I chakra sono centri energetici sottili descritti dalla tradizione spirituale indiana e dallo yoga, collocati lungo la colonna vertebrale e associati a specifiche dimensioni fisiche, emotive, mentali e spirituali. Secondo questa visione, il loro equilibrio contribuisce a una maggiore stabilità, vitalità, chiarezza, serenità e connessione con se stessi.
Portare i chakra nella vita quotidiana significa utilizzarli come una mappa simbolica per osservare i propri bisogni, le emozioni, le relazioni, il modo di comunicare e la ricerca di significato. Yoga, meditazione, respirazione, mantra, visualizzazioni e consapevolezza del corpo possono diventare strumenti per esplorare questi aspetti, senza considerare i chakra una spiegazione medica dei disturbi fisici o emotivi.
Che cosa sono i chakra
La parola chakra, in sanscrito, significa “ruota, cerchio o disco”, ed è utilizzata per rappresentare i centri energetici del nostro corpo, che hanno il compito di “ricevere e distribuire” la nostra energia vitale.
Chakra è una parola sanscrita, appartenente all’antichissima India, con diverse traduzioni che rimandano sempre al significato di una “forma circolare”: cerchio, ruota, vortice, movimento energetico.
I chakra sono centri di coscienza collocati fisicamente sulla colonna ma energeticamente nel corpo etereo dedicati alla raccolta e trasformazione dell’energia cosmica vitale, il Prana, che viene poi messa a disposizione per tutti i processi che coinvolgono il corpo, la mente e lo spirito.
I chakra sono spesso descritti come i centri energetici sottili del corpo, ciascuno dei quali rappresenta un aspetto unico del nostro sé fisico, emotivo e spirituale.
I chakra sono una mappa dell'energia sottile del corpo-punti dove le forze fisiche, emotive e spirituali si intersecano.
Descritti per la prima volta nei testi yogici antichi, i sette chakra principali si allineano con la colonna vertebrale, dalla base alla corona della testa.
Ogni chakra è più di un concetto, è un invito a esplorare te stesso in nuove dimensioni: radicamento, creatività, scopo, amore, espressione, intuizione e connection con il divino.
Corpo fisico, corpo energetico e prana
Secondo la teoria dello yoga, tutti noi siamo fatti di un corpo fisico, visibile, ed un corpo energetico, invisibile, che regola le nostre attività intellettuali e spirituali.
Questo corpo invisibile è fatto di “prana“, ovvero la nostra energia vitale.
Il prana fluisce nel nostro corpo attraverso degli speciali canali energetici chiamati “nadi“; questi canali energetici sono numerosissimi, (se ne contano più di 72.000), ma ne esistono 3 di principali: Sushumna, Ida e Pingala.
La parola Chakra significa ruota. Si tratta di vortici di energia che ricevono energia dall’universo, la immagazzinando, e la distribuiscono a parti specifiche dell’insieme mente/corpo, attraverso una rete di sottili canali psichici, le nadi.
I Chakra fanno parte del nostro corpo di energia, pranamaya kosha, ma la loro attività si estende ad ogni aspetto del nostro essere.
Le tre nadi principali
Sushumna è la nadi principale; inizia il suo percorso alla base della spina dorsale e lo termina sulla sommità del capo.
Anche le altre due nadi secondarie ma comunque importantissime e cioè Ida e Pingala partono dalla base della colonna vertebrale ma anziché procedere in linea retta, seguono un percorso a spirale, incrociandosi per 6 volte prima di terminare nel 6 chakra: Ajna, chiamato anche terzo occhio.
Ogni volta che le nadi (o canali energetici) si incontrano, danno vita ad un chakra, per cui i chakra nel corpo sono numerosissimi ma possiamo distinguerne 7 principali e che si trovano in linea retta, lungo la colonna vertebrale.
I chakra sono quindi dei vortici di energia.
Kundalini e percorso ascensionale
Lo scopo della pratica dello yoga è quello di risvegliare l’energia che risiede alla base della colonna vertebrale, dove è situato il primo chakra, e di farla risalire lungo questo percorso energetico, attraversando ed illuminando tutti i 7 chakra principali.
Quando un chakra viene illuminato da questa energia spirituale, che si chiama kundalini, essa lo riporta al suo regolare funzionamento, riparando i danni causati dallo stress mentale, emotivo e fisico della vita di tutti i giorni.
La radice delle energie che devono essere risvegliate nel corpo è il potere della creazione stessa, la Kundalini.
Questa energia dormiente rappresenta il potenziale di trasformazione spirituale e di risveglio ed è evolutiva per sua stessa natura.
Le pratiche di Hatha yoga sono usate per risvegliare e canalizzare queste energie per la trasformazione spirituale.
L’esperienza dei Chakra è considerato l’ambito di studio del Kundalini yoga.
I Chakra principali sono sette e ognuno di essi rappresenta una tappa del percorso ascensionale della coscienza.
I sette chakra nella vita quotidiana
I chakra principali sono 7, ed ognuno di loro, oltre ad avere caratteristiche specifiche, è associato a determinate emozioni, sensazioni, funzionalità mentali e spirituali.
Ogni Chakra, oltre ad avere una funzione propria e rappresentare aree specifiche del corpo, è associato anche a molte altre realtà: ha un proprio colore, un proprio elemento, una forma, un suono (o mantra), una divinità, una pietra, un animale, un pianeta ed è associato a determinate emozioni, sensazioni, funzionalità mentali e spirituali.
Le energie dei Chakra sono organizzate lungo una gerarchia evolutiva dei bisogni umani cominciando dalla sopravvivenza ed evolvendo attraverso la procreazione, la socializzazione, l’altruismo e l’intuizione, finché l’evoluzione spirituale non si manifesta nello sviluppo della consapevolezza unitiva.
| Chakra | Posizione | Colore | Elemento | Tema principale |
|---|---|---|---|---|
| Muladhara | Base della colonna vertebrale | Rosso | Terra | Sicurezza, stabilità, radicamento |
| Svadhisthana | Sotto l’ombelico e zona genitale | Arancione | Acqua | Creatività, piacere, emozioni |
| Manipura | Plesso solare | Giallo | Fuoco | Volontà, autostima, azione |
| Anahata | Centro del petto | Verde | Aria | Amore, compassione, relazioni |
| Vishuddha | Gola | Azzurro | Etere | Comunicazione, verità, espressione |
| Ajna | Centro della fronte | Indaco | Luce | Intuizione, visione, conoscenza |
| Sahasrara | Sommità della testa | Viola o bianco | Pensiero/coscienza | Spiritualità, unità, trascendenza |
Primo chakra: Muladhara, il chakra della radice
Posizione: alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.
Colore: rosso.
Significato: radice, legato al sostegno, nutrimento e radicamento.
Affermazione: Io esisto.
Il chakra della radice corrisponde all’elemento della terra.
La sua energia ci dona stabilità, sicurezza, radicamento e influisce sul nostro rapporto con il mondo materiale.
Essendo legato alla prima infanzia, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della persona.
Il primo chakra si trova alla base della colonna vertebrale, all’altezza dell’osso sacro.
Muladhara significa “radice” e rappresenta il nostro radicamento, il nostro istinto di sopravvivenza, il bisogno di sicurezza, ed è collegato al soddisfacimento dei nostri bisogni primari, come avere una casa, un lavoro, procurarsi il cibo.
Il suo colore è il rosso, ovvero il colore della forza e dell’energia pura.
L’energia di Muladhara è associata alle ghiandole surrenali, ed è responsabile della salute di gambe, piedi, ano, retto, intestino crasso, e coccige.
L’energia carente del primo chakra potrebbe manifestarsi con una sensazione di insicurezza, scarsa fiducia in sé stessi, apatia, eccessiva preoccupazione e paura di perdere ciò che ci da sicurezza e senso di benessere.
Si può anche manifestare con eccessi di rabbia, aggressività, collera, gelosia, violenza o atteggiamento difensivo.
All’opposto, se l’energia di questo chakra è iperattiva, si corre il rischio di riconoscersi eccessivamente attaccati ai beni materiali, e restii a dare o donare qualcosa.
Oppure si è troppo rigidi e ostili ai cambiamenti.
Gli asana migliori per stimolare l’energia di Muladhara sono quelli che lavorano con i piedi e le gambe.
Sushumna, (il canale energetico principale), rappresenta infatti la nostra connessione tra terra e cielo, e le gambe sono le radici che fanno da tramite.
Posizioni come la ghirlanda, l’albero e il ponte sono ideali per rafforzare il legame con la terra, per sentirsi più stabili e sicuri.
Nel quotidiano, Muladhara richiama l’attenzione sulla casa, sul riposo, sull’alimentazione, sulla sicurezza, sulla gestione delle risorse e sul rapporto con il corpo.
Secondo chakra: Svadhisthana, il chakra sacrale
Posizione: zona dell’osso sacro, parte superiore degli organi genitali.
Colore: arancione.
Significato: dolcezza, relazionato con le sensazioni, il piacere e la sessualità.
Affermazione: Io sento.
Il chakra sacrale è associato all’acqua.
Corrisponde agli organi sessuali e riproduttivi.
È legato alla procreazione, alla creatività, al piacere e alla libera espressione del sé.
Comprende inoltre la capacità di lasciare andare e di abbandonarsi semplicemente al flusso della vita.
In sanscrito Svadhisthana significa “dolce”.
È il chakra sacrale, e si trova all’altezza dei genitali.
La sua energia rappresenta le cose dolci della vita, la capacità di provare emozioni come il desiderio, il piacere, la sessualità e la creatività fisica.
Il suo colore è l’arancione: simbolo di emozioni positive, successo e armonia interiore.
L’energia di Svadhisthana è associata alle gonadi (ovaie per le donne, testicoli per l’uomo), ed è responsabile della salute di genitali, reni, vescica, prostata, sistema circolatorio.
Una carenza nel secondo chakra potrebbe manifestarsi in una chiusura nei confronti della “sensualità” della vita, generando una sorta di difficoltà nel provare stati di gioia.
Gelosie, paure, desideri inappagati e ossessivi, impotenza e frigidità possono essere la manifestazione di una carenza di questa energia.
Quando invece l’energia di questo chakra è in eccesso, può condurci alla ricerca ossessiva del piacere, anche e soprattutto a livello sessuale.
Gli asana migliori per questo chakra, sono quelli che lavorano con i fianchi ed il bacino, in quanto è proprio in questa zona del corpo che si trova Svadhisthana e le relative ghiandole ad esso associate.
Questo centro energetico è associato all’elemento acqua, il che lo rende responsabile della regolazione dei liquidi nel corpo.
La circolazione della sua energia, proprio come l’acqua, riesce ad adattarsi ad ogni superficie, e ci permette di fluire con la vita ed adattarci ai cambiamenti.
Nel quotidiano, Svadhisthana invita a riconoscere le emozioni, lasciare spazio al piacere, alla creatività, alla sensualità e alla capacità di cambiare direzione senza perdere il contatto con se stessi.
Terzo chakra: Manipura, il chakra del plesso solare
Posizione: plesso solare, zona superiore dell’ombelico e dello stomaco.
Colore: giallo.
Significato: gemma e dimora, legato alla volontà, al potere, all’azione.
Affermazione: Io voglio.
Il chakra del plesso solare è associato al fuoco.
È legato alla forza di volontà, al coraggio e all’autostima.
Lavorando su questo chakra possiamo riaccendere il nostro “fuoco interiore”, superare la paura dei cambiamenti e trasformare la nostra volontà in azione.
Manipura può essere tradotto come “città del gioiello”, ed è il chakra del plesso solare, che si trova all’altezza dell’ombelico.
Questo chakra rappresenta l’individualità e la percezione di sé stessi.
È la sede della determinazione, della forza di volontà, del potere personale e della fiducia in sé.
Il suo colore è il giallo: simbolo di energia, della luce del sole e della conoscenza.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il pancreas, che è responsabile dei processi digestivi, in quanto regola le funzioni di stomaco, fegato, milza e cistifellea.
Quando il chakra del plesso solare è carente, si possono percepire sensazioni legate alla perdita di autostima e scarsa fiducia in sé stessi.
Al contrario, quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si potrebbe percepire un desiderio sfrenato di potere, un’eccessiva arroganza o sicurezza di sé stessi, e ci si potrebbe riconoscere poco o per nulla disposti ad ascoltare l’opinione altrui.
Gli asana migliori che lavorano con questo centro energetico sono quelli che utilizzano gli addominali.
È proprio in questa zona del corpo, chiamata anche plesso solare, che risiede l’energia di Manipura, associata all’elemento fuoco e responsabile delle funzioni digestive.
Posizioni che agiscono sul cosiddetto “core”, come la serie dei guerrieri, aiutano a combattere l’inerzia, la pigrizia e a sviluppare autodisciplina, autostima e lucidità.
Nel quotidiano, Manipura riguarda la capacità di scegliere, agire, porre limiti, sostenere le proprie decisioni e trasformare le intenzioni in comportamenti concreti.
Quarto chakra: Anahata, il chakra del cuore
Posizione: sopra il cuore, al centro del petto.
Colore: verde.
Significato: non colpito, non danneggiato, legato all’amore ed alle relazioni.
Affermazione: Io amo.
Il chakra del cuore corrisponde all’elemento aria.
È qui che risiedono l’amore, la compassione, la tolleranza.
Quando è bloccato diventiamo possessivi, oppure tendiamo ad isolarci per paura di essere respinti.
Riaprendo il cuore, impariamo ad amare in modo incondizionato e ad instaurare rapporti sani.
Anahata è il chakra del cuore, e rappresenta il centro dell’intero sistema energetico dei chakra.
Anahata collega i tre centri inferiori, legati maggiormente agli aspetti materiali, con i tre chakra superiori, di tipo più mentale e spirituale, legati all’intuizione e al pensiero.
La funzione di questo centro energetico è quella che ci dona la capacità di esprimere amore puro e incondizionato.
Il suo colore è il verde, simbolo di equilibrio, compassione, armonia, amore per la natura, salute e depurazione.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è il timo, e questo centro energetico regola le attività dei polmoni, cuore, sistema circolatorio e respiratorio.
La carenza dell’energia di questo chakra può manifestarsi con l’incapacità di esprimere amore, e con il rifiuto di ricevere manifestazioni di affetto, o di farsi toccare.
Quando l’energia di questo chakra è in eccesso, si corre il rischio di identificarsi eccessivamente con il dolore degli altri, e soffrire così intensamente da risultare emotivamente compromessi e troppo dipendenti.
Gli asana migliori per riequilibrare le energie di Anahata sono quelli di “apertura” del torace.
Nel quotidiano, Anahata richiama la reciprocità: dare e ricevere affetto, coltivare compassione senza annullarsi, mantenere relazioni sane e riconoscere i propri confini emotivi.
Quinto chakra: Vishuddha, il chakra della gola
Posizione: gola.
Colore: azzurro.
Significato: purificare, legato alla comunicazione, alla creatività, all’espressione di sé e della propria verità.
Affermazione: Io esprimo.
Il chakra della gola, il suo elemento è l’etere.
Viene considerato il centro della comunicazione e sede della verità.
La sua energia ci dona il coraggio di essere sinceri (anche con noi stessi), di esprimere liberamente le nostre opinioni e i nostri sentimenti.
Ma anche la capacità di ascoltare gli altri risiede in questa area.
Vishuddha è il nome sanscrito del chakra della gola, e significa: “puro”.
Questo chakra si trova all’altezza delle gola, e rappresenta la capacità di esprimere ciò che si ha dentro, la comunicazione e la creatività.
Il suo colore è l’azzurro, simbolo di verità, purezza, pulizia e tranquillità.
La ghiandola endocrina associata a questo chakra è la tiroide, e questo centro energetico regola le attività di gola, collo, bocca, denti, mandibola, udito, esofago, parte alta dei polmoni, braccia.
Una carenza del quinto chakra può manifestarsi nella difficoltà ad esprimere le proprie idee, blocchi della creatività, eccessiva timidezza.
Quando, al contrario, l’energia di questo chakra è in eccesso, non riusciamo a controllare le nostre parole, parliamo troppo e a vanvera, senza analizzare il senso di quello che diciamo.
Gli asana migliori per questo chakra, sono quelli che lavorano con il collo e le spalle, proprio perché è li nel mezzo che si trova Vishuddha.
La sua energia è associata all’elemento etere, ed è il primo dei chakra considerati “superiori”, quelli più legati all’aspetto mentale.
È legato anche alla nostra capacità di comunicazione…. non a caso, quando abbiamo difficoltà ad esprimere ciò che abbiamo dentro, proviamo un “nodo alla gola”.
Nel quotidiano, Vishuddha si esprime nella qualità delle parole, nell’ascolto, nella capacità di dire ciò che è necessario e nel rispetto del silenzio.
Sesto chakra: Ajna, il chakra del terzo occhio
Posizione: in mezzo alla fronte, tra le sopracciglia.
Colore: indaco.
Significato: sapere, percepire, legato alla conoscenza e all’intuizione.
Affermazione: Io conosco.
Il terzo occhio, il suo elemento è la luce.
Al sesto chakra vengono attribuiti il potere dell’immaginazione, l’intuizione, il discernimento, la creatività.
Il suo buon funzionamento ci permette di confidare nella nostra saggezza interiore, di aprire la nostra mente e di vedere oltre le forme e le apparenze.
Il sesto chakra è localizzato al centro della fronte; il suo nome in sanscrito è Ajna, significa conoscere, percepire ed anche comandare, nel senso di avere il comando sulla nostra mente.
Ajna è chiamato anche il chakra del terzo occhio, cioè quell’occhio non fisico che è in grado di percepire la realtà più profonda dell’esistenza.
La sua funzione è l’intuizione e la visione.
È qui che hanno sede l’immaginazione creativa, le capacità intellettuali, e la memoria.
Il suo colore è l’indaco, simbolo di saggezza, di conoscenza e di misticismo.
Il chakra del terzo occhio è associato all’ipofisi, la ghiandola adibita al controllo del sistema ormonale.
Quando la mente, affollata dai troppi pensieri, ci impedisce di mantenere il focus e il contatto con la nostra innata saggezza, scegliere posizioni che liberano il chakra del terzo occhio può aiutare a ritrovare la propria guida interiore.
Le inversioni come p.es. la verticale sulle spalle, infatti, ci insegnano ad abbandonare le nostre convinzioni, a liberarci da antiche paure e ad aprirci a nuovi punti di vista.
Nel quotidiano, Ajna invita a distinguere intuizione e impulso, osservare i pensieri senza identificarsi completamente con essi e sviluppare una visione più ampia delle situazioni.
Settimo chakra: Sahasrara, il chakra della corona
Posizione: sommità della testa.
Colore: viola o bianco.
Elemento: pensiero/coscienza.
Concetti associati: spiritualità, connessione con il divino, illuminazione.
Il chakra della corona è associato all’energia cosmica.
Viene considerato la chiave d'accesso al regno spirituale e ai livelli superiori della coscienza.
La sua energia dona orientamento e senso alle nostre vite, ci aiuta a comprendere che la felicità non viene dall’ esterno e a sentirci liberi in ogni nostra decisione.
È il chakra della coscienza pura e della connessione con l’universo.
Un chakra della corona aperto e bilanciato porta a un senso di unità con l’universo e a una profonda comprensione spirituale.
Nel quotidiano, Sahasrara riguarda la ricerca di significato, la contemplazione, il senso di connessione e la capacità di inserire le esperienze individuali in una visione più ampia.
Chakra, ghiandole endocrine e salute
Inoltre, in base della posizione che ogni chakra occupa nel nostro corpo, ad esso viene associata anche una specifica ghiandola endocrina.
Le ghiandole endocrine hanno il compito di rilasciare nel corpo gli ormoni, e la loro funzionalità è soggetta ad uno stato di equilibrio che, se compromesso, può generare stress, ansia e malfunzionamento dell’organismo.
Quando l’energia di un chakra è attiva anche la ghiandola endocrina corrispondente, o gli organi ad essa associati, riescono a svolgere al meglio le loro funzioni vitali.
Tuttavia, a causa di traumi o tensioni fisiche ed emozionali i chakra possono avere un’energia carente oppure, al contrario, possono essere eccessivamente stimolati, e quindi sovraccarichi di energia.
Questo determina uno squilibrio che può manifestarsi in disturbi fisici ed emozionali.
Conoscendo il funzionamento dei chakra è quindi possibile comprendere i nostri squilibri energetici, e capire dove andare a lavorare per ristabilire un equilibrio psico-fisico.
Le associazioni tra chakra, organi e ghiandole appartengono alla fisiologia sottile dello yoga e non sostituiscono una valutazione medica, una diagnosi o un trattamento professionale.
Come riconoscere equilibrio e squilibrio
Quando l'energia scorre liberamente, ci sentiamo radicati, creativi, con uno scopo, connessi, espressivi, intuitivi ed espansivi.
Quando bloccati o squilibrati, possono rivelare dove è necessaria attenzione e guarigione.
Stili di vita, esperienze vissute, emozioni, - sono diversi i fattori per cui i chakra possono sbilanciarsi, perdere potere, oppure bloccarsi del tutto.
Gli squilibri possono essere descritti in due direzioni: un’energia carente può associarsi a chiusura, paura, rigidità o difficoltà nell’espressione; un’energia eccessiva può manifestarsi come attaccamento, impulsività, controllo o sovraccarico.
Queste descrizioni sono strumenti di auto-osservazione simbolica e non devono essere utilizzate per attribuire automaticamente una causa energetica a un sintomo o a una condizione di salute.
Pratiche per armonizzare i chakra
Per ristabilire l’equilibrio dei nostri chakra, liberare l’energia pranica e quindi favorire quel percorso di trasformazione interiore, che è il dono più prezioso dello yoga al mondo, una pratica profonda e introspettiva può essere di grande aiuto.
Non solo le Asana - anche la meditazione, il pranayama (esercizi di respirazione), i mantra (suoni che producono vibrazioni) i bandha (chiusure per canalizzare l’energia) e le visualizzazioni sono strumenti yogici molto potenti per riequilibrare i chakra.
Asana e consapevolezza del corpo
Supponiamo di essere a corto di energia - non solo fisicamente - ma che vogliamo aumentare la nostra forza di volontà e acquisire più determinazione per realizzare le nostre idee.
Allora possiamo eseguire Asana (posizioni) volte a stimolare il chakra del plesso solare, bilanciando la nostra volontà di agire con la capacità di lasciare andare.
Ovviamente anche il chakra della radice merita sempre la nostra attenzione.
Consente al corpo di radicarsi, in modo che poi l’energia pranica possa espandersi verso l’alto, permettendo agli altri chakra ad aprirsi.
Respirazione e prana
La respirazione consapevole viene utilizzata per osservare il ritmo interno e accompagnare il movimento dell’energia.
“Quando il respiro è instabile, anche la mente lo è. Quando il respiro è calmo, la mente si calma.”
Meditazione e visualizzazione
La meditazione permette di rivolgere l’attenzione alle sensazioni, ai pensieri, alle emozioni e alle immagini associate ai diversi centri energetici.
Il consiglio è di sedersi e di visualizzare delle radici che si allungano nella terra, mentre lungo la colonna risale un canale luminoso.
Le visualizzazioni possono essere utilizzate come pratiche simboliche di radicamento, apertura, chiarezza o connessione.
Mantra e affermazioni
Ogni chakra ha un proprio suono (o mantra) e una propria affermazione.
Le affermazioni “Io esisto”, “Io sento”, “Io voglio”, “Io amo”, “Io esprimo” e “Io conosco” possono essere utilizzate come formule di attenzione rivolte ai temi dei primi sei chakra.
Bandha e canalizzazione
I bandha sono chiusure per canalizzare l’energia.
Le tecniche yogiche vengono viste come strumenti per aprire, allineare ed equilibrare i Chakra.
Queste tecniche funzionano sia purificando il corpo sia canalizzando l’energia dentro e attraverso i Chakra.
Il ruolo dello yoga nella vita
Sarebbe riduttivo considerare la pratica dello yoga come una semplice sequenza di esercizi per il corpo.
E anche se molte persone trovano proprio attraverso questi esercizi la porta d’accesso al mondo dello yoga, più proseguono nel percorso, più altre meravigliose porte si aprono verso quella profonda trasformazione che va ben oltre il livello fisico.
C’è uno yoga che va oltre la forma, oltre la semplice sequenza di posizioni.
Uno yoga che ascolta, che accompagna, che lavora in profondità sul legame sottile tra corpo, emozioni ed energia.
Il lavoro fisico non è mai fine a se stesso.
Le sequenze, sempre accessibili ma profonde, diventano strumenti per riconnettersi a temi universali: la sicurezza, la creatività, il potere personale, l’amore, l’espressione autentica, la visione interiore, il sentire profondo.
È uno yoga che non promette risultati immediati, ma coltiva presenza.
Che non separa il lavoro fisico da quello emotivo ed energetico, ma li intreccia con naturalezza.
I chakra come percorso di sviluppo personale
Durante tutta la vita, da neonati fino all’età adulta, le abilità collegate ai chakra si strutturano e si integrano con lo sviluppo della nostra personalità.
Lo sviluppo dei chakra evolve secondo l’età cronologica in 7 stadi a partire dal basso (Muladhara chakra) verso l’alto (Sahasrara, il settimo chakra).
Questi centri energetici sono in funzione per la maggior parte del tempo, ma sembra esistano dei precisi “step” di sviluppo in cui tali competenze vengono apprese.
Lo sviluppo delle abilità collegate a un chakra inferiore è la base per lo sviluppo delle abilità collegate ai chakra successivi.
Quindi le difficoltà che si possono verificare in uno di questi stadi, influiscono sia sul chakra che si sta sviluppando in quel momento (che risulterà bloccato), ma anche sui prossimi.
Primo chakra: identità fisica
Il primo chakra è collegato alla formazione del corpo fisico e al diritto di esistere.
Si sviluppa da metà gravidanza ai 12 mesi.
In questo periodo la consapevolezza si focalizza soprattutto sulla sopravvivenza e sul benessere fisico.
Questo stadio sancisce il diritto di esistere ed avere e getta le basi per la connessione e la sicurezza nel mondo.
Secondo chakra: identità emozionale
Il secondo chakra inizia a svilupparsi quando il bambino esce dalla simbiosi con la madre e inizia a percepirsi come entità separata.
Il piccolo inizia a sperimentare la dualità (piacere/dolore, vicinanza/distanza, buono/cattivo) del secondo chakra e i suoi comportamenti sono guidati da necessità e desideri: tra tutti l’auto-gratificazione.
Il bambino comunica attraverso le proprie emozioni, quello che provoca identifica ció che é.
Terzo chakra: identità dell’ego
A due anni, il bambino inizia ad affermare la sua volontà, sperimentandosi come entità separata con il potere di scegliere azioni e conseguenze.
Con lo sviluppo del linguaggio inizia a concepire il tempo in termini di causa ed effetto.
Il bambino sviluppa un senso di autonomia e la sua volontà personale.
Quarto chakra: identità sociale
Quando viene abbandonato il totale egocentrismo inizia l’interesse per le relazioni esterne a quelle primarie.
Il bambino interiorizza le relazioni familiari e inizia ad interagire con i coetanei ed ad entrare nel mondo sociale.
L’identità sociale si forma dunque in questo periodo; si basa sull’accettazione di sè che, a sua volta, permette l’accettazione degli altri.
Quinto chakra: identità creativa
A seguito dello sviluppo dell’identità sociale e con la comprensione delle relazioni tra se stessi e il mondo si sviluppa la creatività personale.
L’energia derivante dal senso di sè e dalle proprie emozioni viene incanalata all’esterno attraverso la creatività.
In questo stadio il bambino sviluppa un pensiero maggiormente simbolico, astratto e si crea spazio per la creatività, che deve essere sostenuta dall’ambiente circostante.
Sesto chakra: identità archetipica
Durante l’adolescenza va a definirsi l’ identità archetipica, centrata sulla riflessione.
L’identità sociale precedentemente formatasi viene rivista attraverso scelte maggiormente coscienti.
Può risvegliarsi l’interesse per gli argomenti spirituali, la mitologia, il simbolismo, l’arte, la musica.
Settimo chakra: identità universale
La ricerca della conoscenza e del significato è collegata al settimo chakra.
Ci si pone quesiti sulla natura della vita, sul perchè siamo su questa Terra, sull’universo e sul senso di noi.
Attraverso l’auto-conoscenza si viene a formare l’identità universale e si risveglia la ricerca spirituale.
Lo sviluppo dei chakra inizia dalla pancia della mamma, comprende circa vent’anni e poi riprende nuovamente quando vi è l’uscita di casa e l’inizio dell’età adulta.
Chakra e relazioni con la natura
Il Grand Canyon, il Fiume Gange, il Machu Picchu.
Ci sono punti sulla terra in cui si concentra la potenza degli elementi.
Che, per la filosofia dello yoga, corrispondono ai nostri chakra.
Vi è mai capitato di arrivare in un luogo e provare un’improvvisa gioia?
Oppure, al contrario, di non sentirvi per nulla a vostro agio e di andarvene con l’impressione di dovervi proteggere e ricaricare?
Esiste davvero un potenziale energetico dei luoghi, ed è questo quello che ci dà sensazioni che arrivano direttamente dentro di noi quando li raggiungiamo.
Nello yoga, questo sentiero di conoscenza è un percorso interiore, lungo un canale dove scorre l’energia vitale, che corrisponde alla nostra colonna spinale profonda.
E fa tappa in alcune “ruote’”, chiamate chakra, degli incroci di energia, ognuno deputato a presiedere ad alcune funzioni fisiche e psicologiche.
Sempre per la filosofia dello yoga, esiste una corrispondenza perfetta tra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori.
Quindi, non solo ai chakra corrispondono gli elementi che compongono il pianeta (la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria, l’etere), ma il nostro pianeta stesso sarebbe dotato di alcuni punti speciali che potremmo far corrispondere ai chakra.
Luoghi associati ai sette chakra
- Primo chakra - Grand Canyon, Arizona: lungo il monumentale corso del fiume Colorado potrete trovare equilibrio e stabilità.
- Secondo chakra - Fiume Gange, a Varanasi o a Rishikesh: lungo le acque sacre dell’India ci si sblocca e si impara a seguire la corrente.
- Terzo chakra - Machu Picchu, Perù: nella città sacra degli Incas si rafforza la capacità di intraprendere iniziative con determinazione, entusiasmo e coraggio.
- Quarto chakra - Tanah Lot, Bali: su questa isoletta - fra la fludità delle onde - si riesce ad aprire il cuore.
- Quinto chakra - Piramide di Giza, Egitto: parte dal deserto la possibilità di allenarsi alla calma in qualsiasi circostanza.
- Sesto chakra - Monte Fuji, Giappone: viaggio verso la potenza del vulcano per guardare all’esistenza con saggezza.
- Settimo chakra - Monte Kailash, Tibet: là dove nacque il dio Shiva, padre di tutti gli yogi, un’esperienza che scioglie i nodi dell’anima e regala qualche scintilla di illuminaz.
Chakra e rapporto con gli animali
Zoccoli robusti e ben saldi a terra, i cavalli sono dotati di grande forza e, al contempo, di leggerezza e fluidità nei movimenti.
Interagendo con queste creature dalla sensibilità innata, imparerai ad entrare in contatto con te stesso ed a riconnetterti con la natura, di cui sei parte integrante.
I cavalli sono uno specchio: se saprai osservarli con attenzione, ti restituiranno un’immagine sincera di ciò che sei e del tuo modo di affrontare la vita e le relazioni con gli altri.
Il lavoro simbolico sui chakra può quindi essere accompagnato dall’osservazione del corpo, dei movimenti, delle emozioni e del modo in cui si stabiliscono relazioni con l’ambiente e con gli altri esseri viventi.
Una pratica progressiva e integrata
Il corso è strutturato come un viaggio attraverso i sette chakra principali, più una pratica finale di integrazione.
Ogni lezione è dedicata a un centro energetico specifico e ne esplora qualità, potenzialità e possibili squilibri, attraverso il movimento consapevole, il respiro, la visualizzazione e il rilassamento finale.
Si parte da Muladhara, il chakra della radice, per ritrovare stabilità e fiducia, sentendo il corpo come casa sicura.
Si attraversa poi Svadhistana, dove il movimento diventa fluido e creativo, e Manipura, dove il fuoco della volontà aiuta a trasformare l’esperienza in forza consapevole.
Con Anahata il lavoro si apre al cuore, al perdono e a una qualità di amore che non chiede difese.
Vishuddha accompagna invece verso una comunicazione più autentica, fatta di parola, ascolto e silenzio.
Ajna affina la visione, integrando conoscenza ed esperienza, fino a Sahasrara, dove il percorso si compie nel sentire unitario e nella connessione profonda.
La pratica conclusiva, Chakra Balance, riunisce tutto il lavoro svolto, armonizzando l’intero sistema energetico e offrendo una sensazione di centratura e fiducia da portare nella vita quotidiana.
Questo tipo di pratica si adatta molto ad un workshop, meglio ancora ad un retreat, possibilmente immerso nella natura e lontano dal trambusto urbano.
Durante il retreat ci dedichiamo ogni giorno ad un chakra diverso.
Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza del nostro corpo e di costruire piano piano su una base ben solida una sempre maggiore sensibilità e comprensione rispetto agli aspetti più sottili del nostro essere.
Il retreat ci porterà in un viaggio affascinante verso la conoscenza di sé, in un percorso di auto-guarigione che ci permette di scoprire parti di noi stessi rimaste avvolte nella nebbia, di rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di procedere in armonia nelle nostre vite e di coltivare un “benessere globale”, non solo per noi stessi, ma anche per le persone intorno a noi e per l’ambiente che ci circonda.
Quell’unione tra corpo e anima, che è il significato stesso della parola yoga, la ritroviamo espressa totalmente in questa pratica.
Un invito gentile a ricordare che il corpo non è solo qualcosa da allenare, ma un luogo da ascoltare.
