Esercizi spirituali di suor Maria Goretti: preghiera, conversione e cammino nella fede

Gli esercizi spirituali di suor Maria Goretti sono un cammino di preghiera, ascolto della Parola di Dio, verifica interiore e rinnovamento della vita cristiana. Al centro si trovano la ricerca della volontà di Dio, l’unione con Gesù, il servizio agli altri, l’affidamento alla Provvidenza e l’offerta delle sofferenze.

Il percorso è articolato in tre giornate: la prima invita a compiere nella propria vita la volontà di Dio; la seconda insegna a rimanere uniti a Gesù per portare frutto; la terza propone di unire a quelle di Cristo le proprie sofferenze, vivendo il perdono, il servizio e la fiducia nella Provvidenza.

Il significato degli esercizi spirituali

La nostra vita è un cammino. C’è nell’uomo un bisogno innato di avvicinarsi a Dio, di trovare la propria dimensione spirituale. Scrive s. Agostino nelle “Confessioni”: «Tu ci hai fatti per Te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te».

Sì, solo in Dio l’uomo trova la felicità. Da Dio siamo stati creati e a Dio siamo chiamati a ritornare. E possiamo sperimentare tutto questo già su questa terra. Nella nostra quotidianità.

Ecco che la vita dell’uomo diventa un pellegrinaggio. Quale la meta? Quale la direzione? La conoscenza di sé e dell’amore di Dio.

Ci sono pellegrinaggi che l’uomo compie nel corso della vita. Ma c’è un pellegrinaggio personale. Interiore. Costante. Che accompagna ogni tappa della vita dell’uomo.

È il pellegrinaggio che conduce alla “metànoia”. Cioè alla conversione. È il cambiamento di prospettiva. Del proprio modo di pensare. È il cammino che fa fare passaggio da una vita nella carne ad una vita nuova nello spirito (cfr. Gal 5,16).

Gli esercizi spirituali costituiscono quindi una pausa dedicata all’ascolto di Dio e alla verifica della propria vita. S. Giovanni Paolo II ha ricordato: «Una pausa di vera adorazione ha maggior valore e frutto spirituale della più intensa attività, fosse pure la stessa attività apostolica».

Accogliamo l’invito dei Santi. Non affatichiamoci troppo nella nostra quotidianità. Non assoggettiamoci ai numerosi stimoli che provengono dal mondo per poi cadere nell’affanno.

Poniamoci piuttosto ai piedi di Gesù. Apriamo i nostri cuori alla sua Presenza viva. E lasciamoci avvolgere dal suo Amore.

Persona in preghiera davanti al Santissimo

Il modello spirituale di Maria Goretti

Il cammino proposto dagli esercizi spirituali si ispira alla vita di Maria Goretti, presentata come esempio di semplicità, purezza, servizio, fedeltà a Dio e capacità di perdonare.

Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto la durezza e la fatica, il dolore e le brevi gioie della vita. Tu che sei stata povera ed orfana, tu che hai amato il prossimo instancabilmente facendoti serva umile e premurosa.

Tu che sei stata buona senza inorgoglirti che hai amato l'Amore sopra ogni altra cosa. Tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore, tu che hai perdonato il tuo assassino desiderando per lui il Paradiso.

La sua testimonianza è letta alla luce del Vangelo e della grazia di Dio, che si manifesta anche nella fragilità. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.

La liturgia in onore di Santa Maria Goretti proclama: «Celebriamo con gioia la vittoria gloriosa della vergine e martire Maria Goretti che avendo reso testimonianza a Cristo dinanzi agli uomini, meritò di essere onorata da Cristo dinanzi al Padre che è nei cieli».

La preghiera chiede, per sua intercessione, la costanza nell’obbedire ai comandamenti: «O Dio, fonte d'innocenza e amante della purezza, che donasti alla fanciulla Maria Goretti la grazia del martirio in tenera età, ti preghiamo: per sua intercessione, concedi a noi la costanza nell'obbedire ai tuoi comandamenti, come hai dato la corona alla vergine vittoriosa».

Primo giorno: compiere la volontà di Dio

Marietta ci indica qual è la volontà di Dio nella nostra vita

Il primo giorno degli esercizi spirituali è dedicato alla ricerca della volontà di Dio e al discernimento del progetto che il Signore affida a ciascuno.

Dal Vangelo secondo Matteo: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli».

«Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

Com'è bello sapere che l'Onnipotente predilige ciò che è minuscolo e nascosto, umile e fragile come i bambini e chi si fa come loro.

Marietta era una bianca rosellina, selvatica ed insignificante agli occhi del mondo, ma Dio si è chinato su di lei e l'ha colta prima che la polvere la sciupasse.

Nel Giardino del Cielo Marietta è ora un soave giglio, per noi modello e potente mediatrice presso l'Altissimo: ecco l'opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi!

La ricerca della vocazione

Il primo esercizio spirituale consiste nel riconoscere che la vita non è affidata al caso, ma si apre all’ascolto del disegno di Dio.

Per intercessione di S. Maria Goretti, facciamo nostro il suo desiderio di compiere la volontà di Dio nella nostra vita, ripetendo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.

  • Per poter capire qual è la nostra vocazione, il progetto che Dio ha su ognuno di noi, specialmente per i giovani in ricerca, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.
  • Per poter svolgere bene i nostri doveri ed impegni quotidiani, così come Maria, Gesù e Giuseppe fecero nella Sacra Famiglia di Nazareth, nel nascondimento e nell'umiltà, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.
  • Per poter vivere con gioia tutto quello che il Padre celeste permette nella nostra vita, e riconoscere in ogni avvenimento il suo provvidenziale intervento, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.
  • Per avere sempre vivo il desiderio di rimanere semplici ed umili come Gesù, ed accogliere con amore i piccoli, i bambini, tutte le persone che il mondo rifiuta, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.

Eterno Padre, per intercessione di S. Maria Goretti, fa che possiamo vivere sempre secondo la volontà di Dio, per Cristo nostro Signore. AMEN.

Secondo giorno: rimanere uniti a Gesù

Marietta ti insegna ad essere uniti a Gesù

Il secondo giorno è centrato sull’unione con Cristo. La vita spirituale, secondo l’immagine evangelica della vite e dei tralci, riceve da Gesù la forza necessaria per portare frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni: «Io sono la vera vite e il Padre mio il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto».

«Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me».

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla».

«Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano».

«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e che diventiate miei discepoli».

L’Eucaristia come fonte della vita spirituale

Marietta aveva scoperto che senza Gesù non poteva far nulla: perciò desiderò precocemente e ardentemente di ricevere la Comunione e con tanti sacrifici l'ottenne!

Aveva intuito, con le sensibilissime antenne dei puri di cuore, che Gesù Eucaristia era Gesù vivo, fonte insuperabile ed inesauribile di Grazia e di tutti i doni dello Spirito, il Pane trasformante che la condusse in cima alla più alta santità.

La comunione con Gesù non è presentata soltanto come un momento di devozione, ma come la sorgente della conversione quotidiana e del servizio evangelico.

Per intercessione di S. Maria Goretti, cerchiamo prima di ogni altra cosa l'unione con Gesù, ripetendo: “Signore, vogliamo rimanere uniti a Te e portare molto frutto”.

  • Per portare ovunque e sempre la Parola di Dio, con la testimonianza delle nostre opere, con il nostro esempio di vita evangelica e di servizio ai fratelli, preghiamo: “Signore, vogliamo rimanere uniti a Te e portare molto frutto”.
  • Per desiderare e cercare aiuto, conforto, forza e pace in Gesù, Salvatore del mondo, ed essere noi stessi portatori di gioia e di speranza, là dove c'è il buio e la tristezza, preghiamo: “Signore, vogliamo rimanere uniti a Te e portare molto frutto”.
  • Perché Gesù Eucaristia, ricevuto con ardente amore, possa tagliare da noi i rami secchi ed inutili e convertirci continuamente, sull'esempio della Vergine Maria, preghiamo: “Signore, vogliamo rimanere uniti a Te e portare molto frutto”.
  • Affinché il nostro cuore sia puro, sensibile, aperto ai doni dello Spirito Santo, alla fiducia assoluta nella Bontà di Dio che sempre provvede alle nostre necessità materiali e spirituali, preghiamo: “Signore, vogliamo rimanere uniti a Te e portare molto frutto”.

Padre Onnipotente, per intercessione di S. Maria Goretti, donaci una fede grande nella potenza di Gesù Risorto, perché senza di Lui non possiamo far nulla, per Cristo nostro Signore. AMEN.

Adorazione Eucaristica per invocare l'aiuto di Dio (1000 candele nella notte, una è per te)

Terzo giorno: offrire la sofferenza

Marietta ci invita ad offrire la nostra sofferenza

Il terzo giorno affronta il rapporto tra sofferenza, fede, sacrificio e speranza cristiana. Il riferimento evangelico è l’immagine del chicco di grano, che muore nella terra per produrre molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni: «È giunta l'ora che sia glorificato il figlio dell'uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo se invece muore, produce molto frutto».

«Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna».

L'Eterno Amore del Padre Celeste donò a Marietta la chiara visione della Volontà di Dio: servire, amare, dimenticarsi per gli altri, fidarsi della Provvidenza, adorare il Signore nei gesti quotidiani e nella preghiera incessante.

Marietta era piccola come un chicco ma, quando fu messa alle strette, scelse senza esitare il suo Gesù che tanto aveva amato, lo stesso Signore che rivisse in lei la Passione ed il Perdono, la Morte e la Glorificazione.

La sofferenza vissuta nella fede

Gli esercizi spirituali non propongono una ricerca del dolore, ma invitano a riconoscere nelle prove della vita un’occasione per rimanere uniti a Cristo e affidarsi alla sua grazia.

Per intercessione di S. Maria Goretti, riscopriamo il valore prezioso della Croce redentiva di Cristo, ripetendo: “Signore, insegnaci ad unire alle Tue le nostre sofferenze”.

  • Per riconoscere nelle Croci di ogni giorno il volto dolcissimo di Gesù sofferente che ci chiede umilmente di accoglierlo con amore, preghiamo: “Signore, insegnaci ad unire alle Tue le nostre sofferenze”.
  • Per vedere Gesù Crocifisso - Glorioso in ogni malato, sofferente, povero, bisognoso che incontriamo, affinché possiamo amare Dio in ognuno di loro, preghiamo: “Signore, insegnaci ad unire alle Tue le nostre sofferenze”.
  • Per essere aiutati ad affrontare la paura del dolore e della morte, affinché con l'aiuto della Grazia di Dio possiamo affrontare le difficoltà della vita con serenità e fiducia, preghiamo: “Signore, insegnaci ad unire alle Tue le nostre sofferenze”.
  • Per servire, amare, dimenticarsi per gli altri, fidarsi della Provvidenza, adorare il Signore nei gesti quotidiani e nella preghiera incessante, preghiamo: “Signore, insegnaci ad unire alle Tue le nostre sofferenze”.

Padre Santo, per intercessione di S. Maria Goretti aiutaci a perdonare sempre tutto a tutti, ad imitazione della Vergine Santissima e di Gesù in Croce, per Cristo nostro Signore. AMEN.

Il perdono come espressione della santità

La memoria liturgica di Maria Goretti presenta il perdono come uno degli aspetti più forti della sua testimonianza cristiana. La preghiera la invoca così: «Tu che hai perdonato il tuo assassino desiderando per lui il Paradiso: intercedi e prega per noi presso il Padre affinché diciamo sì al disegno di Dio su di noi».

La stessa preghiera prosegue: «Tu che sei amica di Dio e lo vedi faccia a faccia ottienici da Lui la grazia che ti domandiamo. Ti ringraziamo, Marietta, dell'amore per Dio e i fratelli che già hai seminato nel nostro cuore».

Il perdono, negli esercizi spirituali, è legato alla Croce di Cristo e alla conversione del cuore. Non è una semplice dimenticanza del male, ma un atto di affidamento a Dio e una scelta di non lasciarsi dominare dall’odio.

Il Vangelo proclama: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto». Questa parola viene ripresa anche nell’antifona alla Comunione della memoria di Santa Maria Goretti.

La preghiera dopo la Comunione chiede: «O Dio, che hai glorificato tra i santi, con la duplice vittoria della verginità e del martirio, la fanciulla Maria Goretti, ti preghiamo: concedi a noi di vincere costantemente il peccato e raggiungere la gloria celeste, in virtù di questo sacramento di cui ci siamo nutriti».

Il servizio quotidiano e la fiducia nella Provvidenza

Il cammino spirituale di Maria Goretti è collegato alla vita concreta: servire, amare, svolgere i propri doveri, accogliere chi è fragile e riconoscere la presenza di Dio negli avvenimenti quotidiani.

Per poter svolgere bene i nostri doveri ed impegni quotidiani, così come Maria, Gesù e Giuseppe fecero nella Sacra Famiglia di Nazareth, nel nascondimento e nell'umiltà, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.

Per poter vivere con gioia tutto quello che il Padre celeste permette nella nostra vita, e riconoscere in ogni avvenimento il suo provvidenziale intervento, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.

Per avere sempre vivo il desiderio di rimanere semplici ed umili come Gesù, ed accogliere con amore i piccoli, i bambini, tutte le persone che il mondo rifiuta, preghiamo: “Signore, aiutaci a fare ciò che piace a Dio”.

La vita consacrata delle Carmelitane Minori si sviluppa proprio attraverso la condivisione con i poveri e il servizio concreto alle persone accolte nelle Case della Carità.

I primi anni dopo la vestizione, le suore li trascorsero all’Ospizio, facendo vita di famiglia con i poveri e cercando di crescere nella vita di consacrazione, affidate alla paternità di Don Mario.

Sono anni belli in cui sperimentano la Bontà del Signore, la sua Provvidenza e, con la guida di Don Mario, iniziano a penetrare nella spiritualità della Carmelitana Minore.

Sono anche anni difficili per la povertà, per i disagi della guerra. Oltre ad essere sorelle dei poveri, ospiti della Casa, si trovano a dover assistere, portando loro da mangiare, i partigiani, datisi alla macchia nei boschi, a fare le infermiere e le sorelle dei feriti partigiani, tedeschi, americani, ecc. rifugiati all’Ospizio.

Una spiritualità vissuta in comunità

La spiritualità degli esercizi non si esaurisce nella preghiera individuale. Essa conduce alla comunione, alla fraternità e alla condivisione della vita con le persone che Dio affida a ciascuno.

Subito dopo la guerra,cominciano ad arrivare altre ragazze segno evidente che è giunto il momento in cui la Casa della Carità può partire per portare il suo messaggio.

Le suore fanno un po’ fatica a capire questa loro separazione, però in spirito di obbedienza, nel 1948 Sr. Gemma e Sr. Giuseppina partono con un ospite per aprire a S. Giovanni di Querciola la Casa della Carità.

Poi sempre con due suore e un ospite si apriranno le Case di Sassuolo e di Cella e via via tutte le altre.

E’ significativo il fatto che fin dall’inizio le suore partono solo in due e in compagnia di un’ospite per aprire le Case: la Carmelitana Minore della Carità fa comunità con le persone che il Signore le manda, con tutti quelli che vivono nella Casa della Carità.

La fraternità è quindi parte integrante della vocazione: la preghiera conduce al servizio e il servizio diventa luogo concreto dell’incontro con Dio.

Visto l’allargarsi della famiglia, l’11 febbraio 1956 Mons. Socche emana il Decreto di approvazione del Regolamento provvisorio, dando così a questo “Ramo” il riconoscimento ufficiale della S. Chiesa.

“La Pia Congregazione ha dato di sé una buona prova, poiché ha di anno in anno aumentato il numero dei suoi membri, e fondato in Diocesi varie opere di carità, assai promettenti: riteniamo perciò opportuno suffragarla della nostra Autorità Vescovile a maggiore sua stabilità ed incremento …”.

In questo stesso anno 1956 c’è il primo Capitolo Generale delle suore e il Vescovo il 28/9 dello stesso anno va a Fontanaluccia e alla sua presenza le prime suore rinnovano i voti per tre anni.

E’ il primo momento ufficiale in cui la Chiesa riconosce il “Ramo” delle Carmelitane Minori.

Il 2/10/1959 fanno i voti perpetui le prime 8 suore: Suor Maria del Carmine, Suor Gemma di S. Teresa di Gesù, Suor Giuseppina della Croce, Suor Lucia di Santa Teresa di Gesù Bambino, Suor Teresa dell’Immacolata, Ssuor Giovanna di San Gaetano, Suor Pia di Sant’Anna, Suor Elisabetta della SS. Trinità.

Formazione, ritiro e rinnovamento della vita consacrata

Gli anni seguenti sono tutti una testimonianza del diffondersi della Casa della Carità e quindi delle Carmelitane Minori: questo allargarsi richiede una formazione più solida delle suore.

All’inizio la preparazione si fa stando nella Casa e vivendo con le suore, imparando dalla loro vita.

Gli esercizi spirituali diventano così un momento necessario per approfondire la vocazione, rinnovare la consacrazione e ritornare alle sorgenti del carisma.

Nel centro di Spiritualità di Rivalba che ha dopo festeggiato 25 anni di attività sono iniziati gli esercizi spirituali della Figlie di San Giuseppe.

Dal 10 al 17 giugno 2019 circa 35 sorelle provenienti da tutta Italia si sono trovate per condividere queste occasioni importanti e necessarie per la vita spirituale di ogni consacrata.

Il padre predicatore è stato Padre Giglio Giglioli il quale ha saputo offrire alle religiose momenti di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, di verifica e di riflessione, vissuti nel luogo in cui ha avuto inizio la Congregazione e dove il Beato Clemente Marchisio ha avuto la sua intuizione carismatica.

Auguriamo di cuore a tutte le suore di vivere con pienezza quest’opportunità provvidenziale per attingere alla fonte originale e ripartire con entusiasmo, per vivere il servizio quotidiano con rinnovato slancio e ispirazione.

La struttura di un ritiro spirituale

Gli esercizi spirituali possono comprendere giornate intense di preghiera comunitaria, meditazioni, ascolto della Parola di Dio, momenti di verifica personale e tempi di fraternità.

I Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata si mettono in cammino. E questa volta lo fanno verso le terre della Sicilia.

Sono un gruppo di professi semplici, che vivono gli esercizi spirituali in preparazione alla professione dei voti perpetui il prossimo 14 agosto.

Ad ospitarli la Comunità “Serve di Gesù Povero” di Trapani, presso il Santuario N.S. della Misericordia a Valderice.

Giornate intense di preghiera comunitaria. Meditazioni tenute da Suor Maria Goretti, fondatrice dell’Ordine.

E momenti di fraternità e ricreazione, visitando le meraviglie del creato e i luoghi sacri tra Erice e Marsala.

Particolarmente intenso il momento di preghiera vissuto con le monache clarisse “Sorelle Povere di Santa Chiara” presso il Monastero del Sacro Cuore.

Incontri che arricchiscono attraverso la potenza della preghiera.

Momento degli esercizi spiritualiSignificato
Preghiera comunitariaRiunire la comunità nell’invocazione e nell’ascolto di Dio
Ascolto della Parola di DioOrientare la vita alla luce del Vangelo
MeditazioneApprofondire la vocazione e il rapporto personale con Gesù
VerificaRiconoscere il cammino compiuto e ciò che deve essere convertito
Fraternità e ricreazioneVivere la comunione e la gioia condivisa
AdorazioneRimanere ai piedi di Gesù e aprire il cuore alla sua presenza

La gioia e la pace che nascono dalla preghiera

Di quale ricchezza si tratta? È la gioia. È la pace. È la voglia di rialzarsi da ogni caduta per ricominciare in pienezza il cammino della vita.

È quella che il mondo non può donare perché non la conosce. Sì, perché è solo di chi ha fatto esperienza dell’amore di Dio.

A mettersi in cammino anche il gruppo liturgico della Cittadella, guidato dai nostri Fratelli. Per vivere una giornata di ritiro spirituale a Gambarie, alternando momenti di formazione e di agape fraterna.

La preghiera conduce alla pace interiore e rende possibile riprendere il cammino dopo le cadute, le prove e le fatiche quotidiane.

S. Teresa di Calcutta confidò al Card. Angelo Comastri: «Quando il cuore è abitato da Gesù, il volto è pieno di luce e di gioia. E, allora, inizia la testimonianza della vita, che è come una calamita che attira a Gesù».

La vita spirituale diventa così testimonianza visibile: il cuore trasformato dalla presenza di Gesù comunica luce, gioia, pace e speranza.

Maria come guida nel pellegrinaggio della fede

Maria: la presenza viva di una Mamma che guida i suoi figli nel pellegrinaggio della vita.

È la celebrazione di un cuore che cammina. E di Maria, che ci guida verso Gesù.

Quando siamo nel buio della notte. Quando tutto sembra oscuro. Quando tutto sembra perdere un senso. Alziamo gli occhi al cielo e invochiamo Maria.

Lei è la vera pellegrina della fede!

Al termine della celebrazione eucaristica numerosi i pellegrini che hanno partecipato alla fiaccolata per i viali della Cittadella.

Preghiere, canti e candele alzate al cielo. Tutto fa eco e raggiunge un mondo in cui regna la confusione.

Per portare la profonda pace che solo Gesù può dare.

È il carisma dell’intercessione che si vive alla Cittadella.

Sempre accompagnati da Maria. Che domenica scorsa abbiamo celebrato come “Colei che scioglie ogni nodo”.

Un titolo antichissimo, risalente ai primi Padri della Chiesa.

E alla Cittadella abbiamo messo in pratica l’invito di Gesù nel Vangelo: “Chiedete e vi sarà dato” (Lc 11,9).

A lui abbiamo chiesto, con forza, per intercessione di Maria, di sciogliere i nodi presenti nella nostra vita. E di scioglierli per sempre!

Sempre suggestivo, al termine della celebrazione, il rito dell’incendio dei nodi. Non folklore, ma segno di fede nell’onnipotenza di Dio.

Capace di sciogliere ogni nodo nel braciere ardente del suo amore.

Maria guida il pellegrino nella fede

La preghiera di affidamento a Maria Goretti

Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto la durezza e la fatica, il dolore e le brevi gioie della vita.

Tu che sei stata povera ed orfana, tu che hai amato il prossimo instancabilmente facendoti serva umile e premurosa.

Tu che sei stata buona senza inorgoglirti che hai amato l'Amore sopra ogni altra cosa.

Tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore, tu che hai perdonato il tuo assassino desiderando per lui il Paradiso.

Intercedi e prega per noi presso il Padre affinché diciamo sì al disegno di Dio su di noi.

Tu che sei amica di Dio e lo vedi faccia a faccia ottienici da Lui la grazia che ti domandiamo.

Ti ringraziamo, Marietta, dell'amore per Dio e i fratelli che già hai seminato nel nostro cuore. Amen.

Il cammino continua nella vita quotidiana

Gli esercizi spirituali non sono separati dalla vita ordinaria. La loro finalità è aiutare a ritornare alle responsabilità quotidiane con una fede più consapevole, una maggiore fiducia in Dio e un rinnovato desiderio di servire.

Il servizio quotidiano, la preghiera incessante, l’accoglienza dei poveri, la semplicità e l’umiltà costituiscono il terreno concreto nel quale la vita spirituale porta frutto.

È il carisma dell’intercessione che si vive alla Cittadella.

La bellezza della vocazione a vivere il pellegrinaggio della vita… in due! Anzi, in tre. Perché nel matrimonio cristiano è Gesù stesso che vive “in mezzo” alla coppia.

La vita cristiana assume forme diverse, ma in ogni vocazione rimane centrale la ricerca della presenza di Dio, l’ascolto della sua volontà e la disponibilità a trasformare l’amore ricevuto in servizio.

Il cammino degli esercizi spirituali conduce a rimettere Gesù al centro della vita, a riconoscere la propria fragilità, a cercare la conversione e a vivere ogni prova nella fiducia.

Il Padre Santo, per intercessione di S. Maria Goretti, aiuti a perdonare sempre tutto a tutti, ad imitazione della Vergine Santissima e di Gesù in Croce.

tags: #esercizi #spirituali #suor #maria #goretti