Catherine Louise Birmingham è una donna che si presenta online come «guaritrice spirituale», persona intuitiva, empatica e guida di vita, offrendo letture energetiche, sessioni di guarigione e consigli attraverso il proprio sito e un canale YouTube. La sua attività è emersa nel contesto della vicenda giudiziaria della famiglia che viveva in una casa nel bosco in Abruzzo, insieme al marito Nathan Trevallion e ai loro tre figli.
La vicenda riguarda soprattutto le condizioni abitative, l’istruzione e l’assistenza sanitaria dei minori, oltre alle decisioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Le attività online di Birmingham costituiscono uno degli elementi del caso, ma non coincidono con il motivo autonomo dell’allontanamento dei bambini, disposto in relazione alle contestazioni rivolte alla famiglia.
Chi è Catherine Louise Birmingham
Catherine Louise Birmingham gestisce un canale YouTube nel quale dà consigli di vita secondo la sua visione. La donna gestisce inoltre un sito dove promuove il suo libro e le attività di «guaritrice spirituale».
«Se stai cercando guarigione, guida, consiglio o vuoi entrare in contatto con le tue guide, sono una persona intuitiva, empatica, guaritrice e guida di vita», scrive sul suo sito web la donna. Online Catherine parla anche della «fuga dalla nostra proprietà».
Il sito ora è stato reso privato, ma ilfattoquotidiano.it è riuscito ad accedervi in tempo. Il marito ha sempre sostenuto che la moglie lavorasse in smart working.
Le attività proposte online
Nel sito di lei ci sono tutte le attività che Catherine Birmingham, dietro richiesta di pagamento, offriva. «La tua offerta - si legge - è destinata all’intera tribù qui nel nostro Tempio di Guarigione dell’Amore e della Natura, dove stiamo crescendo i nostri tre splendidi bambini».
E ancora: «se desiderate visitarci o soggiornare. Se desiderate partecipare a sessioni di guarigione online o via email con Catherine potete leggere di più sulla pagina delle letture energetiche».
«Duecento dollari per una lettura energetica. Letture da 40 - 50 minuti: offerta minima 100 dollari o 100 euro. Guarigioni, pulizie domestiche, animali smarriti: minimo 50 euro». Sono alcune delle offerte che apparivano nel sito di Catherine Birmingham.
Per le letture energetiche da 40, 50 minuti si parte da un minimo di 100 dollari - euro. Ma puoi anche «fare un’offerta di importo maggiore».
«Per una lettura energetica - scrive Birmingham - tieni presente che ho ricevuto 200 dollari per una sessione di 45 minuti. Queste richiedono una enorme quantità della mia energia».
Letture energetiche e ricerca di persone o animali
Inoltre si propone come sensitiva. Se hai animali, oggetti, o persone smarriti che vuoi ritrovare, «con una foto e il nome, mi sintonizzo con l’energia o la coscienza della cosa - animale smarriti e cerco di localizzarlo».
Le proposte comprendevano quindi letture energetiche, guarigioni, pulizie domestiche e attività rivolte alla ricerca di animali, oggetti o persone smarriti. Le sessioni potevano essere svolte online o via email, secondo quanto indicato nelle pagine dedicate alle attività di Birmingham.
La vita nella casa nel bosco
Queste attività erano collegate alla vita della famiglia in una piccola casa in un bosco, in provincia di Chieti, in Abruzzo. Catherine Birmingham viveva lì insieme al marito Nathan Trevallion e ai loro tre figli.
«Viviamo fuori dalla rete - scrive Birmingham - e stiamo tornando alla preziosa vita semplice». La famiglia sosteneva di vivere «di ciò che la piccola fattoria produce, senza bisogno d’altro».
Questa rappresentazione della vita nella natura è stata però messa in discussione dagli atti giudiziari. Secondo l’ordinanza, la famiglia viveva in un rudere fatiscente e privo di utenze e in una piccola roulotte.
| Elemento | Informazioni riportate |
|---|---|
| Luogo | Una piccola casa in un bosco, in provincia di Chieti, in Abruzzo |
| Componenti della famiglia | Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e tre figli |
| Condizioni abitative contestate | Rudere fatiscente, privo di utenze, e piccola roulotte |
| Servizi offerti online | Letture energetiche, guarigioni, pulizie domestiche e ricerca di animali smarriti |
L’intervento dei servizi sociali
La vicenda legale della famiglia nel bosco non è cominciata di recente. Nel settembre del 2024 c'era stato il primo intervento dei servizi sociali.
Dopo l’intossicazione da funghi velenosi, a settembre 2024, i servizi sociali bussano alla porta. La risposta? «Siamo scappati al nord».
Da quel momento la famiglia scompare. Il caso è esploso con la decisione del tribunale di portare via i bambini ai genitori.
Secondo gli atti citati da Il Giornale, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ordina l’allontanamento dei tre bambini il 13 novembre. I giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila, con un’ordinanza del 20 novembre scorso, hanno disposto l’allontanamento dei tre bambini dai genitori.
Non un blitz improvviso, ma la conseguenza di richieste ignorate: «preoccupante negligenza genitoriale», «mancata frequentazione scolastica», «isolamento».
Le contestazioni del tribunale
Il tribunale chiede verifiche sulla sicurezza della casa e accertamenti sanitari sui minori. Nessuna risposta.
«Il servizio sociale - scrivono i giudici - aveva segnalato la condizione di sostanziale abbandono in cui si trovavano i minori, in situazione abitativa disagevole e insalubre e privi di istruzione e assistenza sanitaria; la famiglia viveva in un rudere fatiscente e privo di utenze e in una piccola roulotte. I minori non avevano pediatra e non frequentavano la scuola».
E ancora, una situazione di «preoccupante negligenza genitoriale, con particolare riguardo all’istruzione dei figli e alla vita di relazione degli stessi, conseguente alla mancata frequentazione di istituti scolastici e all’isolamento in cui vivevano».
Quanto alla casa, il tribunale parla chiaro: «assenza di agibilità, impianti inesistenti, scarsa igiene», rischio per la salute dei bambini.
Istruzione e assistenza sanitaria
Nemmeno la scuola torna: niente dichiarazione annuale per l’istruzione parentale. Solo un certificato di una scuola privata di Brescia mostrato agli assistenti sociali, mai depositato ufficialmente.
Il ministero è subito intervenuto per dire che «risulta regolarmente espletato l’obbligo scolastico attraverso l’educazione domiciliare», ma restano tutte le altre contestazioni.
Tra le questioni indicate dal tribunale figurano anche l’assenza di un pediatra e la mancata assistenza sanitaria. Il tribunale chiede infatti accertamenti sanitari sui minori, insieme alle verifiche sulla sicurezza dell’abitazione.
La richiesta di 150mila euro per le visite mediche
Poi l’episodio che fa più discutere: per acconsentire alle visite neuropsichiatriche e alle analisi del sangue per i figli, i genitori avrebbero imposto una condizione assurda. «Solo se ci date 50mila euro per ciascun minore».
Cinquantamila euro per permettere a un medico di visitarli. La somma complessiva indicata per i tre minori era quindi di 150mila euro.
Intanto papà Nathan difende la vita nel bosco: «Le bollette creano caos». Parole che cozzano con la richiesta di 150mila euro.
Le raccolte fondi e il sostentamento della famiglia
Sul loro sostentamento restano ombre: due raccolte fondi, una da 10mila euro (2.500 raccolti), l’altra da 25mila dollari (17.700 ottenuti).
La famiglia sosteneva di vivere secondo una logica di autosufficienza e di semplicità, mentre le informazioni sulle attività online di Birmingham mostravano la presenza di servizi a pagamento e di strumenti digitali.
Ed è estremamente curioso come chi professi l’immersione totale nella natura, sciogliendo le catene dalle sovrastrutture consumistiche e tecnologiche di cui siamo schiavi, arrivi a proporre sessioni online a pagamento, attivi canali YouTube, fotografi il tutto e si faccia pure remunerare tramite pagamenti digitalizzati.
L’allontanamento dei bambini
I figli sono stati collocati temporaneamente in una casa - famiglia dove resteranno per un periodo di osservazione, insieme alla madre.
Il provvedimento è stato adottato nel quadro delle contestazioni relative alle condizioni abitative, all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’isolamento dei minori. Le attività di «guaritrice spirituale» della madre sono state riportate come parte del contesto familiare e professionale della donna.
La decisione del tribunale riguarda quindi la tutela dei bambini e le verifiche sulle loro condizioni di vita, non una valutazione generale delle pratiche spirituali o delle attività online in quanto tali.

Famiglia nel bosco, l'avvocato attacca i servizi sociali | Tivù Verità
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