Massaggi nei wāt buddhisti: origini, significato e caratteristiche del massaggio thai

Il massaggio tradizionale thailandese, noto anche come Nuat Phaen Boran, è una pratica terapeutica e spirituale strettamente legata al buddhismo, trasmessa per secoli nei templi buddhisti da maestro ad allievo. La sua tradizione ha oltre 2500 anni e nasce dall’incontro tra medicina ayurvedica indiana, yoga e medicina tradizionale cinese.

Nei wāt buddhisti il massaggio non viene considerato soltanto una tecnica manuale per rilassare i muscoli, ma una pratica rivolta alla persona nella sua totalità, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio tra corpo, mente ed energia vitale. Il trattamento combina compressioni, digitopressioni, mobilizzazioni, allungamenti e posizioni ispirate allo yoga, generalmente eseguiti su un materassino a terra e con il ricevente completamente vestito.

Il legame tra buddhismo e massaggio thailandese

Il massaggio thailandese è strettamente legato alla religione buddhista, tanto che una volta veniva eseguito unicamente all'interno dei templi, dove ancora risiedono alcune delle migliori scuole della paese. La pratica del Nuat Phaen Boran è infatti strettamente legata alla religione buddhista e viene ancora oggi intesa come pratica religiosa prima ancora che terapeutica.

Il massaggio veniva trasmesso con l'insegnamento religioso e veniva praticato nei sacri recinti dei templi buddisti. I monaci erano anche i custodi delle conoscenze mediche del tempo: da qui nacque il profondo legame fra l'insegnamento sacro, la pratica della meditazione e il massaggio thailandese.

I monaci buddisti potevano iniziare a praticare il massaggio dopo molti anni di studio e di meditazione. I loro gesti erano ispirati da una profonda conoscenza dell'essere umano nella sua totalità, da una profonda consapevolezza e dalla profonda calma interiore che permetteva loro una totale compenetrazione con il corpo e con l'energia dell'assistito; operavano sia sul corpo fisico che sul corpo energetico.

Ancora oggi, Il terapeuta, in pieno silenzio, deve sentire e seguire la danza silenziosa del ritmo interiore e aiutare il paziente a liberare le energie latenti. E chi sceglie il massaggio thailandese non può prescindere, oltre che da un continuo lavoro sul proprio corpo, da un profondo stato di concentrazione e di calma interiore.

La diffusione dell’Ayurveda attraverso il buddhismo

Ayurveda è l antica medicina indiana che si rivolge all individuo come insieme di mente e corpo. Vanta una tradizione millenaria e il suo nome deriva da ayu che significa vita e da veda: conoscenza.

Da qui la definizione di scienza della vita , attraverso la quale, mente, corpo e spirito trovano l unità. Secondo l Ayurveda la responsabilità di molti dei nostri disturbi sono dovuti a resistenze e blocchi energetici, che anche attraverso il massaggio è possibile rimuovere.

Il Buddismo fu il principale veicolo di diffusione attraverso il quale l Ayurveda fu portato dall India nel resto dell Asia. Molti monaci conoscevano anche la medicina Ayurvedica e la diffusero.

Ebbero un grande impatto sulle culture con cui entrarono in contatto e portarono, nei luoghi dove andarono, la loro conoscenza spirituale e terapeutica integrandola con le pratiche religiose locali.

La diffusione del Buddismo si verificò principalmente attraverso gli sforzi del grande imperatore Ashota nel secondo secolo avanti Cristo. Convertito al Buddismo, Ashota, fu così coinvolto, che mandò un grande numero di monaci all estero per insegnarlo.

Le origini indiane del Nuat Phaen Boran

Il massaggio tradizionale thai ha una storia molto antica. Il suo nome locale è Nuat Phaen Boran e pare sia arrivato in Thailandia dall'India 2.500 anni fa.

Gli asceti eremiti bramini avevano sviluppato questo tipo di massaggio per alleviare le sofferenze fisiche derivanti dai lunghi periodi di meditazione. Il massaggio Thai è un massaggio che viene praticato dai monaci buddisti in Thailandia e tramandato da maestro ad allievo da oltre 2500 anni.

Le radici di questa disciplina affondano in una fusione straordinaria di saggezza proveniente da diverse tradizioni culturali. L’eredità della medicina Ayurvedica indiana, l’arte sublime dello Yoga e la sapienza millenaria della Medicina Tradizionale Cinese si intrecciano armoniosamente in questo rituale di benessere, creando un ponte tra passato e presente.

Il trattamento thai è l’incrocio tra due culture: quella indiana e quella cinese. Dalla medicina tradizionale Indiana deriva la conoscenza delle linee d’energia dell’AYURVEDA, in quella Cinese riscontriamo la stimolazione dei punti energetici corrispondenti ai punti d’agopressione.

In quanto ad origini, si può affermare che derivi da un mix tra lo Yoga, la Medicina Tradizionale Cinese e l’Ayurveda. Questo tipo di trattamento è un unione tra la digitopressione della Medicina Cinese ed uno stretching ispirato allo Yoga indiano, volto ad aprire e liberare i vari punti di energia che sono presenti nel nostro corpo.

Jīvaka Komarabhācca, il medico del Buddha

La sua origine, infatti, è legata alla leggenda del suo fondatore: Jīvaka Komarabhācca (Shivago in italiano), medico personale di Siddharta Gautama, il Buddha Sakyamuni, dai cui insegnamenti ha preso vita il Buddismo.

La leggenda vuole che l’iniziatore del massaggio thailandese sia il medico amico e compagno di viaggio del Buddha, Jivaka Kumar Bhacca, in Thailandia conosciuto come Shivago Komarpaj. Fra storia e leggenda, il Nuad Bo Rarn affonda le sue radici in tempi remoti, nel lontano Oriente.

Racconti e leggende narrano sempre di uno stesso personaggio, Jivaka Komarabhacca, conosciuto e venerato in tutta la Thailandia, soprannominato affettuosamente dai tailandesi “Papa dottore” e chiamato in vari modi a seconda delle regioni: Jivaka Kumar Bhacca, Khun Jivaka , Ajahn Shivago, Dr. Chivaga, etc…

Shivago viene considerato colui che ha introdotto il Massaggio Thai e la Medicina Tradizionale in Thailandia. Ancora oggi viene rispettato, invocato e, al fine di celebrarlo, si recita una preghiera nella lingua Pali chiamata Wai Khru.

Shivago fu amico e discepolo personale del Buddha e, come il suo maestro, era originario della parte settentrionale dell’India. Si narra che abbia accompagnato il Buddha nelle peregrinazioni per diffondere i suoi insegnamenti.

Secondo gli antichi testi del Buddhismo Theravada, in particolare del “Pali Canon”, la sua formazione culturale e professionale fu dettata da una spiccata curiosità giovanile per i rimedi Ayurvedici e, successivamente, dallo studio delle piante curative e medicamentose allora conosciute, che lo avrebbero poi condotto alla pratica terapeutica.

Dal contatto con le differenti tradizioni mediche dei popoli incontrati durante i suoi pellegrinaggi, Bhacca approfondì la conoscenza della medicina ayurvedica, già in uso in India da diversi secoli, e della medicina tradizionale cinese.

Con le conoscenze acquisite su erbe, minerali e discipline mediche, elaborò la tecnica terapeutica su cui si basa la medicina tradizionale thailandese e il massaggio.

Il medico, il Buddha e la cura della sofferenza

Esiste un’associazione naturale tra il Buddhismo e la medicina. La dottrina buddhista riconosce il fenomeno della sofferenza e ne indica la via di guarigione: si elimina la sofferenza individuandone le cause attraverso l’ausilio dei propri sensi ed attingendo dalla giusta competenza per perseguire la via della guarigione.

In molti testi Pali, Il Buddha viene descritto come il medico Bhishak o come il chirurgo Salla-Katta. Ashvagosha, il poeta-scrittore (80-150 a C.), lo indica come il Buddha Maha-Bhishak, il grande medico.

Nel tempo è divenuta pratica comune per i Buddhisti vedere nel Buddha il Bhaishajya Guru, il Guru di tutti i medici. Quindi, la vita di Shivago, uno dei medici e chirurghi più celebri dell’antica India, è stata strettamente associata a quella del Buddha.

Tutte le narrazioni concordano che Shivago si sia avvicinato al Buddha nella sua giovinezza rimanendogli fedele fino agli ultimi anni, quale discepolo, amico e medico personale.

La storia di Buddha e Shivago è una storia molto umana: il loro rapporto non è di quelli che si potrebbero incontrare in molti testi religiosi e, in un certo senso, de-mistifica l’immagine del Buddha.

Il Buddha che viene narrato non è il Dio o il filosofo etereo, ma è semplicemente un uomo vero, compassionevole e saggio che vive su questa terra e che la calpesta camminandoci sopra.

Incontriamo un Buddha che soffre di infortuni, malattie e problemi legati alla vecchiaia. Ogni volta che ha bisogno di aiuto, lo chiede, ma sempre con la sua compostezza.

I suoi problemi sono i problemi della gente comune, affrontati con ragione e dignità.

La tradizione medica attribuita a Shivago

La fama di Shivago, quale guaritore e specialista, abbraccia molti campi: i rimedi ayurvedici per adulti e bambini, le operazioni chirurgiche di craniotomia e laparotomia, la cura di malattie molto diffuse all’epoca come l’ittero e le fistole.

Fu il medico di Sangha, la prima comunità buddhista nata nella foresta di bambù dove il Buddha costruì il primo monastero. La sua vita e le sue gesta mediche sono raccontate in quasi tutte le versioni delle scritture buddhiste.

Tre sono le principali fonti giunte ai nostri giorni: la Leggenda dei Testi Pali, la più ricca di informazioni ed anneddoti, frutto di un lavoro di recupero e di traduzioni di diversi documenti e storie orali; la Leggenda Tibetana, nata tra le pagine di antichi testi sanscriti; la Leggenda Cinese, la più fantasiosa di tutte.

Le 3 leggende si articolano, sostanzialmente, in 3 parti: le origini di Shivago, i suoi studi e la vocazione legata all’incontro con il Buddha.

Tutte indicano che le regioni in cui ha avuto origine il Thai Massage e la Medicina Tradizionale Thailandese sono quelle comprese tra India, Thailandia e Cina.

Le linee energetiche e i “Sen”

Come i massaggi orientali, quello thai si basa sulla credenza che il corpo sia attraversato da linee energetiche. I buddisti le chiamano “Sen”.

La filosofia buddista crede nell’esistenza di 10 sen di primaria importanza. Quando l’energia vitale non circola adeguatamente nei sen si va incontro a disagi che possono portare a disturbi patologici.

Il massaggio Thai si fonda sul concetto che il corpo sia solcato da canali attraversati dall’energia vitale. Lo scopo del Massaggio thai è quello di ripristinarne la corretta circolazione di questa energia, senza la quale il corpo si trova in un stato di disagio e sofferenza.

Il massaggio Thailandese è un trattamento che si basa quindi sulla stimolazione dei canali energetici del corpo che risultano bloccati in caso di contratture.

Il massaggio Thai trova le sue origini nello yoga buddista e i principi di questa arte si sono evoluti grazie ad Acharya Jivaka. Jivaka era il medico personale del Buddha 2500 anni fa.

Jivaka ha elaborato i suoi principi basandosi sul concetto di SEN (i meridiani del massaggio Thai), attraverso cui la forza della vita scorre.

Questa forza non è una cosa metafisica, ma si tratta invece di fenomeni reali e palpabili. Un buon terapeuta può sentire il flusso della tensione bio-meccanica, il sangue e l’attività neurale secondo i principi del SEN.

Nel corso dei secoli questi principi si sono diffusi insieme al buddismo nel sud-est asiatico. Con il tempo il Buddismo e i principi del SEN si sono fusi con le tradizioni curative locali, per diventare ciò che oggi è noto in tutto il mondo come il massaggio Thai.

Le tavole del Wat Pho

Il Re Rama III fece incidere sui muri del tempio Phra Chetupon, conosciuto anche come il Tempio del Buddha Sdraiato (nel centro di Bangkok), 60 figure del corpo, 30 anteriori e 30 posteriori.

Queste rappresentano le posizioni le linee energetiche saranno chiamate MERIDIANI. La guida ci spiega tutto questo durante la visita a Wat Pho, il famoso tempio del Buddha Sdraiato dove sono conservate le tavole di pietra su cui re Rama III ordinò che venissero trascritte tutte le tecniche del Nuat Phaen Boran.

Wat Pho tavole massaggio thai

Wat Pho, scuola e centro di conservazione

Il Wat Pho non è solo uno dei templi e dei luoghi più affascinanti di Bangkok, ma anche la prima Università pubblica thailandese dedicata alla medicina tradizionale. Dal 1782 accoglie la più importante scuola di Massaggio Thai del mondo che forma i migliori terapeuti.

A partire dal diciannovesimo secolo, la sua scuola è stata codificata e il Tempio Wat Pho di Bangkok è diventato l’Università del massaggio thailandese. Custode per le nuove generazioni della Storia del massaggio thailandese.

All'interno del tempio ancora oggi si tengono corsi di massaggi tradizionali thailandesi e il luogo è tenuto in grande considerazione dalla gente del posto proprio per questo motivo.

Nella foto l'ingresso del Wat Pho a Bangkok dove ha sede una delle scuole più antiche del Massaggio Thai tradizionale.

Il massaggio nei templi: pratica religiosa e terapeutica

Il massaggio Thai è un massaggio medico praticato dai monaci buddisti della Tailandia. E stato tramandato da maestro e allievo per oltre 2500 anni.

I monaci buddhisti ed i discepoli del medico in seguito diffusero questa disciplina in tutta l’Asia come parte del Metta ovvero la “gentilezza amorevole“.

Il Thai Massage è intriso di cultura, tradizioni e misticismo. Concepito nel rispetto della persona nella sua totalità, sostiene non soltanto il benessere del corpo, ma soprattutto l’equilibrio della mente.

Per secoli, racconti e leggende sono state tramandate oralmente con un passaggio di conoscenze ed esperienze pratiche, di famiglia in famiglia, di generazione in generazione, di villaggio in villaggio…

Il massaggio, invece, continuò ad essere molto praticato in Thailandia e non solo nei templi.

Originariamente il massaggio thailandese era praticato tra i monaci nei monasteri buddisti in Thailandia. Tra i civili il massaggio Thai è stato praticato come arte di famiglia.

Come si svolge un massaggio thai tradizionale

Per permettere facilità di movimenti sia chi lo pratica che chi lo riceve deve indossare vestiti confortevoli. Tutto il lavoro viene svolto su un materassino a terra.

Il trattamento viene svolto su un materassino a terra. Essendo lo scopo primario quello di condurre il ricevente ad un pieno stato di armonia, il corpo viene stimolato attraverso una serie di stiramenti, digitopressioni, allungamenti e compressioni effettuati in maniera fluida e morbida, attraverso movimenti oscillatori ed armonici.

Il massaggio tradizionale tailandese è fatto su un tappetino sottile, con il ricevente e il terapeuta completamente vestiti. Si trattava di compressione, mobilitazione e allungamento del corpo del ricevente.

Il massaggio tailandese non ha bisogno di essere fatto in una stanza privata e può essere fatto a cielo aperto.

La preparazione e l’allineamento del respiro

All inizio del massaggio normalmente il terapista si concentra per alcuni momenti inginocchiato vicino al paziente, poi pone il palmo della mano destra sul ventre del paziente che, in accordo alla medicina cinese, è il centro dell essere umano.

Quindi il fisioterapista inizia il massaggio ad un ritmo coordinato con la respirazione del ricevente per portarlo in uno stato di armonia.

La prima fase è preposta all’allineamento dell’energia tra il professionista e chi riceve il massaggio. Una volta sintonizzati i respiri, si procede con la seconda fase.

Chi pratica il massaggio Thai riuscirà anche a sentire la pulsazione del cliente e lo cullerà gentilmente e ritmicamente prima di iniziare ad applicare gli stiramenti e le pressioni.

Controllare la pulsazione aiuta a concentrare sia il cliente che il terapista, mentre il cullare ritmicamente inserisce il cliente in un ritmo naturale e gli permette di lasciarsi andare gradatamente.

Compressioni, digitopressioni e allungamenti

Questa prevede una ricerca dell’armonia attraverso stiramenti, allungamenti e compressioni. Lasciano poi il posto alla digitopressione, la quale comporta un rilassamento completo dell’individuo unito anche alla sensazione di vitalità e di massima energia.

La digitopressione inizia lieve e dolce per poi aumentare di intensità, senza mai sfociare in dolore o fastidi.

Il massaggio Thai, basato su compressioni e digitopressioni, ha come finalità principale quella di liberare l’energia e favorire l’eliminazione delle tossine.

Lo scopo del massaggio è infatti quello di riattivare la circolazione energetica interrotta o difficoltosa, stimolando le potenzialità di autoguarigione dell’organismo.

Il massaggiatore di solito utilizza le mani, i piedi, le ginocchia, i gomiti e qualsiasi parte del corpo. L’obiettivo è alternare compressioni a movimenti di stretching, utilizzando il proprio corpo come leva.

Un altra unicità di questo tipo di massaggio è che le tecniche si spingono fino al limite delle possibilità del paziente, con l’utilizzo delle mani, dei gomiti, delle ginocchia e dei piedi.

Il ruolo attivo del ricevente

Durante tutto il trattamento il paziente rimane parte attiva del processo di rilassamento e autoguarigione, arrivando anche ad assumere tipiche posizioni dello Yoga, che favoriscono un rilassamento più veloce del corpo con un conseguente miglioramento dell’efficacia dei movimenti rilassanti.

La seduta del massaggio thailandese termina con l’assumere posizioni yoga che favoriscono un rilassamento del corpo più veloce e completano il trattamento.

Il massaggio thai risulta essere quasi una danza dell’operatrice che con i suoi movimenti porta chi riceve il massaggio ad uno stato di benessere psicofisico totale.

Uso di oli, creme e abbigliamento

Il massaggio thai viene effettuato senza l’utilizzo di oli essenziali ed è composto da diverse fasi.

Il massaggio thailandese viene effettuato senza l’utilizzo di oli essenziali o creme, si predilige cioè il contatto diretto con il corpo così da favorire lo scambio di energia tra il massaggiatore e il massaggiato.

I movimenti partono dai piedi fino alla testa, in modo da seguire le linee energetiche. Possono però essere concentrati anche solo su una determinata zona del corpo.

Generalmente infatti la persona che riceverà il massaggio rimane coperta, come tradizione ma anche per mantenere i muscoli caldi.

Benefici attribuiti al massaggio thai

I benefici di un massaggio thailandese sono numerosi.

  • Eliminazione delle tossine dalle cellule;
  • Aiuta il corpo a liberare energia, portando un benessere psicofisico completo;
  • Migliora la circolazione sanguigna e linfatica;
  • Migliora il sistema nervoso;
  • Migliora la postura: dopo un massaggio thai le articolazioni risultano più elastiche, le ossa assorbono molto più calcio e i muscoli si allungano.
  • Questo porta negli atleti ad una diminuzione del tempo di recupero;
  • Allevia dolori cervicali, mal di schiena e fastidi alle articolazioni;
  • Rallenta il processo di invecchiamento della pelle;
  • Combatte ansia, stress e insonnia.

Come altri tipi di massaggi, il Massaggio Tradizionale Thai aumenta l attività vascolare e promuove la liberazione di tossine dalle cellule. Ma oltre a questa attività fisiologica questo tipo di massaggio ha un attività di liberazione di energia.

Perciò, dopo questo massaggio non ci si sente sedati, ma, al contrario, ci si sente come potenziati. Una seduta di massaggio Thai lascia il corpo rilassato e la mente pronta, limpida, liberata da pensieri.

I più importanti benefici dell’antico massaggio thailandese sono legati a un senso di profondo rilassamento. Con lo sblocco dei punti di tensione nel corpo, permettendo il libero flusso dell’energia vitale si vanno a stimolare per via riflessa organi interni.

Il massaggio thailandese porta a un miglioramento delle circolazioni sia sanguigna e sia linfatica favorendo il corretto drenaggio dei liquidi, attenua tensioni del tessuto muscolare e connettivo.

Inoltre aumenta la flessibilità del movimento attraverso un gentile e profondo allungamento muscolare. Oltre ai suoi poteri curativi, il massaggio thai ricarica di energia, migliora la postura, conferisce elasticità alla pelle e ai movimenti del corpo.

Dolori muscolari, postura e mobilità

Il massaggio thailandese tradizionale quindi promuove la pace interiore unito al benessere fisico. È utilizzato soprattutto nei casi di dolori muscolari, contratture, sciatalgie, dolori cervicali e reumatici.

In realtà, è un ottimo rimedio anche per disturbi legati all’insonnia, la depressione e le tensioni emotive.

Il Massaggio Tradizionale Thai è noto per migliorare la circolazione e favorire l’eliminazione delle tossine. Esso combina compressioni, digitopressioni e allungamenti, invitando il paziente a assumere posizioni ispirate allo Yoga.

Tra i suoi benefici, contribuisce a alleviare tensioni, riequilibrare la postura, stimolare la circolazione e curare vari disturbi come insonnia, dolori articolari e muscolari.

Attività sportiva e recupero

Questa tecnica di massaggio è adatta anche e specialmente per atleti di discipline aerobiche, come chi pratica la corsa, il ciclismo, il calcio.

Il massaggio può contribuire a ridurre il tempo di recupero lasciando il corpo rilassato e la mente sveglia.

Il massaggio Thailandese può alleviare il dolore articolare e muscolare che deriva dallo sport, dal fitness o da attività professionali, da posture errate come nel caso di persone che passano giornate davanti a PC.

Un massaggio Thai ben fatto aiuta a riallineare la postura e beneficerete di una migliore circolazione sanguigna attraverso tutto il corpo.

Stress, ansia, depressione e sonno

Il massaggio Thailandese aiuta anche a scuotere stati di depressione, ansia e stress, condizioni abbastanza comuni nel mondo di oggi.

Una buona sessione di massaggio Thai permetterà di allentare le tensioni e rilassare il corpo, in modo da sentire più energia durante il giorno.

Il massaggio Thailandese aiuta anche a ridurre la pressione sanguigna.

Il massaggio Thai praticato con frequenza può aiutare a gestire il diabete, l’ipertensione, problemi intestinali, mal di schiena o problemi di cervicale.

Controindicazioni e comunicazione con il terapeuta

Ci sono tuttavia delle controindicazioni e delle situazioni per cui non ci si può sottoporre a questo tipo di massaggio, pertanto, prima di iniziare una seduta è assolutamente fondamentale che l’operatore esegua un’anamnesi accurata della persona da trattare, valutando anche dove sia possibile o no eseguire il trattamento.

Come ogni tipo di modalità di massaggio, alcune tecniche di massaggio tailandese possono avere delle controindicazioni per le persone con malattie cardiache, ictus cerebrale, vene varicose, la gravidanza, l’artrite e osteoporosi.

Quindi, siate sicuri di informare il terapeuta se versate in un qualsiasi di questi stati in modo che il terapeuta possa evitare le tecniche controindicate e potervi praticare una sessione sicura e personalizzata.

Per coloro che hanno la febbre o un tumore. Il massaggio Thai aumenta la circolazione sanguigna e qualsiasi tipo di infezione o tumore maligno può diffondersi oltre la zona originale, infettando altro tessuto sano.

Non siate timidi e comunicate con il vostro terapeuta: il terapeuta dovrà lavorare sul vostro corpo e se si instaura una buona relazione interpersonale, saprà anche praticarvi un miglior massaggio.

Il massaggio thai e la distinzione dai servizi sessuali

Il massaggio thailandese non è un servizio sessuale. Vogliamo evitare qualsiasi ambiguità.

Precisiamo con forza questo messaggio: qui non si pratica alcuna attività promiscqua. Purtroppo operatori senza scrupoli offrono servizi sessuali sfruttando il nome del massaggio tailandese.

Il massaggio tradizionale tailandese è fatto su un tappetino sottile, con il ricevente e il terapeuta completamente vestiti. Si trattava di compressione, mobilitazione e allungamento del corpo del ricevente.

Il valore della trasmissione nei templi buddhisti

La sua origine è legata alla leggenda del fondatore del massaggio thailandese: Jīvaka Komarabhācca e all’insegnamento orale fino al diciannovesimo secolo, quando la sua scuola viene codificata e insegnata al Tempio Wat.

Nel corso dei secoli, il Massaggio thailandese è stato trasmesso nei templi buddisti grazie all’insegnamento orale da maestro ad allievo.

I monaci buddisti ed i discepoli del medico in seguito diffusero questa disciplina in tutta l’Asia come parte del Metta ovvero la “gentilezza amorevole“.

La pratica del massaggio nei wāt buddhisti conserva quindi una doppia dimensione: da un lato custodisce conoscenze corporee e terapeutiche, dall’altro esprime concentrazione, compassione, disciplina e attenzione alla sofferenza umana.

Massaggio thailandese tradizionale al Wat Po: l'originale massaggio thailandese 🇹🇭

Il massaggio thai o thailandese è considerato la terapia più antica al mondo. Si narra che siano stati i monaci buddisti a scoprire e tramandare questa pratica.

È un’arte manipolatoria con più di 2500 anni ed è influenzata da diverse filosofie e tecniche: cinese, ayurvedica e lo yoga.

Il suo elemento caratteristico è la perfetta combinazione tra il corpo e la sua energia. Il risultato è una terapia che punta al coinvolgimento completo del corpo, a rilassare il corpo, riequilibrare l’energia e ritrovare il benessere.

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