Libro sacro di meditazioni: significato, caratteristiche e percorsi spirituali

Un libro sacro di meditazioni è un testo destinato a guidare la riflessione interiore, l’orazione mentale e la crescita spirituale attraverso parole, immagini, insegnamenti e pratiche contemplative. La meditazione è una forma di orazione mentale comune a tutte le grandi tradizioni religiose.

Attraverso l’attenta considerazione di ciò che muove la volontà verso il bene, questa pratica eleva il fervore della vita spirituale e apre le porte alla conoscenza interiore. Il libro della meditazione è un piccolo ma prezioso trattato, intriso di poesia e profonda devozione religiosa, ideale per chi cerca una guida nel proprio percorso di crescita.

Che cos’è un libro sacro di meditazioni

Alla base di credenze, fedi, riti e pratiche di molte religioni vi sono testi il cui statuto corrisponde a quello della sacralità. Non si tratta di testi necessariamente rivelati o scritti dal fondatore della religione in oggetto ma, qualunque sia la loro origine e la loro natura, essi assumono un carattere fondativo e autoritativo che non viene messo in discussione nel corso della tradizione.

Sono testi che devono però essere letti e riletti da successive generazioni di credenti, per essere prima compresi e poi seguiti nei loro insegnamenti e precetti. In una parola: i testi sacri hanno bisogno di essere interpretati.

Tale interpretazione si snoda attraverso più livelli, che intersecano le dimensioni sia intellettuali che pratiche. Da un lato, infatti, i testi sacri costituiscono una forma specifica di rappresentazione della relazione tra il divino e l’umano, condensata in un testo che assume una doppia “natura”, trascendente e mondana al tempo stesso.

Da un altro lato, i testi sacri costituiscono un modello insindacabile di riferimento per la comunità religiosa nel suo complesso, che li utilizza per forgiare non solo i riti religiosi, ma anche le abitudini quotidiane e i costumi sociali. Inoltre, la loro interpretazione ha ricadute tanto sul piano delle credenze e delle teologie, quanto su quello della struttura sociale e dell’architettura politica delle comunità religiose, determinando dunque le relazioni gerarchiche tra gli esseri umani intorno a un nucleo teologico-politico.

La riflessione sullo statuto, il ruolo e la funzione dei testi sacri porta dunque in primo piano questioni interpretative che, pur in forme diverse tra loro, ritroviamo in tradizioni monoteistiche e politeistiche, antiche e recenti, anche se tali questioni assumono, nelle “religioni del Libro”, tratti specifici che le distinguono - pur nelle loro rispettive differenze - dalle altre grandi religioni.

La meditazione come orazione mentale

La meditazione è una forma di orazione mentale comune a tutte le grandi tradizioni religiose. Attraverso l’attenta considerazione di ciò che muove la volontà verso il bene, questa pratica eleva il fervore della vita spirituale e apre le porte alla conoscenza interiore.

Il testo esplora come la contemplazione del creato e dell’ordine divino possa trasformare radicalmente la percezione della realtà e il comportamento quotidiano dell’uomo. Attraverso le pagine di questo volume, al-Ghazâlî trasforma la meditazione in uno strumento pratico e accessibile.

Non si tratta solo di una riflessione teorica, ma di un vero e proprio manuale per orientare l’anima verso la luce della verità. In quest’opera, al-Ghazâlî indica e chiarisce con mano sicura i passi necessari per avviarsi nel cammino dello spirito.

Il libro della meditazione di al-Ghazâlî

Il libro della meditazione è un piccolo ma prezioso trattato, intriso di poesia e profonda devozione religiosa, ideale per chi cerca una guida nel proprio percorso di crescita. La sua capacità di unire rigore dottrinale e afflato mistico rende questo testo un classico intramontabile della spiritualità universale.

Grazie alla sua saggezza, l’autore è diventato un punto di riferimento tale da meritarsi l’appellativo onorifico di “prova dell’Islam”. In quest’opera, al-Ghazâlî indica e chiarisce con mano sicura i passi necessari per avviarsi nel cammino dello spirito.

Il testo esplora come la contemplazione del creato e dell’ordine divino possa trasformare radicalmente la percezione della realtà e il comportamento quotidiano dell’uomo. Attraverso le pagine di questo volume, al-Ghazâlî trasforma la meditazione in uno strumento pratico e accessibile.

La sua capacità di unire rigore dottrinale e afflato mistico rende questo testo un classico intramontabile della spiritualità universale. Non si tratta solo di una riflessione teorica, ma di un vero e proprio manuale per orientare l’anima verso la luce della verità.

Il valore simbolico del libro sacro

Il libro è il simbolo della scienza e della saggezza, ma anche dell’universo e dei segreti divini che vengono confidati solo agli iniziati. Spesso il potere della conoscenza è rappresentato da un leone biblioforo, così come vediamo nell’emblema della Repubblica di Venezia.

Nella leggenda del Graal la coppa viene spesso identificata con un libro, con chiara allusione alla ricerca della Parola Perduta. René Guénon ne Il Simbolismo della Croce scrive: «L’universo è un immenso libro i cui caratteri all’inizio erano scritti con lo stesso inchiostro e trascritti sulla tavola eterna per mano stessa di Dio; questa la ragione per cui i fenomeni nascosti nel “segreto dei segreti” furono denominati Lettere trascendenti.

E queste stesse lettere trascendenti, cioè tutte le creature dopo essere state virtualmente reinglobate nell’onniscienza divina, furono poi trasmesse dal soffio divino alle linee inferiori dove diedero vita all’universo manifestato».

I principali libri sacri delle tradizioni religiose

Infatti ogni popolo ha avuto ed ha tradizioni sacre spesso raccolte in un libro. Come i cristiani hanno la Bibbia, così gli ebrei hanno la Torah, gli indù i Veda, gli zoroastriani l’Avesta, i musulmani il Corano.

TradizioneLibro sacro
CristianesimoBibbia
EbraismoTorah
InduismoVeda
ZoroastrismoAvesta
IslamCorano

La Bibbia è dunque una parte indispensabile dell’“arredo” di una Loggia del mondo cristiano, soltanto e semplicemente perché è il libro sacro della religione cristiana. Tuttavia già nei paesi cristiani si notano delle differenze.

La Bibbia utilizzata in Italia è già leggermente diversa a quella dei paesi anglosassoni, che utilizza la cosidetta King James Version, la versione autorizzata del re protestante Giacomo I del 1611. Minori differenze vi saranno tra una Loggia italiana e ad esempio una Loggia greca, la prima utilizza la cosidetta Vulgata, dichiarata autentica dal Concilio di Trento e poi modernizzata nel 1977 a seguito del Concilio Vaticano II, la seconda la cosiddetta “Bibbia dei Settanta” utilizzata dai primi Padri della Chiesa.

Il Libro Sacro nella Massoneria

Nella Massoneria italiana è denominato “Libro Sacro” o “Libro della Sacra Legge”, quello che si pone sull’ara, o altare dei giuramenti. Si tratta dello stesso “arredo” che nella Massoneria anglosassone è denominato come Volume of the sacred Law, spesso chiamato anche con l’abbreviazione VSL.

È, assieme a Squadra e Compasso, una delle Tre Grandi Luci, sulle quali il candidato, chiamato a prestare la Promessa Solenne, stende la mano destra aperta. Gli archittettonici lavori della Libero-Muratoria non si aprono fino a che, dopo aver chiesto il MV al 1° Sorvegliante lo scopo per il quale ci riuniamo e ricevutane risposta con la formula rituale, quest’ultimo apre il Libro sovrapponendovi squadra e compasso.

I lavori della Loggia, allo stesso modo, si chiudono soltanto quando il Libro della Legge Sacra è chiuso dal 1° Sorvegliante, sempre accompagnato dal Maestro delle Cerimonie. L’apertura del Libro della Legge, con le procedure rituali sommariamente sopra descritte è tra i Metodi di lavoro della Comunione Italiana cosi come sanciti dall’art. 5 del Regolamento del GOI.

Simbolo dell’antica sapienza è, per gran parte dei Massoni, di fatto la Bibbia, sintesi della spiritualità antica ma anche di quella ebraica e cristiana. Il Libro Sacro aperto significa che noi dovremmo regolare la nostra condotta secondo i suoi insegnamenti, è la regola e guida del nostro comportamento, è un simbolo del riconoscimento dell’uomo del suo rapporto con la Divinità.

Squadra, Compasso e Volume della Legge Sacra

La squadra può essere vista come un simbolo della moralità, della veridicità e dell’onestà. Il compasso può significare il dovere che ci compete, è un simbolo di limitazione, di abilità e conoscenza.

Il simbolismo di squadra è compasso è presente in molte sculture antiche ed illustrazioni. La squadra di un tagliapietre viene interpretata come raffigurazione della terra, mentre il compasso viene riferito all’arco del cielo. Così la loro unione rappresenterebbe l’unione di cielo e terra.

Il Volume della Legge Sacra può rappresentare anche la comunicazione di Dio all’Uomo attraverso le sacre scritture e scritti ispirati. Il simbolo triplo può anche essere visto come rappresentante l’espressione della Divinità tramite la creazione di cielo e terra.

Le Tre Gran Luci, questo simbolismo triplice, possono anche essere interpretate come la visione della natura umana diviso in tre parti - corpo, mente e anima. Allo stesso modo, le Tre Gran Luci sono le direttrici che guidano le tre nature: la Squadra il corpo, il Compasso la mente, ed il Volume della Legge Sacra l’anima.

Ma qui mi fermo… come sapete l’interpretazione dei simboli è molteplice, anzi i tentativi di interpretazione personali sono auspicabili e degni di rispetto.

Libertà religiosa e uso del libro sacro

La prima è la credenza in un Ente Supremo. Tale credenza è un requisito essenziale per entrare a far parte del nostro Ordine e, allo stesso tempo, i Massoni credono che ciascun individuo abbia la libertà di professare la propria fede.

La seconda è che la Massoneria, come società iniziatica configuratasi storicamente nel 1717, accetta il libro delle sacre scritture che i Massoni Speculativi hanno adottato ereditandolo dalle Logge Operative e dal quale gran parte del nostro Rituale dipende a cominciare da quella che è la Leggenda centrale della Massoneria, quella di Hiram, che viene narrata nel 3° grado.

In altri termini, la Massoneria come unica associazione iniziatica sopravvissuta nell’Occidente, è in larga parte radicata nel cristianesimo, anche se non solo come è evidente dai simboli presenti nel nostro Tempio, basti pensare, solo per fare qualche rapido esempio, alla menorah ebraica o candelabro a sette braccia, ai Minerva, Ercole e Venere “pagani” o “gentili”, all’egiziaco delta luminoso, ai segni zodiacali caldaici.

Infine, in terzo luogo, un ruolo importante delle Sacre Scritture è quello di fornire un mezzo adeguato sul quale accettare e suggellare i nostri obblighi in modo che i candidati considerino tali promesse solenni e vincolanti.

Ciò significa che la promessa del candidato deve venire sempre prestata sul libro sacro o libro della sua religione, da questi ritenuto più solenne e vincolante e perciò dovrebbe essere necessario che la Loggia sappia a quale religione appartiene il candidato. Non vi dovrebbe essere dunque altro interesse da parte della Loggia nei confronti della particolare religione del recipendiario.

I libri utilizzati nelle Logge del mondo

Tenendo conto che Vecchio e Nuovo Testamento sono da considerarsi come volumi a sé stanti, sembra che allo stato attuale - nella Massoneria Speculativa o Moderna che si accinge a celebrare il suo terzo secolo di vita - vi siano non meno di sette soluzioni, anzi otto come vedremo, d’utilizzo del VSL o del LSL, se vogliamo italianizzare l’acrostico, presenti nelle Logge sparse in tutto il mondo, da Israele alla Nuova Zelanda, dal Marocco a Singapore.

Possiamo così riassumerle:

  • La Bibbia, Vecchio Testamento, per gli Ebrei;
  • la Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento - nelle diverse versioni cattolica, ortodossa e protestante - per i cristiani;
  • Il Dhammapada, La via del Dharma, per la grande corrente buddista mahayana, o “grande veicolo”, presente in Cina, Corea e Giappone;
  • La Gîtâ per gli hindù;
  • L’Adi Granth, noto anche come Guru Granth Sahib, per i sikh;
  • Il Corano per i musulmani;
  • Lo Zend Avesta per parsi e zoroastriani.

Ognuno di questi libri sacri fa riferimento a una Divinità Suprema. In una Loggia israelita, ove il solo Vecchio Testamento o Bibbia ebraica, composta da 24 libri e suddivisa in tre sezioni: la Torah, o Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia ebraica, i Nevi’im, “Profeti”, e i Ketuvim, “Scritti”, è la scrittura sacra della comunità di maggioranza potrà dunque accadere che, accanto alla Bibbia ebraica, sia inoltre aperto un Nuovo Testamento se sono presenti in Loggia membri cristiani.

Se sono presenti Fratelli musulmani sarà aperto anche il Corano. In entrambi i casi vi saranno collocati Squadra e Compasso.

Varianti rituali e rispetto delle scritture

In una Loggia di Singapore, nella cui Repubblica sono presenti vari gruppi religiosi, vi sono sempre tutti e sette i volumi sull’altare, di cui sei sono aperti. La Bibbia usata contiene entrambi i Testamenti ed è aperta soltanto sul Vecchio.

Squadra e Compasso sono normalmente disposti sulla Bibbia, ma quando un candidato deve prestare promessa su un altro libro, un’altra Squadra e Compasso sono disposti su di esso. Il Corano è di regola tenuto chiuso fino al momento della ripetizione della promessa solenne e non deve essere toccato dalle mani nude di un non-musulmano.

I Fratelli, quindi, oltre a portare i guanti com’è uso in Loggia, tengono il libro sacro dell’Islam solitamente coperto da un panno bianco. Nelle Logge hindù vi sono in genere sei libri sacri sull’altare, di cui cinque aperti - la Bibbia infatti è aperta soltanto sul Vecchio Testamento, e poiché non vi sono Massoni buddisti in India, manca il Dammapada.

Durante le Iniziazioni Squadra e Compasso sono disposti sul libro dove dev’essere prestata la Promessa da parte del Candidato, mentre negli altri lavori normali sono disposti sul libro della fede del Maestro Venerabile. Altre Logge dell’India tengono soltanto la Bibbia sull’ara, e vi mettono uno degli altri libri quando richiesto dalla promessa solenne.

Ci sono diverse varianti sul modo di prestare la Promessa Solenne, oltre a quello in ginocchio con la mano destra sulla Bibbia, Squadra e Compasso al quale siamo abituati. A Singapore, i musulmani si inginocchiano, ma hanno il Corano tenuto sulla testa.

In Israele i Fratelli di fede ebrea ortodossa promettono in piedi con le loro mani sull’antico testamento e con il capo inchinato verso di esso. Dalla distruzione del tempio, infatti, gli ebrei non si inginocchiano, tranne che nel giorno dell’espiazione, lo Yom Kippur.

I Fratelli ebrei, inoltre, tengono di solito il capo coperto con la piccola kippah quando sono in loggia, così come quando pregano in sinagoga dove non si presentano mai a testa nuda al cospetto del Signore, in segno di rispetto.

Il metodo della promessa inoltre varia da zona a zona. Alcuni cristiani, gli ebrei e alcuni musulmani suggellano la loro promessa baciando le sacre scritture.

Altri fratelli toccano il Libro insieme con la mano e la fronte, altri si pongono innanzi al Libro Sacro a palme giunte di fronte al volto inchinandosi. Vi sono persino alcuni candidati buddisti che fanno bruciare una candela durante la loro promessa e considerano il loro voto vincolante solo quando alla fine si è estinta la fiamma.

Un libro sacro come guida quotidiana

Un libro di meditazioni può essere letto in modo lineare, ma può anche diventare un compagno da consultare nei momenti di preghiera, silenzio e ricerca interiore. Per la pratica quotidiana, preghiere, meditazioni, affermazioni e sequenze yoga basate sugli insegnamenti spirituali sono testi da usare ogni giorno - sul tappetino, prima di dormire, nei momenti di ricerca interiore.

Il libro da comodino può raccogliere centinaia di preghiere, poesie e invocazioni nate dalle profonde esperienze spirituali di un maestro. Non è un libro da leggere dall’inizio alla fine: è un compagno da aprire in qualsiasi momento - la mattina prima della meditazione, la sera prima di dormire, nei momenti in cui cerchi ispirazione o conforto.

Con immagini vivide e potenti, le sue preghiere attirano il Divino in ogni aspetto della vita quotidiana. Ogni preghiera è una porta verso una dimensione più profonda dell’esperienza.

Yogananda e la letteratura della meditazione

C’è un libro che Steve Jobs ha voluto regalare a tutti i presenti al suo funerale. Lo stesso libro che George Harrison dei Beatles teneva sempre in pila a casa e donava a chiunque avesse bisogno di “riassestarsi”. Lo stesso libro che ha ispirato Elvis Presley, John Coltrane, Carlos Santana e milioni di ricercatori spirituali in tutto il mondo.

Quel libro è l’Autobiografia di uno Yogi, e il suo autore è Paramahansa Yogananda - il primo grande maestro indiano a trasferirsi in Occidente, colui che ha reso lo yoga e la meditazione accessibili a milioni di persone al di fuori dell’India.

Ma Yogananda non ha scritto solo l’Autobiografia: ha lasciato un patrimonio letterario di straordinaria ricchezza - dai commenti alla Bhagavad Gita alle preghiere poetiche, dai manuali di meditazione alle interpretazioni dei Vangeli.

Se pratichi yoga, prima o poi incontri Yogananda. E quando lo incontri, vuoi leggere tutto. Ma da dove cominciare? E in che ordine proseguire?

Come orientarsi tra i libri di Yogananda

Con un patrimonio così vasto, orientarsi davvero non è semplice. Yogananda ha scritto diversi testi - e i suoi discepoli hanno continuato a pubblicare e curare le sue opere per decenni dopo la sua morte.

Non tutti i libri sono uguali, e quello giusto per te dipende da dove ti trovi nel tuo percorso. Per aiutarti a scegliere, li abbiamo organizzati in tre famiglie:

  • Le opere fondamentali - Sono i pilastri: l’Autobiografia, il commento alla Bhagavad Gita, la visione di Gesù attraverso lo yoga. Sono i libri che hanno definito il pensiero di Yogananda e che continuano a trasformare la vita di chi li legge.
  • Libri per la pratica quotidiana - Preghiere, meditazioni, affermazioni e sequenze yoga basate sugli insegnamenti del Maestro. Sono testi da usare ogni giorno - sul tappetino, prima di dormire, nei momenti di ricerca interiore.
  • Libri per andare in profondità - Commenti estesi ai Vangeli, testimonianze sull’impatto di Yogananda nella cultura contemporanea. Per chi ha già letto le opere principali e vuole esplorare ogni sfaccettatura del suo insegnamento.

Se non hai mai letto Yogananda, parti dall’Autobiografia di uno Yogi: è il libro che ha cambiato tutto, e non a caso è il primo della nostra lista. Se già conosci l’Autobiografia e vuoi approfondire, la Bhagavad Gita commentata e “Lo Yoga di Gesù” sono i passi successivi.

E se cerchi qualcosa per la pratica quotidiana, “Sussurri dall’Eternità” ti accompagnerà per anni.

Le opere fondamentali

Sono i libri che hanno definito il pensiero di Yogananda e che continuano a ispirare milioni di lettori in tutto il mondo. L’Autobiografia è il punto di partenza imprescindibile; la Bhagavad Gita e Lo Yoga di Gesù sono i due grandi commentari che rivelano la profondità e l’universalità del suo insegnamento.

Autobiografia di uno Yogi

Pubblicata per la prima volta nel 1946, l’Autobiografia di uno Yogi è annoverata tra i 100 libri di spiritualità più importanti del XX secolo, con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo e traduzioni in più di 50 lingue.

È allo stesso tempo il racconto della vita eccezionale di Yogananda - dalla giovinezza in India alla missione in Occidente - e un’introduzione profonda e accessibile all’antica scienza del Kriya Yoga.

Yogananda racconta il suo percorso tra santi, yogi e maestri illuminati con una sincerità toccante e un umorismo che ti sorprende. Ma sotto la narrazione c’è qualcosa di più: ogni pagina trasmette una vibrazione che i lettori percepiscono e che li accompagna per tutta la vita.

È il libro da cui cominciare - e a cui tornare.

Lo Yoga della Bhagavad Gita

Il commento di Yogananda alla Bhagavad Gita - il testo sacro più amato e venerato dell’India. Il “Canto del Beato” è un dialogo tra il guerriero Arjuna e il dio Krishna sul campo di battaglia, e affronta le domande più profonde dell’esistenza: il dovere, l’azione, la rinuncia, la devozione, la morte.

Yogananda rivela il significato simbolico nascosto nella Gita - non come testo di guerra, ma come mappa interiore per la crescita spirituale. Yogananda riesce a fare ciò che pochi altri hanno fatto: rendere la Gita un testo vivo, parlante, direttamente applicabile alla vita di oggi.

La battaglia di Arjuna diventa la battaglia che ognuno di noi combatte ogni giorno: tra le proprie paure e il proprio potenziale, tra l’inerzia e l’azione consapevole.

Questa edizione comprende il testo completo della Bhagavad Gita con brani del commento di Yogananda e spiega come i metodi della meditazione yogica ci consentano di ottenere l’unione con lo Spirito.

Lo Yoga di Gesù

Yogananda rivela gli insegnamenti esoterici dei Vangeli, mostrando come il messaggio di Cristo e quello dello yoga siano profondamente uniti. Non è un libro di religione: è un libro di verità universale che trascende ogni confine confessionale.

Yogananda fa qualcosa di coraggioso e illuminante: legge i Vangeli con gli occhi di un maestro yogico, mostrando parallelismi profondi tra gli insegnamenti di Gesù e quelli di Krishna nella Bhagavad Gita.

Il risultato è un testo che apre la mente e il cuore - specialmente per chi è cresciuto nella tradizione cristiana e cerca un modo nuovo di comprendere quel messaggio.

È un libro adatto a chi cerca un ponte tra la spiritualità orientale e quella occidentale, e a chiunque voglia comprendere Gesù da una prospettiva yogica.

Libri per la pratica quotidiana

Yogananda non era solo un filosofo: era un praticante. I suoi insegnamenti sulla meditazione, la preghiera e lo yoga sono strumenti concreti per la vita di tutti i giorni.

Sussurri dall’Eternità

Sussurri dall’Eternità raccoglie centinaia di preghiere, poesie e invocazioni nate dalle profonde esperienze spirituali di Yogananda. Non è un libro da leggere dall’inizio alla fine: è un compagno da aprire in qualsiasi momento - la mattina prima della meditazione, la sera prima di dormire, nei momenti in cui cerchi ispirazione o conforto.

Yogananda non fu solo un maestro, ma un maestro poeta. Con immagini vivide e potenti, le sue preghiere attirano il Divino in ogni aspetto della vita quotidiana. Ogni preghiera è una porta verso una dimensione più profonda dell’esperienza.

Il libro contiene invocazioni ai grandi maestri del mondo, preghiere per la devozione, l’illuminazione, la saggezza, la salute e l’amore divino.

Lo Yoga di Yogananda

Il manuale completo dell’Ananda Yoga - lo stile fondato sugli insegnamenti di Yogananda e sviluppato dal suo discepolo diretto Swami Kriyananda.

Jayadev Jaerschky, che pratica yoga e meditazione da oltre trent’anni nel centro Ananda nei pressi di Assisi, raccoglie per la prima volta in modo completo tutti gli insegnamenti di Yogananda sulla pratica yoga.

Contiene 84 posizioni yoga dettagliate e illustrate, ognuna accompagnata da un’affermazione, 7 sequenze di pratica, una per ogni giorno della settimana, tecniche di pranayama e gli Esercizi di Ricarica di Yogananda.

L’Ananda Yoga insegna a praticare le posizioni non solo per i benefici fisici, ma come strumenti per sviluppare qualità interiori di pace, gioia e amore.

Libri per andare in profondità

Hai letto l’Autobiografia, hai scoperto la Bhagavad Gita, e ora vuoi immergerti ancora di più nell’universo di Yogananda. Questi due libri ti portano là dove la conoscenza diventa trasformazione: il commento verso per verso ai Vangeli, e il racconto di come l’Autobiografia abbia cambiato la vita di artisti e personalità del nostro tempo.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda

Se “Lo Yoga di Gesù” è l’introduzione, questo è il viaggio completo. In tre volumi monumentali, Yogananda commenta i Vangeli versetto per versetto, offrendo un’interpretazione che unisce la profondità della tradizione yogica con l’universalità del messaggio cristiano.

È l’opera che rivela quanto fosse ampio e profondo il rapporto di Yogananda con la figura di Gesù. In ogni commento, il Maestro illumina il significato nascosto delle parole evangeliche, collegandole alla pratica della meditazione e alla Coscienza Cristica.

Questo primo volume copre la nascita, l’infanzia e l’inizio della missione di Gesù. Per chi lo desidera, esistono anche il Vol. 2 e il Vol. 3.

Yogananda mi ha Cambiato la Vita

Un libro diverso dagli altri: non è scritto da Yogananda, ma su Yogananda - e sull’impatto che l’Autobiografia di uno Yogi ha avuto sulla vita di artisti, musicisti, intellettuali e ricercatori spirituali.

Mario Raffaele Conti e Elia Perboni hanno compiuto un viaggio dalla California all’Italia per raccogliere le testimonianze di chi ha incontrato Yogananda attraverso le pagine del suo capolavoro.

Il libro svela il rapporto sottile e profondo tra Yogananda e la beat generation, racconta come l’Autobiografia abbia aperto nuovi orizzonti interiori a Elvis Presley, George Harrison, Jon Anderson degli Yes, John Coltrane, Carlos Santana e Steve Jobs.

È il libro che risponde alla domanda: “Cosa ha di speciale Yogananda?” - e la risposta è nelle storie di chi è stato trasformato dalle sue parole.

Dal libro alla pratica meditativa

Yogananda ha fondato una tradizione che continua a vivere: il Kriya Yoga, insegnato oggi in centri Ananda e Self-Realization Fellowship in tutto il mondo. In Italia, il centro Ananda vicino ad Assisi è un punto di riferimento per chi vuole praticare la meditazione e lo yoga secondo i suoi insegnamenti.

Il libro sacro di meditazioni non si limita quindi a trasmettere concetti religiosi o filosofici. Può diventare uno strumento per ordinare la vita interiore, accompagnare la preghiera, interpretare i simboli della tradizione e trasformare la contemplazione in un orientamento concreto dell’esistenza.

Libro sacro aperto durante meditazione

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