James Braddell Piccolo Buddha: musica elettronica, dub e sensibilità cinematografica

James Braddell, conosciuto anche con il nome di Funki Porcini, è un musicista britannico legato alla Ninja Tune, capace di fondere dub elettronico, influenze jungle, sampling, jazz, blues e atmosfere che oggi possono essere accostate ai territori wonky.

Il suo percorso artistico si distingue per l’umorismo, il savoir-faire stilistico e una costante indipendenza dalle mode: mentre il grunge, l’indie rock alternativo e il metal dominavano l’immaginario musicale, Braddell sviluppava una concezione più lenta e obliqua del ritmo, distante tanto dalla techno quanto dall’acid.

Chi è James Braddell

James Braddell è uno dei pochi personaggi che hanno segnato musicalmente una generazione cresciuta tra la cultura dei campionamenti, l’elettronica britannica e le produzioni underground londinesi. Nel periodo in cui tutti restavano allibiti per lo spopolare del grunge, dell’indie rock alternativo o del metal, pochi si filavano la Ninja Tune dei maghi del sampling Coldcut.

Caposcuola di un sentire il ritmo più slow della techno e dell’acid - che di lì a poco avrebbe bruciato milioni di giovanissimi neuroni - l’etichetta col ninja che lancia i vinili come stellette agli esordi era un affare prettamente londinese.

Senza internet, si leggeva della crew di personaggi che si drogavano di samples d’antan in qualche fanzine esclusiva o in qualche catalogo di distribuzioni underground d’importazione UK. Del personaggio Funki Porcini si sapeva ancora meno, con quel nome che non capivi bene se lo dovevi scrivere proprio così, all’italiana.

Funki Porcini e l’estetica della Ninja Tune

Uno che nella musica ci ha sempre messo tonnellate di umorismo e savoir faire stiloso. La sua cifra non nasce dal semplice assemblaggio di generi, ma dalla capacità di trasformare materiali diversi in un linguaggio riconoscibile, ironico e allo stesso tempo profondamente atmosferico.

Braddell se ne fotteva delle mode e faceva del dub elettronico mescolato a influenze jungle, tagliato con bordate che oggi sentiamo nei territori wonky. La sua musica conserva il gusto del crate digging, l’attrazione per i suoni d’epoca e una sensibilità capace di passare dall’elettronica più astratta a una dimensione quasi cinematografica.

James Braddell Funki Porcini ritratto

Il legame con l’Italia e Jack Frusciante è uscito dal gruppo

Sorprendentemente, per qualche scherzo del destino, la sua King Ashabanapal è stata inclusa nella riduzione cinematografica di Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Un film e un libro che alimentavano le fantasie dei tardoadolescenti del 1997.

Parte anche da quella folgorazione il microculto che oggi è possibile ritrovare attorno al personaggio di Braddell. La presenza di un suo brano in quel film ha contribuito a collegare la cultura elettronica britannica a un immaginario italiano segnato dalla narrativa giovanile, dal cinema e dalla nostalgia per gli anni Novanta.

Ho vissuto dieci anni a Roma e non ho mai dimenticato molti aspetti della cultura italiana. Ho parlato con Morricone una volta a Testaccio.

C’erano poche persone e l’ambiente era molto intimo, ma se n’è uscito con una quantità di merda egotistica che l’ho lasciato perdere. Piero Umiliani è molto più interessante, sia come sperimentatore che come persona: aveva più sense of humour ed era più modesto nell’approccio. Un vero genio.

On e Plod: due facce della stessa stagione creativa

La storia nasce per caso. Ci campeggiano ben due album nuovi di zecca: uno uscito in sola distribuzione sul sito/blog personale (Plod) e l’altro in stampa sulla fedele Ninja Tune confermata per maggio (On).

In realtà “provengono entrambi dallo stesso corpus che ho scritto in questi ultimi anni”, sottolinea lui “Avrei voluto pubblicarli in un unico lavoro, ma alla Ninja hanno selezionato solo metà delle tracce, così ho pensato di pubblicare le altre su un canale indipendente”.

Gli album sono le due facce di una medaglia targata Novanta. La loro relazione è quindi duplice: da una parte il lavoro pubblicato attraverso la Ninja Tune, dall’altra il materiale diffuso tramite un canale indipendente.

AlbumCaratteristicheElementi sonori
OnConcentrato di relax basato sugli strumenti liveMoog, blues jazz, piano distante, atmosfere ambient
PlodElettronica IDM più sporca e sampledelicaOld school, crate digging, trip hop, campionamenti

On: strumenti live, relax e memoria ambient

On è un concentrato di relax basato sugli strumenti live, e dunque senza campionamento. Il disco si muove in una dimensione più organica, nella quale gli strumenti suonati diventano il centro dell’arrangiamento e il ritmo lascia spazio alla distensione.

Moog che ti sparano il blues jazz di Moon River, l’attualizzazione con i teen wonky visionari (This Aint The Way To Live) e il bordone di un piano distante che ricorda i mitici Ambient Works di Aphex.

Il riferimento ad Aphex Twin colloca On in una zona di confine tra rilassamento, elettronica ambient e sensibilità futurista. Il risultato è un album che non rinuncia alla sperimentazione, ma la presenta attraverso una forma più morbida e meno legata alla fisicità del campionamento.

Plod: IDM, crate digging e trip sampledelico

Plod è l’altra faccia: le atmosfere da IDM warp tagliata con lo sporco della old school di crate digging in trip sampledelico (Carbide), fumi di assenzio, sigari ed erba.

La malinconia della campagna inglese, quelle atmosfere da end of the party lisergico (Bed To Be). Il disco conserva dunque un rapporto più evidente con il lato oscuro e materico della cultura del sampling, con una produzione che sembra emergere da dischi ritrovati, stanze fumose e feste ormai terminate.

Se On privilegia gli strumenti live e un senso di rilassamento controllato, Plod valorizza la grana, l’irregolarità e il carattere manipolato del suono. È una contrapposizione interna, ma anche una continuità: entrambi gli album provengono dallo stesso corpus creativo scritto negli anni precedenti.

La nostalgia per gli anni Novanta

È la nostalgia per quei ‘90 in cui tutto poteva succedere quella che si riflette nella mente sonica del britannico. Il riferimento agli anni Novanta non è soltanto anagrafico o stilistico, ma riguarda un’epoca in cui le scene musicali sembravano ancora capaci di costruire comunità, linguaggi e immaginari autonomi.

“Oggi c’è più musica a disposizione, ma influisce meno nella cultura. Le radio e le TV sono diventate un mezzo per fare soldi, e non promuovono la cultura”. La disponibilità quantitativa non coincide quindi con una maggiore incidenza culturale della musica.

Nonostante questa diagnosi, la sua visione non è priva di ottimismo e speranza: “Penso che lo stato in cui siamo sia comunque di transizione tra ventesimo e ventunesimo secolo. Ci aspettano ancora novità eccitanti”.

Viaggi, formazione e ritorno in Inghilterra

James del resto è uno che si gode un meritato riposo dopo anni passati a viaggiare in lungo e in largo. A 19 anni è fuggito dall’Inghilterra per atterrare a Los Angeles.

Ha trascorso poi il suo bildungsroman tra San Francisco e New York per approdare pure in Italia. Tornato in patria, in un luogo top secret, si limita a dirci che è un paesino sperduto in campagna “in the middle of England”.

Questo itinerario personale attraversa luoghi e ambienti culturali differenti: la California, New York, Roma e infine la campagna inglese. La dimensione appartata dell’ultima fase contrasta con gli anni trascorsi in viaggio e con la centralità di Londra nel panorama culturale britannico.

Un approccio indipendente e lontano dal centro culturale

James ha quella consapevolezza di sé e un poco di rassegnazione. Fa le cose in piccolo ma come più gli piace.

“Il più della gente coinvolta nel panorama culturale vive a Londra. Non mi piace lavorare a distanza, preferisco il faccia a faccia.” La frase chiarisce il suo rapporto ambivalente con la capitale: Londra resta il principale centro culturale, ma non rappresenta necessariamente il luogo nel quale desidera operare.

Lavorare in piccolo non significa rinunciare alla collaborazione o alla progettualità. Significa piuttosto scegliere una scala più personale, fondata sul contatto diretto e su una maggiore libertà rispetto alle dinamiche del panorama culturale dominante.

Collaborazioni con Tony Grisoni

Ultimamente ho lavorato con lo scrittore e regista Tony Grisoni. Abbiamo lavorato su due suoi film e mi è piaciuto molto.

Il rapporto con Grisoni conferma la naturale inclinazione cinematografica della musica di Braddell. Il suo lavoro si presta infatti a costruire ambienti, tensioni e transizioni, più che a limitarsi alla funzione di accompagnamento ritmico.

Il progetto multimediale

Tra i nuovi progetti anche uno show “che sarà pronto in pochi mesi, un evento multimediale”. La definizione indica un ampliamento del suo campo d’azione verso una forma nella quale musica, immagini e dimensione scenica possono convivere.

Il progetto si inserisce coerentemente in un percorso che ha già attraversato album, cinema, strumenti live, campionamento e collaborazioni audiovisive. In questa prospettiva, la musica di James Braddell continua a muoversi tra la memoria degli anni Novanta e la ricerca di nuove forme espressive.

Brani e pubblicazioni associate a James Braddell

Oltre ai lavori riconducibili direttamente al percorso di Funki Porcini, il nome di James Braddell compare anche tra gli autori e i compositori di diversi brani pubblicati in raccolte lounge, chillout e cocktail music.

BranoInterpreteAutore o compositore
Fluid LoveKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
New York RandezvousKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
SidewalksKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
Own DreamKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
My AngelKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
Mystic LoveKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell
Tokyo NewsKeir FraserAutore: DR / Compositori: Keir Fraser - James Braddell

Brani presenti in raccolte lounge e chillout

Tra i brani associati a James Braddell figura Morning After, interpretato da Keir Fraser e pubblicato in Top 30 Lounge Music Selections (Club Summer Sessions 2015). La scheda riporta: Autore: James Braddell / Compositori: Keir Fraser - James Braddell.

Nella stessa raccolta compare anche Private Chill, interpretato da Keir Fraser. La scheda riporta: Autore: James Braddell / Compositori: Keir Fraser - James Braddell.

Sidewalks è inoltre presente in Cocktail in Taormina: Fresh Italian Bar Grooves, interpretato da Keir Fraser, con i compositori Keir Fraser - James Braddell.

Private Chill compare anche nell’album Lounge Affair, interpretato da Keir Fraser. Lately è presente in Best Lounge Bossa and Chill Grooves, Vol. 2, ancora interpretato da Keir Fraser, con James Braddell indicato come autore e Keir Fraser - James Braddell come compositori.

Fluid Love è incluso anche in Aperitif Beach Paradise : Cocoa Beach Vol 1, con Keir Fraser come interprete e Keir Fraser - James Braddell come compositori.

  • Fluid Love - Keir Fraser - 02:27.
  • New York Randezvous - Keir Fraser - 02:01.
  • Sidewalks - Keir Fraser - 02:04.
  • Own Dream - Keir Fraser - 02:44.
  • My Angel - Keir Fraser - 02:38.
  • Mystic Love - Keir Fraser - 01:27.
  • Tokyo News - Keir Fraser - 02:01.

Il suono di James Braddell tra elettronica e cinema

La figura di James Braddell si colloca all’incrocio tra cultura del sampling, dub elettronico, influenze jungle, jazz, blues, ambient e musica per immagini. La sua originalità nasce dalla capacità di accostare materiali apparentemente lontani senza perdere una precisa identità d’autore.

Da una parte ci sono la grana sporca di Plod, il crate digging e la dimensione lisergica di Carbide; dall’altra la luminosità strumentale di On, il Moog, il blues jazz di Moon River e il piano distante che richiama gli Ambient Works di Aphex.

In mezzo resta una sensibilità profondamente narrativa: la malinconia della campagna inglese, l’atmosfera dell’end of the party, il rapporto con il cinema, la collaborazione con Tony Grisoni e la volontà di costruire un evento multimediale.

È questa combinazione di ironia, memoria, sperimentazione e indipendenza a rendere James Braddell, o Funki Porcini, una figura riconoscibile nella storia laterale dell’elettronica britannica.

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