In Russia i riti sciamanici legati alla guerra e alla figura di Vladimir Putin si collocano all’interno di un intreccio tra sciamanesimo siberiano, nazionalismo, religione ortodossa e cultura politica. Gli sciamani hanno organizzato cerimonie propiziatorie per sostenere il presidente, pregato per i soldati russi e dichiarato di agire spiritualmente a favore dell’esercito.
Non esistono però prove pubbliche definitive che dimostrino la partecipazione diretta di Putin a specifici rituali sciamanici o che permettano di stabilire quanto egli creda realmente nei loro poteri. Le notizie su presunti incontri con sciamani, rituali nella residenza sui monti Altai e consultazioni durante i viaggi in Siberia e Mongolia sono state riferite come indiscrezioni o interpretazioni giornalistiche.
Il rito collettivo per i soldati russi
Il 9 ottobre, dalle 9 del mattino, ora di Mosca, si è tenuto un rito magico “in difesa della terra, delle persone e della Patria, per sollevare e rafforzare lo spirito dei soldati e ottenere la vittoria su tutti i nemici della Russia”.
Lo Sciamano Supremo della Federazione russa e dello “Spirito dell’Orso” di Tuva, Kara-ool Dopchun-ool, ha ringraziato gli altri sciamani per un rito comune a sostegno dei militari “in modo che siano invulnerabili ai proiettili”. “Auguro a tutti gli sciamani della Russia felicità e successo nel rafforzare ulteriormente la nostra patria e mantenere i nostri soldati in buona fortuna e prosperità, in modo che siano invulnerabili ai proiettili e al pericolo”.
Vi hanno partecipato sciamani di Vladivostok, Ekaterinburg, Kazan, Kemerovo, Krasnoyarsk, San Pietroburgo, Sochi, nonché di Tuva e Khakassia. Kara-ool Dopchun-ool è stato eletto sciamano supremo della Russia al primo congresso di sciamani russo, tenutosi nel 2018.

Il tamburo come “cavallo dello sciamano”
Gli sciamani si sono appellati al potere del tamburo sciamanico, che a Tuva è “il cavallo dello sciamano”, perché accompagna il suo volo tra Mondo di Sopra e di Sotto e perché il suono del tamburo assomiglia a quello degli zoccoli di un cavallo.
Il tamburo speciale è realizzato con pelle di renna e occupa un posto centrale nel rituale. Il ritmo accompagna la preghiera, il canto e il passaggio simbolico dello sciamano tra differenti livelli del cosmo.
Lo sciamanesimo tuvano è rimasto lo stesso dai tempi antichi, dagli uomini delle caverne attraverso gli Sciti fino ad oggi.
Tuva, Siberia e Mongolia come luoghi di potere
Nel 2007 il presidente russo e il suo amico Sergei Shoigu, ora capo del Consiglio di sicurezza nazionale russo, fecero un viaggio in Mongolia e incontrarono uno sciamano a Tuva, una remota zona della Siberia al confine con la Mongolia.
Tuva è nota come “luogo di potere” ed è la patria di Shoigu, originario della Siberia asiatica, che nel suo precedente ruolo di ministro della Difesa ha svolto un ruolo cruciale nella brutale invasione dell’Ucraina.
Shoigu è cresciuto circondato da mistici che credono nella capacità di interagire con il mondo spirituale attraverso stati di coscienza alterati simili al trance.
Molti ritengono che il primo viaggio di Vladimir Putin in Mongolia nel 2024 sia stato motivato anche dall’incontro con gli sciamani, come ha lasciato intendere il suo fido consigliere Sergej Šojgu, ex-ministro della difesa originario della terra mongolica di Tuva.
Pochi mesi fa Putin è tornato in Mongolia e in Siberia, dove, secondo quanto riferito, avrebbe consultato questi sciamani sullo stato della guerra.
Le cerimonie a sostegno di Putin
Come documenta un servizio dell’agenzia Ljudjam Bajkala, in preparazione alle elezioni presidenziali, poi stravinte dal presidente Vladimir Putin, gli sciamani della Siberia hanno organizzato diversi riti propiziatori per sostenerlo.
Il primo è stato lo sciamano della città di Angarsk nella regione di Irkutsk, Artur Tsybikov, che già il 20 dicembre scorso aveva acceso un falò sulla strada principale, gettando in esso le offerte agli spiriti, dei biscotti mischiati a latte e vodka, raccontando che “dopo questo rituale mi è apparso dal cielo il dio buriato Bukhe Iojon, che ha assicurato di aver approvato il desiderio espresso per la vittoria di Putin”.
Il giorno scelto per l’inizio di questi riti era quello del “Giorno dell’Fsb” dedicato ai membri dei servizi di sicurezza, e anche perché “in questi giorni [il 18 dicembre] è nato Stalin”.
Il 50enne Tsybikov è il presidente dell’associazione “Cielo sempre azzurro” (Večno sinee nebo), ed è uno degli sciamani più efficaci a livello mediatico di tutta la Russia.
La sua popolarità si era diffusa dopo l’olocausto rituale di 5 cammelli ad Angarsk nel 2019, preventivamente uccisi e poi smembrati e gettati nel fuoco, un rito pensato “per rafforzare la Russia”.
Gli sciamani e la guerra in Ucraina
Dall’invasione di tre anni fa, gli sciamani russi hanno rivolto la loro attenzione al sostegno allo sforzo bellico della Russia. Dall’inizio della guerra in Ucraina, queste invocazioni e sortilegi si sono ovviamente moltiplicati.
Il cosiddetto capo sciamano Kara-ool Dopchun-ool ha celebrato rituali e dato la sua benedizione alla guerra, chiedendo, secondo quanto riferito, “al sole, alle stelle e alla luna” di proteggere le truppe del Cremlino e denunciando il presidente Zelensky come “un nemico”.
Gli sciamani sostengono la “operazione militare speciale” fin dall’inizio, ricordando l’appello dello sciamano supremo di Russia Kara-ool Dopčun-ool, figura riconosciuta dallo Stato, che già il 10 marzo 2022 chiese ai soldati russi di “essere intrepidi”.
Anche lo sciamano dell’Altaj, Artem Ignatenko, dichiarò che Vladimir Putin “si prende cura delle persone”, e che l’operazione speciale “è iniziata proprio al momento opportuno”.
Tra i mobilitati al fronte molti provengono dalle regioni dove è diffuso lo sciamanesimo, Buriazia, Tuva, Irkutsk, Altaj.
Rituali a distanza per i militari
Come egli stesso ha raccontato ai giornalisti, attualmente ci sono 17 sciamani che partecipano alle azioni belliche, come volontari o coscritti, anche se non ha rivelato i loro nomi, e solo uno di essi sarebbe morto al fronte, “probabilmente per mancanza di fede”.
I parenti hanno sepolto il defunto “alla vecchia maniera”, racconta Tsybikov, affossandolo direttamente sotto terra, mentre lui celebrava il rito di accompagnamento dell’anima al cielo, per “ricongiungersi agli avi” mentre si bruciavano al fuoco i suoi indumenti ed effetti personali.
Ora lo sciamano trapassato “aiuta i suoi compagni direttamente dal cielo”, e anche Artur con gli altri sciamani partecipa ai combattimenti agendo “a distanza”.
“Quando mi chiamano al telefono sento le pallottole che fischiano, gridano di essere accerchiati e chiedono di essere salvati” - spiega Artur - “allora preghiamo e compiamo dei rituali, e creiamo così dei corridoi per farli uscire dall’assedio, i loro comandanti prendono la giusta decisione e se ne vanno senza alcuna perdita”.
Riti per le operazioni militari
Le attività degli sciamani non servono soltanto ai singoli soldati, ma a tutto l’esercito russo, come quando a gennaio si decise di “celebrare un rito per Avdeevka, e gli spiriti ci hanno rivelato che ci sarebbe stata pioggia battente, poi la nebbia che avrebbe fermato i droni ucraini, e l’assalto ha avuto successo”.
Il 36enne sciamano di Ulan-Ude, Enkhe Tsydenov, afferma che “si rivolgono a noi i parenti dei soldati, ci chiedono di compiere rituali per loro… le persone non hanno voglia di combattere e morire, la guerra è una cosa terribile, ma si deve fare, perché non si può andare contro chi detiene il potere”.
Per cui “i nostri compatrioti non hanno alcuna colpa, e noi possiamo soltanto pregare per loro”; anche nei riti sciamanici, come in quelli della Chiesa ortodossa russa, sono state introdotte le preghiere “per la Vittoria”.
Il rapporto tra sciamanesimo e politica
L’antropologo di Mosca Dmitrij Doronin spiega che “la comunità sciamanica è molto più diffusa e complessa di quanto appare sulla stampa”, e raramente gli sciamani intervengono in questioni politiche.
Per lo più guariscono dalle malattie, aiutano i clienti a decidere come spendere i soldi, a quale università iscriversi o quale automobile acquistare.
“Noi come razionalisti europei vorremmo che tutto fosse messo a verbale, anche le posizioni politiche, ma non è questo che ci si deve attendere dagli sciamani, essi sentono lo spirito delle persone e del popolo, e agiscono in suo favore”.
Questa prospettiva suggerisce che i riti politici rappresentino soltanto una parte delle attività sciamaniche. Accanto alle cerimonie a favore dello Stato e dei militari, restano pratiche rivolte alla guarigione, alla protezione personale, alla gestione dell’ansia e alle decisioni quotidiane.
La possibile influenza dello sciamanesimo su Putin
Putin è ossessionato per la propria longevità e soprattutto per la propria reincarnazione. E la sua partecipazione a tali rituali può fornire una visione alternativa alle sue motivazioni per la guerra in Ucraina.
Si dice che le radici del fascino di Putin per il mondo soprannaturale risalgono al periodo in cui lavorava per il KGB negli anni ’80, e quando laboratori segreti supervisionavano ricerche sulla lettura del pensiero, come faceva anche la CIA.
Putin diffida della cultura occidentale, della scienza, della tecnologia. È fortemente influenzato da Alexander Dugin, che un tempo pubblicò le opere del mago britannico Alastair Crowley che aprì una scuola in Sicilia.
Conosciuto come il “Rasputin di Putin”, Dugin ritiene che l’Occidente sia in uno stato di declino terminale e che la Russia dovrebbe abbracciare l’“Eurasia”, in sostanza per far rivivere il suo impero.
Ha certamente letto uno dei libri più cari anche per la destra italiana, Bestie, uomini e Dei di Ferdinand Ossendowski che fu un grande successo editoriale prima della Seconda guerra mondiale.
La fascinazione di Putin per questi argomenti sciamanici non è cosa nuova e fu condivisa da molti dittatori, mistici e ricercatori durante il secolo scorso.
Putin e il misticismo ortodosso
Il fascino di Putin per gli sciamani è anche coerente con le sue credenze religiose ortodosse. Ciò è dimostrato dal fatto che il presidente russo trascorre molto tempo con gli “anziani” del monastero di Valaam, venerati dai mistici ortodossi.
Questi anziani imitano i costumi degli eremiti del passato, in particolare l’abitudine di incrociare le labbra quando si nomina il diavolo.
Putin ha imparato questa abitudine: durante un discorso nel 2009 ha cercato di fare una battuta, ha accidentalmente menzionato il diavolo e ha istintivamente incrociato le labbra…
Il rapporto tra riti sciamanici e cristianesimo ortodosso non è necessariamente percepito come incompatibile in tutti gli ambienti russi. Nel corso della storia, pratiche cristiane, culti locali e forme di animismo hanno spesso convissuto o si sono sovrapposti.
Sincretismo religioso e identità russa
Forme sincretistiche e di doppia appartenenza religiosa si sono radicate tra le popolazioni che abitavano questa enorme regione fin dalla cristianizzazione della Rus’, nel X secolo.
Per non parlare dell’incontro avvenuto nei secoli successivi tra l’ortodossia e le religioni orientali man mano che il mondo russo si estendeva ad Est.
In anni più recenti, fenomeni di revival riconducibili al cosiddetto “neopaganesimo slavo” hanno messo in allarme i rappresentanti delle religioni monoteiste, prima tra tutte quella ortodossa.
Questi, a loro volta hanno aumentato le pressioni sulle autorità statali affinché fosse accordata una tutela speciale ai culti di massa.
La cornice costituzionale e lo Stato laico
Nel 2020, nella Costituzione è stato incluso l’Articolo 67.1, che al comma 2 descrive la Federazione Russa come “unita da una storia millenaria”, preservando la memoria degli antenati che hanno trasmesso “gli ideali e la fede in Dio”.
La “comparsa” di Dio attraverso la nuova formulazione, non ha però abrogato il principio contenuto nell’articolo 14 della Legge fondamentale, in base al quale la Federazione Russa è uno stato laico.
Anche con la nuova Costituzione “nessuna religione può essere istituita come religione di Stato o obbligatoria”. E se le associazioni religiose sono “uguali davanti alla legge” è tanto più valido il principio di tolleranza verso i culti minori.
Così, nel paese più esteso al mondo, con la più grande popolazione ortodossa, coesistono e prosperano alla luce del sole pratiche esoteriche, riti magici, letture dei tarocchi e stregoneria.
La popolarità delle pratiche esoteriche
Fino a qualche anno fa era considerata “la strega di Vladimir Putin”. Una donna che era apparsa in diversi video mentre eseguiva rituali magici a favore del presidente russo con tanto di ampolle, pugnali sacri e campanelli e che inneggiava continuamente al capo del Cremlino.
Con il suo gruppo di “maghi” e “streghe”, Elena Sulikova, che si faceva chiamare Alyona Polyn, si era fatta largo nel mondo dell’occultismo fino ad arrivare all’attenzione dei media internazionali.
Tra preghiere per «il bene della Russia», e incantesimi per dare forza al capo del Cremlino e per «ricacciare nell’abisso» i nemici di Putin, Polyn era riuscita a diventare una “star” tollerata persino dalle autorità di Mosca, che vedevano in lei un personaggio folkloristico imbevuto di nazionalismo.
Per farsi un’idea dell’impressionante fiducia che i russi ripongono ogni sorta di rituali e cerimonie bisogna guardare ai dati; per quanto anche questi ultimi, al pari del mondo dei sensitivi e delle cartomanti, restino parzialmente nascosti nell’ombra.
Secondo l’Istituto di Sociologia dell’Accademia Russa delle Scienze, circa il 70% delle donne in Russia consulta regolarmente cartomanti e veggenti i quali, secondo una stima dell’OMS sono oltre 800 mila.
Un’indagine condotta dall’agenzia di stampa Lenta nel 2013 parlava di una spesa complessiva di oltre 30 miliardi di dollari l’anno per servizi di sensitivi, maghi, stregoni e cartomanti.
Il doppio di quanto destinato dai cittadini alla spesa per la medicina classica e le cure all’estero.
A un decennio di distanza il quotidiano Argumenty i Fakty ha pubblicato un articolo in cui la spesa dei russi per l’occultismo era stimata in circa 3 mila miliardi di rubli: una cifra simile alle uscite per gli alimenti.
La crescita del mercato occulto
Cresce con grande diffusione in Russia l’interesse per le arti esoteriche, con un traffico sui siti di astrologia, predizione del futuro e numerologia aumentato nell’ultimo anno del 38%, secondo i dati pubblicati dall’agenzia Yota.
Sono sempre di più le ore che i russi trascorrono consultando questi portali, e vengono molto ricercati i rituali magici, che procurano giri d’affari sempre più redditizi: in Siberia e nella parte europea della Russia i prezzi degli incantesimi e delle fatture si stima siano aumentati del 40-50%.
Se l’anno scorso il mercato dell’occulto muoveva circa 2mila miliardi di rubli, oggi continua a crescere mese per mese, e la Duma di Mosca sta cercando di proibire la pubblicità degli indovini, dei tarocchi e di altri servizi esoterici.
Il volume di affari è tale che alla fine del 2023, un deputato del partito di governo ha proposto di regolarizzare gli operatori dell’occulto con uno status legale che specifico che consenta allo Stato di tassarne i costosi servizi.
Non mancano, tuttavia, i detrattori. Soprattutto tra quanti si dicono preoccupati che la crescente fiducia della popolazione per la magia possa esporre sempre più cittadini ai rischi di truffe e manipolazioni mentali.
Un gruppo di deputati ha presentato persino un disegno di legge per vietare, se non la magia, almeno la sua rappresentazione pubblica.
Riti stagionali e pratiche private
In Siberia gli sciamani si sono attivati soprattutto a fine dicembre, nelle notti più lunghe dell’anno, quando secondo le credenze esoteriche il mondo dei vivi si trova nella massima vicinanza con quello in cui abitano i morti.
Per questo nelle notti del fine settimana si celebrano rituali con la consumazione di torte e frittelle degli spiriti della propria generazione.
Nella regione siberiana di Kemerovo, ad esempio, si è tenuta una manifestazione in accordo con l’assessorato locale alla cultura, radunando nel museo Kuznetskij Alatau un gruppo di sciamani dal Kuzbass, dalla Khakasia e dalla vicina regione di Krasnojarsk, con accesso libero alla popolazione reclamizzato sui media regionali.
Gli adepti più ferventi dello sciamanesimo, in realtà, ritengono questi riti pubblici di kamlanija soltanto delle “rappresentazioni teatrali”.
Quelli autentici sono noti soltanto attraverso le chat dedicate dei seguaci, che si raccolgono attorno allo sciamano non soltanto per placare gli spiriti, ma anche per guarire le persone nel corso del rituale.
A queste sedute speciali si può partecipare pagando circa 10-15mila rubli, come fanno molte persone in cerca di salvezza.
Il bisogno di protezione durante la guerra
Come racconta a Sibir.Realii l’abitante di Kemerovo Olga Minakova, che partecipa ai riti sciamanici dal 2022: “La prima volta ci sono andata perché mi sentivo davvero male, non sapevo che cosa fare del mio futuro, avevo paura che mio marito fosse chiamato alla mobilitazione, e vedevo davanti a noi soltanto la fame e il buio impenetrabile”.
All’inizio si è recata alla festa del Mabon, nel giorno dell’equinozio d’inverno, detto anche “giorno delle foglie cadenti”.
Ella assicura che “neanche le sedute dallo psicologo mi avevano donato una pace così profonda”, ricevendo dallo sciamano “un senso di purificazione, una fonte di energia e di pace allo stesso tempo”.
Allora è andata anche al solstizio per la festa della speranza, affidando tutti i suoi desideri per l’anno successivo, chiedendo la benedizione dei suoi avi e la pace per il mondo intero, anche se lo sciamano ha detto che la guerra in Ucraina sarebbe finita soltanto nel 2034, secondo quanto rivelato dagli spiriti.
Secondo una ricerca del settore analitico dell’agenzia Modifiers, nella lotta contro lo stress in questi anni di guerra i russi si rivolgono sia agli psicologi sia ai rappresentanti delle arti esoteriche.
La televisione e la normalizzazione del soprannaturale
Un popolare reality show per sensitivi solleva interrogativi sul lato più misterioso della cultura popolare, sulla portata dei “valori tradizionali” tanto in voga tra i politici e sul sovrannaturale potere dello show business di mitigare anche le posizioni più rigide e moraliste.
Ogni sabato pomeriggio streghe, veggenti, maghi e sciamani si intrufolano nelle case di milioni di russi dagli schermi di tv, pc e smartphone.
La singolare brigata di medium, ognuno con il suo look caratteristico, si raduna nella sala da pranzo in stile gotico di una residenza storica di Mosca per prendere parte al talent show dedicato ai professionisti del soprannaturale.
Bitva Ekstrasensov - che potremmo tradurre come “La battaglia dei veggenti” - nei suoi elementi essenziali è una produzione televisiva classica, con conduttore, ospiti, giuria, spettatori e televoto.
Le prove a cui sono sottoposti i concorrenti, invece, appaiono decisamente più pittoresche rispetto ai comuni reality.
I sedicenti sensitivi si sfidano nella ricerca di persone scomparse, nella risoluzione di enigmi, nella raccolta di indizi su presunte morti sospette.
Tutto, per aggiudicarsi il titolo di veggente più potente del Paese.
Non di rado le riprese si svolgono fuori dallo studio, tra corse in minivan verso cimiteri di campagna o desolate periferie industriali.
Il climax emotivo è garantito dall’incontro con i parenti e i vicini delle persone tragicamente venute a mancare.
Uno ad uno, i concorrenti, apparentemente tenuti all’oscuro dei dettagli del caso, forniscono particolari inediti che darebbero prova dei loro poteri di chiaroveggenza.
Sui luoghi di sepoltura o dei presunti delitti, sciamani e streghe mettono in scena i loro rituali che mischiano formule magiche antiche e tecnologie moderne.
Ognuno ha un proprio stile, che lo distingue dagli altri concorrenti e contribuisce a caratterizzare il personaggio.
"Something Bad is Lurking" Vince Neil is OVERWHELMED (Season 2) | The Haunting Of | LMN
Il successo di “La battaglia dei veggenti”
Il programma è basato sul format britannico Britain’s Psychic Challenge, reality che in simili versioni va in onda anche negli Stati Uniti, in Israele, in Australia.
Anche in paesi ex socialisti e nelle repubbliche che un tempo facevano parte dell’Urss il programma è molto diffuso.
A spulciare le biografie dei concorrenti nelle versioni azerbaigiana, georgiana, kazaka, bulgara, lituana, ucraina, estone o lituana si scopre che molti di loro sono nati e cresciuti nei più svariati angoli di quel grande spazio politico e culturale che era il mondo socialista.
In quel mondo per decenni si è data battaglia tanto alle religioni ufficiali, quanto ai culti popolari e ai rituali magici, indistintamente.
A dispetto di quello sforzo per eradicare superstizioni di ogni sorta, ogni fine settimana fino a sette milioni di spettatori si sintonizzano per guardare i sensitivi sfidarsi e insultarsi; questo solo se si tiene conto della Russia.
I diritti sul programma nella Federazione Russa sono di White Media, una società che produce serie Tv, cortometraggi e film, fondata da Timur Weinstein, cugino dello scacchista e attivista politico Garry Kasparov.
Va in onda sul canale televisivo TNT, controllato al cento per cento da Gazprom Media Holding, che a sua volta è di proprietà di Gazprombank, parte del colosso Gazprom, il quale di questi tempi non ha certo bisogno di presentazioni.
Così, questa matrioshka societaria che si prefigge di cambiare gli assetti geoeconomici e politici mondiali, allo stesso tempo si ritrova a finanziare un programma televisivo in apparente contrasto con i valori tradizionali e la morale religiosa, ampiamente sbandierati dal governo.
La repressione di Alyona Polyn
Ma nel tempo quella donna, che si era autoproclamata paladina della Russia e che diceva di difendere il suo Paese con i suoi sortilegi, è caduta in disgrazia.
Sempre più isolata, sempre meno apprezzata. E alla fine, a cambiare definitivamente la sua vita e la percezione delle autorità russe, è stato un libro.
Anzi, il suo libro, Il mio nome è Polyn, scritto tra il 2020 e il 2023 e di cui non c’erano altro che poche centinaia di copie.
Secondo il tribunale di Ivanteyevka, che ne aveva ordinato l’arresto a giugno del 2024, quel libro non era affatto innocuo.
Tra le sue pagine, infatti, c’erano frasi pericolose, addirittura ritenute estremiste.
Il testo, a detta dei giudici, era «finalizzato a incitare all'odio», a «umiliare la dignità» della Chiesa ortodossa russa e a «minacciare e incitare alla violenza» contro i rappresentanti del clero.
E per la corte, dopo una «approfondita analisi forense di carattere psicologico, linguistico e religioso», non c’è stato altro da fare che ordinare l’arresto della donna, condannata in via definitiva lo scorso 3 ottobre.
Le notizie sul suo fermo, sulla perquisizione della casa e sull’udienza avevano fatto subito il giro dei media russi.
Una volta entrati nella dimora della “strega”, gli agenti hanno trovato pugnali, teschi, pipistrelli mummificati e altri oggetti per i rituali.
Polyn, che ai giudici aveva confermato ogni accusa, aveva anche avuto un attacco epilettico per poi sbattere ripetutamente la testa sulle sbarre del carcere e infine collassare.
Poi, della donna, non si è più saputo nulla fino a ieri, quando i media britannici hanno riportato la notizia della sua condanna in prigione già dallo scorso mese.
Dalla tolleranza alla marginalizzazione
Una parabola umana che per molti è anche un simbolo di come in questi anni sia cambiata la politica di Putin.
Polyn, per un certo tempo, è stata tollerata. Qualcuno aveva iniziato anche a spargere la voce che lo stesso presidente russo fosse un seguace della stregoneria, tra notizie, mai confermate, di contatti con sciamani e rituali eseguiti nella sua residenza sui monti Altai con il sangue di cervo.
Ma la linea del Cremlino, specialmente dall’inizio della guerra in Ucraina, si è fortemente orientata sull’asse con la Chiesa ortodossa e sull’importanza di quelli che per Putin sono i valori tradizionali.
Il Patriarcato di Mosca è diventato un elemento fondamentale della strategia anche mediatica dello “zar”.
E i personaggi scomodi, anche se considerati dei fedelissimi del presidente russo, sono sempre stati messi da parte.
Polyn può essere considerata una di queste figure.
Della sua vicinanza a Putin non c’è mai stato alcun dubbio.
Per un certo periodo, i servizi segreti di Kiev l’avevano addirittura accusata di reclutare spie al servizio di Mosca fingendo di arruolare “streghe” ucraine per poi carpire informazioni sensibili.
Mentre adesso, come già accaduto ad altri personaggi non più graditi nei lunghi corridoi del Cremlino, Elena Sulikova passa le sue giornate dietro le sbarre.
Il significato politico dei riti
La presenza degli sciamani nel discorso politico russo non significa necessariamente che lo Stato abbia adottato lo sciamanesimo come religione ufficiale. I rituali possono piuttosto funzionare come strumenti simbolici di protezione, mobilitazione e legittimazione.
La figura dello sciamano permette di collegare la guerra a una memoria più antica della Russia e della Siberia, presentando il conflitto come una lotta per la terra, gli antenati, la patria e l’ordine spirituale.
Le cerimonie rivolte a Putin, ai soldati e alla vittoria mostrano inoltre come le pratiche religiose e magiche possano essere utilizzate per rispondere a paure concrete: la mobilitazione, la morte al fronte, l’incertezza economica e la sensazione di non poter controllare gli eventi.
Il loro ruolo resta quindi ambiguo: per alcuni rappresentano una tradizione culturale e una forma di sostegno psicologico; per altri diventano una componente della propaganda patriottica o un mercato esposto a manipolazioni.
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