La meditazione del lago di montagna utilizza l’immagine di uno specchio d’acqua per osservare la mente con maggiore consapevolezza, pazienza e non attaccamento. La superficie del lago può incresparsi, intorbidirsi e deformare i riflessi, mentre in profondità rimane una zona quieta: allo stesso modo, anche dentro di noi può esistere uno spazio di calma che non viene completamente travolto dai pensieri e dalle emozioni.
La pratica invita a riconoscere pensieri, sensazioni ed emozioni come fenomeni mutevoli, simili a onde, riflessi, vento, pioggia o fango nell’acqua. Non è necessario combatterli né forzarli a scomparire: osservandoli con pazienza, è possibile lasciare che si depositino e che la mente ritrovi gradualmente lucidità.
Il significato del lago di montagna nella meditazione
Il lago di montagna è una immagine carica di forza. L’acqua è un elemento antico, come le roccie. C’è una metafora di Kabat-Zinn che mostra in maniera diretta la caratteristica fondamentale dell’acqua, la sua resilienza: “Se colpite una montagna o un sasso con un martello, malgrado la loro durezza, o proprio per questo, la roccia si frammenta, si sbriciola, si rompe. Ma se colpite il mare o uno stagno, tutto quello che otterrete sarà un martello arrugginito.” (J.K. Zinn, 1990)
La forza dell’acqua può erodere la roccia. L’acqua ha la qualità della ricettività, si apre per accogliere qualsiasi cosa e poi si ricompone. Il vento può provocare le onde, la pietra lanciata nel lago può creare un movimento a cerchi concentrici, causando la distorsione delle immagini che si riflettono sulla superficie, creando immagini distorte della realtà.

Alcuni aspetti della natura si prestano ad essere utilizzati come metafore di stati della mente. Il lago è ricettivo e accoglie ogni cosa che si riflette nella sua acqua, senza rifiutare niente, senza trattenere niente.
Eppure, che si tratti di una montagna, di un albero o di una nuvola, il riflesso di ogni cosa non è che un semplice riflesso, un evento che non cambia la natura o la struttura del lago. Allo stesso modo, anche nella nostra mente può passare qualunque pensiero, sia in forma di immagine sia in forma discorsiva, e noi possiamo accorgerci che non si tratta di realtà (anche se sembra tale), ma di un semplice evento mentale, evanescente come un riflesso sull'acqua, che compare, indugia per un po' e alla fine svanisce.
La superficie agitata e la calma profonda
A volte la mente può essere agitata come quando l'acqua di un lago sotto la spinta del vento si increspa in superficie. E come in un lago esiste una zona profonda, che resta quieta anche quando la superficie è increspata, così anche noi possiamo contattare una zona quieta dentro di noi e provare a dimorare in essa, osservando da lì la nostra esperienza come un fenomeno di superficie, che dura il tempo che dura e ci tocca fino a un certo punto.
A volte l'agitazione smuove sabbia e polvere, e l'acqua del lago diventa torbida, come la nostra mente quando è confusa per via dell'agitazione e delle emozioni difficili. E allora non c'è che da fermarsi e attendere che l'acqua si calmi e la polvere e la sabbia si depositino sul fondo.
Così facciamo anche noi, quando ci prendiamo una pausa, ci fermiamo, meditiamo, e lasciamo che un po’ alla volta la nebbia dei pensieri e delle emozioni si diradi, e la nostra mente riacquisti la lucidità, la chiara visione attraverso un’acqua tornata limpida.
Il lago della mente
Il lago può essere considerato paragonato alla mente umana. Le acque limpide del lago riflettono il paesaggio che lo circonda, così come sono. Riflesso puro, senza distorsione, senza giudizio. Una mente calma è come l’acqua limpida e cristallina del lago.
Le onde del lago possono essere viste come le vrtti, i condizionamenti mentali (pregiudizi, emozioni negative, pensieri disturbanti, limiti mentali, abitudini etc…) che agitano e disturbano la quiete mentale. Quando le acque sono agitate non possono riflettere fedelmente il paesaggio, stessa cosa vale per la mente che non può osservare la realtà per come è, ma diventa una visione “distorta”.
La meditazione ci permette di osservare l’agitazione della nostra mente, di ridurre il giudizio, di evitare che l’ego prenda il sopravvento, la distorsione della realtà, di coltivare il non attaccamento, di aumentare la consapevolezza e di ritrovare la pace mentale.
Anche se a volte l’acqua del lago si agita, si sporca e perde la sua bellezza, alla fine ritorna sempre ad essere calma. Lo stesso vale per la nostra mente. Anche se è spesso agitata, piena di pregiudizio, invasa da ego etc… grazie alla meditazione possiamo far si che si calmi e torni a riflettere la realtà per quella che è.
Che cosa insegna la meditazione del lago
Questa storia insegna come la mente a volte non abbia bisogno di essere guidata dall’azione bensì possiamo raggiungere la pace e la serenità attraverso la calma e la pazienza. La metafora del lago aiuta a comprendere come i fenomeni della mente, detti vrtti, talvolta siano i diretti inquinatori della pace della mente.
Le acque limpide rappresentano le cose così come sono, senza attaccamento e giudizio. La mente calma è quella del lago cristallino e puro, un pò come insegna Thich Nhat Hanh con “La mente del principiante”.
La meditazione del lago aiuta a visualizzare il lago come la propria mente. Anche lavorare attraverso la visualizzazione aiuta la mente a rimanere nel presente; specifico che chi ha esperienza nella pratica formale confermerà che l’uso della visualizzazione è un passaggio al proprio percorso di ricerca interiore e non il fine ultimo.
Sostanzialmente impariamo ad usare la visualizzazione come tecnica e non come modo per evadere dalla realtà, perché diventerebbe l’ennesimo escamotage per distanziarsi dal presente.
La storia del Buddha e dell’acqua torbida
Una volta il Buddha stava camminando da una città ad un’altra con alcuni dei suoi discepoli. Mentre stavano viaggiando, raggiunsero un lago. Si fermarono lì e il Buddha disse ad un suo discepolo: “Sono assetato; potresti darmi un po’ d’acqua di questo lago?”.
Il discepolo camminò lungo il fiume, quando si avvicinò si accorse che proprio in quel momento un carretto trainato da un bue stava attraversando il lago. Come risultato, l’acqua era diventata molto torbida e fangosa.
Il discepolo pensò: “Come posso dare quest’acqua torbida da bere al Buddha?”. Quindi tornò indietro e gli disse: “L’acqua è molto torbida non penso sia il caso di berla”.
Dopo circa mezz’ora Buddha chiese ancora allo stesso discepolo di tornare al lago e prendergli un po’ d’acqua da bere. Il discepolo obbedì e tornò al lago. Anche questa volta trovò l’acqua fangosa, tornò indietro e lo informò della cosa.
Dopo un po’ di tempo, Buddha chiese di nuovo allo stesso discepolo di tornare al lago. Il discepolo trovò il lago pulito e l’acqua estremamente limpida e pura.
Il fango era sceso sul fondo e l’acqua in superficie sembrava perfetta per essere bevuta. Così raccolse un po’ d’acqua in un recipiente e la portò al Buddha.
Egli guardò l’acqua e poi rivolgendosi al discepolo gli disse: “Guarda cos’ha reso l’acqua pulita. Hai lasciato fare… e il fango si è depositato da solo sul fondo e tu hai potuto prendere dell’acqua pura.
Anche la tua mente è come questo lago. Quando è disturbata lasciala stare, dalle un po’ di tempo e si calmerà da sola. Non devi sforzarti per calmarla, accadrà senza sforzo.”
Come praticare la meditazione del lago
La pratica può essere svolta in posizione seduta, in un ambiente tranquillo, lasciando che il corpo assuma una postura stabile ma non rigida. La posizione non è importante, ma può essere utile scegliere un assetto che permetta di rimanere presenti e di respirare con naturalezza.
Trova una posizione comoda e stabile, seduta o seduto, e lascia che il corpo si rilassi progressivamente.
Porta l’attenzione al respiro, osservando l’inspirazione e l’espirazione senza modificarle.
Immagina un lago di montagna, osservandone la forma, la superficie, le rive, le rocce e il paesaggio circostante.
Visualizza l’acqua limpida e ricettiva, capace di riflettere ciò che appare senza trattenerlo e senza respingerlo.
Riconosci le onde, il vento, la pioggia, le increspature o il fango come immagini dei pensieri e delle emozioni che attraversano la mente.
Nota che ogni fenomeno mentale può comparire, restare per un certo tempo e poi svanire.
Porta l’attenzione alla zona profonda del lago, immaginando uno spazio quieto sotto la superficie agitata.
Rimani in ascolto, senza cercare di eliminare i pensieri e senza giudicare la qualità della meditazione.
Con la pratica meditativa diventiamo consapevoli dell’esperienza come un fenomeno fluttuante. Qualsiasi cosa si manifesta è mutevole… uno scorrere di esperienze, un flusso.
Osservare la mutevolezza dei pensieri e dei sentimenti sulla superficie del lago, e anche fare contatto con il vasto serbatoio della consapevolezza che si trova più in profondità, è una possibilità concreta che si manifesta con la pratica della meditazione del lago nella vita quotidiana.
La meditazione della montagna come pratica complementare
La meditazione del lago può essere affiancata alla meditazione della montagna, un’altra pratica di visualizzazione collegata alla mindfulness e proposta da Jon Kabat-Zinn.
La montagna è quell’elemento naturale che pur cambiando l’aspetto esteriore, malgrado il passaggio delle stagioni, rimane sempre lo stesso, solido e imperturbabile.
La meditazione della montagna è una pratica di mindfulness che ci incoraggia a cercare la stabilità e la pace interiore, anche di fronte al cambiamento imprevedibile e al caos.
Questa meditazione della montagna è stata proposta da Jon Kabat-Zinn all’interno della Mindfulness, in particolare nel protocollo MBSR - Mindfulness Based Stress Reduction (Riduzione dello stress basata sulla consapevolezza).
E’ una meditazione di visualizzazione. La meditazione ci invita a immaginarci come una montagna, osservandone le caratteristiche, la forma e la sua natura di stabilità.
Una montagna vedrà cambiare i suoi colori, sarà flagellata dalle piogge e dai venti, vedrà l’alternanza delle stagioni. Allo stesso modo noi vediamo i cambiamenti dei pensieri, delle emozioni, siamo flagellati dalla rabbia e dalla passione, siamo soggetti all’invecchiamento.
Possiamo prendere spunto dalla stabilità della montagna riconoscendo che come la pioggia non è la montagna, come le stagioni non siano la montagna, nemmeno i pensieri sono nostri, nemmeno l’invecchiamento del corpo è veramente nostro.
Potremo così portare in noi quelle caratteristiche della montagna che ci permettono di vivere meglio, in modo più equilibrato.

Dalla stabilità della montagna alla fluidità del lago
La montagna rappresenta la fermezza, il radicamento e la capacità di restare presenti durante il cambiamento. Il lago rappresenta invece la ricettività, la fluidità e la capacità di accogliere i fenomeni senza identificarsi completamente con essi.
La montagna rimane stabile mentre cambiano luce, ombra, colori, stagioni e condizioni meteorologiche. Il lago accoglie i riflessi e le increspature, ma nessun riflesso modifica la sua natura profonda.
Le due immagini possono essere utilizzate insieme: il corpo può ricordare la stabilità della montagna, mentre la mente può imparare dalla ricettività dell’acqua.
La Meditazione della Montagna è dunque uno strumento potente per coltivare la stabilità, la resilienza e una profonda connessione con il proprio essere e con l’ambiente circostante.
La meditazione del lago insegna a osservare il movimento della mente senza aggiungere ulteriore agitazione. La meditazione della montagna ricorda che è possibile rimanere radicati anche quando la superficie dell’esperienza cambia continuamente.
Il lago come immagine del presente
La meditazione ci permette di osservare l’agitazione della nostra mente, di ridurre il giudizio, di evitare che l’ego prenda il sopravvento, la distorsione della realtà, di coltivare il non attaccamento, di aumentare la consapevolezza e di ritrovare la pace mentale.
La pratica non richiede che l’acqua sia sempre calma e perfettamente limpida. Anche l’agitazione, la torbidità e le onde possono diventare oggetti di consapevolezza.
Il punto non è costruire una mente che non sperimenta più pensieri o emozioni, ma imparare a riconoscere ciò che accade senza confonderlo con l’intera realtà.
Possiamo rendere la nostra mente così simile all’acqua calma che gli esseri che si raccoglieranno intorno a noi potranno forse vedere la loro stessa immagine e perciò vivere per un istante una vita più trasparente forse perfino più intensa, grazie alla nostra quiete. William Butler Yeats
Ricordiamoci il lago dentro di noi.
tags: #lago #di #montagna #meditazione