.

La mente lavora tutto il tempo, ed è normale, quindi per renderla più quieta proviamo innanzitutto a cambiare il ritmo del respiro, ed anche il ritmo e le vibrazioni della mente cambieranno.

A questo punto, attraverso l’osservazione delle sensazioni che arrivano dall’esterno, si impara a focalizzare l’ attenzione, a diventare più consapevoli del rumore che arriva dalla nostra mente.

Anche se i nostri pensieri sono proiettati nel futuro o guardano al passato, possiamo essere in grado di usare la mente per rimanere nel momento presente attraverso l’ascolto di sensazioni ed emozioni che proviamo in un determinato istante.

Vijnanamaya kosha

Ed una volta che si riesce a trascendere il brontolio della mente inferiore si arriva ad uno strato ancora più sottile, Vijnanamaya Kosha, il corpo mentale superiore, la dimensione della conoscenza, dove agisce quella parte della mente chiamata”buddhi”, l’intelletto, la voce della saggezza, che ci aiuta a discernere guidandoci verso l’intuizione della realtà.

E’ lo spazio che sta al di là del pensiero, dove se ne diventa testimoni, lo si vede arrivare e si osservano le sensazioni senza identificarci con esso.

la concentrazione lascia spazio allo stato meditativo.

Anandamaya kosha

Ananadamaya kosha è l’ultimo involucro, il corpo della beatitudine.

L’esperienza più prossima che possiamo avere dell’assoluto, dove si percepisce la connessione con qualcosa di più grande di noi.

Il senso di gioia, di beatitudine, è un aspetto intrinseco alla natura dell’essere umano, non è una cosa che dobbiamo cercare di ottenere, è già parte di quello che siamo, può manifestarsi semplicemente durante una passeggiata in mezzo alla natura, e talvolta abbiamo solo la necessità di creare la situazione adatta per sperimentarla, e la meditazione può essere un valido strumento per creare tale situazione.

Attraverso questa breve introduzione al modello di Panchamaya Kosha abbiamo iniziato ad esplorare come i diversi aspetti del nostro essere lavorano insieme per creare la totalità della nostra esperienza umana.

I sette chakra e il loro significato

L’ energia si muove nell’essere umano attraverso 7 principali centri energetici: i 7 Chakra (dischi o ruote), che partono dalla colonna vertebrale e arrivano alla sommità del capo.

I 3 Chakra inferiori sono legati all’energia che riceviamo da Madre Terra. Si tratta di energia tellurica, di colore rosso ed è collegata alle emozioni.

I 3 Chakra superiori sono invece legati all’energia che riceviamo da Padre Cielo. Si tratta di energia cosmica, di colore bianco ed è collegata ai pensieri.

Le due energie si incontrano nel 4° Chakra, ovvero il Chakra del Cuore. L’energia che scaturisce da questa unione è di colore rosa e rappresenta i sentimenti.

Se i Chakra si trovano in squilibrio, il nostro sistema non funziona più come dovrebbe.

Purtroppo, traumi infantili, sia fisici che emozionali, e condizionamenti culturali possono bloccarli e, nel corso del tempo, il loro funzionamento non è più armonico, ma può risultare in difetto o in eccesso.

Infine, ogni Chakra corrisponde ad un elemento, ad un colore, ad una nota, ad un’emozione, ad un organo, ad una ghiandola.

ChakraFormulaElementoColoreNotaGhiandolaOrgano o area
1° Chakra“Io esisto”terrarossoDosurrenaleGenitali, reni
2° Chakra“Io creo”acquaarancioneRegonaditesticoli e ovaie
3° Chakra“Io posso”fuocogiallomiendocrina pancreasfegato
4°chakra“Io amo”ariaverdefatimocuore
5° chakra“Io sono”spiritocelestesoltiroideagola
6° Chakra“Io vedo chiaro”spiritoindacolaipofisicervello
7° chakra“Io realizzo”spiritoviolasiepifisioltre il corpo fisico

1° Chakra: “Io esisto”

È collegato ai bisogni primari ed al corpo fisico. Quando è ipo porta alla paura di morire, quando invece è iper all’incoscienza.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è la preistoria.

  • Elemento: terra
  • Colore: rosso
  • Nota: Do
  • Ghiandola: surrenale
  • Organi: Genitali, reni

2° Chakra: “Io creo”

È collegato alle emozioni, è sede del piacere, della creatività, del cervello emozionale, della memoria infantile (i primi 10 anni di vita).

È il Chakra della libertà e del non attaccamento, la sua disfunzione porta alla dipendenza ed alla paura dell’abbandono.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è quello in cui nasce la tribù.

  • Elemento: acqua
  • Colore: arancione
  • Nota: Re
  • Ghiandola: gonadi
  • Organi: testicoli e ovaie

3° Chakra: “Io posso”

È collegato al riconoscimento del sé. Se è disarmonico in difetto porta alla poca autostima, se lo è in eccesso porta alla prevaricazione dell’altro.

È sede della trasformazione. Le esperienze e le emozioni vengono trasformate per essere metabolizzate, quindi per divenire utili.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è la conquista e il governo.

  • Elemento: fuoco
  • Colore: giallo
  • Nota: mi
  • Ghiandola: endocrina pancreas
  • Organo: fegato

4° Chakra: “Io amo”

È il Chakra dell’equilibrio, dell’armonia e della pace. Se è disarmonico c’è un conflitto e si diffondono tossine.

Si trova al centro della croce formata dall’uomo a braccia aperte. Qui avvengono le nozze sacre, qui nasce il nostro essere figli, diffusori di amore.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è la pace.

  • Elemento: aria
  • Colore: verde
  • Nota: fa
  • Ghiandola: timo
  • Organo: cuore

5° Chakra: “Io sono”

È legato alla capacità di essere noi stessi, alla comunicazione (l’ organo attraverso cui parliamo è il suono).

È il Chakra della verità, se è disarmonico c’è menzogna.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è il servizio.

  • Elemento: spirito
  • Colore: celeste
  • Nota: sol
  • Ghiandola: tiroidea
  • Organo: gola

6° Chakra: “Io vedo chiaro”

È collegato all’intuizione ed alla consapevolezza, vedo la globalità. Se è disarmonico la persona è confusa.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è il piano divino.

  • Elemento: spirito
  • Colore: indaco
  • Nota: la
  • Ghiandola: ipofisi
  • Organo: cervello

7° Chakra: “Io realizzo”

È sede della coscienza superiore e della conoscenza.

Lo stadio evolutivo che rappresenta è l’illuminazione.

  • Elemento: spirito
  • Colore: viola
  • Nota: si
  • Ghiandola: epifisi
  • Organo: oltre il corpo fisico

Aura e campo energetico

L’insieme dei corpi sottili è definito ”aura”, l’energia sottile del corpo e della mente, un campo elettromagnetico intorno al nostro corpo.

Si tratta della forza vitale invisibile che emaniamo e assorbiamo allo stesso tempo, in connessione con l’energia universale.

L’aura è un involucro energetico che circonda il corpo, proprio come il guscio di un uovo. Funge da intermediario tra il nostro corpo e l’ambiente circostante, proteggendo il corpo e favorendo lo scambio di energie da e verso di esso.

Gli scienziati la chiamano “biocampo“.

Quando percepiamo l’energia, la vibrazione o il comportamento di qualcuno, spesso stiamo percependo la qualità della sua aura, in particolare l’energia che trasmette dall’interno verso l’esterno.

Gli esperti di energia ritengono che l’aura sia composta da sette strati, ma questi non sono statici: si espandono e si contraggono e sono influenzati dalle nostre azioni e dal nostro stato fisico.

Ad esempio, durante una malattia l’aura tende ad avvolgersi attorno al nostro corpo fisico.

Colori e significato dell’aura

La diagnosi del nostro bio-campo (detto appunto Aura) si ottiene semplicemente misurando il campo elettromagnetico attraverso i meridiani, o “canali energetici” concentrati nelle mani.

I sensori possono posizionarsi su un piano o raggruppati in forma di un guanto. I dati registrati vengono trasmessi ad un computer per l’elaborazione e, per chiarezza, vengono trasformati in colori fondamentali dei Chakra.

Ogni colore ha una differente frequenza vibrazionale ed è associato a vari Chakra o centri energetici del nostro corpo.

I colori della nostra Aura sono determinati dallo stato fisico, mentale e emozionale che stiamo vivendo.

I colori dell’Aura non sono tutti belli, superiori o più spirituali di altri. Ogni colore ha una polarità, ed è una rappresentazione unica in relazione all’individuo.

Il nostro colore aurico principale indica i tratti caratteristici della nostra personalità.

I principali sistemi energetici del corpo sottile

Esistono diversi sistemi energetici del corpo sottile ben noti e, con l’allenamento, è possibile entrare in profonda sintonia con essi, sia in se stessi, nella loro forma interna, sia negli altri, nella loro forma esterna.

I chakra

Pensate ai chakra come a delle stazioni energetiche sottili del corpo. La parola “chakra” significa disco, vortice o ruota: sono centri in cui l’energia del corpo sottile vortica.

Ciascuno di essi è associato a un tema specifico dello sviluppo e tende ad attivarsi in momenti diversi della vita. Inoltre, essi immagazzinano traumi e conflitti.

I chakra squilibrati possono causare disturbi fisici, mentre quelli in equilibrio apportano vitalità, pienezza e salute.

Di solito se ne indicano sette, ma il numero può variare da cinque a dieci a seconda della fonte.

I chakra non sono dischi piatti e statici, ma assomigliano piuttosto a vortici rotanti.

Ognuno è composto da sette strati: quelli superiori reagiscono alla tua situazione di vita attuale, mentre quelli inferiori sono legati a temi del passato.

  • Il chakra della radice: rosso, sopravvivenza e sessualità
  • Il chakra dell'utero: arancione, creatività
  • Il chakra del plesso solare: giallo, identità e potere
  • Il chakra del cuore: verde, amore e compassione
  • Il chakra della gola: blu, espressione
  • Il chakra dell'ipofisi o del terzo occhio: viola, percezione e comprensione profonde
  • Il chakra della pineale o della corona: rosa, trascendenza di sé

I meridiani

I meridiani sono 14 canali che trasportano l’energia sottile in tutto il corpo, compresi gli organi.

Pensate a essi come al sistema circolatorio del vostro corpo sottile.

Non corrispondono ad alcuna delle strutture conosciute dalla medicina occidentale, anche se molte persone ne hanno una conoscenza implicita grazie all’agopuntura.

Ogni meridiano presenta una serie di punti di agopuntura sulla superficie del corpo.

Stimolando determinati punti di agopuntura, con aghi o mediante pressione, si stimola il meridiano ad essi associato.

Molti dei meridiani si estendono per l’intera lunghezza del corpo o per ampie sezioni di esso, il che spiega perché molti punti di agopuntura si trovino alle estremità del corpo, anche se l’organo che irrorano è situato altrove.

I meridiani presentano inoltre punti di allarme e punti riflessi neurolinfatici sulla superficie del corpo, che consentono a voi o a un operatore di monitorarne e influenzarne il funzionamento.

Tracciare i meridiani è un’altra pratica comune utilizzata per ripristinarne la salute.

Come i chakra, anche questi canali possono essere bloccati o danneggiati.

Il loro malfunzionamento precede l’insorgere di disturbi fisici, mentre il loro corretto funzionamento favorisce la salute del corpo fisico.

Ogni meridiano funziona come l’organo a cui è associato. Ad esempio, proprio come il rene purifica il corpo fisico, così il meridiano del rene purifica il corpo sottile.

Inoltre, ogni meridiano prende il nome dall’organo a cui è associato.

I 14 meridiani sono: centrale, di governo, milza, cuore, intestino tenue, vescica, rene, circolazione, triplo riscaldatore, cistifellea, fegato, polmone, intestino crasso, stomaco.

La griglia di base

La rete di base costituisce il fondamento o l’infrastruttura di tutti i nostri sistemi energetici.

Gli esperti del settore la descrivono spesso come un grafico di linee intrecciate, simile alla struttura di una gru o di un telaio.

Oltre a costituire il sistema energetico fondamentale dell’organismo, funge da ammortizzatore in caso di eventi traumatici.

Ciò significa che una disfunzione in quest’area, causata da un trauma, può provocare grave debolezza e instabilità.

Se la rete energetica di base non funziona in modo ottimale, ci sentiamo privi di vitalità e rigidi, e il corpo attinge alle risorse di emergenza e allo sforzo puro per permetterci di andare avanti.

La meditazione e altre pratiche di pace riparano la rete energetica di base, rendendola compatta e forte, come un corpo ben allenato.

Trovando ogni giorno il tempo per un’attività che ti dia pace, stai rafforzando la tua rete energetica di base.

Il Triplo Riscaldatore

Il Triplo Riscaldatore è il sistema energetico sottile che gestisce il sistema immunitario e mobilita l’organismo per respingere gli invasori.

Come avrete visto in precedenza, il Triplo Riscaldatore è un meridiano, ma è in grado di collegarsi a tutti gli altri meridiani, il che significa che spesso viene considerato un sistema a sé stante.

Inoltre, insieme all’ipotalamo, governa la risposta di “lotta o fuga”.

Si tratta di un sistema potente, in grado di prevalere sugli altri sistemi qualora lo ritenga necessario.

I circuiti radianti

I circuiti radianti funzionano in modo opposto rispetto al triplo riscaldatore.

Essi regolano delicatamente i sistemi del corpo per promuovere la salute attraverso la cooperazione e il coordinamento delle energie tra di essi.

Ce ne sono 10, e il meridiano della milza è quello principale.

Questi circuiti convogliano l’energia dove è necessaria e preparano il corpo sottile a una risposta coordinata a qualsiasi minaccia incontri.

I circuiti elettrici

I circuiti elettrici fanno parte di tutti i sistemi sopra citati e li collegano tra loro.

Rappresentano la forma più densa delle energie sottili presenti in ciascun sistema, oppure la forma più sottile delle energie dense, a seconda di come la si voglia vedere.

I circuiti elettrici attraversano l’intero corpo sottile e coordinano gli organi.

Ci sono diversi punti del corpo che puoi toccare per attivarli, e farlo può apportare loro un grande beneficio curativo.

Toccandoli si ha la sensazione di collegarsi a una presa di corrente.

L’intreccio celtico

L’Intreccio Celtico è un motivo a spirale a forma di otto che si ripete su tutto il corpo; il più grande di questi si estende dalla testa alle dita dei piedi.

Questo motivo collega i nostri vari sistemi energetici e li aiuta a funzionare in armonia.

Li intreccia tra loro e tiene insieme tutto il nostro corpo sottile.

In Tibet, un aspetto del “Tessuto Celtico” è noto come “anello energetico”.

Nella tradizione yogica, esso si presenta come due linee curve che si incrociano sette volte nei principali centri dei chakra.

Il “Celtic Weave” è anche un esercizio che aiuta a rafforzare il sistema del “Celtic Weave”.

Tracciando degli otto su una determinata zona del corpo, si attiva il “Celtic Weave” e si legano tra loro le energie attive presenti in quella zona.

I cinque ritmi

I Cinque Ritmi governano tutti i sistemi energetici.

Sono costituiti dalle quattro stagioni dell’anno, insieme a un’altra che rappresenta le transizioni tra di esse considerate come un tutt’uno.

Non solo il nostro corpo energetico sottile è caratterizzato da uno o due di questi ritmi, ma tutti noi attraversiamo periodi stagionali nella nostra vita secondo uno schema più generale.

Ogni ritmo presenta determinati punti di forza e di debolezza, e il nostro ritmo primario può atrofizzarsi o diventare dominante, portando a una disfunzione.

  • Inverno: entusiasmo infantile, energia giocosa, innocenza
  • Primavera: assertività, visione, sicurezza di sé
  • Estate: calore, esuberanza, passione, ricerca del piacere
  • Autunno: perfezionismo, ambizione, compassione, congruenza
  • Transizione: stabilità, equità, serenità di fronte al cambiamento, calma

Come si relazionano corpo sottile e corpo fisico

Parliamo un po’ di come l’energia del nostro corpo sottile si relaziona al nostro corpo grossolano, utilizzando come guida il lavoro di Ken Wilber su questo argomento.

Se avete una qualche inclinazione spirituale, potreste accettare l’idea che, fondamentalmente, non siete né la vostra mente né il vostro corpo, ma piuttosto la consapevolezza vuota che sta dietro a tutto ciò che sperimentate.

Per essere più precisi, possiamo dire che tutti noi partiamo, in ogni momento e in tutti e quattro i quadranti, dalla pura coscienza divina non duale.

Da lì scendiamo nella coscienza-deposito, poi nella mente esistenziale, quindi nella mente pensante e infine nei cinque sensi.

Questo concetto è riconosciuto da molte tradizioni, comprese quelle più disparate come lo Yogachara, gli otto livelli di Ibn Arabi e il mito cristiano della creazione, purché non lo si prenda alla lettera.

Secondo Wilber, che basa la sua conclusione su diversi modelli corpo-mente, a ciascuna di queste menti è associata una componente corporea, sia in termini di quella che sentiamo, sia di quella che gli altri possono vedere o percepire dall’esterno.

Pertanto, la nostra sensazione di essere un sacco di pelle, ossa, muscoli e organi all’interno di un mondo interiore altamente attivo si basa in gran parte sul corpo grossolano.

Lo percepiamo come densità e solidità, mentre gli altri lo vedono dall’esterno come il nostro corpo materiale.

Lungo lo spettro che va dal corpo fisico grossolano al corpo vuoto/Testimone/spirituale, esiste una serie di energie sottili, ed è qui che risiedono i sistemi energetici del corpo sottile (che forse corrispondono alla mente esistenziale e alla coscienza-deposito).

Questi non sono del tutto inaccessibili né a noi né all’esterno, specialmente con l’allenamento, ma sono molto meno accessibili del corpo materiale.

Si trovano sulla soglia del corpo materiale.

La creazione del mondo manifesto avviene quando lo Spirito si espande, discende e si riduce a una versione inferiore di sé stesso

Pratiche associate al corpo sottile

Nella pratica dello yoga la via piu’ diretta attraverso la quale si interagisce con annamaya kosha è la pratica fisica delle asana.

La mente lavora tutto il tempo, ed è normale, quindi per renderla più quieta proviamo innanzitutto a cambiare il ritmo del respiro, ed anche il ritmo e le vibrazioni della mente cambieranno.

Nella pratica, sicuramente il movimento influisce sul corpo energetico, come anche l’uso dei mudra e dei bandha, ma è soprattutto attraverso le tecniche di pranayama che si espande l’energia vitale.

Ed una volta che si riesce a trascendere il brontolio della mente inferiore si arriva ad uno strato ancora più sottile, Vijnanamaya Kosha, il corpo mentale superiore, la dimensione della conoscenza, dove agisce quella parte della mente chiamata”buddhi”, l’intelletto, la voce della saggezza, che ci aiuta a discernere guidandoci verso l’intuizione della realtà.

la concentrazione lascia spazio allo stato meditativo.

Il senso di gioia, di beatitudine, è un aspetto intrinseco alla natura dell’essere umano, non è una cosa che dobbiamo cercare di ottenere, è già parte di quello che siamo, può manifestarsi semplicemente durante una passeggiata in mezzo alla natura, e talvolta abbiamo solo la necessità di creare la situazione adatta per sperimentarla, e la meditazione può essere un valido strumento per creare tale situazione.

La meditazione e altre pratiche di pace riparano la rete energetica di base, rendendola compatta e forte, come un corpo ben allenato.

Trovando ogni giorno il tempo per un’attività che ti dia pace, stai rafforzando la tua rete energetica di base.

Interpretazione e consapevolezza

La conoscenza dei corpi sottili è fondamentale per una maggior consapevolezza di sé e per avviare un percorso di ricerca del benessere psico-fisico.

Attraverso questa breve introduzione al modello di Panchamaya Kosha abbiamo iniziato ad esplorare come i diversi aspetti del nostro essere lavorano insieme per creare la totalità della nostra esperienza umana.

Espressione perfetta tanto del naturale che del sovrasensibile permette di interpretare il senso evolutivo degli avvenimenti dandoci la possibilità di adeguare al meglio il nostro comportamento.

Schema dei sette corpi sottili

I 7 Chakra: Significato, Funzioni e Come Sbloccarli | La spiegazione più semplice

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