Il corpo di chi pratica yoga: consapevolezza, forza, flessibilità e ascolto

Il corpo di chi pratica yoga non cambia soltanto diventando più flessibile o più forte: impara soprattutto a muoversi, respirare e reagire con maggiore consapevolezza. Attraverso asana, respirazione, meditazione e rilassamento, lo yoga aiuta a riconoscere tensioni, limiti, bisogni e segnali fisici, rispettando il ritmo individuale.

Lo yoga insegna ad ascoltare il corpo, a concentrarsi sulle sensazioni fisiche rispettando i limiti e il dolore, a porre l’attenzione sulle tensioni e a scioglierle. Lo yoga aiuta a prendere consapevolezza che gli esercizi e le posizioni eseguiti sul tappetino con rilassatezza, flessibilità e forza sono la condizione ideale per affrontare anche la vita quotidiana, con calma, flessibilità e impegno.

Che cosa significa corpo di chi pratica yoga

Lo Yoga è una disciplina millenaria, le cui origini risalgono alla filosofia dell’India dei Veda, tra le opere letterarie più antiche della storia del mondo. Yoga è un termine costruito sulla radice sanscrita yuj che vuol dire aggiogare, tenere insieme, unire ma anche essere connesso, tenere in contatto, combinare più cose sino a renderle una.

Lo Yoga ha il fine di concertare le voci dissonanti del corpo e della mente, rendendo armonica ogni divergenza attraverso un’educazione dolce all’ascolto profondo di sé. Ciò vuol dire allenarsi a tirare fuori la potenzialità positiva della mente, mettendola in condizione di fare il miglior lavoro possibile per raggiungere il benessere psicofisico, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione nelle circostanze che esistono qui e ora.

Lo Yoga è, infatti, una disciplina che investe il corpo e la mente in senso pratico, al fine di rendere la mente duttile attraverso l’addestramento fisico, e viceversa. La pratica dello yoga è caratterizzata da una serie di tecniche corporee statiche e dinamiche: posture fisse, movimenti, stiramenti, equilibrio, respirazione, meditazione.

Il corpo di chi pratica yoga non corrisponde a un modello estetico unico e non si riconosce necessariamente in una particolare forma fisica. Lo yoga non è una questione di perfezione, posizioni o flessibilità. Piuttosto, è la costruzione di un corpo che si muove bene, recupera bene e si dimostra pronto per qualsiasi evenienza.

Come cambia il corpo con la pratica regolare

La pratica di yoga ha iniziato a cambiare il mio corpo. Ricordo i piccoli cambiamenti e le grandi soddisfazioni nel vedere il mio corpo migliorare e a stare più comodo nelle diverse asana.

Innanzitutto, una delle prime migliorie che si possono vedere, è proprio l’allungamento dei muscoli e tendini e, quindi, un aumento dell’elasticità. Si osserva anche un aumento della forza muscolare quando si praticano Asana che stimolano i vari muscoli e aiutano a stabilizzare le posizioni.

Si lavora anche sulle articolazioni, una maggiore forza muscolare, aiuta anche le articolazioni a non dislocarsi, ad esempio, ma “libera” le articolazioni rendendoci più flessibili ed elastici e facendoci lavorare su muscoli più interni che normalmente non si attivano.

Con l’attivazione e l’allungamento migliora la postura, camminiamo con la schiena più dritta e si alleviano le tensioni che si accumulano durante le giornate, partendo dal collo fino al coccige. Alcune pratiche come ad esempio l’Yin Yoga lavorano sul tessuto connettivo, permettendo il rilassamento miofasciale grazie ad un allungamento del corpo in maniera “passiva”.

Dal punto di vista fisico, praticare yoga può portare a una maggiore forza muscolare, a una mobilità più sana e una postura migliore. La pratica regolare, anche solo due volte a settimana, può fare una grande differenza.

Flessibilità ed elasticità

Le posizioni e i movimenti lenti e dolci dello yoga portano a spingere la propria flessibilità molto più in là di qualsiasi altro esercizio o della vita quotidiana. Queste pose e i movimenti dello yoga vengono ripetuti e mantenuti per un tempo ideale a sviluppare la flessibilità.

La flessibilità è uno dei benefici dello yoga più conosciuti e più dimostrati. Va intesa non soltanto a livello fisico, ma anche a livello mentale, perché sviluppare elasticità nel corpo ci permette di sviluppare anche elasticità mentale, diventando più flessibili verso noi stessi e verso gli altri.

Forza e tono muscolare

Le sequenze delle asana permettono di rafforzare ogni singolo muscolo. In particolare ci sono alcuni stili di yoga che agiscono particolarmente sull’apparto muscolare.

Con lo yoga possono essere attivate tutte le fasce muscolari presenti del nostro corpo, per ottenere allineamento per lungo tempo inoltre, sono proprio i muscoli antagonisti a lavorare alternativamente permettendoci si rassodare e tonificare tutto il corpo.

Gli addominali nella pratica yoga sono fondamentali, non si tratta di una questione puramente estetica. Aiutano nel processo di respirazione come muscoli accessori, servono per proteggere gli organi interni, forniscono supporto posturale e sono importanti nella definizione della forma del corpo.

Schiena, articolazioni e postura

Altri benefici sono quelli di mantenere la schiena forte e sana, attraverso ad esempio le torsioni che vanno a “strizzare” i dischi intervertebrali che rilasciano le tossine e si rigenerano.

La pratica dello yoga aiuta a mantenere la schiena in salute e aiuta a correggere i principali difetti posturali. Molti esercizi yoga agiscono direttamente sulla muscolatura profonda che sostiene la schiena, riducendo dolori lombari e cervicali e favorendo un riallineamento posturale.

Come spiegavamo, mantenere un asana fortifica il nostro apparato muscolo scheletrico per questo, una volta completata la nostra sessione di yoga, il nostro corpo conserverà la memoria motoria della postura, portandoci ad assumere posizioni corrette anche mentre stiamo comodamente seduti o dormiamo.

Lo yoga è ideale per chi conduce una vita sedentaria e ha bisogno di una attività a basso impatto perché influisce sin da subito sulla postura migliorandola durante l’esercizio e garantendo una posizione più corretta anche una volta che la sessione di allenamento è conclusa.

Equilibrio, coordinazione e propriocezione

Il potenziamento dell’equilibrio e della coordinazione è uno degli effetti della pratica, perché le sequenze di yoga sviluppano la propriocezione, cioè la consapevolezza del proprio corpo nello spazio.

Praticare yoga per migliorare l’equilibrio ti può aiutare sia a livello fisico che mentale per la vita anche al di fuori del tappetino. Con lo yoga si impara ad affrontare e superare difficoltà e disagi, a resistere alle avversità e, se necessario, a sapersi riorganizzare.

Respirazione e corpo

Lo Yoga ha benefici sul corpo anche a livello degli organi. Un altro aiuto fondamentale per i suddetti organi viene dal Pranayama.

Il Pranayama (prana: energia vitale e ayama: estensione) è considerato come l’espansione dell’energia vitale. Consiste praticamente in una serie di esercizi respiratori, finalizzati a estendere e controllare l’energia vitale.

Sono esercizi che magari all’inizio possono sembrare strani o inutili, ma col tempo aiutano ad espandere i polmoni, aumentare la capacità polmonare e pulire le vie aeree. Il controllo del respiro, inoltre è necessario durante la pratica fisica per evitare di andare in affanno o apnea, cosa che capita spesso, magari durante l’esecuzione di una postura particolarmente difficile o faticosa.

Lo yoga è a tutti gli effetti un esercizio di respirazione. Insegna a respirare correttamente solo attraverso il naso in modo da riuscire a farlo pienamente e profondamente.

Il pranayama, gli esercizi di respirazione, e alcune posizioni migliorano la capacità polmonare e l’ossigenazione dei tessuti, contribuendo a una migliore salute cardiovascolare. Respirare consapevolmente attiva il sistema parasimpatico, responsabile del rilassamento, e riduce l’attività del sistema simpatico, legato alla risposta di “lotta o fuga”.

Tutte le pratiche respiratorie dello yoga vanno comunque praticate con cautela e preferibilmente sotto guida esperta, soprattutto per chi ha pressione alta o problemi cardiaci.

Effetti sul sistema cardiovascolare e sulla circolazione

Con la pratica si rafforza anche il sistema cardio/circolatorio, aiutando il corpo ad avere una pressione stabile, un migliore ritorno venoso al cuore e una stimolazione del sistema linfatico che ci aiuta a drenare i liquidi di ristagno e a “disintossicarci”.

Lo yoga aiuta l’apparato cardio respiratorio. Praticare yoga aiuta a diminuire la frequenza cardiaca, rafforza il cuore e permette una ossigenazione maggiore dell’organismo.

Gli indicatori di ridotta infiammazione, minore stress, respirazione profonda che lo yoga condiziona positivamente contribuiscono a garantire una migliore salute cardiaca. Ci sono meno probabilità di avere la pressione alta o di contrarre patologie legate al cuore quando si pratica lo yoga oltre oltre che una migliore circolazione sanguigna e linfatica.

Tra tutti i benefici dello yoga c’è un netto miglioramento della circolazione a vantaggio soprattutto delle gambe. Dunque, praticare yoga per avere gambe toniche e sode non è un miraggio.

Yoga, metabolismo e composizione corporea

Con l’attivazione e l’allungamento migliora la postura, camminiamo con la schiena più dritta e si alleviano le tensioni che si accumulano durante le giornate, partendo dal collo fino al coccige.

Ovviamente, se la pratica è molto intensa, col passare del tempo si avrà anche una perdita di peso con una diminuzione del grasso nei tessuti.

Lo yoga stimola il metabolismo. Come tutte le attività che presuppongono movimento e fatica, anche lo yoga può dare una scossa al nostro metabolismo, ricordiamolo sempre: i muscoli hanno necessità di rinnovarsi continuamente se sottoposti a sforzi, e tanto più si rinnovano tanta più energia consumano.

Lo yoga non fa perdere peso nel modo convenzionale. Ma uno dei principali vantaggi per chi pratica yoga, e vuole migliorare l’aspetto fisico, consiste nell’avere un corpo sano e flessibile.

Lo Yoga può essere un aiuto nella perdita di peso, non tanto per le calorie che si possono bruciare durante la pratica, quanto perché insegna a conoscere meglio il proprio corpo ed utilizzare la nostra mente nel modo corretto.

Effetti sugli organi e sull’apparato digerente

Con gli Asana andiamo a stimolare, strizzare, massaggiare gli organi del nostro corpo. L’esecuzione delle asana, ovvero le posizioni yoga, in modo coordinato con la respirazione, determina una maggior ossigenazione di organi interni e tessuti, quindi un’azione detossinante.

Ma non basta. Lo yoga è adatto pure per garantire all’intestino il suo benessere. Con alcune asana si può contrastare il gonfiore e la costipazione ritrovando così un miglior transito intestinale.

La pratica yoga per disintossicare il corpo si basa sulle torsioni, proprio perché massaggiano l’intestino e gli organi centrali. I benefici dello yoga consistono nel migliorare la funzionalità degli organi interni e degli apparati, oltre a mettere in moto il processo di disintossicazione e depurazione.

Consapevolezza corporea: ascoltare invece di forzare

Ascoltare il proprio corpo non è sempre facile. Siamo spesso presi dalla testa, dalle scadenze, dai pensieri.

Tensioni, resistenze, emozioni, bisogni…ascoltare il proprio corpo significa imparare a percepire ciò che accade dentro di noi. Nello yoga, questa capacità è centrale.

Non si tratta solo di eseguire una posizione, ma di sentire come ci fa stare, cosa ci comunica. È un processo di consapevolezza che si affina nel tempo: più pratichi, più impari a distinguere tra uno sforzo che ti fa crescere e uno che ti sta portando troppo oltre.

Questo ascolto non serve solo per evitare infortuni, ma anche per capire cosa ci serve davvero oggi, in questo preciso momento. La pratica è un dialogo continuo tra corpo, mente e respiro: ascoltarli ti permette di adattare la sequenza, scegliere varianti, rispettare i tuoi confini.

Gli ostacoli all’ascolto

Siamo abituati a vivere con la testa. Pensiamo troppo, ci giudichiamo, ci confrontiamo. Anche sul tappetino, spesso seguiamo un ideale di forma perfetta invece di chiederci se quella posizione, oggi, è giusta per noi.

  • Il giudizio (non sono flessibile abbastanza).
  • La fretta (fare per finire, non per sentire).
  • Il confronto con gli altri (in classe o online).
  • L’abitudine a ignorare il disagio fisico (come se il corpo dovesse obbedire).

Lo yoga ci aiuta a scardinare questi meccanismi, riportandoci al presente e all’unico corpo che abbiamo: il nostro.

Segnali da riconoscere durante la pratica

  • Tensioni localizzate: se una parte si irrigidisce, chiediti perché. Sta proteggendo qualcosa? Ti sta dicendo di rallentare?
  • Irrequietezza o stanchezza improvvisa: forse hai bisogno di fermarti o respirare di più.
  • Resistenze emotive: se ti viene voglia di mollare una posizione difficile, non è solo questione di muscoli. C’è qualcosa da esplorare anche dentro.
  • Piacere e apertura: nota anche quando ti senti bene in una posizione. È importante riconoscere ciò che ti fa stare meglio.

Quattro posizioni yoga per ascoltare il corpo

Alcune posizioni sono particolarmente utili per favorire l’ascolto e la consapevolezza corporea. Non servono performance da numero uno, conta come le vivi.

Balasana, posizione del bambino

Balasana, posizione del bambino: una postura di riposo e introspezione. Ti permette di sentire il respiro nella schiena e di portare l’attenzione all’interno.

Tadasana, posizione della montagna

Tadasana, posizione della montagna: apparentemente semplice, ma potentissima per radicarsi, allinearsi e sentire la connessione con il terreno sotto i piedi.

Supta Baddha Konasana, farfalla sdraiata

Supta Baddha Konasana, farfalla sdraiata: ottima per rilassare il bacino e osservare come respira il corpo quando è abbandonato al suolo.

Savasana, rilassamento finale

Savasana, rilassamento finale: è il momento in cui, se ti permetti di non fare nulla, può emergere davvero tanto. È lì che ascolti con più sincerità.

Ascolto del corpo e performance

Lo yoga non è una gara. Quando inizi ad ascoltare il corpo invece di spingerlo, cambia tutto.

ElementoApproccio orientato alla performanceApproccio orientato all’ascolto
ObiettivoRiuscire a fare la posizione “perfetta”Sentire cosa accade nel corpo, senza forzare
Atteggiamento“Devo arrivare là”“Ascolto dove sono oggi”
SegnaliSi ignora il dolore per spingersi oltreSi accolgono tensioni e si regola l’intensità
ConfrontoMi paragono agli altri in salaMi osservo senza giudizio
RespiroSpesso trattenuto, affannosoCalmo, fluido, presente
Effetto post-praticaFrustrazione o affaticamentoMaggiore consapevolezza e rilassamento

Inizi a scegliere le varianti che ti fanno bene, invece di forzare quelle da manuale. Ti concedi delle pause, anche quando la sequenza prosegue.

Non ti arrabbi se oggi una posizione non viene. Accogli il fatto che ogni giorno è diverso. E va bene così.

Ascoltare il corpo non significa fare meno, ma praticare in modo più profondo e intelligente!

Gradualità, costanza e adattamento

Non esistono asana difficili. Esistono, al contrario, corpi non pronti ad eseguirle.

Se il tuo corpo non è pronto non demordere e non demoralizzarti. Nello yoga si parla di abhyasa. Abhyasa è la pratica costante.

Un altro aspetto fondale dello yoga è il Krama, la gradualità. La pratica di yoga fin dalle prime asana di ogni lezione deve seguire un percorso che prepara il corpo con asana propedeutiche.

Il tuo compito da allievo di yoga è quello di non forzare, di non voler fare tutto subito ed in modo perfetto. Si parla nello yoga di yatno, il retto sforzo.

Retto sforzo che consente il rispetto del corpo senza autoflagellarsi (ahimsa). L’atteggiamento con cui pratichi le asana è YOGA.

Apprendere la tecnica dalle basi è possibile anche con una lezione alla settimana, ma è importante avvicinarsi alla pratica con gradualità facendosi guidare da un bravo o una brava insegnante.

Pochi minuti di yoga al giorno, con costanza, una volta appresa la tecnica, risvegliano il corpo, lo sciolgono attraverso movimenti semplici o, al contrario, lo preparano al rilassamento e al sonno.

Come distinguere disagio e dolore

Un disagio può essere una sensazione di tensione, fatica o allungamento: è parte del processo di esplorazione e rafforzamento.

Un dolore vero, invece, è acuto, pungente, improvviso o persistente e va sempre ascoltato. Se senti qualcosa di strano o che ti fa fermare di colpo, esci dalla posizione e chiedi all’insegnante.

Mai forzare: il corpo sa sempre cosa ci sta dicendo, se lo ascoltiamo davvero. Le posizioni yoga vanno raggiunte con delicatezza perché l’esecuzione scorretta o troppo rapida può esacerbare il dolore.

Il corpo e la mente nella pratica yoga

Lo yoga è uno dei pochi spazi dove possiamo davvero rallentare. Attraverso il respiro, il movimento consapevole e l’ascolto silenzioso, ci offre l’occasione di rientrare in contatto con noi stessi.

Più pratichi con consapevolezza, più ti sarà naturale portare lo stesso ascolto anche nella tua vita quotidiana. Col tempo, lo yoga diventa uno stile di vita, non solo un esercizio fisico, ma un modo per essere più presenti, più centrati, più veri.

Lo yoga aiuta a fare chiarezza mentale lasciando fluire via i pensieri, preoccupazioni, sentimenti negativi. Agilità e concentrazione mentali migliorano in modo sorprendente.

Lo Yoga può essere un valido aiuto per recuperare la concentrazione e la lucidità mentale. La pratica costante di yoga allena la capacità di attenzione, la memoria e la gestione delle emozioni.

Stress, ansia e umore

Lo yoga aiuta a ridurre lo stress. Praticare yoga con costanza diminuirebbe i disturbi legati all’umore, all’alimentazione e all’ansia.

Attraverso la respirazione diaframmatica che si pratica durante le asana si impara a gestire il campo emozionale e le paure inconsce, e di conseguenza rilassare la mente, fino a far scomparire lo stress e ristabilire il senso di tranquillità.

La pratica dello yoga aiuta a tenere sotto controllo emotivamente gli stati di ansia e depressione poiché innesca una vera e propria reazione chimica. Infatti, se praticate con costanza, le asana riducono i livelli di cortisolo e adrenalina e aiutano il corpo e la mente a rilassarsi.

Sonno e recupero

Praticare lo yoga comporta una minore tensione corporea e una riduzione dello stress, fattori che condizionano la qualità del dormire e del riposare.

Praticare yoga aiuta a ridurre stress e ansie, e certe posizioni contribuiscono a un profondo stato di rilassamento, preparando di fatto corpo e mente a un sonno più dolce.

La pratica di yoga contribuisce al rilassamento e favorisce un buon riposo, allentando sia le tensioni fisiche che emotive. Studi scientifici hanno dimostrato che 20 minuti di yoga al giorno sono in grado di aiutare ad addormentarsi più rapidamente e migliorare la qualità del sonno.

Portare l’ascolto fuori dal tappetino

L’ascolto che coltivi sul tappetino può diventare un’abilità preziosa nella vita quotidiana.

  • Respira prima di reagire: quando senti tensione o disagio, fai un respiro consapevole prima di rispondere o decidere.
  • Nota dove senti il corpo: pancia contratta? Spalle alzate? È un campanello d’allarme.
  • Fermati qualche minuto al giorno: anche solo seduto in silenzio, per ascoltarti.
  • Sii gentile con te stesso: come lo sei con il corpo quando pratichi.

Osserva la tua postura alla scrivania. Ogni tanto, chiediti: sto contraendo le spalle? I piedi toccano a terra?

Prima di rispondere a una mail o a un messaggio, fai tre respiri profondi e senti come sta il tuo corpo. Quando vai da una stanza all’altra, nota il contatto dei piedi con il pavimento.

Allenare l’ascolto nei gesti semplici cambia il modo in cui vivi ogni giornata.

Quale stile scegliere in base alle esigenze del corpo

Esistono moltissimi stili di yoga, ognuno con una filosofia, un ritmo e un obiettivo diverso. Scegliere quello giusto dipende da età, condizione fisica e obiettivi personali.

Hatha Yoga

L’Hatha Yoga è con molta probabilità la pratica più conosciuta. Questo approccio più tradizionale allo yoga, concentrato sulle posizioni fisiche chiamate “asana” e su determinati elementi comportamentali, è indicato a chi inizia e a chi passa allo yoga.

È una pratica lenta e consapevole che lavora sull’equilibrio tra corpo e mente attraverso asana, pranayama e rilassamento profondo. È particolarmente indicato per i principianti o per chi desidera un approccio graduale e meditativo allo yoga, con effetti benefici su postura, respirazione, gestione dello stress e qualità del sonno.

Vinyasa e Ashtanga Yoga

Vinyasa Yoga: è uno stile di yoga dinamico e fluido in cui le posture sono collegate tra loro attraverso il respiro, in una sorta di “danza” sincronizzata tra movimento e inspirazione/espirazione.

Ashtanga Yoga: molto fisico e rigoroso, segue una sequenza fissa di posture che vengono eseguite sempre nello stesso ordine, coordinate con una respirazione profonda, contrazioni muscolari e focalizzazione dello sguardo. Richiede disciplina ed è consigliato a chi è già allenato.

Yin Yoga

Yin Yoga: basato su posizioni mantenute a lungo per lavorare sui tessuti connettivi e favorire il rilascio profondo. Indicato per chi ha bisogno di rallentare.

Alcune pratiche come ad esempio l’Yin Yoga lavorano sul tessuto connettivo, permettendo il rilassamento miofasciale grazie ad un allungamento del corpo in maniera “passiva”.

Restorative Yoga

Restorative Yoga: è una pratica estremamente dolce e rigenerante, pensata per favorire il rilassamento profondo del corpo e della mente.

Le posizioni vengono mantenute a lungo, anche 5-10 minuti, con l’aiuto di supporti come cuscini, coperte e blocchi, in modo da eliminare ogni tensione muscolare.

Non è uno yoga “fisico” in senso tradizionale, ma un vero e proprio antidoto allo stress, indicato per chi attraversa periodi di affaticamento, ansia, insonnia o convalescenza.

Kundalini Yoga

Kundalini Yoga: è una forma di yoga spirituale e trasformativa che si concentra sull’attivazione dell’energia kundalini, una forza latente che, secondo la tradizione, risiede alla base della colonna vertebrale.

La pratica combina asana, tecniche di respirazione, mantra, mudra e meditazioni specifiche, spesso molto potenti dal punto di vista emotivo ed energetico.

Yoga e riabilitazione

Benché il suo scopo originario non sia il miglioramento dello stato di salute ma la realizzazione spirituale, il benessere fisico che deriva dalla pratica dello Yoga non è secondario, al punto che il suo valore terapeutico oggi è riconosciuto e attestato.

Lo Yoga promuove il benessere generale del praticante e agevola il processo riabilitativo dalle malattie e da eventi fisici traumatici, se ci dedichiamo a esso con amore, accuratezza e tenacia.

Negli ultimi anni lo yoga è entrato in molti protocolli clinici come terapia complementare, soprattutto nei settori della medicina integrata, della fisioterapia e della psichiatria.

Programmi di yoga terapeutico si sono rivelati efficaci nella gestione di fibromialgia, artrite, lombalgia e cefalee tensionali. Tecniche dolci di yoga favoriscono il recupero motorio e cognitivo, migliorando coordinazione, equilibrio e memoria.

Nei disturbi d’ansia e nei disturbi alimentari, lo yoga aiuta a ristabilire un rapporto positivo con il corpo e con l’autopercezione. Non sostituisce le cure mediche, ma può affiancarle, migliorando qualità della vita e adesione ai trattamenti.

Per chi è indicato lo yoga

Lo yoga è indicato a tutti e, qualunque sia l’età, il sesso, il livello di abilità, la condizione fisica di partenza, ognuno può trarne beneficio.

È possibile iniziare a praticare questa disciplina a qualsiasi età. L’importante è iniziare gradualmente, non forzare e praticare con regolarità e piacere, per ottenerne tutti i benefici fisici e mentali.

Oltre agli adulti, i bambini possono con lo yoga tenere sotto controllo l’ansia, migliorare i loro livelli di attenzione, concentrazione, attività.

Gli anziani, grazie allo yoga praticato con attenzione e moderazione possono avere grandi risultati nel mantenere la flessibilità muscolare e articolare, nel perdere la rigidità che li caratterizza, nell’avere una postura eretta anti-gravitaria anziché “ingobbirsi”, nel gestire al meglio i disturbi articolari legati al processo di invecchiamento.

La categoria degli sportivi amatoriali, poi, e di quelli professionali come tennisti, golfisti, calciatori, surfisti, giocatori di pallacanestro, baseball e hockey, corridori, ecc. ottengono questi risultati dalla pratica dello yoga:

  • miglioramento dell’agilità e della coordinazione
  • mantenimento della concentrazione
  • capacità di prendere decisioni rapide
  • maggiore equilibrio, stabilità e propriocettività
  • rinforzo muscolare e migliore forza muscolare
  • prevenzione degli infortuni grazie alla maggiore flessibilità e alla completa mobilità articolare
  • respirazione equilibrata con migliore ossigenazione
  • maggiore resilienza

Come iniziare senza forzare il corpo

Per prima cosa consultate un medico per valutare se ci possano essere controindicazioni per voi nella pratica dello yoga, una volta accertata la vostra idoneità nel cimentarvi in questa disciplina, rivolgetevi a un maestro o a un personal trainer certificato: vi aiuterà a scegliere la tipologia di yoga più adatta a voi.

Scegliete un abbigliamento comodo, che non renda impacciati i movimenti, dotatevi di un tappetino e eliminate qualsiasi oggetto che possa causare traumi nelle vostre vicinanze.

È facile iniziare a fare yoga se si parte dal controllare la respirazione e si iniziano ad eseguire asana semplici che non richiedono sforzo. In questo modo si concentra la mente durante l’esecuzione della posizione.

Man mano che il corpo si abitua a mantenere una posizione, l’allineamento migliora, aumenta la flessibilità, l’equilibrio e ovviamente si incrementa la forza. Il miglioramento graduale è tangibile se la pratica è costante.

Attrezzatura essenziale

L’attrezzatura necessaria per lo yoga di solito comprende: un tappetino in gomma, rettangolare, che aderisce al pavimento e consente alla persona di lavorare scalza su una propria superficie pulita.

I blocchi da yoga in schiuma o altro materiale leggero, rettangolari, offrono un sostegno solido per alcune parti del corpo durante l’esecuzione di alcune asana o posizioni.

Una coperta può essere utilizzata sia come sostegno che come calore a conclusione della seduta per la fase di rilassamento.

Yoga e Pilates: differenze nel rapporto con il corpo

Yoga e Pilates hanno in comune molti aspetti tra i quali la concentrazione profonda, l’essere presenti al momento, la consapevolezza. Questi elementi, utilizzati durante l’esecuzione degli esercizi, hanno i poteri di liberare la mente.

Infondo il Pilates si è ispirato molto anche alla pratica dello yoga che si concentra nel rinforzo della muscolatura del core (addome, schiena, busto). Lo yoga invece rappresenta uno stile di vita e contempla anche l’aspetto spirituale oltre che fisico e mentale.

Yoga e Pilates aiutano entrambi a raggiungere un buon controllo ed una buona coordinazione motoria insegnando come concentrarsi di più. I benefici delle due pratiche sono sovrapponibili.

L’unica differenza nella respirazione: nello yoga si respira sempre con il naso, nel Pilates si inspira dal naso e si espira dalla bocca.

corpo umano durante pratica yoga

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