Il buddhismo è una via di risveglio fondata sull’insegnamento di Siddhartha Gautama, il Buddha, e orientata alla liberazione dalla sofferenza attraverso la comprensione della realtà, la condotta etica, la meditazione e la saggezza. Le sue nozioni centrali comprendono le Quattro Nobili Verità, l’Ottuplice Sentiero, il karma, l’impermanenza, l’anatta, il nirvana, il Dharma e il Sangha.
Il buddhismo è una religione e filosofia che si è diffusa in tutto il mondo. Dopo una prima espansione in India, il Buddhismo è stato accolto in Tibet e lungo la Via della Seta ha raggiunto Cina e Giappone, portato anzitutto da monaci missionari. Dallo Sri Lanka si è poi espanso in tutto l’Estremo Oriente sud asiatico.
Origine e significato del buddhismo
Il Buddha era originariamente un principe indiano chiamato Siddhartha Gautama, che visse circa 2500 anni fa. Siddhartha rinunciò alla sua vita di lusso e al suo titolo per intraprendere un viaggio spirituale alla ricerca di verità e pace.
Al termine di una lunga ricerca, più di 2500 anni fa, Siddhartha Gautama scoprì improvvisamente la soluzione al problema del dolore umano che assillava il suo spirito. Dopo una notte di meditazione, mentre era seduto ai piedi di un fico pipal, raggiunse il risveglio alla verità, o illuminazione, e ottenne l’incrollabile pace dell’estinzione delle passioni, così come la liberazione definitiva dal dolore e dal ciclo delle esistenze.
Dopo anni di meditazione e pratica spirituale, Siddhartha raggiunse l’illuminazione e divenne noto come il Buddha, che significa “l’Illuminato”. Riprendendo il bastone da pellegrino, il Buddha propone agli uomini una saggezza che sfocia in un cammino di liberazione dalla sofferenza, diventa la guida e il medico della carovana umana.
Il Buddha insegnò che la sofferenza è intrinsecamente legata alla vita umana e che la via per superare questa sofferenza e raggiungere la pace interiore è seguire l’Ottuplice Sentiero, che comprende l’etica, la concentrazione e la saggezza.
Il Buddha insegnò anche che tutti gli esseri umani possiedono la capacità di raggiungere l’illuminazione attraverso la pratica e che ognuno è responsabile per la propria vita e per la propria felicità.
Dopo la sua morte, i suoi insegnamenti furono raccolti in scritti che divennero noti come i Sutra del Buddhismo. Questi scritti hanno conservato la sua saggezza e sono stati studiati e seguiti da milioni di persone in tutto il mondo.

Le Quattro Nobili Verità
Le Quattro Nobili Verità sono considerate uno dei pilastri fondamentali del Buddhismo e forniscono una comprensione fondamentale delle cause della sofferenza e del modo per liberarsene.
- La verità della sofferenza (dukkha): la vita umana è caratterizzata da sofferenza, insoddisfazione e impermanenza.
- La verità della causa della sofferenza (samudaya): la sofferenza è causata dalla sete insaziabile di piacere, possesso e immortalità (tanha) e dall’ignoranza del vero sé e della realtà.
- La verità della fine della sofferenza (nirodha): è possibile liberarsi dalla sofferenza e raggiungere uno stato di pace e beatitudine permanente, noto come Nirvana.
- La verità del sentiero che porta alla fine della sofferenza (magga): questo sentiero è noto come Ottuplice Sentiero, che comprende il retto intento, il retto parlare, il retto agire, il retto sforzo, la retto concentrazione, la retta conoscenza e la retta saggezza.
Queste verità guidano la pratica buddhista e aiutano a raggiungere una comprensione profonda delle cause della sofferenza e del modo per liberarsene. Attraverso la meditazione, la compassione e la saggezza, un individuo può superare il proprio karma negativo e raggiungere il Nirvana.
Dukkha: sofferenza e insoddisfazione
Dukkha è un termine Pali che significa “sofferenza” o “insoddisfazione”. Nel Buddhismo, il dukkha è visto come uno dei tre aspetti fondamentali dell’esperienza umana, insieme all’impermanenza e all’assenza di sé.
Il dukkha si riferisce a una vasta gamma di esperienze negative, tra cui dolore fisico, tristezza, ansia, insoddisfazione e insicurezza. Il dukkha è inerente alla vita umana e a tutte le cose soggette a cambiamento e decadimento.
Secondo il Buddhismo, la causa profonda del dukkha è l’ignoranza e l’attaccamento ai piaceri illusori della vita. L’attaccamento crea desideri insoddisfatti e sofferenza, e la pratica della meditazione e l’acquisizione di saggezza sono visti come mezzi per superare il dukkha.
Il dukkha è un tema centrale nelle quattro nobili verità, che descrivono la natura del dukkha e il modo per liberarsene. La quarta nobile verità afferma che è possibile superare il dukkha seguendo l’ottuplice sentiero, che consiste in retto intento, retto parlare, retto agire, retto sforzo, retta concentrazione, retta conoscenza e retta saggezza.
Impermanenza
L’impermanenza è un concetto centrale nel Buddhismo, che afferma che tutto è soggetto a cambiamento e che niente è permanente. Questa idea è fondamentale per capire la natura della realtà e come affrontare la sofferenza.
Secondo il Buddhismo, la percezione che tutto è permanente è un’illusione che porta a desideri insoddisfatti e sofferenza. Invece, accettare che tutto è impermanente e che nulla dura per sempre, può aiutare a liberarsi dalla sofferenza e a raggiungere la pace e la liberazione.
L’impermanenza è spiegata in dettaglio nel Buddhismo come una delle tre caratteristiche fondamentali dell’esistenza, insieme all’insoddisfazione (dukkha) e all’assenza di sé (anatta). Questi tre concetti sono conosciuti come “le Tre Verità del Buddha” e sono stati enunciati da Siddhartha Gautama, il Buddha storico, durante il suo primo insegnamento.
L’impermanenza è anche una parte importante della pratica buddhista, come la meditazione, che aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza della natura transitoria della vita. Questo a sua volta può aiutare a sviluppare una maggiore accettazione e pace con ciò che accade nella vita, invece che resistere ai cambiamenti o desiderare che le cose restino immutate.
Anatta: il non-sé
Anatta è uno dei principi fondamentali del Buddhismo che riguarda la natura dell’essere umano e del mondo. Anatta significa “non-sé” o “non-essenza” e nega l’esistenza di un sé permanente e immutabile all’interno dell’individuo o del mondo.
Il concetto di Anatta sostiene che l’individuo è composto da un insieme di processi e di fenomeni, e non da una “anima” o un “sé” che esiste al di fuori di questi processi. Il mondo stesso è percepito come un flusso continuo di cambiamento e impermanenza.
Il Buddhismo insegna che l’idea di un sé permanente e immutabile è alla base della sofferenza umana, poiché questa idea porta alla bramosia, all’ansia e all’attaccamento. L’affermazione che non esiste un sé permanente è vista come un modo per liberarsi dalla sofferenza e raggiungere la pace e la serenità.
La comprensione profonda di Anatta è ritenuta essenziale per il percorso spirituale del Buddhismo e per la realizzazione della vera natura del mondo e del sé. L’obiettivo è quello di liberarsi dalle illusioni e dalle falsità relative all’essere umano e al mondo, e di raggiungere uno stato di pace interiore e di liberazione.
Karma: la legge di causa ed effetto
Il karma nel buddhismo è un concetto che descrive come le azioni di una persona influenzano il suo presente e il suo futuro. Si ritiene che ogni parola, pensiero o azione abbia conseguenze, che possono essere positive o negative.
Il karma non è un giudizio morale o una punizione, ma piuttosto una legge causale che governa come le azioni influenzano la vita di una persona. Le azioni positive, come la generosità e la compassione, tendono a portare a risultati positivi, mentre le azioni negative, come l’odio e l’avidità, tendono a portare a risultati negativi.
Il buddhismo incoraggia a vivere una vita virtuosa e a praticare la meditazione per aiutare a comprendere e superare il karma negativo. Questo può portare a una vita più felice e soddisfacente.
La saggezza del Buddha si fonda sulla sua concezione dell’uomo e della condizione umana nel cosmo; sul ruolo dell’azione umana caricata di una potenza karmica, relativa cioè alla legge di causa-effetto insita nell’agire; sulla nozione di nirvana; sul nobile cammino del risveglio; sui tre rifugi: il Buddha, la Legge, la Comunità.
Dharma: insegnamento e pratica
Il Dharma è un termine buddhista che si riferisce agli insegnamenti e alla legge morale del Buddha. Il Dharma comprende tutto ciò che il Buddha insegnò durante la sua vita, comprese le sue parole, le sue azioni e le sue attività spirituali.
Il Dharma include anche le scritture buddhiste, come i sutra, che descrivono gli insegnamenti e le pratiche del Buddha. Il Dharma include inoltre le pratiche spirituali che i praticanti buddhisti seguono per raggiungere l’illuminazione e il liberazione dalla sofferenza.
Nel Buddhismo, il Dharma è considerato uno dei Tre Gioielli, insieme al Buddha e al Sangha. Il Dharma rappresenta la guida per la vita spirituale e l’aiuto per i praticanti buddhisti per comprendere la verità sulla natura della realtà e su come porre fine alla sofferenza.
Il Dharma include anche l’Ottuplice Sentiero, un insieme di principi morali e pratiche spirituali che conducono all’illuminazione e al liberazione. Nel Buddhismo, il Dharma è visto come la via per raggiungere la pace e la beatitudine permanenti e come la fonte di tutti gli insegnamenti e le pratiche buddhiste.
I praticanti sono incoraggiati a studiare e praticare il Dharma per sviluppare la loro comprensione della verità e per liberarsi dalla sofferenza. In sintesi, il Dharma è una parte importante del Buddhismo che rappresenta gli insegnamenti e le pratiche del Buddha e che guida i praticanti verso l’illuminazione e il liberazione dalla sofferenza.
L’Ottuplice Sentiero
L’Ottuplice Sentiero è uno dei più importanti insegnamenti del Buddhismo e rappresenta una guida per la pratica spirituale verso la liberazione dalla sofferenza e il raggiungimento del Nirvana. Esso consiste in otto elementi che sono considerati essenziali per la realizzazione spirituale:
- Retta intenzione: l’intenzione di vivere con una mente aperta e piena di compassione.
- Retta parola: la parola che non causa danno a nessuno, è vera, gentile, utile e conciliante.
- Retta azione: azioni che non causano danno a nessuno e che sono virtuose, come la nonviolenza e la generosità.
- Retto sforzo: lo sforzo di sviluppare la mente e di superare i pensieri negativi.
- Retta concentrazione: la capacità di concentrarsi su un oggetto o una meditazione per raggiungere uno stato di calma e stabilità mentale.
- Retta conoscenza: la comprensione delle Quattro Nobili Verità e delle leggi causali che governano l’universo.
- Retta saggezza: la comprensione profonda della vera natura della realtà, che comprende la non-soggettività, l’impermanenza e la non-esistenza di un sé permanente.
L’Ottuplice Sentiero fornisce una struttura per la pratica buddhista, in cui l’individuo si sforza di sviluppare la mente e il cuore verso uno stato di pace e liberazione dalla sofferenza. Attraverso la pratica costante di questi otto elementi, un individuo può progredire lungo il sentiero verso il Nirvana.
Meditazione e consapevolezza
La meditazione è una pratica centrale nel Buddhismo. Il Buddha insegnò che la meditazione è un modo per calmare la mente e aumentare la consapevolezza, che può portare a una maggiore comprensione della natura della sofferenza e della realtà.
La meditazione nel Buddhismo può assumere molte forme, come la concentrazione sulla respirazione o la meditazione di visione profonda. La pratica della meditazione aiuta a sviluppare la concentrazione, la presenza mentale e la saggezza, che sono tutte parti dell’Ottuplice Sentiero.
La meditazione può anche aiutare a ridurre la sofferenza emotiva, migliorare la salute mentale e fisica e aumentare la pace interiore. La meditazione nel Buddhismo è spesso praticata in un ambiente tranquillo e con una postura seduta comoda.
Il meditante si concentra sulla propria esperienza presente, accettando i pensieri e le emozioni senza giudicarli o reagire. In sintesi, la meditazione nel Buddhismo è una pratica che aiuta a sviluppare la consapevolezza, la pace interiore e la comprensione profonda della natura della sofferenza e della realtà.
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Nirvana: liberazione e risveglio
Nirvana è un termine buddhista che significa “estinzione” o “liberazione”. Nel Buddhismo, il Nirvana rappresenta il fine ultimo della pratica spirituale e il raggiungimento dello stato finale di liberazione dalla sofferenza e dalla rinascita.
Il Nirvana è descritto come uno stato di pace e beatitudine permanente che si raggiunge attraverso la comprensione profonda della natura della realtà e l’eliminazione di tutte le cause di sofferenza, come l’ignoranza, la rabbia e l’avidità.
Per raggiungere il Nirvana, un individuo deve seguire l’Ottuplice Sentiero, che comprende la pratica di retta intenzione, retta parola, retta azione, retta fatica, retta concentrazione, retta conoscenza e retta saggezza.
Il Nirvana non è un luogo fisico, ma piuttosto uno stato mentale e spirituale che può essere raggiunto da chiunque, indipendentemente dalla propria origine o religione. Nel Buddhismo, il Nirvana è visto come il fine ultimo della vita e il modo definitivo per porre fine alla sofferenza e alla rinascita continua.
Esso rappresenta una realizzazione completa e una pace duratura che va oltre la morte.
Sangha e Tre Gioielli
Il Sangha è un termine buddhista che si riferisce alla comunità dei seguaci del Buddha. Il Sangha comprende monaci, laici e anche coloro che praticano il Buddhismo come una forma di vita spirituale.
Il Sangha è considerato uno dei Tre Gioielli del Buddhismo, insieme al Buddha e al Dharma (insegnamenti del Buddha). Il Sangha rappresenta un importante sostegno per i praticanti buddhisti, poiché offre una comunità di persone che condividono gli stessi valori e che possono incoraggiare e ispirare l’uno con l’altro nella loro pratica spirituale.
Il Sangha serve anche come un mezzo per preservare e trasmettere gli insegnamenti del Buddha da una generazione all’altra. I monaci buddhisti, in particolare, giocano un ruolo importante nel mantenere la tradizione e nel trasmettere gli insegnamenti ai laici.
Nel Buddhismo, il Sangha è visto come una fonte di ispirazione e di guida spirituale, e i praticanti sono incoraggiati a cercare il supporto e l’ispirazione dalla comunità. Inoltre, il Sangha rappresenta un modello per la vita retta e l’illuminazione spirituale, poiché i suoi membri praticano i principi buddhisti in modo coerente e costante.
In sintesi, il Sangha è una parte importante del Buddhismo che offre una comunità di supporto per i praticanti e aiuta a preservare e trasmettere gli insegnamenti del Buddha.
Sutra e trasmissione degli insegnamenti
I Sutra del Buddhismo sono gli scritti che hanno conservato la saggezza del Buddha e che sono stati studiati e seguiti da milioni di persone in tutto il mondo.
Il Dharma include anche le scritture buddhiste, come i sutra, che descrivono gli insegnamenti e le pratiche del Buddha. Il Sangha serve anche come un mezzo per preservare e trasmettere gli insegnamenti del Buddha da una generazione all’altra.
Scuole, tradizioni e diffusione geografica
Il dizionario comprende voci dottrinali, storiche, geografiche e antropologiche e vede lo svolgersi di differenti vie e scuole che hanno caratterizzato l’evolversi di una sapienza antica che è ormai da più parti vissuta come religione.
Questo volume contiene 2580 termini indispensabili per conoscere la tradizione buddista Mahayana che si basa sul Sutra del Loto. In particolare fa riferimento agli scritti del Budda Nichiren Daishonin, che si adoperò per un ritorno al significato umanistico dell’insegnamento del Budda storico Shakyamuni.
Il dizionario è il risultato dell’enorme lavoro di Eliade sulle religioni, nel quale lo studioso romeno ha coinvolto colleghi e ricercatori di tutto il mondo. I Dizionari a cura di Mircea Eliade rispondono al progetto di Eliade stesso di trasformare l’Enciclopedia delle Religioni in lingua inglese, da lui realizzata in sedici volumi, ordinati alfabeticamente, in dizionari tematici.
In accordo con Mircea Eliade, presso Jaca Book è già uscita un’edizione dell’Enciclopedia delle Religioni organizzata tematicamente, sotto la direzione di Dario M. Cosi, Luigi Saibene e Roberto Scagno. La presente edizione dei Dizionari è composta da ventitré volumi, alcuni suddivisi in due tomi, che, di volta in volta, integrano contributi di aggiornamento.
Il buddhismo nella vita contemporanea
Dopo 2.500 anni, il buddhismo continua il suo cammino e mantiene oggi il suo ascendente su una parte dell’umanità, presentandosi come una via di risveglio proposta all’uomo perché la sua condotta di vita lo porti sulla strada della felicità.
Così per l’uomo moderno il buddhismo si offre come una via di risveglio al dovere, cammino in uno sforzo personale continuo, in uno stato di pace interiore e di benevola compassione nella vita sociale, con uno sguardo spirituale sul mondo ma senza una preoccupazione di tipo religioso.
Cosciente della precarietà della condizione umana, il buddhista cerca il risveglio, la liberazione dal dolore e l’illuminazione interiore.
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