Tai Ji Quan e Tai Chi: l’antica arte marziale cinese tra salute, filosofia e combattimento

Il TAIJIQUAN / TAI CHI CHUAN è un’arte marziale cinese, viene conosciuta in Occidente agli inizi del 900 e definita come stile interno delle arti marziali. Il Taijiquan è al tempo stesso arte marziale ed esercizio per la salute ma anche disciplina per la coltivazione morale e caratteriale. Il TAIJIQUAN - anche noto come TAICHI - è probabilmente l’arte marziale cinese più nota in Occidente.

La pratica di questa arte marziale comporta l’apprendimento e l’esecuzione di singoli movimenti fluidi, naturali ed armoniosi. Tale pratica porta un’eccellente concentrazione un’ottimo coordinamento, un collegamento costante fra pensiero ed azione, portando alla conoscenza completa del proprio corpo. I movimenti lenti e gentili, l’allineamento corretto delle posture, il controllo della respirazione, il mantenimento continuo della concentrazione, rappresentano gli aspetti più salienti della disciplina che portano all’allentamento delle tensioni, ad un miglioramento dell’equilibrio, al raggiungimento di uno stato di calma interiore e ad un effetto benefico generale della salute.

Praticante di Tai Chi in postura tradizionale

Che cos’è il Tai Ji Quan

Il Taijiquan può essere tradotto come “arte marziale basata sul Taiji”, il simbolo che rappresenta l’interazione tra yin e yang, alla base della filosofia cinese. Taijiquan, che in cinese significa boxe dell’estrema essenza, è un arte marziale strettamente collegata con la filosofia taoista. Il Taijiquan è una disciplina basata sullo studio profondo e attento dei meccanismi fisiologici, delle modalità di allenamento del corpo e della mente e delle strategie e tecniche per il combattimento corpo a corpo.

Sintesi tra arte marziale, metodo terapeutico e via della trascendenza, il Taijiquan contiene in sé tutti gli ingredienti per conquistare coloro che ricercano l’espressione di una vera forza abbinata a un’elevazione spirituale. Il Taijiquan / Tai Chi Chuan è basato sulla ricerca dell’armonia degli opposti, sull’equilibrio fra lo Yin e lo Yang e l’inserimento dell’uomo, posto fra Cielo e Terra. Fin dall’inizio, il Taijiquan è stato concepito come un’arte olistica, in cui l’aspetto fisico, mentale e spirituale sono integrati in un unico percorso.

Il Taijiquan è una disciplina apprezzatissima in tutto il mondo per i suoi elevati valori ginnici, marziali e salutari. Di tutte le arti marziali cinesi è la più diffusa e conosciuta nel mondo. Tutt’oggi è un utile strumento di autodifesa.

Origini storiche del Tai Chi Chuan

Le sue origini risalgono al XVII secolo, nel villaggio di Chenjiagou in Cina, dove Chen Wangting della famiglia Chen lo creò come combinazione di medicina cinese, tecniche di respirazione, conduzione dell’energia (qi) e arti marziali. Il Taijiquan nasce nel XVII secolo in seno ad una famiglia di tradizioni guerriere della Cina settentrionale - i Chen 陳 - che nel 1374 migrarono dalla provincia di Shanxi 山西 a quella di Henan 河南 stabilendosi nelle campagne del distretto di Wen 溫, spopolate a causa delle sanguinose rivolte che avevano segnato la caduta della dinastia mongola.

Chen Wangting 陳王庭 (ca. 1600-1680) della IX generazione, ufficiale dell’esercito, ritiratosi a vita privata si dedicò allo studio e alla rielaborazione dell’arte marziale di famiglia creando il Taijiquan 太極拳. Le origini del Taijiquan sono documentate dalle ricerche di Tang Hao che nei primi anni Trenta del secolo scorso si recò a Chenjiagou, nella provincia di Henan, per rintracciare le fonti storiche del Taijiquan. Attraverso l’analisi critica dei testi classici, di vari reperti e di informazioni orali verificabili Tang Hao arrivò a dimostrare che il capostipite del Taijiquan fu Chen Wangting, appartenente alla IX generazione della famiglia Chen, vissuto tra la fine della dinastia Ming e l’inizio della dinastia Qing, cioè all’incirca tra il 1600 e il 1680, a Chenjiagou, nel distretto di Wen della provincia di Henan.

Chen Wanting combinò l'antica filosofia Yin-Yang sia con la teoria dei canali energetici propria della Medicina Tradizionale Cinese, sia con il sapere marziale tradizionale. In questo modo diede forma a un metodo che armonizza l’interno e l’esterno dell’essere umano. Per quasi trecento anni l’arte fu trasmessa quasi esclusivamente a Chenjiagou 陳家溝, il villaggio fondato dai Chen, e nelle zone immediatamente limitrofe ma nell’Ottocento una allievo dei Chen Yang Luchan 楊露禪 (1799-1871), l’apprese dal famoso Chen Changxing (1771-1853) e grazie all’abilità conseguita divenne guardia del corpo del principe Duan, uno dei fratelli dell’imperatore.

Yang Chengfu 楊澄甫 (1883-1936), nipote di Luchan, fu il più noto divulgatore della disciplina in epoca repubblicana (1911-1948). Grazie alla sua straordinaria opera pedagogica il Taijiquan è oggi l’arte marziale cinese più nota al mondo. Nei secoli successivi altri stili di Taijiquan sono derivati da quello originario della famiglia Chen.

La diffusione degli stili

Nel Novecento il Taijiquan si era già ramificato in diverse scuole, le più rappresentative sono attualmente: Chen 陈, He 和 (o Zhaobao 赵堡), Yang 杨, Wu 吴, Wuu 武,Sun 孙. Esistono diversi metodi o stili diversi di Tai Chi Chuan.

Stile o scuolaArea o comunità indicata
Stile ChenChenjiagou, nella provincia di Henan
Stile HeZhabao Village, nella provincia di Henan
Stile YangNanjie Guangfu Township, nella provincia di Hebei
Stile WuQingchengnanqu, nel distretto di Beijing
Stile WuDongjie, Guangfu, Township, nella provincia di Hebei
Stile Wang QiheHuanshui, Xingjiawan, nella provincia di Hebei
Stile LiDongjie, Chengguan, Wuqing nel distretto di Tianjin

Si suppone che lo stile Wudang sia l’antenato del moderno stile SUN, ma le origini di questo sistema sono così antiche che nemmeno i vecchi maestri cinesi lo sanno con certezza. In Associazione pratichiamo il sistema Wudang che deve il suo nome alla montagna dove, in Cina, si pensa siano nate le arti marziali e lo stile Chen per i livelli più avanzati.

Il Taiji Quan della famiglia Chen è la forma più antica di Taiji Quan, ed è un ottimo esercizio per la salute, un’efficace arte marziale e anche una via per avvicinarsi alla cultura tradizionale cinese, affinata nei secoli da generazioni di grandi maestri, con una tipologia di allenamento che si adatta all’età e alle condizioni fisiche, permettendo così ai praticanti di raggiungere i propri obiettivi.

Principi tecnici e filosofia del movimento

Il principio chiave del Taijiquan è evidenziato dal suo stesso nome - Taiji - cioè l’equilibrio degli opposti yinyang della tradizione cinese, applicato al corpo umano e alle interazioni delle forze proprie con quelle dell’avversario. Secoli di esperienze di maestri dalle abilità sopraffine sono stati concentrati nei principi chiave della disciplina, enunciati in testi ermetici trasmessi per secoli ai soli iniziati ed oggi alla portata di tutti gli studenti.

La tecnica del Taijiquan si fonda sul concetto di forza a spirale (chansijin) che determina i tipici movimenti circolari della disciplina e ne caratterizza la peculiarità applicativa in combattimento. Uno degli elementi fondamentali dello stile Chen è la ricerca della morbidezza, che nasce dal rilassamento e dal saper muovere ogni gesto a partire dal proprio centro, il dantian. Attraverso questa pratica il corpo diventa progressivamente più morbido all’esterno ma al tempo stesso radicato e solido all’interno, secondo l’immagine tradizionale di “una sbarra di ferro avvolta nel cotone”.

Attraverso lo studio di questa disciplina orientale si tende ad acquisire un metodo di pratica che possa esaltare, tramite le forme lente del movimento corporeo, un benessere di ringiovanimento, compendiato da un’acquisizione di tecniche marziali. Il Tai Chi Chuan è quindi strutturato per dare vigore ed energia al corpo umano attraverso una serie di esercizi lenti e morbidi coordinati ad una respirazione che smuove l’energia interna - chiamata CHI in cinese - e la moltiplica.

All’interno delle lezioni di Taijiquan si pratica anche Nei Kung che significa lavoro, allenamento per il respiro (energia interna). La disciplina oggi identificata come l’antenata del power stretching prevede la pratica di movimenti morbidi e continuati. Chi approccia questa disciplina, attraverso esercizi per l’allungamento della colonna vertebrale, per la scioltezza del bacino, per il controllo della postura, otterrà grandi risultati soprattutto laddove normalmente si accumulano le tensioni, quei punti cioè che maggiormente subiscono lo scarico delle tensioni emotive dovute alle attività quotidiane.

Come si struttura la pratica

Valutazione iniziale e consapevolezza corporea

L’ingresso di un nuovo allievo nella palestra, deve essere oggetto di “particolare” attenzione da parte dell’insegnante. Ciò non vuol dire sostituirsi al medico, (che rilascia al soggetto regolare certificazione per lo svolgimenti di attività sportiva) ma rilevare eventuali patologie evidenti della sua postura. E’ evidente che al di la degli esercizi “comuni” a tutti, alcuni soggetti potrebbero aver bisogno di esercizi alternativi/integrativi, allo scopo di contribuire, per quanto possibile ad un corretto allineamento posturale.

L’obiettivo finale sarà quello di insegnare all’allievo a sviluppare la “CAPACITA’ PROPRIOCETTIVA”. Tutto ciò deve contribuire a costituire lo “SCHEMA CORPOREO“, che è l’immagine che abbiamo, in ogni momento, del nostro corpo e della sua posizione nello spazio, nel tempo e nell’ambiente.

Pa Tuan Chin e preparazione fisica

I Pa Tuan Chin (Otto pezzi di Broccato) costituiscono una serie di movimenti che consentono all’allievo, già dalle prime lezioni, di prendere confidenza con movimenti “lenti e controllati” che costringono il corpo, contrariamente alla routine quotidiana, a muoversi con armonia, controllo e soprattutto lentamente. Gli esercizi citati possono essere usati, in relazione alla loro esecuzione, come esercizi di stretching oppure come movimenti di Qi Gong, consentendoci di ottenere risultati diversi in relazione alla loro esecuzione.

Posture fondamentali e schema corporeo

Il percorso dell’allievo, inizia con lo studio delle posture fondamentali. E’ importante, intanto dare una definizione di “Posizione” e “Figura“. Si definisce “posizione” una postura relativa alle sole gambe e tronco, si definisce invece “figura” una postura che comprende una posizione di gambe tronco e un atteggiamento delle braccia.

Contestualmente alla spiegazione della figura, è il caso di affrontare, a completamento dell’informazione, quelli che sono gli allineamenti del tronco (Zhun Ding) i 3 piani e i 3 assi ( Frontale, sagittale, traverso) del corpo umano. La costituzione del nostro Rachide, nonché la sua funzione e costituzione, deve essere conosciuta dall’istruttore, in quanto i concetti di allineamento sono molto importanti sia per la pratica del Taiji Quan che per il corretto assetto e postura del corpo.

Riveste importanza anche la spiegazione delle relazioni fra varie parti del corpo umano, pensiero e Chi, che bisogna tener presenti durante l’esecuzione delle tecniche:

  • Mano e piede
  • Gomito e ginocchio
  • Spalla ed anca
  • Tecnica e pensiero
  • Pensiero e Ch’i
  • Ch’i e forza

E’ proprio su questi concetti che l’istruttore troverà molta difficoltà nel trasferirli e nel farli attuare dall’allievo, in quanto moltissimi sono i fattori fisico-psicologici che influenzano la nostra postura.

La forma a mani nude

Gli aspetti che vanno considerati ai fini dell’insegnamento di una forma sono sostanzialmente due: 1) parte atletica 2) aspetto filosofico-culturale. Per quanto riguarda il punto 1), questo può essere a sua volta suddiviso in: a) Esercizi preparatori b) Schema della forma ed orientamento spaziale c) Applicazioni del movimento d) Peculiarità e caratteristiche.

Esercizi preparatori

L’approccio alla forma deve essere sempre effettuato attraverso gli esercizi preparatori. Questi comprendono sia una serie di esercizi di ginnastica che preparano la struttura corporea ad essere idonea allo svolgimento della forma, che una serie di movimenti (solitamente tratti dalla forma stessa) che allenano lo studente al movimento dinamico che richiederà la corretta esecuzione della forma stessa.

E’ con gli esercizi preliminari e propedeutici infatti che lo studente acquisirà le fondamentali doti di equilibrio e di coordinazione richieste dal livello di difficoltà della forma in studio. Di contro, il perfezionamento delle su citate doti insieme allo sviluppo della “velocità di esecuzione”, della “intenzione” e del “respiro” si svilupperanno successivamente con la costante corretta e continua esecuzione della forma.

Schema e orientamento spaziale

Terminata la prima fase di lavoro, l’insegnante sceglierà se cominciare subito con lo studio dello schema, o premettere lo studio superficiale delle applicazioni. Ambedue gli approcci sono egualmente validi, e la scelta dell’uno o dell’altro dipenderà dalle caratteristiche psico-fisiche dello studente.

Di norma infatti lo studente più portato al combattimento o di mentalità più pratica, che necessiti psicologicamente di un immediato riscontro, apprende più facilmente ed in tempi più rapidi dando al movimento un senso pratico che solo l’applicazione può dare. Lo studente che invece si avvicina alla forma per il piacere del movimento, realizzandosi nell’armonia dello stesso, per il quale l’applicazione nel combattimento rappresenta non il fine, ma una conseguenza dell’apprendimento, sarà più opportuno che inizi lo studio dallo schema base della forma.

La forma va solitamente insegnata a sezioni, in quanto essa stessa è composta da serie di movimenti che possono essere estrapolati e costituire una sezione a se stante. Intere sezioni o parte di esse erano già presenti negli esercizi preparatori. Saranno ancora le caratteristiche psico-fisiche dello studente a far scegliere all’insegnante se far studiare superficialmente tutta la forma per poi approfondirla successivamente, o procedere più lentamente, sezione per sezione, ma in maniera più approfondita.

I tempi di insegnamento sono sovrapponibili, e la scelta del metodo dipenderà, come già detto, dalle qualità dello studente, e non dal capriccio dell’insegnante.

Applicazioni marziali

Capitolo importantissimo nello studio della Forma, le applicazioni costituiscono “l’anima” della forma stessa. Le applicazioni aiuteranno la crescita e lo sviluppo dello studente. Ogni movimento della forma racchiude in se un concetto sul quale si sviluppa l’ applicazione dello stesso.

La disamina dell’applicazione, porterà lo studente allo studio ed alla riscoperta delle possibili varianti del movimento, sempre però nel rispetto del concetto che quel movimento contiene. E’ interessante constatare come lo studente cambi radicalmente il modo di interpretare la forma passando da un livello di applicazioni a quello superiore.

Peculiarità degli stili

Ultima fase di studio sono le “Peculiarità” della forma. Intendiamo per peculiarità una caratteristica tipica che si discosta dai canoni comuni che avvicinano i vari stili. Premesso che non tutte le Forme posseggono peculiarità, la conoscenza di queste caratteristiche completa e valorizza la forma.

Le armi nel Tai Chi Chuan

L’impiego di un’arma nel Taiji Quan costituisce lo step successivo allo studio delle forme a mani nude. La considerazione sopra espressa, è frutto della mia personale esperienza nel Taiji Quan, che mi ha evidenziato come, con un’arma in mano gli equilibri del corpo cambiano completamente: è più difficile muoversi, e soprattutto, il Chi (l’Energia Interna) che dovrebbe raggiungere l’apice dell’arma, se va bene, si ferma al polso e alla mano, e l’ arma perde “vigore”, rimanendo solo un oggetto nella mano dell’ allievo, completamente estraneo al suo essere.

E’ evidente che l’uso del Ventaglio e l’uso della Spada non sono la stessa cosa, ognuno ha delle difficoltà legate alle caratteristiche dell’arma stessa. Il ventaglio, è un’ arma piccola molto coreografica, potenzialmente dotata di grande personalità, il rischio è quello di praticare la forma e farla sembrare una coreografia di danza invece che un combattimento.

L’ esecuzione della forma, infatti, esalta le qualità di grazia, eleganza, leggerezza, mentre la “marzialità”, se non evidenziata espressamente dal praticante, può risultare nascosta. Per questa ragione è necessario ricordare all’allievo che il ventaglio è un’arma a tutti gli effetti. Una seria difficoltà nell’esecuzione della forma con il ventaglio, sta nel fatto che il momento dell’apertura dello stesso bisogna mantenere tutto il corpo rilassato, interessando solo il polso per il movimento di apertura indirizzando l’intenzione sull’apice del ventaglio.

Spada tradizionale nella pratica del Tai Chi

La spada, invece, ha dimensioni e peso indubbiamente diversi rispetto il ventaglio, e ciò crea altri tipi di difficoltà. Inizialmente è solo la mano di una praticante che impugna un’ “arma sportiva” (un attrezzo più o meno pesante a cui è attaccata una barra piatta di metallo) per eseguire semplicemente una serie di movimenti preordinati , una “forma”, ovvero una sequenza di parate, colpi e affondi.

Il tutto si ripete e si ripete, fino a che non si memorizza grossolanamente la concatenazione dei movimenti. Questa ripetizione continua di sequenze, diventa, una ricerca silenziosa di perfezione del gesto e armonia della forma. “…la spada non deve essere tenuta serrata nel pugno, ne tanto meno consentirgli di muoversi liberamente a seguito del suo peso,…ma va gestita come se fosse il sesto dito della nostra mano…“

Agile, leggera, la sensazione è quella di volare con la Spada in mano, ma nello stesso tempo, molto “marziale”: precisa ed efficace nell’affondare i colpi. Il movimento parte dal centro del corpo, dal Tan Tien, e si irradia attraversando tutto il corpo, fino alla punta della Spada, creando un’ armonia eccelsa di forma, potenza e stile.

L’ aspirazione ultima è quella di diventare un tutt’uno con la Spada, un insieme unico dove i movimenti diventano istintivi. Lo studio delle Forme a mani nude e quello delle armi del Taiji Quan rappresenta, da sempre la ricerca di una “Armonia” interiore ed esteriore.

Benefici fisici e psicofisici

Il Tai Chi Chuan è una disciplina che può essere praticata da tutti ed è una fantastica difesa del benessere interno ed esterno del corpo purchè venga praticata almeno un paio di volte alla settimana. Chiaramente più si è costanti nella pratica maggiori sono i benefici che si ottengono.

Migliora la coordinazione, l’elasticità, la forza, la resistenza. Aiuta l’armonia, la scioltezza, la calma mentale e la concentrazione. È proprio con la lentezza e la morbidezza che il Taiji favorisce il miglioramento della salute, un aspetto oggi confermato anche da diverse ricerche mediche.

Sono ormai centinaia le ricerche biomediche che dimostrano la sua efficacia sulla salute e la prevenzione delle malattie. Dai benefici sull'apparato osteo-articolare e sui sistemi cardio-vascolare, respiratorio e digestivo, all'azione di supporto in malattie quali il diabete, il morbo di Parkinson, le fibromialgie fino al comprovato rinforzo del sistema immunitario e di resistenza allo stress.

Il Tai Ji Quan come patrimonio culturale

Il 17 dicembre 2020 resterà un grande giorno per il Taijiquan e per i praticanti di tutto il mondo. In quella data, la XV sessione ordinaria del Comitato intergovernativo dell'UNESCO per la protezione del patrimonio culturale immateriale, ha approvato una risoluzione per inserire il Taijiquan nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.

Il brillante risultato era atteso sin dal 2008 quando il governo della Repubblica Popolare Cinese, tramite lo Jiaozuo Chenjiagou Taijiquan Research Institute ha promosso presso l'UNESCO la relativa procedura. Nel gennaio 2017 si era costituito un organo ufficiale supportato dal Dipartimento della Cultura e del Turismo della provincia di Henan che ha raccolto le principali scuole radicate in varie zone del paese sotto il nome di Coordinamento per la Salvaguardia del Taijiquan.

Il Coordinamento ha pianificato uno sviluppo dei principi a salvaguardia del Taijiquan nel quinquennio 2021-2025. Oltre a sottolineare il fatto che il Taijiquan incarna il profondo carattere umanistico della Cina, il Coordinamento ha enfatizzato come esso sia radicato in molte aree della cultura cinese quali la Medicina Tradizionale, l'estetica, la biomeccanica e la filosofia Yin-Yang.

I cardini della filosofia Taiji sono pertanto compatibili con le diverse forme di sviluppo sostenibile proprio per il comune fondamento nel rispetto delle diversità e nel facile accesso a tutti. Si rende così manifesto il valore del sapere tradizionale per la preservazione della salute anche nel mondo contemporaneo.

Il riconoscimento ricevuto genera, oltre che una grande emozione, anche una grande responsabilità in tutti gli appassionati del Taijiquan i quali sono chiamati a salvaguardare la preziosa eredità tradizionale cinese senza snaturarne i principi, le tecniche, la filosofia e l'etica.

Il rischio che corre il Taijiquan, per esempio con la sua ammissione tra gli sport olimpici, è infatti proprio quello di perdere la ricchezza e la complessità appartenenti alla tradizione che resterebbero schiacciate sull'agonismo. Oggi il Taijiquan è invece diffuso nel mondo soprattutto come disciplina del benessere psicofisico, praticato veramente da tutti, persone di qualsiasi età e condizione fisica.

La pratica contemporanea

Con l'apertura della frontiera cinese lentamente i maestri di Taijiquan cominciarono a diffonderlo. In particolare dai primi anni Novanta il Gran Maestro Chen Xiaowang, uno dei maggiori maestri viventi della famiglia Chen, ha fatto un grande lavoro di diffusione dello spirito e delle tecniche di questa magnifica arte viaggiando in tutto il pianeta, addirittura compiendo per oltre due decenni il giro del mondo completo ben due volte ogni anno.

Un'ulteriore spinta di conoscenza è avvenuta nel 1999 tramite la rete che ha permesso la diffusione dell’iniziativa World Taiji & Qi Gong Day, giornata internazionale del Taiji Quan e del Qi Gong (termine che indica un vasto sistema di esercizi fisici combinati con la respirazione). L’evento che ha ricevuto il patrocinio dell’ONU, si svolge ogni anno, l’ultimo sabato di aprile alle ore 10 (ora locale), a partire dalla Nuova Zelanda e così, simbolicamente, a quell'ora si genera una gigantesca onda di energia e di pace che si propaga in tutto il mondo.

Le caratteristiche di questa arte del movimento bella ed elegante del Taiji Quan, assieme all’innegabile efficacia delle sue applicazioni marziali, ne fanno un tesoro unico e inestimabile della millenaria cultura cinese e ne stanno garantendo una grande diffusione nel mondo.

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