Yoga secondo natura: praticare in armonia con stagioni, elementi e ambiente

Lo yoga secondo natura unisce la pratica delle asana, la respirazione, la meditazione e l’ascolto del corpo con i ritmi delle stagioni, gli elementi naturali, i dosha e l’ambiente in cui si pratica. Non si tratta solo di eseguire una sequenza di asana in un parco o in un bosco, ma di un'esperienza olistica che unisce il benessere del corpo, della mente e dello spirito con la bellezza e l'energia della natura.

Praticare yoga nella natura significa riconoscere e rispettare la natura come fonte di vita e di guarigione. Significa comprendere che, proprio come noi, anche la natura ha bisogno di cura e rispetto. E, in cambio, ci offre un luogo sicuro e pacifico dove possiamo praticare lo yoga, meditare e rigenerarci.

Che cosa significa yoga secondo natura

Il termine yoga sta infatti proprio a significare unione o connessione. Lo yoga è così in grado di connettere in modo molto profondo gli elementi che collegano l’uomo all’universo. Tra di questi ci sono sicuramente la natura.

Il termine Yoga deriva dal sanscrito योग ed è il vocabolo con cui, nell’alveo delle religioni indiane, si indicava il complesso delle pratiche meditative e ascetiche svolte al fine del raggiungimento di un più elevato grado di Consapevolezza e Conoscenza di Sé. Trattandosi di una disciplina trasversale a diverse tradizioni spirituali hindu, nel corso dei millenni lo yoga ha assunto forme e caratteristiche sfaccettate a seconda delle diverse Scuole che ne promulgano gli insegnamenti ed è questa la ragione per cui lo si trova trasmesso sotto una pluralità di stili.

Lo yoga è un’antica disciplina praticata soprattutto dai popoli orientali. I numerosi benefici che riesce a far apportare riguardano in special modo, il corpo, la mente ma anche lo spirito. Iniziare non è mai troppo tardi in quanto gli esercizi che si praticano sono semplici e praticandoli si inizierà a dare finalmente un valore fondamentale alla respirazione e alla meditazione.

La pratica dello Yoga coinvolge a tutto tondo ogni aspetto della sfera fisica e mentale e convoglia l’attenzione verso specifiche posture, il controllo del respiro, le tecniche di rilassamento e la concentrazione. La finalità dello Yoga consiste nel dominio assoluto del proprio corpo e dei pensieri, in modo tale da poter raggiungere uno stato di benessere perdurante.

Le origini e il percorso dello yoga

Le origini dello Yoga sono antichissime e le prime tracce delle sue radici si attestano intorno al 3.000 a.C. nella valle del fiume Indo. I suoi principi fondanti sono contenuti nei Veda, i testi sacri che rappresentano la summa della sapienza religiosa indiana ed espressione più profonda della cultura degli Arii, etnia che colonizzò il Subcontinente indiano nel Secondo Millennio a.C., portando con sé e divulgando sul territorio il proprio bagaglio di conoscenze, nonché nel pensiero del filoso Patanjali (II a.C.), il quale incapsulò le sue conoscenze all’interno degli Yoga Sutra.

In questo importante Sutra, che costituisce uno dei testi classici dello Yoga, è descritto il Sentiero degli Otto Passi, ovvero gli obiettivi che un allievo deve perseguire al fine di ottenere un’autentica illuminazione e conseguire l’autorealizzazione.

  • Yama: Norme di comportamento morali che uno Yogi deve adottare nella vita sociale (non-violenza, sincerità, onestà, sessualità controllata e assenza di bramosia);
  • Niyama: Regole di condotta finalizzate all’auto coltivazione (pulizia, gioia, frugalità, studio dei Sutra, devozione);
  • Asana: Pratica minuziosa e regolare delle posizioni dello Yoga;
  • Pranayama: Applicazione delle tecniche di respirazione;
  • Pratyahara: Introspezione profonda, lontano dal mondo sensuale e tangibile;
  • Dharana: Raccoglimento interiore e visualizzazione;
  • Dhyana: Pratica della meditazione;
  • Samadhi: Rappresenta il fine ultimo dello Yoga, ovvero il raggiungimento di uno stato in cui il corpo e la dimensione sensoriale giacciono assopiti, mentre la mente si trova a un livello superiore, in comunione con il Sé universale e liberata dalla dimensione terrena.

Lo Yoga favorisce la comunione fra mente e organismo, il contatto con il Sé più profondo, inducendo il ritorno a un’Unità smarrita nei ritmi frenetici che la modernità impone.

I benefici dello yoga secondo natura

I benefici veicolati dallo Yoga, perciò, partono dall’organismo per estendersi fino alla psiche. Questo vero e proprio percorso spirituale è in grado di apportare diversi miglioramenti alla qualità della vita di un individuo che vi si approcci, fra i quali si annoverano: correzione posturale, recupero della respirazione fisiologica, riduzione dello stress, equilibrio emotivo, miglioramento del ritmo sonno-veglia, tonificazione muscolare e forma fisica globale.

Sviluppare un profondo legame tra terra e l’ambiente circostante permette di conoscere di più se stessi allontanando al tempo stesso lo stress accumulato. Lo yoga così praticato all’aperto riesce a dare una sensazione di unione con la natura, inoltre grazie alla pratica del respiro si è in grado di ritrovare un’immensa pace interiore che mancava da tempo dentro se stessi.

Gli spazi verdi sono in grado di apportare alla salute dell’uomo numerosi vantaggi, tra cui la tranquillità, la bellezza e lo stupore per le cose più semplice ma soprattutto il silenzio. Niente è più piacevole che camminare a piedi nudi in un prato mentre si sentono nell’aria i cinguetti degli uccelli.

Aria, respiro e consapevolezza

La pratica dello yoga all’aperto, immersi nella natura, ci offre la possibilità di respirare aria di qualità migliore. Gli alberi e le piante, infatti, assorbono le sostanze inquinanti presenti nell'aria e rilasciano ossigeno, migliorando così la qualità dell'aria che respiriamo. E non c'è niente di meglio per la nostra salute respiratoria e per il nostro benessere generale.

Pensate a quanto sia importante il respiro nella pratica dello yoga. Il respiro è vita, energia. È ciò che ci permette di muoverci, di pensare, di sentire. È ciò che connette il nostro corpo con la nostra mente, le nostre emozioni.

Quando pratichiamo yoga nella natura, sviluppiamo anche una maggiore consapevolezza del nostro respiro. Ci rendiamo conto di come l'aria entra ed esce dal nostro corpo, di come ogni inspirazione e ogni espirazione alimentano la nostra energia vitale. E questa consapevolezza, a sua volta, può arricchire la nostra pratica dello yoga e migliorare la nostra salute e il nostro benessere.

Quando pratichiamo yoga all'aperto, possiamo sperimentare il respiro in modo diverso. Possiamo sentire il vento sulla pelle, possiamo ascoltare il suono del vento tra le foglie, vedere il movimento delle piante e dei rami mossi dal vento. E tutto questo può aiutarci a connetterci più profondamente con il nostro respiro, a capire che anche noi, come la natura, siamo movimento, siamo vita, siamo respiro.

Persona in yoga all’aperto nel bosco

Connessione tra terra e corpo

Praticare yoga nella natura ci offre l'opportunità di rafforzare questo collegamento terra-corpo. Quando pratichiamo yoga all'aperto, possiamo letteralmente sentire la terra sotto di noi, possiamo connetterci con la sua energia, possiamo sintonizzarci con i suoi ritmi. Questa connessione non è solo fisica, ma anche energetica e spirituale.

Fisicamente, il contatto con la terra può migliorare l'equilibrio, la stabilità e la forza. Energeticamente, la terra è una fonte di energia vitale, di energia che nutre e rigenera il nostro corpo e la nostra mente. Spiritualmente, la terra ci ricorda che siamo parte di un tutto, che siamo connessi con la natura e con l'universo.

Praticare yoga nella natura può aiutarci a sviluppare una maggiore consapevolezza del nostro corpo e del nostro essere. Quando pratichiamo yoga all'aperto, siamo più attenti alle nostre sensazioni, ai nostri movimenti, alla nostra postura. Siamo più presenti nel nostro corpo e nella nostra pratica.

Essere più consapevoli del nostro corpo significa essere più consapevoli di noi stessi. Siamo più capaci di ascoltare i segnali del nostro corpo, di rispettare i suoi bisogni e prendersene cura. E questo, a sua volta, può migliorare la nostra salute e il nostro benessere complessivo.

Rilassamento e presenza

La vita moderna è piena di stimoli, tensioni e fretta. A volte ci ritroviamo così presi dal vortice delle nostre attività quotidiane che dimentichiamo di prenderci un momento per rilassarci, staccare e ricaricare le nostre energie.

Immaginatevi in un parco, in un bosco, su una spiaggia. Immaginatevi l'aria fresca, i suoni della natura, i colori brillanti. Questa esperienza può aiutarvi a rilassarvi, a liberare le tensioni e a ritrovare la pace interiore.

Quando pratichiamo yoga nella natura, questo processo di rilassamento può diventare ancora più profondo e significativo. Lo yoga, infatti, è una pratica che favorisce il rilassamento, l'equilibrio, l'armonia. E quando uniamo la pratica dello yoga con il contatto con la natura, possiamo sperimentare un rilassamento ancora più profondo, un equilibrio ancora più solido, un'armonia ancora più autentica.

Quando pratichiamo yoga nella natura, possiamo rilassare anche la nostra mente. I suoni, i colori e i ritmi della natura possono liberare la mente dai pensieri superflui, aiutandoci a focalizzarci sul presente e a ritrovare la pace interiore.

La pratica dello yoga nella natura può anche contribuire al rilassamento delle emozioni. La bellezza, la grandezza e la tranquillità della natura possono aiutarci a rilassare il cuore, a lasciar andare le emozioni negative e a coltivare emozioni positive come la gioia, la gratitudine e l'amore.

Stimolazione dei sensi

Quando pratichiamo yoga all'aperto, tutti i nostri sensi vengono coinvolti, stimolati, risvegliati. Iniziamo con la vista: i colori della natura, l'alternarsi delle stagioni, la luce del sole che filtra attraverso gli alberi, sono tutti elementi che possono arricchire la nostra pratica e renderla ancora più gratificante.

Poi c'è l'udito: il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie mosse dal vento, il suono dell'acqua che scorre in un fiume o del mare che si infrange sulla spiaggia. Questi suoni possono aiutarci a rilassare la mente, a concentrarci sul presente, a entrare in sintonia con la natura.

Non dimentichiamo l'olfatto: l'odore della terra dopo la pioggia, il profumo dei fiori, l'aroma dell'erba fresca. Questi odori possono evocare ricordi, emozioni, sensazioni, possono connetterci con la terra, con la natura, con noi stessi.

Infine, c'è il tatto: la sensazione dell'erba o della sabbia sotto i piedi, il contatto con l'aria fresca sulla pelle, il calore del sole. Queste sensazioni possono aiutarci a sentirci più presenti, più connessi, più vivi.

Tutti questi stimoli sensoriali possono arricchire la nostra pratica dello yoga, possono aiutarci a sperimentare lo yoga in un modo nuovo, più completo, più coinvolgente. E allo stesso tempo, possono aiutarci a sviluppare una maggiore consapevolezza dei nostri sensi, a riscoprire la bellezza e la ricchezza del mondo sensoriale.

Autostima e ascolto dei propri limiti

La pratica dello yoga implica dedicare del tempo a noi stessi, ascoltare il nostro corpo e rispettare i nostri limiti. Significa imparare a stare con noi stessi e prenderci cura di noi stessi.

Lo yoga, inoltre, ci insegna che non si tratta di competere con gli altri, ma di lavorare su noi stessi. Non importa se non riusciamo a eseguire una posizione perfetta, non importa se non siamo flessibili come vorremmo. Quello che conta è che stiamo facendo del nostro meglio, che stiamo lavorando sulla nostra crescita personale.

Praticare yoga nella natura può incrementare ulteriormente la nostra autostima. La natura non giudica, non ha aspettative. Accoglie tutti con la stessa generosità e la stessa apertura.

Lo yoga può sviluppare una maggiore consapevolezza di noi stessi, del nostro corpo, della nostra mente e delle nostre emozioni. Questa consapevolezza può portare a un maggiore rispetto per noi stessi e a una maggiore fiducia nelle nostre capacità.

Yoga all’aperto: come praticare in modo consapevole

Per quanto riguarda la nostra pratica, l’estate ci regala la straordinaria possibilità di fare yoga all’aperto, che non ha nulla a che vedere con la pratica indoor! Un’esperienza fantastica e assolutamente da provare.

Praticare in contatto diretto con la terra, la sabbia o l’erba, magari con il rumore del vento, delle onde o delle cicale che ci accompagna nella pratica è un bellissimo momento di unione con il Tutto di cui siamo parte.

Un momento dove i movimenti del corpo e la profondità della respirazione diventano uno strumento di connessione fra la nostra individualità e la perfezione della terra di cui siamo figli.

Prima di iniziare è bene ammirare il paesaggio circostante, gli alberi, il sole e gli animali. Tutto questo farà sentire la persona coinvolta pronta per dedicarsi completamente al proprio benessere.

Per i principianti sono previste particolari esercizi come sedersi a gambe incrociate comodamente su di un prato, chiudere gli occhi e concentrarsi principalmente sul ritmo del proprio respiro. Fondamentali saranno poi i suoni rigogliosi della natura che permetteranno maggiormente di capire i segnali proveniente dal proprio corpo.

Quando poi si inizierà a rilassarsi e la pace e la tranquillità si impossesseranno dell’intero corpo sarà come sentirsi nuovamente a casa.

Lezione di Yoga all'aperto | Ashtanga Yoga - Addominali - equilibrio e rilassamento

Il suono della natura e il ritmo del respiro

La respirazione è un elemento centrale nella pratica dello yoga. Attraverso il respiro, infatti, possiamo connetterci con il nostro corpo, calmarci, concentrarci e rilassarci. La respirazione è un ponte tra il corpo e la mente, tra l'interiorità e l'esteriorità, tra l'individuo e l'universo.

Immaginate di essere in un bosco, o su una spiaggia, o in un campo di grano. Immaginate di chiudere gli occhi e di concentrarvi solo sul suono della natura: il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il suono delle onde del mare, il soffio del vento. Questi suoni possono diventare un coordinatore naturale del respiro.

Iniziate ad ascoltare il suono della natura. Poi, cominciate a sincronizzare la vostra respirazione con quel suono. Ad esempio, se sentite il suono delle onde del mare, potete cercare di far coincidere l'inspirazione con l'arrivo dell'onda sulla spiaggia, e l'espirazione con il suo ritiro.

Se sentite il canto di un uccello, potete cercare di far coincidere l'inspirazione con l'inizio del canto, e l'espirazione con la fine.

Meditazione camminata e pratica sensoriale

Fondamentale è, come spiegano i monaci tibetani, la pratica della meditazione camminata. In questo modo di meditare bisogna concentrarsi solo sui propri passi e sul respiro per mantenere alta l’attenzione esclusivamente su se stessi.

La natura durante la meditazione permette di capire ed apprezzare meglio le sue immense bellezze ed il rispetto che bisogna riservare al mondo circostante. Basterà così rispecchiarsi nei fili d’erba che nascono e prendono vita, per immedesimarsi e ritrovare il normale equilibrio.

Estate, elemento Fuoco e dosha Pitta

Quando arriva l’estate tutto si fa più caldo, le giornate si allungano, il sole splende e il cielo è terso, la terra si asciuga e l’acqua e l’ombra sono oasi in cui trovare refrigerio. Ci sentiamo più energici, attivi, pieni di vitalità, di gioia e di voglia di stare all’aria aperta.

Quale elemento viene subito in mente per simboleggiare l’estate? Sicuramente il Fuoco! Ed è proprio l’elemento del Fuoco, con tutte le sue caratteristiche, ad aumentare sia in natura che nelle nostre caratteristiche corporee e mentali.

Il Fuoco inoltre è uno dei due elementi che compongono il Dosha Pitta, e proprio per questa correlazione possiamo dire che Pitta è il Dosha dell’Estate, secondo la cronobiologia.

La parola PITTA deriva da “TAP” e significa appunto “ciò che produce calore”. Un calore esagerato (soprattutto in estate) deve però essere contrastato per evitare l’aumento degli squilibri quali fotosensibilità, vampate di calore, rossori, fragilità capillari, couperose, eccessiva sudorazione, scottature e infiammazioni, rabbia, irritabilità, rancore, impazienza, atteggiamento polemico.

Agni e capacità di trasformazione

Per mantenere Pitta in equilibrio è importante prendersi cura del “fuoco gastrico”, in sanscrito Agni, responsabile del metabolismo, della digestione e della trasformazione. È la capacità di assimilare e digerire, non solo il cibo, ma anche le emozioni e le situazioni.

Sarà capitato qualche volta nella vita di ognuno di noi di non riuscire a digerire qualche situazione, magari dovuta al comportamento di altri, o al nostro stesso comportamento, che per qualche motivazione non si è riusciti a tenere sotto controllo.

Questa sensazione generalizzata di nervosismo, ansia, collera e stress che di solito consegue a situazioni che non abbiamo saputo elaborare, normalmente tende ad accumularsi nello stomaco, lasciandoci la sensazione di avere come un peso “sullo stomaco”.

Secondo l’ayurveda, queste tensioni tendono ad alterare il nostro fuoco gastrico ed a causare disequilibrio e malessere nel corpo.

Alimentazione estiva per mantenere Pitta in equilibrio

Come facciamo a contrastare l’eccessivo dominio di Pitta in questa stagione? Seguiamo alcuni accorgimenti che ci porteranno a mantenere, per quanto possibile, l’equilibrio tra i tre Dosha e a vivere nella maniera migliore questa bellissima stagione.

Possiamo sicuramente contrastare l’esplosione di Pitta con l’alimentazione. I cibi con sapore dolce, amaro e astringente saranno alleati preziosi.

Il dolce è infatti rinfrescante ed antinfiammatorio, ma attenzione: con dolce non intendiamo i cibi zuccherati, ma quelli naturalmente ricchi di zuccheri come la frutta dolce, i cereali e la verdura dolce (es: zucca, zucchine).

Il sapore amaro, che si trova ad esempio nelle verdure a foglia verde, è rinfrescante, asciugante e antinfiammatorio. Il sapore astringente porta secchezza e aiuta ad eliminare le tossine (Ama), lo troviamo soprattutto nei legumi, nelle mele, nei mirtilli e nel melograno.

Sono inoltre consigliate le spezie rinfrescanti, come il coriandolo e il cardamomo e l’aggiunta dell’olio di cocco, del ghee e dell’olio di semi di girasole alla dieta.

Sono da evitare invece i cibi riscaldanti che aumentano ancora di più il calore nella fisiologia: peperoncino, carne rossa, cibo spazzatura, fritti e la caffeina.

Respirazione e asana consigliate in estate

Per aiutare a mantenere in equilibrio le energie nel corpo, viene in soccorso la respirazione a narici alternate ( Nadi shodhana Pranayama) da abbinare a Sitali Pranayama, la respirazione ideale per abbassare la temperatura del corpo (praticala almeno per cinque minuti).

Un ultimo consiglio per il tuo yoga estivo è quello di praticare con gli occhi chiusi, perché in questo modo si favorisce l’interiorizzazione e, disattivando la vista, si riesce a mantenere più facilmente Pitta sotto controllo.

Piegamenti in avanti

Le posizioni ideali da preferire in questo periodo sono: Piegamenti in avanti: queste posizioni hanno proprietà calmanti e rinfrescanti, via livera quindi a Uttanasana, Pashimottanasana, Prasarita Padottanasana, Upavista Konasana.

Torsioni

Torsioni, ottime per disintossicare il corpo e massaggiare il fegato: Ardha Matsyendrasana, Parivritta Parsvakonasana, Parsva Utkatasana, Jathara Parivartanasana.

Posizioni invertite

Posizioni invertite/capovolte per rigenerare la mente e facilitare la meditazione oltre che la consapevolezza di sé, come Sarvangasana, Halasana, Sirsasana, Adho Mukha Vrksasana.

CategoriaPosizioniCaratteristiche indicate
Piegamenti in avantiUttanasana, Pashimottanasana, Prasarita Padottanasana, Upavista KonasanaProprietà calmanti e rinfrescanti
TorsioniArdha Matsyendrasana, Parivritta Parsvakonasana, Parsva Utkatasana, Jathara ParivartanasanaDisintossicare il corpo e massaggiare il fegato
Posizioni invertite/capovolteSarvangasana, Halasana, Sirsasana, Adho Mukha VrksasanaRigenerare la mente e facilitare la meditazione oltre che la consapevolezza di sé

Pratiche tradizionali in relazione a natura e corpo

Surya Namaskar

Tra i migliori esercizi di yoga da applicare in mezzo alla natura ci sono sicuramente il così detto saluto al sole chiamato Surya Namaskar. Si tratta di una pratica che può essere effettuata in due precisi momenti della giornata, all’alba e al tramonto e sta a significare il totale abbandono dell’uomo verso questa così grande entità come il sole.

Il rito del saluto al sole è principalmente composto da 12 asana ed essi variano a secondo del tipo di saluto che si intende svolgere. Numerosi sono i benefici che Surya Namaskar riesce ad apportare all’interno organismo, fondamentale soprattutto per iniziare o concludere la giornata nel migliore dei modi.

Per quanto riguarda il mattino questo tipo di meditazione permette di far stimolare la tonificazione muscolare rendendo allo stesso tempo il corpo di gran lunga più flessibile. Oltre a questo il saluto al sole permette di mantenere giovane il sistema nervoso e di migliorare fin da subito la capacità respiratoria.

Nauli e Shatkarma

Di diverso avviso è il rito Nauli. Questo rito deve essere praticato, per ottenere i suoi effetti, possibilmente a digiuno. In questo specifico esercizio bisognerà porre tutta la propria concentrazione sui muscoli addominali permettendo così di garantire un maggiore stimolo del corpo a purificarsi, rafforzando allo stesso tempo tutta l’area addominale.

Sempre a digiuno va praticato l’esercizio chiamato Shatkarma. In questo caso per farlo correttamente occorre sedersi a gambe incrociate e premere con le dita nel proprio addome. Come suggerisce il significato del nome stesso questa pratica è in grado di donare maggiore stimolo al sistema gastrico, aumentando la capacità di digestione. Infatti proprio il termine Shatkarma significa fuoco.

Shirsasana e mantra

Tra le più importante tecniche di yoga è impossibile non citare la posizione sulla testa chiamata Shirsasana. E’ una pratica davvero fondamentale nel mondo della meditazione che è in grado di fornire moltissimi benefici.

Prima fa tutti l’allineamento della colonna vertebrale, migliorando così la propria postura ma concede benessere anche nei casi di super tensione. Infine la pratica Shirsasana è in grado di migliorare il sistema circolatorio sanguigno nella testa, fondamentale per risolvere piccoli problemi legati alla calvizia, occhi, denti ed orecchie.

Infine, la soluzione migliorare per liberare la mente dai troppi pensieri e dalla pressione è certamente l’esercizio Mantra. In questo caso occorrerà dire sottovoce alcuni parole per un numero di volte stabilito. Pronunciare questi permetterà di dare al corpo un’immensa energia.

Stili di yoga e rapporto con gli elementi naturali

Al cuore della pratica Yogica troviamo l’utilizzo di tecniche respiratorie (pranayama) in associazione a specifiche posizioni, dette asana, talvolta congiunte con una precisa gestualità delle mani (mudra) a alla ripetizione di mantra.

Attualmente lo Yoga è praticato in una pluralità di stili, alcuni di antica tradizione, altri generatisi dall’innesto della filosofia indiana su tecnologie o principi di stampo occidentale.

Hatha Yoga

La denominazione di questi stile deriva da Ha, “Sole”, e tha, “Luna”, a identificare le due dimensioni che compartecipano alla natura umana, il Corpo e la Coscienza. È caratterizzato da un ritmo lento e un’atmosfera rilassata e meditativa, si tratta perciò di uno stile particolarmente adatto a coloro che si approcciano per la prima volta alle posizioni e -in generale- alla pratica dello Yoga.

Iyengar Yoga

Si tratta di uno stile codificato dal maestro B.K.S Iyengar nel corso degli anni ’70. L’enfasi è posta interamente sulla precisione tecnica delle asana e il governo delle tecniche di respirazione (pranayama), favorendo un ottimo sviluppo di forza, mobilità e propriocezione.

Ashtanga Yoga

Lo Asthanga è una forma di Yoga in cui dominano dinamismo ed energia. La base della pratica è costituita dall’apprendimento di precise sequenze di asana, ognuna propedeutica alla successiva: si tratta di uno stile che richiede un impegno fisico notevole e un elevato grado di concentrazione.

Vinyasa Yoga

Nel Vinyasa l’enfasi è posta sulla coniugazione fra respiro e movimento. Le posizioni sono eseguite seguendo un continuum, senza interruzioni e sempre in coordinazione con i ritmi delle inspirazioni ed espirazioni.

Il dinamismo è inserito in un flusso continuo, nel corso del quale si passa attraverso ogni tipo di asana, dalle posture in piedi (dette “tadasana”) a quelle che richiedono di sdraiarsi a terra, in posizione prona.

Kundalini Yoga

Lo stile Kundalini è teso al risveglio dell’energia interiore, le lezioni sono perciò articolate intorno a lavori dedicati alla sollecitazione di specifici chakra. Le sessioni possono variare molto l’una dall’altra, alternando sedute fisicamente intense a momenti dedicati alle tecniche di respirazione e al raccoglimento.

Anusara Yoga

L’Anusara focalizza la sua attenzione sul tantra e si configura come il connubio ideale fra attenzione per la tecnica, vitalità e dinamismo. Fondata negli USA nel corso degli anni ’90, è una delle correnti che ha goduto di maggior diffusione negli ultimi decenni.

La sua filosofia si fonda sulle cosiddette “tre A dell’Anusara”: Attitudine, Allineamento e Azione.

Bikram Yoga

Il Bikram Yoga è uno stile strettamente imparentato con lo Hatha, dal quale mutua il bagaglio tecnico e le 26 asana su cui si fonda. La caratteristica peculiare del Bikram (denominato anche Hot Yoga o Warm Yoga) consiste nel fatto che la pratica avviene all’interno di una stanza riscaldata, al fine di favorire il rilassamento, la flessibilità muscolare e indurre l’eliminazione delle tossine mediante la sudorazione.

Asana, stagioni ed elementi della natura

“Yoga secondo Natura” di Sonia Pippinato è un libro adatto a neofiti e a esperti di yoga. Il testo affronta con chiarezza gli elementi centrali dello yoga, tra cui i Chakra e i Mudra. Altrettanto interessante è il Capitolo relativo all’Ayurveda e ai dosha.

Il volume è arricchito da una serie di illustrazioni che permettono al praticante di approfondire meglio le varie tematiche. Le principali posture dello yoga sono descritte nella loro esecuzione, riportando i benefici e le eventuali controindicazioni: ogni asana è accompagnata da una “ruota” infografica che ne manifesta l’interazione armonica con la natura.

Un testo dedicato allo yoga ricco e completo, con numerosi approfondimenti e varie citazioni tratte anche dalle più importanti scritture induiste e vediche.

Un testo illustratissimo, che, dopo aver spiegato i principi fondamentali dello yoga, presenta numerose asana divise in macro categorie: neutralizzanti, indietro, in avanti, in piedi, di forza, in torsione, in inversione, di meditazione, ecc.

Ogni posizione è accompagnata da una descrizione step by step e dalla spiegazione dei benefici e delle controindicazioni. Inoltre, ed è questa l’assoluta novità del volume, per ogni asana è presente una ruota infografica che ne indica la sua interazione con gli elementi della natura.

Spiega cioè in quale stagione è meglio praticarla, in quale fase lunare, su quali chakra agisce, per quali dosha è raccomandata, se è una posizione yin o yang.

Esiste un’interazione dinamica e continua tra noi e l’altro da noi e cercare di capirne i meccanismi, o almeno di intuirne le potenzialità, è un primo passo fondamentale verso quel tipo di profondità e attenzione che lo yoga insegna.

Ruota infografica asana stagioni dosha chakra

Una pratica rispettosa dell’ambiente

Infine, praticare yoga nella natura può aiutarci a coltivare un senso di gratitudine verso la terra. Quando ci connettiamo con la terra, ci rendiamo conto di quanto sia preziosa, di quanto ci dia. E questa consapevolezza può spingerci a prenderci più cura della terra, a rispettarla e a proteggerla.

La natura diventa il nostro tappetino da yoga, e ogni albero, pietra o filo d'erba diventa parte della nostra pratica.

La natura durante la meditazione permette di capire ed apprezzare meglio le sue immense bellezze ed il rispetto che bisogna riservare al mondo circostante.

Un ultimo consiglio per il tuo yoga estivo è quello di praticare con gli occhi chiusi, perché in questo modo si favorisce l’interiorizzazione e, disattivando la vista, si riesce a mantenere più facilmente Pitta sotto controllo.

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