Le “cuffie di bronzo” del Dalai Lama rimandano all’ascolto attento, alla meditazione e alla capacità di trasformare parole e insegnamenti in consapevolezza. Il XIV Dalai Lama è la più importante figura del buddhismo contemporaneo e ha dedicato gran parte della propria attività alla compassione, alla nonviolenza, al dialogo e alla responsabilità universale.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama è il capo religioso del buddismo tibetano nonché capo del governo in esilio del Tibet. Universalmente rispettato per il suo impegno nella risoluzione pacifica dei conflitti umani tra cui quello a lui più vicino, la causa tibetana.
Il significato dell’ascolto nella prospettiva del Dalai Lama
Dal quattordicesimo Dalai Lama tibetano, la più importante figura del buddhismo contemporaneo, un’intensa riflessione sulla vita in forma di folgoranti aforismi. Insegnamenti di apparente semplicità che, come lampi di luce, illuminano la mente immergendola nella meditazione sui concetti più profondi.
Un invito a non sprecare la propria vita, ma ad approfittarne, affrontando ogni giorno con consapevolezza e offrendo compassione, gentilezza, amore e rispetto a ogni essere vivente.
Il tema dell’ascolto può essere collegato al dialogo costante promosso dal Dalai Lama tra le tradizioni spirituali, la filosofia e la ricerca scientifica. Fin dalla gioventù ha manifestato un grande interesse per le scienze e le sue connessioni con lo spirito.
A lui si deve la nascita del Mind and Life Institute, luogo deputato al dialogo e al confronto tra la moderna scienza occidentale e le filosofie orientali.

Il Dalai Lama e la pratica della consapevolezza
Le Riflessioni sul Sentiero Graduale sono la traduzione della “Synopsis of Lamrim Cenmo” (Namgyal Monastery), che è la parte essenziale del “Grande Trattato degli Stadi del Sentiero verso l’Illuminazione” scritto dal Maestro Tzong Khapa (1357-1419), fondatore della tradizione Ghelug del buddhismo tibetano.
Nella primavera del 2005, Sua Santità il XIV Dalai Lama ha trasmesso questo prezioso testo in due settimane, dal 24 febbraio al 9 marzo, nel tempio Thekchen Choeling di Dharamsala, in India. Durante questo periodo, all’inizio di ciascun giorno, Sua Santità ha dato degli insegnamenti di introduzione, coprendo l’intero sentiero del buddhismo in un modo graduale, passo dopo passo, qui raccolti per intero in questo libro.
Ci auguriamo che potrete godere di questi consigli straordinari e allo stesso tempo pratici per poter vivere una vita dedicata alla pratica dell’amore, della compassione e della saggezza.
Quattordici temi del sentiero buddhista
- Una pratica concisa del Dharma
- Le pratiche dei tre tipi di esseri nella tradizione Kadampa
- Una pratica concisa degli Stadi del Sentiero
- Rendere significativa la preziosa vita umana
- Metodi per evitare rinascite nei reami inferiori
- I difetti dell’attaccamento ai piaceri del samsara
- Lo spirito sublime dell’illuminazione
- L’intenzione altruistica di prendersi cura degli altri più che di se stessi
- L’integrazione di meriti e saggezza
- L’integrazione di shamata e vipassana
- Mezzi per sconfiggere le emozioni afflittive
- Vacuità e interdipendenza
- L’importanza di studiare le Scritture
- L’essenza del Tantra
Non sprecare questa vita
Il libro “Non sprecare questa vita” raccoglie dal XIV Dalai Lama tibetano un’intensa riflessione sulla vita in forma di folgoranti aforismi.
Gli insegnamenti affrontano concetti profondi attraverso parole di apparente semplicità e invitano ad affrontare ogni giorno con consapevolezza, offrendo compassione, gentilezza, amore e rispetto a ogni essere vivente.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Autore | Dalai Lama |
| Titolo | NON SPRECARE QUESTA VITA |
| Collana | Varia |
| ISBN | 9788804603023 |
| Pagine | 98 pagine |
| Formato | 12,7 x 18,0 cm |
| Edizione | Brossura |
| Disponibilità editoriale | In vendita dal 7 settembre 2010 |
Compassione, amore e responsabilità universale
Sua Santità il Dalai Lama è un uomo di pace. Nel 1989 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace per la sua lotta nonviolenta a favore della liberazione del Tibet.
Ha sistematicamente propugnato politiche di nonviolenza, persino di fronte alle aggressioni più atroci. Ha viaggiato in oltre 67 Paesi dei 6 continenti.
Ha ricevuto oltre 150 onorificenze, lauree honoris causa, riconoscimenti e altri prestigiosi attestati per il suo messaggio di pace, nonviolenza, dialogo interreligioso, responsabilità universale e compassione.
Non sono una persona speciale, credo piuttosto che il premio sia un riconoscimento degli autentici valori dell’altruismo, dell’amore, della compassione e della non violenza che cerco di praticare, in accordo agli insegnamenti del Buddha e dei grandi saggi dell’India e del Tibet.
Il messaggio del Premio Nobel per la Pace
Accetto il premio con profonda gratitudine a nome degli oppressi di tutto il mondo e di tutti coloro che lottano per la libertà e lavorano per la pace nel mondo.
Lo accetto come omaggio all’uomo che ha fondato la moderna tradizione dell’azione non violenta per cambiare le situazioni, il Mahatma Gandhi, la cui vita mi ha insegnato e ispirato.
E naturalmente accetto il premio a nome dei sei milioni di tibetani, i miei coraggiosi compatrioti, uomini e donne del Tibet che hanno sofferto e che continuano a soffrire così tanto.
I tibetani devono far fronte a una strategia calcolata e sistematica volta alla distruzione della loro identità culturale. Il premio riafferma la nostra convinzione che il Tibet sarà liberato con le armi della verità, del coraggio e della determinazione.
La causa tibetana e la nonviolenza
Il leader tibetano e premio Nobel per la pace è considerato una minaccia alla sovranità di Pechino in Tibet, regione che la Repubblica cinese governa dal 1950.
Dal 1959, il Dalai Lama vive in esilio a Dharamshala, in India, marchiato da Pechino come ribelle e separatista.
La sua posizione pubblica ha continuato a collegare la causa tibetana a principi universali: la libertà, il diritto dei popoli a determinare il proprio destino, la dignità umana e il rifiuto della violenza.
Da qualsiasi parte del mondo veniamo, siamo tutti quanti esseri umani. Tutti noi ricerchiamo la felicità e vogliamo evitare la sofferenza.
Abbiamo tutti gli stessi bisogni e interessi umani. Tutti gli esseri umani desiderano la libertà e il diritto a determinare il proprio destino come individui e come popoli.
Questa è la natura umana.
Scienza, educazione e futuro dell’umanità
Il 14 ottobre 2006 l’Università degli Studi Roma Tre ha conferito la Laurea Honoris Causa in Biologia a Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama.
Il simposio è stato seguito su “The Neurophysiology of Mind/Pain and the Consciousness of Pain”.
Il riconoscimento rifletteva l’interesse del Dalai Lama per le relazioni tra mente, coscienza, dolore, scienza moderna e tradizioni contemplative.
Il programma ToolBox2 (edizione 2016) dedica quattro puntate all'incontro del Dalai Lama, la massima autorità religiosa tibetana, in Italia nel 2016, in una serie di incontri con i giovani che si sono svolti all'università Milano Bicocca.
Così Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, ha aperto l’incontro Etica e consapevolezza in un mondo globale rivolgendosi agli studenti dell’Università di Milano-Bicocca e degli altri Atenei milanesi.
1.800 gli studenti che hanno preso parte all’incontro organizzato al Teatro degli Arcimboldi, pieno in tutti i suoi oltre 2.300 posti, dall’Università Bicocca e dall’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling.
L’intervento del Dalai Lama si è concentrato sul ruolo dei giovani, dell’istruzione e dell’educazione nel futuro dell’umanità, sui grandi problemi ecologici del nostro tempo, come il riscaldamento globale, sul dialogo interreligioso e con il mondo della scienza.
Un invito rivolto ai giovani
Il XX secolo è passato e ora è il vostro turno: voi avete davvero la possibilità e la responsabilità di creare un mondo migliore, non per rispondere ad un precetto morale, ma nel vostro stesso interesse.
Anche perché i problemi creati dagli esseri umani, logicamente, possono essere risolti solo dagli esseri umani.
Prima del suo intervento, il Dalai Lama è stato insignito della cittadinanza onoraria di Milano con la motivazione: “un punto di riferimento per il Suo impegno a favore del dialogo fra i popoli, le religioni, gli scienziati, i filosofi e i teologi, e soprattutto per la libertà e la pace”.
Il dialogo con i giovani e con le università amplia il significato dell’ascolto: comprendere l’altro, mettere in relazione ambiti diversi del sapere e affrontare i problemi collettivi con attenzione e responsabilità.
Un riconoscimento internazionale per la meditazione e la pace
Dopo l’assegnazione del Grammy all’audiobook firmato dal Dalai Lama “Meditazioni: le riflessioni di Sua Santità il Dalai-Lama”, la Cina è andata su tutte le furie.
Tenzin Gyatso, questo il nome dell’attuale Dalai Lama, oggi 90enne, ha accettato il premio americano con “gratitudine e umiltà”, come ha scritto in un messaggio sui social.
“Credo sinceramente che la pace, la compassione, la cura del nostro ambiente e la comprensione dell’unità dell’umanità siano essenziali per il benessere collettivo di tutti gli 8 miliardi di esseri umani”, ha aggiunto il Dalai Lama.
Sono grato che questo riconoscimento ai Grammy possa contribuire a diffondere più ampiamente questi messaggi.