La resurrezione e la reincarnazione parlano entrambe di ciò che può accadere dopo la morte, ma non significano la stessa cosa. La resurrezione, secondo la fede cristiana, è il ritorno alla vita della persona stessa, anima e corpo, trasformata da Dio; la reincarnazione è invece l’idea che l’anima passi da un corpo a un altro, iniziando nuove vite.
In modo semplice: nella resurrezione rimani tu, mentre nella reincarnazione l’anima entrerebbe in un altro corpo. La fede cristiana annuncia una sola vita terrena, la morte, il giudizio e la vita eterna; la reincarnazione immagina un ciclo di molte vite successive.
Che cosa significa resurrezione?
Resurrezione significa risorgere, tornare alla vita. Gesù è risorto perché è morto e dopo 3 giorni è tornato a vivere nello stesso corpo (si ricordi che il suo corpo era scomparso dal sepolcro; cfr. Mt 28,5-7; Mc 16,6; Lc 24,3-4 e Jo 20,1-9), anche se questo corpo è diventato glorioso, potendo essere toccato (Gv 20,17.27) e potendo anche attraversare porte e pareti senza che dovessero essere aperte o abbattute (Gv 20,19.).
Il corpo di Gesù risorto è un corpo simile a quello che riceveremo alla fine dei tempi. La risurrezione del corpo del Signore è il primo frutto della risurrezione.
“Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo” (1 Cor 15, 21-23).
I cristiani la riaffermano sempre nella recita del Credo Niceno: “Credo nella risurrezione del corpo e nella vita eterna”. E’ una questione di fede nelle promesse di Dio.
Che cosa significa reincarnazione?
Reincarnazione significa tornare a incarnarsi, materializzarsi nuovamente. È una dottrina spiritistica che non possiede alcuna base biblica né trova sostegno nella Tradizione e nel Magistero della Chiesa.
La reincarnazione o metempsicosi sono molto di moda nelle nostre società occidentali. Queste credenze impregnate di buddismo e d’induismo confessano una vita dopo la morte e una giustizia che retribuisce i nostri atti al termine della nostra vita terrestre.
Quindi la reincarnazione, meglio definita tecnicamente “metempsicosi”, cioè trasmigrazione dell’anima, si compirebbe dopo la morte attraverso il passaggio continuo da un corpo all’altro (di uomo o di animale), finché l’anima non si renderà libera dalla materia.
La dottrina della reincarnazione afferma che lo spirito del defunto assumerà un nuovo corpo a scopo di purificazione, ovvero le successive reincarnazioni di uno spirito gli fanno raggiungere la perfezione alla fine di questo lungo processo, purificandosi così dalle colpe e dai peccati commessi nelle reincarnazioni precedenti.
Alcuni pensatori che credono alla reincarnazione arrivano a sostenere altre due aberrazioni: che lo spirito umano si possa incarnare nel corpo di un animale o di un vegetale e che quando uno spirito raggiunge la perfezione si possa trasformare in divinità.
Le differenze principali
| Resurrezione | Reincarnazione |
|---|---|
| La persona torna alla vita, anima e corpo. | L’anima passa in un altro corpo. |
| Avviene una sola volta, alla fine dei tempi. | Avviene attraverso molte vite successive. |
| La persona conserva la propria identità. | La persona vivrebbe in un corpo diverso e, spesso, senza ricordare le vite precedenti. |
| Il corpo viene trasformato e reso incorruttibile. | Il corpo viene continuamente lasciato e sostituito. |
| È un dono di Dio e si collega alla risurrezione di Gesù. | È presentata come un cammino di purificazione attraverso nuove esistenze. |
| La fede cristiana parla di vita eterna. | Le tradizioni orientali parlano del ciclo delle rinascite e, infine, del nirvana. |
La persona rimane la stessa?
La resurrezione non è assolutamente da confondere con la reincarnazione, in quanto quest’ultima annulla l’idea della risurrezione dell’individuo, che si fonda sul fatto che “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti … Cristo, la primizia, poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta” (1 Corinzi 15:20, 23).
Come Cristo risorse con il Suo corpo glorificato e fu riconosciuto dai discepoli, così la risurrezione dei credenti sarà simile alla Sua. Tuttavia, nella risurrezione non c’è mutamento d’identità.
E’ chiaro che in Cielo ci riconosceremo, non perderemo le nostre caratteristiche, anche se saremo trasformati e resi incorruttibili. Gesù afferma: “… vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi ne sarete cacciati fuori” (Luca 13:28).
La reincarnazione toglie all’uomo l’identità di persona unica e irripetibile. La resurrezione di Gesù Cristo invece, ci dice che ogni anima è un unicum, ed è fatta per vivere per sempre.
Un esempio facile: il seme
San Paolo usa l’immagine di un seme per spiegare che cosa accade nella risurrezione: “e quanto a quel che tu semini, non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, come capita, di frumento, o di qualche altro seme; e Dio gli dà un corpo secondo che l’ha stabilito; e ad ogni seme, il proprio corpo” (I Corinzi 15:37, 38).
C’è indubbiamente una certa identità tra il seme sparso e quello che si sviluppa, ma anche un’evidente diversità. Il seme diventa una pianta diversa dall’inizio, ma non smette di essere collegato a quel seme.
Allo stesso modo, nella resurrezione il corpo sarà trasformato, ma la persona non diventerà qualcun altro. Non si passerà dal proprio corpo a quello di un altro individuo o di un animale.
Il corpo nella resurrezione
La risurrezione della carne consiste nel prendere un corpo spirituale, come emerge dalla prima lettera ai Corinzi: “È seminato corpo animale, risorge corpo spirituale” (1 Cor 15,44). La reincarnazione invece consiste nel riprendere sempre il corpo animale.
Secondo la Scrittura la risurrezione non sarà interamente una nuova creazione, ma il nostro corpo attuale verrà trasformato, infatti è scritto: “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Romani 8:11 ).
Ancora: “Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità” (I Corinzi 15:53). Quindi, è chiaramente espresso che “questo corruttibile” e “questo mortale” sarà perfettamente mutato.

Perché il corpo è importante?
Perché l’uomo non è soltanto anima, ma è anima e corpo. Quando muore il corpo, muore anche la persona. Per questo parliamo delle anime dei defunti e non delle persone dei defunti.
Inoltre il corpo non è un fardello, come poteva pensare Platone. Ma è quella realtà che ci permette di essere santificati attraverso i sacramenti.
È attraverso il corpo che viviamo nella dedizione a noi stessi e al prossimo. È attraverso il corpo che commettiamo dei peccati, ma è anche attraverso il corpo che facciamo penitenza e li espiamo. È attraverso il corpo che cresciamo nell’amore di Dio e del prossimo.
Infine la consapevolezza che il corpo risorgerà aiuta a trattarlo con rispetto tanto in vita quanto in morte.
Che cosa succede dopo la morte secondo la fede cristiana?
La fede cristiana promette invece una risurrezione della persona umana, corpo e anima, mediante l’intervento del Padre, del Figlio e dello Spirito in un perpetuo paradiso.
Prima della parousia, l’anima individuale, a suo giudizio particolare, entra immediatamente nella beatitudine eterna dei Cieli (o in un periodo di purgatorio necessario per le gioie dei Cieli) oppure nel tormento eterno dell’inferno (Benedetto XII, Benedictus Deus).
Con la parousia, il corpo verrà riunito con la sua anima nel giudizio. Ogni corpo risorto verrà unito alla sua anima e allora ognuno conoscerà identità, interezza e immortalità.
Tutti risorgeranno alla fine del mondo, come ha detto Nostro Signore: “Viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna” (Gv 5,28-29).
Resurrezione e reincarnazione: due idee sulla vita dopo la morte
Reincarnazione e resurrezione suppongono l’esistenza d’una vita dopo la morte. I cristiani la chiamano vita eterna. Per gli indù ed i buddisti, la reincarnazione conduce al nirvana.
Si tratta di uno stato di estinzione del desiderio umano che implica la fine del ciclo delle reincarnazioni attraverso la dissoluzione nel Grande Tutto e una sparizione dell’io. Al contrario, nella resurrezione, sarò pienamente me stesso.
Nei Paesi orientali, sotto l’influenza delle tradizioni induista e buddista si parla di samsara, cioè del ciclo di nascite e di morti. La religione buddista prevede un cammino interiore di liberazione, che permette di uscire dall’ignoranza per dirigersi sulla via della conoscenza, quella insegnata da Buddha, verso il nirvana.
La reincarnazione ci lascia intrappolati in un’eternità nella quale il corpo non ha fissa dimora, con l’unica assicurazione di un rinnovamento dell’anima. La fede cristiana promette invece una risurrezione della persona umana, corpo e anima, mediante l’intervento del Padre, del Figlio e dello Spirito in un perpetuo paradiso.
Una differenza importante sulla purificazione
Un altro punto di convergenza tra reincarnazione e fede nella resurrezione è l’affermazione di un tempo di urificazione necessario.
Nel primo caso, si tratta di un ciclo di purificazione attraveerso vite successive. La fede cristiana da parte sua confessa l’esistenza del purgatorio, un tempo (che non è il nostro tempo cosmologico) n cui l’anima si prepara alla piena comunione con il Signore.
Ma in purgatorio la persona resta totalmente se stessa, anzi diviene progressivamente ciò che è chiamata ad essere pienamente nel piano d’amore di Dio.
La reincarnazione afferma che una volta che la vita è terminata, tutto si cancella e si passa ad altro, cioè a un’altra vita in un nuovo corpo. La fede cristiana parla invece di una persona che continua a essere se stessa davanti a Dio.
Le azioni hanno conseguenze?
Ciò che facciamo quaggiù ha un peso per l’al di là. Le saggezze orientali e il cristianesimo lo credono. Affermano ugualmente l’esistenza d’una giustizia, che però non è la stessa.
Secondo alcune forme di reincarnazione, se hai fatto più bene che male e hai vissuto in armonia con l’universo, dopo la morte trasmigrerai in una forma di vita migliore e superiore; se invece hai condotto una vita negativa e spesa nel compiere il male, entrerai in una vita peggiore, di sofferenza, trasmigrando in corpi di esseri inferiori.
La fede cristiana non insegna che una persona malata o con una disabilità stia pagando un errore commesso in una vita precedente. Prendiamo l’esempio di un bambino con un handicap dalla nascita. La credenza fatalista nella reincarnazione spiegherà che questa malattia è la conseguenza di un errore commesso in una vita anteriore.
Di quale errore si tratta? Non ne sappiamo nulla. Gesù ci libera dal fatalismo e da questa tentazione che talora attraversa l’Antico Testamento: « Che cosa ho fatto al buon Dio? »
Egli ci rivela che il cieco nato che egli guarisce, è cieco non per propria colpa né per colpa dei suoi genitori. Che il suo handicap non è la conseguenza di una sanzione divina.
Una sola vita o molte vite?
La rivelazione cristiana esclude la reincarnazione e parla di un compimento che l’uomo è chiamato a realizzare nel corso di un’unica esistenza sulla terra.
In Eb 9,27 leggiamo che “è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio”. Ciò vuol dire che dopo la nostra morte riceveremo il verdetto finale di Dio: o saremo salvi o saremo condannati; e se verremo condannati non ci sarà altra chance (reincarnazione) per arrivare alla perfezione.
Per il cristianesimo, una vita fallita è una vita che rifiuta Dio fino alla fine. Ma il Vangelo ci insegna che fino al momento della morte possiamo accogliere la grazia e convertirci.
Così il grido del Buon Ladrone crocifisso con Gesù: « Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno » e la risposta inaudita del Cristo: « Oggi sarai con me nel paradiso », ci mostrano che possiamo riuscire nella nostra vita avendo successo nella morte.
Amore, relazioni e identità
La reincarnazione è dura. Essa afferma che una volta che la vita è terminata, tutto si cancella e si passa ad altro (un’altra vita in un nuovo corpo).
Ma che cosa succede dei rapporti, del mio amore per mia madre, per i miei figli, i miei amici? Per la fede cristiana la vita eterna non implica una spersonalizzazione o una sparizione dei legami d’amore e delle relazioni.
Io resto me stesso e resto un essere di relazione. Tutte le relazioni che costruisco quaggiù hanno un peso di eternità. I rapporti costruiti nell’amore sono chiamati a durare… per sempre.
Questo è molto riconfortante e consolante. La fede cristiana afferma che Dio non permette agli uomini di perdersi; al contrario li accoglie, salvati nel suo Amore.
Perché la resurrezione è legata a Gesù?
La resurrezione non è palingenesi, cioè una rigenerazione periodica del mondo; né metempsicosi, l’“animazione in successione” di corpi diversi dalla stessa anima.
Piuttosto, la risurrezione del corpo è l’avverarsi delle promesse di Dio nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. La risurrezione del corpo preclude qualsiasi idea di reincarnazione perché il ritorno di Cristo non era né un ritorno alla vita terrena né una migrazione della sua anima in un altro corpo.
La reincarnazione è un assurdo per il cristiano per vari motivi: - In Eb 9,27 leggiamo che “è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio”.
Gli autori del Nuovo Testamento affermano che Gesù è morto per i nostri peccati, e così ci ha garantito la Vita Eterna. Se ci fosse la reincarnazione, perché avremmo bisogno di un redentore?
Per i nostri stessi meriti raggiungeremmo la perfezione e la salvezza come Gesù. La reincarnazione mina quindi la base del cristianesimo, che è accettare Gesù come vero Dio e vero Uomo.
La Parola di Dio afferma che l’individuo non ha la possibilità di salvarsi da solo. Il concetto della reincarnazione, invece, annulla totalmente l’opera mediatrice e vicaria di Cristo.
Come spiegarlo a un bambino
Si può dire così: immagina una persona che muore. Secondo la reincarnazione, la sua anima entrerebbe in un altro corpo e comincerebbe una nuova vita. Secondo la resurrezione cristiana, invece, quella stessa persona sarebbe riportata alla vita da Dio con il suo corpo trasformato e glorioso.
La differenza più importante è questa: la reincarnazione parla di cambiamento di corpo e di molte vite; la resurrezione parla di trasformazione del corpo e di vita eterna.
- Reincarnazione: l’anima passa in un altro corpo.
- Resurrezione: la persona stessa torna alla vita con anima e corpo.
- Reincarnazione: si immaginano molte esistenze successive.
- Resurrezione: si vive una sola esistenza terrena e poi la vita eterna.
- Reincarnazione: l’identità può essere dimenticata o dissolta.
- Resurrezione: ogni persona conserva la propria identità.
La risposta cristiana è quindi semplice da ricordare: non rinasciamo continuamente in corpi diversi; Dio ci promette di risorgere come persone uniche, con il corpo e l’anima uniti nella vita eterna.
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