Mantra del Buddha della Medicina: significato, visualizzazione e pratica

Il mantra del Buddha della Medicina è associato all’alleviamento della sofferenza e alla via dell’illuminazione secondo varie scuole. La formula più diffusa è: tadyathā | oṃ bhaiṣajye bhaiṣajye mahā-bhaiṣajye rāja-samudgate svāhā, traslitterata anche come: tayata om bekandze bekandze maha bekandze radza samudgate soha.

Il Buddha della Medicina, chiamato anche Signore dei Rimedi di Lapis o Maestro guaritore dalla radiosità di lapislazzuli, è una delle figure più onorate nel pantheon buddista. La sua pratica unisce recitazione del mantra, rifugio, bodhicitta, visualizzazione, offerte, preghiera e dedica dei meriti.

Il Buddha della Medicina e il simbolismo del lapislazzuli

La principale peculiarità di questo Buddha della Medicina è il colore, il blu profondo dei lapislazzuli. Questa pietra preziosa ha avuto un grande valore nelle culture asiatiche ed europee per oltre seimila anni e, fino ad un periodo relativamente recente, il suo valore ornamentale era considerato alla pari, o ancora maggiore, di quello del diamante.

La pietra è avvolta in un’aura di mistero, forse perchè si trova prevalentemente nelle cave della remota regione del Badakshan nell’Afghanistan nord orientale, un’area inaccessibile situata oltre all’Hindu Kush. Un cronista ha scritto, “i campioni più fini di lapis, di un blu intenso chiazzato di onde e turbini di pirite color oro scintillante, somigliano a una notte illuminata da miriadi di stelle. ”

Tradizionalmente questa bellissima pietra simboleggiava le cose pure o rare. Si dice che abbia il potere di curare o fortificare chi la indossa, e grazie alla sua naturale levigatezza può essere lucidata fino a raggiungere un’alta riflettività.

Per tutti questi motivi, oltre al fatto che la luce blu intenso possiede un comprovato effetto curativo nella pratica di visualizzazione, il lapis è il colore del principale Buddha della Medicina.

Statua blu del Buddha della Medicina

La Terra pura orientale e la promessa di liberazione

I sutra in cui compare, confrontano la sua pura Terra orientale con il paradiso occidentale di Amitabha, e affermano che lì la rinascita porti all’illuminazione come la rinascita nella terra di Sukhavati.

La recitazione del suo mantra, o perfino solo la ripetizione del suo santo nome, sarebbe sufficiente a permettere la liberazione dai reami inferiori, e a concedere la protezione dai pericoli terreni e da una morte prematura.

In uno dei sutra principali concernenti il Buddha della Medicina, Shakyamuni dice al suo fedele discepolo e attendente personale Ananda:

Se questi esseri senzienti [immersi nelle profondità delle sofferenze del samsara) sentono il nome del Signore Maestro Guaritore, Tathagatha dalla radiosità di lapislazzuli, e lo accettano e vi si affidano con totale sincerità, e non nasce in loro alcun dubbio, allora non cadranno in un sentiero sventurato.

Il Buddha della Medicina nella medicina tibetana

In Tibet il Buddha della Medicina è venerato quale fonte delle arti curative, poichè è attraverso di lui che sono nati gli insegnamenti incarnati nei quattro Tantra Medici, il fondamento della medicina tibetana.

Come spiegato nel primo dei quattro Tantra, una volta il Maestro guaritore dalla radiosità di lapislazzuli era seduto in meditazione, attorniato da quattro cerchi di discepoli tra cui medici divini, grandi saggi, dei non buddisti e Bbodhisattva, tutti desiderosi di apprendere le arti curative.

Resi muti dalla gloria radiosa del suo aspetto, tuttavia, essi non erano in grado di richiedergli gli ammaestramenti desiderati. Come risposta ai loro desideri inespressi, il Buddha della Medicina manifestò due emanazioni, una per richiedere gli insegnamenti e l’altra per offrirli.

Si dice che in questo modo abbiano avuto origine le spiegazioni buddiste delle diverse malattie mentali e fisiche, delle loro cause e della loro cura, insieme al mantenimento della salute.

Le cause della malattia secondo i quattro Tantra

Secondo i quattro Tantra, la causa fondamentale di qualsiasi malattia è da ricercarsi nelle tre illusioni velenose ignoranza, attaccamento e odio che sono al centro della ruota esistenziale nel Samsara.

Queste tre illusioni di base portano a squilibri nei tre cosiddetti umori (flemma, vento e bile), i diversi costitutivi corporei (sangue, carne, ossa, ecc.) e prodotti di scarto o impurità (escrementi, urina e sudore), tutti analizzati in venticinque divisioni.

Il Root Tantra dice:

Perciò, se tutti i venticinque sono in stato di squilibrio e i tre fattori del (1) gusto e (2) qualità inerenti del cibo e (3) comportamento sono intatti, la salute e la vita della persona fioriranno. Se non lo sono, la salute e la vita della persona saranno danneggiate.

E ancora:

Attaccamento, odio e ignoranza sono le tre cause di squilibrio di vento, bile e flemma. Inoltre, anche le quattro circostanze agenti - tempo, spiriti, cibo e comportamento - contribuiscono ad aumentare o diminuire gli umori.

Lo squilibrio allora si diffonde sulla pelle, si intensifica nella carne, si sposta lungo i vasi sanguini, raggiunge le ossa e si estende fino agli organi solidi e cavi.

Alimentazione, comportamento e trattamento

La cura delle malattie e il mantenimento della salute, quindi, richiede principalmente il ripristino dell’equilibrio tra i diversi elementi dell’organismo, che si ottiene grazie a quattro progressive tipologie di trattamento.

Le prime due riguardano modifiche nella nostra alimentazione e nei nostri comportamenti. Solo se questi interventi non funzionano, il medico riterrà opportuno prescrivere medicine, e solo quando anch’esse non si dimostrassero efficaci si avvarrà di forme di terapia esterna, come la cauterizzazione o simili.

Tuttavia, nessuno di questi trattamenti avrà un effetto duraturo, se non sarà accompagnato da una trasformazione spirituale. Se l’ignoranza e le illusioni associate rimangono, prima o poi daranno origine a malattia e alle tragedie dell’esistenza ciclica.

Per questo motivo, i Buddha come Shakyamuni e il Maestro guaritore dalla radiosità di lapislazzuli sono considerati grandi medici, non solo per la loro competenza medica di per sè, ma per la loro compassione, saggezza e abilità di diagnosticare e curare le illusioni alla radice di tutte le malattie fisiche e mentali.

Iconografia del Buddha della Medicina

La visualizzazione descrive il Buddha della Medicina come una figura dal corpo blu intenso, con un volto e due braccia. La mano destra compie il gesto della suprema generosità e tiene un frutto di arura, mentre la mano sinistra, nella posizione della meditazione, regge una ciotola per le elemosine piena di nettare.

Il Buddha è risplendente, radiante con i segni maggiori e minori della perfezione, indossa le tre vesti del Dharma e siede con le gambe incrociate nella postura del vajra.

Alla sua destra c’è il bodhisattva rosso Luce del Sole, che con la mano sinistra tiene un loto sul quale sta un sole. Alla sua sinistra c’è il bodhisattva bianco Luce della Luna, che con la mano sinistra tiene un loto sul quale sta una luna.

La loro mano destra è nella mudrā della generosità. Adorni di tutti gli ornamenti gioiello e di seriche vesti, essi stanno su loti e dischi di luna, con atteggiamento riverente verso il Buddha della Medicina.

Preparazione alla pratica del mantra

La tradizione considera il suono una via di trasformazione. Non è solo estetica o devozione: è una tecnologia del respiro, della voce e dell’attenzione capace di influenzare la mente e, indirettamente, il corpo.

Nei percorsi classici di Sowa Rigpa, la medicina tradizionale tibetana, il lavoro con i mantra si integra a dieta, stile di vita e terapie esterne.

Prima della recitazione, la tradizione suggerisce piccole regole di condotta che proteggono l’energia della parola: evitare menzogna, linguaggio offensivo, discussioni inutili; ridurre alcol e fumo; preferire un’alimentazione leggera nei giorni di pratica.

Preparare la bocca (sciacqui, zafferano in ritiro), recitare le vocali e le consonanti sanscrite e il mantra dell’interdipendenza aiuta a purificare il chakra della gola e a “sintonizzare” la voce al lavoro sottile che segue.

Scegli un luogo calmo, orientati a Est, schiena eretta. Se l’attenzione si interrompe (sbadiglio, starnuto), si riparte: è un modo concreto per allenare la continuità mentale.

Rifugio e bodhicitta

Se uno vuole praticare una meditazione e una recitazione abbreviate del Buddha della Medicina, allora incominci col prendere rifugio e generare bodhicitta per tre volte:

Nel Buddha, nel Dharma e nel supremo Saṅgha
Io prendo rifugio fino a che l’illuminazione non sia realizzata.
Mediante il merito del dare e delle altre perfezioni
Possa io raggiungere l’illuminazione per il bene di tutti gli esseri.

I quattro incommensurabili

Poi si mediti sui quattro incommensurabili:

  • Possano tutti gli esseri senzienti avere la felicità e le cause della felicità.
  • Possano essere liberi dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza.
  • Possano essi non essere mai separati dalla vera felicità priva di sofferenza.
  • E possano essi dimorare in un’equanimità senza limitazioni, liberi da attaccamento e avversione.

La visualizzazione del Buddha della Medicina

La visualizzazione inizia dalla vacuità, su un loto e un seggio di luna. La mente è la sillaba hūṃ, che irradia luce per compiere il beneficio proprio e altrui.

La luce ritorna e il praticante si trasforma nel Buddha della Medicina. Il corpo è di colore blu intenso con un volto e due braccia.

La mano destra, nel gesto della suprema generosità, tiene un frutto di arura. La sinistra, nella posizione della meditazione, regge una ciotola per le elemosine piena di nettare.

Il Buddha appare con i segni maggiori e minori della perfezione, indossando le tre vesti del Dharma e sedendo con le gambe incrociate nella postura del vajra.

Alla destra del Buddha della Medicina si visualizza il bodhisattva rosso Luce del Sole, con un loto sul quale sta un sole. Alla sua sinistra si visualizza il bodhisattva bianco Luce della Luna, con un loto sul quale sta una luna.

Dalle tre sillabe che marcano i tre centri del Buddha della Medicina e dei bodhisattva promana luce, che invoca tutti i Buddha delle dieci direzioni. Essi appaiono in forma di Buddha della Medicina nel cielo di fronte al praticante e si dissolvono inseparabilmente in lui.

Schema della visualizzazione del Buddha blu

La pratica del mantra

Nel cuore del Buddha della Medicina, su un disco di luna, c’è la sillaba hūṃ, circondata dalla ghirlanda del mantra. Essa spande luce per fare offerte agli Eccelsi e purificare tutti gli esseri dalle due oscurazioni.

La luce ritorna, portando con sé tutta la compassione, il potere e la grazia dei Buddha e dei Bodhisattva, trasformando l’intero essere con le loro benedizioni.

Tadyathā | oṃ bhaiṣajye bhaiṣajye mahā-bhaiṣajye rāja-samudgate svāhā

Teyata om bhekanze bhekanze maha bhekanze radza samudgaté soha

Recitare questo mantra il più possibile. Se uno pratica in maniera più elaborata, può recitare la dhāraṇī lunga.

Significato della formula

Il mantra viene generalmente associato al Buddha della Medicina, alla guarigione, alla liberazione dalla sofferenza e alla trasformazione spirituale. La sua recitazione è inserita in una pratica più ampia, nella quale il suono, la respirazione, l’attenzione e la visualizzazione operano insieme.

Un mantra è uno strumento per liberare la mente, proteggere il pensiero e infondere energia vitale nel corpo.

Il numero dei mantra è virtualmente infinito, dal momento che ogni cosa esistente ne possiede uno. Le diverse tradizioni spirituali si avvalgono tuttavia di un patrimonio mantrico specifico, per cui si possono distinguere mantra buddhisti, vedici, tantrici, e così via.

Il mala e il numero 108

Il mala, o rosario, è lo strumento per contare le ripetizioni. Il numero 108 è tradizionale in India e nell’area buddhista; esistono anche mala da 54 o 21 grani, multipli o fattori di 108.

Diverse letture spiegano il 108: dalla numerologia sacra alla simbologia delle lettere sanscrite e dei “canali” energetici. In sintesi, 108 è un numero di completezza nella recitazione.

Oltre al conteggio, il mala ancora la pratica nel corpo, tenuto vicino al cuore, e nella direzione dell’intento. I materiali e i colori possono variare.

Tre livelli di recitazione possono essere alternati a seconda del contesto: fisico, con il mala; vocale, a voce; mentale o visualizzativo.

Una pratica breve e progressiva

Una sessione può essere organizzata in modo graduale, combinando centratura, purificazione, mantra e conclusione.

FaseDurata indicativaPratica
Centratura1-2’Respiro calmo, postura stabile, orientamento a Est.
Purificazione3’Vocali, consonanti e 3× interdipendenza.
Mantra principale8-12’Recitazione del mantra del Buddha della Medicina.
Sigillo1-2’3× interdipendenza per “conservare l’energia” accumulata.
Metodo facoltativoVariabileAcqua, ghee o sale con consapevolezza.

La routine tipo dura complessivamente 15-25 minuti. La pratica può quindi essere mantenuta breve, oppure ampliata con visualizzazione, offerte, prostrazioni, preghiere e lettura del Sutra del Buddha della Medicina.

Sei metodi classici di mantraterapia

In Sowa Rigpa il respiro, portatore della vibrazione del mantra, può “caricare” un veicolo di cura. Le modalità ricorrenti comprendono:

  • Ngak Chu: acqua mantra, si soffia sull’acqua e la si beve.
  • Ngak Mar: ghee mantra, si soffia sul burro chiarificato, poi si assume o si applica localmente.
  • Tsa Ngak: sale mantra, si soffia sul sale e lo si applica, anche tiepido o caldo.
  • Ngak Phu: soffiare mantra, si soffia sulle mani e si impone l’area.
  • Chag Ngak: mantra del metallo caldo.
  • Ngak rDo: mantra della pietra calda.

Queste pratiche non sostituiscono diagnosi e terapie mediche. Sono pratiche contemplative-rituali da integrare con buon senso.

Offerte e lode

L’essere di saggezza tale quale il praticante si sta visualizzando appare ora nello spazio di fronte a lui.

Quindi fare offerte con:

oṃ bhaiṣajya rāja saparivāra arghaṃ pādyaṃ puṣpe dhūpe āloke gandhe naivedye śabda āḥ hūṃ

La lode al Buddha della Medicina può essere recitata così:

O conquistatore realizzato trascendente, la tua compassione per noi tutti è eguale e la stessa. Semplicemente udire il tuo nome elimina le sofferenze dei tre reami inferiori e cura le malattie dei tre veleni: O Buddha della Medicina, risplendente di luce color lapislazzuli, a te io m’inchino.

La preghiera al Signore dei Rimedi di Lapis

Io ti imploro, Benedetto Guru della Medicina,
Il cui santo corpo del colore del cielo di lapislazzuli
Significa saggezza onnisciente e compassione
Vasta come lo spazio infinito,
Ti prego concedimi la tua benedizione.

Io ti imploro, Benedetto Guru della Medicina,
Che nella mano destra reggi il re delle medicine
Simbolo del tuo impegno di aiutare tutti gli esseri senzienti in pena
Tormentati dai quattrocentoventiquatttro malanni,
Ti prego concedimi la tua benedizione.

Io ti imploro, Benedetto Guru della Medicina,
Che nella mano sinistra reggi una ciotola colma di nettare
Simbolo del tuo impegno di elargire il glorioso, immortale nettare del dharma
Che elimina le degenerazioni della malattia, della vecchiaia e della morte,
Ti prego concedimi la tua benedizione.

Richiesta e dissoluzione

La richiesta al Buddha della Medicina può essere formulata così:

O vincitore realizzato trascendente, Tathāgata, distruttore del nemico, Buddha della Medicina perfettamente realizzato: concedi a me e agli infiniti esseri senzienti le siddhi comuni e la suprema.

Per congedare le manifestazioni visualizzate si recita:

oṃ vajra muḥ

I due bodhisattva e i seggi formati dai loti e dai dischi lunari si sciolgono in luce e si dissolvono nel praticante.

Si immagina che i tre centri siano marcati con oṃ, āḥ e hūṃ.

Dedica dei meriti

La pratica si conclude con la dedica:

Mediante questi meriti possa io rapidamente
Realizzare il Buddha della Medicina,
E altresì condurre ogni singolo essere senziente
A tale stato di perfezione.

Si possono recitare anche altre dediche e aspirazioni.

Pratica intensiva e indicazioni tradizionali

Se uno sta facendo la pratica di approssimazione in ritiro, si assicuri di osservare una dieta pura, lavare e tenere tutto pulito, e reciti 100.000 volte la dhāraṇī breve, e poi, addizionalmente, altre 11.000 volte.

Tra le sessioni, si facciano prostrazioni, si facciano offerte, o estesamente o concisamente considerando ciò che è adatto, e si legga il Sūtra del Buddha della Medicina, nella versione lunga o nella versione corta, secondo le proprie possibilità.

Il ruolo della recitazione e della fisiologia

Studi pilota su OM-chanting mostrano deattivazioni cerebrali in aree frontali e limbiche, con un potenziale effetto calmante, e, in alcuni protocolli, miglioramenti dell’HRV, indice di tono parasimpatico.

Altri lavori segnalano variazioni respiratorie marcate durante il canto. In generale, le evidenze sono promettenti ma preliminari e variano per protocollo e campione: utili come spunto, non come prova clinica definitiva.

La pratica dei mantra è una via contemplativa; per la salute fisica è necessario affidarsi anche al parere medico.

Differenza tra il mantra del Buddha della Medicina e Om Mani Padme Hum

Om Mani Padme Hum è uno dei più noti e diffusi mantra del buddhismo tibetano ed è associato al Buddha della compassione e della misericordia.

TAYATA OM BEKANDZE… è invece la formula devota associata al Buddha della Medicina, all’alleviamento della sofferenza e alla via dell’illuminazione secondo varie scuole.

Il termine mantra è una parola sanscrita costruita su due radici: man, che significa “mente” o “pensare”; e trai, che ha il significato di “proteggere”, “liberare da” o “strumento”.

Dunque, un mantra è uno strumento per liberare la mente, proteggere il pensiero e infondere energia vitale nel corpo.

Nel mantra Om Mani Padme Hum, Om simboleggia il corpo, la parola e la mente. Mani significa “gioiello”, mentre Padme vuol dire “loto”. Hum è l’equivalente tibetano del nostro “così sia”, o “amen”.

Om Mani Padme Hum viene spesso tradotto come «O gioiello nel fiore di loto», un’esortazione ripetuta ad essere noi, esseri umani, ma anche tutti gli esseri senzienti, capaci di diventare gioielli di bellezza come fa il fiore di loto che si schiude dal fango.

Il mantra del Buddha della Medicina è invece:

tadyathā | oṃ bhaiṣajye bhaiṣajye mahā-bhaiṣajye rāja-samudgate svāhā

La distinzione permette di orientare la pratica secondo l’intenzione: compassione universale nel caso di Om Mani Padme Hum, guarigione, protezione e trasformazione delle cause profonde della sofferenza nel caso del mantra del Buddha della Medicina.

Lama Zopa Rimpoché canta el mantra del Buda de la Medicina (Medicine Buddha Rinpoche)

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