Le Danze Sacre di G. I. Gurdjieff rappresentano una profonda esplorazione dell’essere umano attraverso il movimento. Non sono semplici coreografie, ma pratiche che mirano a risvegliare la coscienza, armonizzando il corpo, la mente e lo spirito.
Gurdjieff non fu soddisfatto di lasciare solo un sistema di idee ma ritenne necessario trasmettere un repertorio di Danze Sacre e Movimenti. In più di un’occasione disse che lo studio delle idee e la pratica dei Movimenti dovevano essere complementari.
Gurdjieff e la ricerca delle Danze Sacre
Nacque nel Caucaso a metà 800, in un territorio via via turco, armeno, greco e russo, permeato da diverse culture e influenze religiose che stimolarono la sua mente naturalmente curiosa. Giovanissimo, intraprese lunghe e spericolate spedizioni nelle zone più sperdute del Medio Oriente, dell’Asia centrale e dell’Egitto, per comprendere il significato dell’esistenza umana.
Egli trascorse più di vent’anni viaggiando attraverso l’Europa, l’Africa, e l’Asia in cerca dei segreti contenuti nelle Danze Sacre e nei metodi di insegnamento delle scuole tradizionali. Visitò monasteri, templi e scuole esoteriche dove fu introdotto a molte forme di musica sacra e danza.
Al suo ritorno, negli anni dei grandi conflitti mondiali fondò a Parigi la sua comunità, il “Centro per lo sviluppo armonico dell’uomo” dove lavorò incessantemente alla sua missione: stimolare al risveglio e all’evoluzione attraverso il Lavoro interiore e rivelare le pratiche apprese in Oriente, anche al mondo occidentale.
Lavorò ai Movimenti fino a poche settimane prima della sua morte e volle essere conosciuto e ricordato prima di tutto come un “Maestro nelle Danze dei Templi”.
Che cosa sono i Movimenti di Gurdjieff
I Movimenti di Gurdjieff sono una serie di esercizi fisici e danze sviluppati da Georges Ivanovič Gurdjieff, un filosofo, mistico e insegnante spirituale del primo Novecento. Questi movimenti fanno parte del suo insegnamento noto come il “Lavoro” o il “Quarto Cammino”, un percorso di sviluppo spirituale e crescita personale che combina aspetti di misticismo orientale e psicologia occidentale.
Questi gesti antichi e rituali, ereditati dalle culture orientali e reinterpretati dal Maestro, sono eseguiti con precisione e consapevolezza, richiedendo ai partecipanti una totale presenza mentale e una connessione autentica con il proprio sé interiore. Ogni movimento è un viaggio nell’essenza dell’energia umana, dove la musica e la disciplina collettiva diventano strumenti di trasformazione interiore.
Richiedono al danzatore posture inusuali, secondo linee precise e gesti essenziali che lo mettono a nudo, che necessitano di totale Attenzione, Presenza e autentica Osservazione del sé interiore. Egli è chiamato a porsi al servizio dell’energia che si esprime attraverso la musica e il Lavoro del gruppo.
La danza non è solo un mezzo di espressione corporea ma è un linguaggio attraverso cui è possibile esprimere verità e leggi universali. Esse sono essenzialmente un linguaggio, un linguaggio universale che promuove una più profonda comprensione dell’essere e delle leggi cosmiche; un linguaggio matematico che si accorda a esatte misure, a un’esatta durata e ad un esatto peso.

Il corpo come strumento di conoscenza
L’essere umano non è limitato alla parola per comunicare, ma si manifesta attraverso i suoi movimenti, in ogni suo gesto. Siamo stati abituati a credere che l’unico modo attraverso cui possiamo esprime la nostra intelligenza è attraverso le parole.
Abbiamo scordato la grande scienza nell’utilizzo del corpo come mezzo cognitivo, come strumento per la trasmissione di conoscenze e la percezione di realtà più profonde. I Movimenti manifestano una dimensione sconosciuta, rivelano ciò che è nascosto all’uomo ordinario.
Il corpo come la coscienza possiede differenti livelli. Nella nostra vita quotidiana viviamo solo ad un livello molto basso del nostro potenziale. Per questo motivo inizialmente i Movimenti richiedono uno sforzo, una preparazione.
Agiscono sulla coordinazione, fisica e spaziale, sul rilassamento delle tensioni, sulla capacità di attenzione nel corpo ed attraverso quest’ultima, sullo sviluppo della nostra capacità di attenzione generale. Ci aiutano a liberare il corpo, a de-condizionarlo, a riscoprire le sue potenzialità e ad utilizzare la sua intelligenza specifica.
Richiedendo una partecipazione simultanea del corpo, della mente e del sentimento, i Movimenti interrompono l’automatismo della ginnastica e della danza ordinaria. L’esperienza interiore che egli fa con i Movimenti, sviluppa Consapevolezza e la Consapevolezza si travasa nella vita, diventa la Via.
Presenza, attenzione e trasformazione interiore
“Avete visto i nostri Movimenti e le nostre Danze. Ma voi avete visto solo la forma esteriore, la bellezza, la tecnica. Ma l’aspetto esteriore che voi vedete a me non piace. Per me, l’arte è un mezzo per arrivare ad uno sviluppo armonico.
Tutto quel che facciamo qui è stato previsto in modo tale che non si possa fare nulla automaticamente e senza la partecipazione del pensiero. La ginnastica e le danze ordinarie sono meccaniche.
Se il nostro fine è lo sviluppo armonico dell’uomo, allora le Danze ed i Movimenti, per noi, sono un mezzo per associare la mente ed il sentimento ai movimenti del corpo, in modo da ottenere una manifestazione comune.
In tutto ciò che facciamo, cerchiamo di sviluppare qualcosa che non può essere sviluppato direttamente o meccanicamente, qualcosa che esprime l’uomo totale: mente, corpo e sentimento.
Il secondo scopo delle danze è lo studio. Certi movimenti contengono la dimostrazione di qualcosa, racchiudono una determinata conoscenza, delle idee religiose e filosofiche”.
Una sola cosa conta: che il corpo e l’attenzione rimangano sufficientemente liberi da rimanere in contatto con questo nuovo tipo di energia. Quando li avete praticati in alcune condizioni, potete talvolta sentire che uno stato differente vi stia guidando in alcuni momenti, uno stato molto attivo, vibrante.
Il corpo si sente più libero, come se fosse più leggero, animato da ciò che potremmo chiamare una qualità più sottile di energia. E siete lì, senza interferire, testimoni di ciò che sentite essere un nuovo linguaggio, che non può essere tradotto in parole o in commenti.
Di fatto, la tentazione di fare questo compare solo quando l’esperienza è passata. Ciò che è espresso in quel momento è così puro, così al di sopra del nostro normale livello di manifestazione, che solo una cosa conta: che il corpo e l’attenzione rimangano sufficientemente liberi da rimanere in contatto con questo nuovo tipo di energia.
Il significato delle Danze Sacre nelle tradizioni antiche
Le Danze Sacre costituiscono da sempre una parte importante delle vere scuole e sono un lascito spirituale di incalcolabile significato. Con i suoi Movimenti Gurdjieff ci ha lasciato un grande tesoro, poiché essi racchiudono e preservano una conoscenza definita.
Nell’antichità, particolarmente prima della scoperta della scrittura, le danze erano usate per trasmettere la conoscenza di generazione in generazione. Gli antichi saggi usavano le danze ed i rituali per registrare e trasmettere la loro comprensione delle leggi del mondo.
In questo modo le future generazioni avrebbero potuto decifrarle. Le Danze Sacre sono come libri, scritti un tempo attraverso il linguaggio dei gesti.
Coloro che scrissero questi libri sapevano che le parole via via che il tempo passa perdono il loro significato originario e che il senso loro attribuito si va modificando. Esistono delle verità che devono essere trasmesse all’umanità, che devono perdurare intatte nei secoli, superare le differenze ed i cambiamenti esteriori, così da poter raggiungere gli uomini di ogni tempo e di ogni cultura ed essere comprese.
Queste verità non possono essere comunicate attraverso il linguaggio scritto e per questo motivo furono inserite all’interno delle Danze. Le posture dei Movimenti e la loro sequenza siano l’alfabeto di questa conoscenza, il suo linguaggio.
Le Danze Sacre come linguaggio universale
Le forme che assumono costituiscono un linguaggio. Avvertiamo un momento di vita che passa attraverso di loro, simile a quello che avvertiamo di fronte alla natura. E ciò evoca in noi un senso di meraviglia.
Si deve comprendere che le opere d’arte di questa qualità non sono creazioni isolate. Sono parte di un tutto, di una conoscenza che ha a che fare con lo sviluppo dell’uomo, con la sua evoluzione.
Ci parlano di realtà di un livello più elevato. Sebbene la mente non le comprenda, esse toccano e risvegliano alcune parti del nostro inconscio.
“L’arte antica ha un certo contenuto interiore. Nel passato, l’arte aveva lo stesso scopo che hanno attualmente i libri: quello di conservare e trasmettere una certa conoscenza.
Nei tempi antichi non si scrivevano libri, ma si incorporava la conoscenza nelle opere d’arte. Se soltanto sapessimo leggerle potremmo trovare molte idee nelle antiche opere d’arte pervenute fino a noi.
Lo stesso discorso vale per tutte le altre arti compresa la musica. Le persone dei tempi antichi vedevano l’arte in questo modo”.
Movimenti, leggi cosmiche e ordine matematico
“Supponete che, per studiare i movimenti dei corpi celesti, per esempio il movimento dei pianeti del sistema solare, venga costruito un meccanismo apposito, destinato a rappresentare e a ricordarci le leggi di tali movimenti.
In questo meccanismo, ogni pianeta, rappresentato da una sfera di dimensione appropriata, viene posto ad una certa distanza da una sfera centrale che rappresenta il Sole.
Mettendo in moto il meccanismo, tutte le sfere cominciano a girare su se stesse, spostandosi lungo traiettorie prestabilite, così da riprodurre visibilmente le leggi che governano il moto dei pianeti.
Questo meccanismo avrebbe come risultato quello di richiamarle alla memoria le sue conoscenza sul sistema solare. Nell’andamento di alcune danze avviene qualcosa del genere.
Attraverso i movimenti e le combinazioni ben precise dei danzatori, vengono rese manifeste ed intellegibili determinate leggi a coloro che le conoscono. Si tratta delle cosiddette ” Danze Sacre “.
Moltissimi sono i Movimenti, alcuni richiamano il moto dei Pianeti, altri sono di origine dervisha, altri canalizzano energie maschili e guerriere, altri la delicatezza del femminile e altri ancora sono preghiere di umiltà e gratitudine alla Vita.

Il lavoro sul corpo e sulle energie
Il corpo umano è un mezzo attraverso cui vengono trasformate energie. Nel modo più semplice ciò avviene con il cibo che ingeriamo ed assimiliamo.
Attraverso i Movimenti abbiamo la possibilità di trasformare energie più sottili necessarie alla crescita interiore. I Movimenti sono un efficace strumento per la conoscenza di sé, poiché offrono l’opportunità di vedere sé stessi da una diversa prospettiva.
Ci danno il sapore di ciò che è possibile. La loro pratica richiede uno sforzo consapevole, perché il corpo possa liberarsi da abitudini e reazioni automatiche.
La qualità di bellezza che emerge dai Movimenti dovrebbe arrestarci sul nostro percorso e condurci verso una domanda più profonda. Ciò però normalmente non avviene.
Normalmente, queste impressioni alimentano solo il nostro senso estetico ed il vano senso di superiorità che lo accompagna. Ritengo che tutte le persone sensibili conoscano e riconoscano l’esistenza di energie più sottili.
Possono percepirle istintivamente ed essere toccati da esse. Ciò che hanno in comune è che né queste opere né i Movimenti furono creati per la loro bellezza, né lo scopo principale dei Movimenti ha a che fare con l’abilità necessaria per eseguirli.
Sono stati creati per la qualità di energia che possono convogliare. E quando l’obiettivo è così elevato, deve essere perseguito.
Le Danze Sacre e il tempo di essere
Voi esistete in modo assente e questo è il nocciolo di ogni sofferenza. La vostra esistenza diventerà una noia se non siete presenti.
Dovete ancora arrivarci, dovete ancora essere. Le condizioni ci sono e la possibilità c’è, potete esserci in qualsiasi momento, tuttavia la maggior parte di voi non è qui.
Diventare coscienti di questa assenza vuol dire cominciare il viaggio verso la trasformazione. Vi rendete conto che, in un certo senso, qualcosa vi sfugge.
Esistete ma non sapete perché, non sapete come, non sapete nemmeno chi esiste dentro di voi. Questa incoscienza crea tutta la sofferenza.
La cosa fondamentale non è ciò che fate: la cosa importante è che lo facciate con la vostra presenza o con la vostra assenza. Qualunque cosa facciate, se la fate con tutta la vostra presenza, sarà una benedizione.
L’inferno è la vostra assenza. Ci sono due tipi di cercatori: uno è sempre alla ricerca di cosa fare.
Egli è sulla strada sbagliata perché il punto non è cosa fare. Il punto è essere, cosa essere, come essere.
Quindi non pensate mai in termini di azione e di fare, perché qualunque cosa facciate, se siete assenti, sarà priva di significato. Il secondo tipo di cercatore non è alla ricerca di cosa fare, egli è alla ricerca di come essere.
La prima cosa è “come essere”. La vostra presenza è il punto cruciale. Il vostro essere è la rivoluzione.
Il nostro tentativo dovrebbe essere di diventare più presenti. Essere qui e ora.
La pratica come osservazione di sé
I Movimenti di Gurdjieff chiedono di osservare il rapporto tra il gesto, l’attenzione e lo stato interiore. La loro difficoltà non dipende soltanto dalla complessità fisica, ma dalla necessità di non perdersi nell’automatismo.
Voi non sentite mai voi stessi, e talvolta, perfino quando questo avviene, vi sentite attraverso gli altri, attraverso l’eccitazione, la stimolazione, la reazione. Avete bisogno di qualcun altro attraverso il quale sentire voi stessi.
Questo è assurdo. Soli, senza eccitazione, senza nessuno che vi faccia da specchio, voi vi annoiate, vi addormentate.
Non avete mai il sentimento di voi stessi. Non c’è presenza. Vivete in modo assente.
Questa vita assente è un’esistenza senza religione. Diventare ricolmi della vostra presenza, della luce del vostro stesso essere, è diventare religiosi.
Io non mi occupo delle vostre azioni o delle mie. Ciò che facciamo è irrilevante. Ciò che siamo, assenti, presenti, attenti, disattenti, ecco ciò che ci interessa.
Le principali categorie dei Movimenti
La trasmissione dei Movimenti di Gurdjieff si sviluppò in periodi diversi. I Primi Movimenti furono elaborati tra il 1917 e il 1924, mentre la Serie dei 39 e altri Movimenti furono creati tra il 1939 e il 1949.
| Serie | Periodo | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Primi Movimenti | 1917-1924 | La loro creazione culmina nelle dimostrazioni pubbliche a Parigi (1923) ed in varie città americane (1924). |
| Serie dei 39 e altri Movimenti | 1939 - 1949 | Creati da Gurdjieff negli ultimi anni della sua vita. |
Possono essere suddivisi in sette categorie principali:
- Ritmi
- Obbligatorie
- Esercizi rituali
- Danze delle donne
- Danze etniche degli uomini, dervisce e tibetane
- Danze Sacre dei Templi e Tableaux
- Serie dei 39
Il rapporto tra forma esteriore e contenuto interiore
Ad osservare questi Movimenti si ha l’impressione che essi contengano un tipo di conoscenza di cui la nostra civiltà moderna non è consapevole. Si potrebbe dire che le posture dei Movimenti e la loro sequenza siano l’alfabeto di questa conoscenza, il suo linguaggio?
È difficile esprimerlo, e tuttavia è molto reale. Quando li avete praticati in alcune condizioni, potete talvolta sentire che uno stato differente vi stia guidando in alcuni momenti, uno stato molto attivo, vibrante.
Come trovare le parole che ci consentano di sentire quanto stiamo cercando di discutere? Come, ad esempio, tradurre in parole le espressioni ricevute da alcune opere d’arte del passato, romaniche, gotiche o egizie?
Avvertiamo che sono manifestazioni di un qualcosa di non conosciuto, di una certa vibrazione che risveglia un’eco al nostro interno, e tuttavia quest’eco non perdura.
Dirò che nessuno di noi può comprendere direttamente queste cose. Sebbene la mente non le comprenda, esse toccano e risvegliano alcune parti del nostro inconscio.
La crescita cosciente dell’essere
La vostra presenza è il punto cruciale. Il vostro essere è la rivoluzione. I due cammini sono diametralmente opposti.
Il cammino dell’azione tenterà di modificare le vostre azioni, il vostro carattere, la vostra morale, le vostre relazioni, ma non voi stessi. Il cammino dell’essere è diametralmente opposto; riguarda voi.
Ciò che fate è irrilevante. L’importante è che voi siate. E questo è fondamentale, perché tutte le azioni provengono da voi.
Ricordate che le vostre azioni possono essere cambiate e modificate, ma non cambieranno voi. Nessun cambiamento esteriore condurrà alla rivoluzione interiore.
Ma se il nocciolo più intimo è differente, la rivoluzione avviene, la superficie cambia automaticamente. Quindi non vi preoccupate di ciò che fate.
È un pretesto per sfuggire al vero problema. Il problema è “come essere”. Dovete diventare più vigili, più coscienti del vostro essere, solo allora una presenza verrà a voi.
Ma voi credete ancora di essere. Liberatevi completamente di questa convinzione. Sappiate bene che voi non siete ancora.
A causa di questa falsa convinzione non sarete mai capaci di trasformarvi. Tutta la vostra vita, fondata su questa falsa convinzione, è diventata una menzogna.
Ciò che possiamo fare, se volete, è creare una situazione dove potete incontrare voi stessi. Molte cose dovranno essere distrutte, tutto ciò che è sbagliato, tutto ciò che è falso.
Prima che il reale possa apparire, ciò che è menzogna dovrà andarsene, dovrà cessare. E queste sono le false convinzioni, il fatto che voi siate, che abbiate un’anima, un atman, etc.
Non che non lo siate, ma queste convinzioni sono menzogne. Continuiamo a credere di essere l’anima, il seme che crede di essere l’albero.
L’albero è nascosto lì dentro, ma deve ancora essere scoperto. Ed è bene ricordare che potete anche restare un seme e che, come seme, potete morire, perché l’albero non può realizzarsi da solo.
È necessario fare qualcosa coscientemente per arrivarci, perché è solo attraverso la coscienza che l’albero potrà crescere.
Ci sono due tipi di crescita. Una è la crescita naturale e incosciente: se la situazione è favorevole ci sarà una crescita.
Ma il corpo Kessdjan, l’anima, l’essere interiore, il divino in voi, richiede un tipo di crescita completamente differente. È solo grazie alla coscienza che ci può essere una crescita.
Non è naturale, è soprannaturale. Se si lascia che il processo di evoluzione si svolga naturalmente, non ci sarà crescita.
Dovete fare qualcosa coscientemente, dovete fare uno sforzo cosciente perché è solo attraverso la coscienza che una crescita può avere luogo. Una volta che la coscienza è centrata su questo, la crescita ha luogo.
La dimensione collettiva dei Movimenti
La disciplina collettiva diventa uno strumento di trasformazione interiore. Il danzatore è chiamato a porsi al servizio dell’energia che si esprime attraverso la musica e il Lavoro del gruppo.
Durante l’esecuzione, la precisione individuale non è separata dall’insieme. Ogni gesto partecipa a una struttura comune, nella quale attenzione, ritmo, spazio e relazione devono rimanere uniti.
Ogni movimento sarà un invito a ritrovare l’armonia perduta, a riscoprire il sacro nel quotidiano, e a vivere la danza come un cammino di crescita personale e collettiva.
Questo incontro di discipline rappresenta un’opportunità unica per sperimentare la potenza della tradizione e della modernità, unite nel comune scopo di esplorare e sviluppare il potenziale umano.