Influenzе spirituali: cosa sono, come agiscono e come distinguerle

Le influenze spirituali sono gli effetti che credenze, esperienze religiose, pratiche esoteriche, relazioni con comunità e interpretazioni del mondo invisibile possono esercitare sui pensieri, sulle emozioni, sulle decisioni e sui comportamenti di una persona. Possono essere vissute come sostegno, protezione e orientamento, oppure come condizionamento, paura, dipendenza e perdita del contatto con la realtà.

Per comprenderle è necessario distinguere almeno tre ambiti: la vita spirituale e religiosa, le pratiche esoteriche o spiritistiche e i fenomeni psicologici, come il delirio mistico. Non ogni esperienza insolita è patologica e non ogni convinzione religiosa costituisce un’influenza negativa; diventano però motivo di preoccupazione quando impongono certezze irremovibili, compromettono il funzionamento quotidiano o spingono a comportamenti pericolosi.

Che cosa si intende per influenze spirituali

In epoche diverse sono state registrate dall’Umanità narrative del dialogo tra differenti dimensioni della vita. Sono rapporti di visioni profetiche, sogni di antenati che risuscitano, insight che hanno salvato vite e hanno rivelato scoperte straordinarie alla Scienza.

Per la Religione di Dio, del Cristo e dello Spirito Santo, tali fenomeni spiegati basandosi sul punto di vista spirituale, sono frutti dell’intuizione - il canale più veloce e più comune di questo dialogo tra il mondo umano e quello spirituale. L'intuizione è imprescindibile, e tutti noi abbiamo questa capacità di comunicazione perché in sostanza siamo Spiriti Eterni.

Considerando ciò, ad ogni istante siamo in grado di collegarci con altri spiriti attraverso meccanismi di medianità, conforme spiega la Religione del Terzo Millennio nelle parole del suo presidente e predicatore Paiva Netto: «In realtà i politici, i filosofi, i religiosi, gli scienziati, gli artisti, gli atleti, ecc. sono tutti medium, ma se non sono medium evangelizzati e illuminati dall'esperienza del Nuovo Comandamento del Cristo, non possono essere nient’altro che strumenti del male. Generalmente non sanno cosa sia la medianità ma possono svilupparla, se lo vogliono, per non diventare una facile preda degli spiriti arretrati».

In una prospettiva religiosa, dunque, l’influenza spirituale può indicare il rapporto percepito tra la persona e realtà spirituali, angeli, demoni, antenati, maestri o altre entità. In una prospettiva psicologica, la stessa espressione può riferirsi al modo in cui idee, simboli, pratiche e appartenenze religiose influenzano la percezione e la condotta.

Influenze spirituali positive e negative

È essenziale che il collegamento con il mondo spirituale sia cosciente, ossia che si sappia che il meccanismo è reale per avere l'autonomia di poter scegliere le compagnie invisibili con cui vogliamo stare. Pertanto l'attenzione dev’essere ancora più grande perché, che ci si creda o meno, la medianità avviene per mezzo dei nostri pensieri, parole e azioni.

Che si scelga, allora, compagnie che provengono dalle sfere spirituali superiori poiché tutte le comunicazioni con queste ultime contengono il proposito Divino della Fraternità. Nella Sacra Bibbia troviamo esempi di questa unione spirituale. Tanto gli Angeli come gli spiriti immondi si manifestavano apertamente agli esseri terreni, dimostrando di essere un’evenienza molto antica.

L’Amato Maestro, che ha realizzato miracoli grandiosi sotto la protezione di Dio e con l'aiuto dei suoi Angeli, ci ha insegnato la preghiera, rendendo così accessibile a tutti un mezzo di comunicazione spirituale molto efficace. Con la preghiera ecumenica del Padre Nostro (Vangelo secondo Matteo, 6: 9-13), Gesù è stato un pioniere in materia di istruzione mediunica ai popoli nell’insegnarci a chiedere la Protezione Divina per allontanare qualsiasi influenza spirituale malefica e per dimostrarci, attraverso il suo esempio, che l'aiuto celeste arriva nella misura in cui sono fattte buone azioni per il bene degli altri.

La Carità, l’azione solidale, sinonimo di Amore, mossa da parole e pensieri buoni, è una delle risorse che rende la comunicazione tra i mondi depurata e celere. Più siamo disposti ad aiutare più troveremo Spiriti amici e in sintonia con i nostri propositi, pronti a collaborare con noi.

Praticare la pazienza, la cooperazione, l'umiltà migliora il nostro dono mediunico per il nostro bene e per quello del nostro prossimo. Dopo tutto, quante cose saremo capaci di fare grazie all'aiuto amico di coloro che dall’alto hanno la visione privilegiata e che noi chiamiamo Angeli Custodi?

Gli angeli e il sostegno spirituale

Per conoscere una persona di solito bisogna sapere qualcosa della sua famiglia. Similmente per conoscere meglio Geova Dio bisogna sapere qualcosa di più sulla sua famiglia angelica. Nella Bibbia gli angeli vengono chiamati “figli di Dio”.

Per mezzo di lui [Gesù Cristo] tutte le altre cose furono create nei cieli e sulla terra. Quindi tutti gli esseri spirituali chiamati angeli furono creati uno per uno da Geova Dio per mezzo del suo Figlio primogenito. La Bibbia indica che ne furono creati centinaia di milioni, e tutti sono potenti.

La Bibbia ci dice che quando fu fondata la terra “tutti i figli di Dio emettevano urla di applauso”. Perciò gli angeli esistevano molto prima che fossero creati gli esseri umani e ancor prima della creazione della terra.

Fin da quando furono testimoni della creazione dei primi esseri umani, le fedeli creature spirituali hanno mostrato vivo interesse per la famiglia umana sempre più numerosa e per l’adempimento del proposito di Dio. Con il passare del tempo, però, gli angeli videro gran parte dell’umanità smettere di servire l’amorevole Creatore.

Dal momento che gli angeli si preoccupano tanto per il benessere di chi serve Geova Dio, non sorprende che egli li abbia impiegati molte volte per rafforzare e proteggere i suoi fedeli adoratori sulla terra. Due angeli aiutarono il giusto Lot e le sue figlie a sopravvivere alla distruzione delle malvage città di Sodoma e Gomorra conducendoli fuori della zona.

Secoli dopo il profeta Daniele fu gettato nella fossa dei leoni, ma ne uscì illeso e disse: “Il mio proprio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso la bocca dei leoni”. Nel I secolo un angelo liberò l’apostolo Pietro dalla prigione. Inoltre degli angeli incoraggiarono Gesù all’inizio del suo ministero terreno e, poco prima della sua morte, gli apparve un angelo che “lo rafforzò”.

Angeli nella tradizione biblica

Oggi gli angeli non appaiono più in modo visibile ai servitori di Dio sulla terra. Ma, pur essendo invisibili agli occhi umani, i potenti angeli di Dio proteggono ancora i suoi servitori, specie da qualunque cosa possa danneggiarli spiritualmente. La Bibbia dice: “L’angelo di Geova si accampa tutt’intorno a quelli che lo temono, e li libera”.

Gli spiriti malvagi e le influenze negative

Spinto dal desiderio di dominare sugli altri, un angelo si ribellò a Dio. In seguito venne chiamato Satana il Diavolo. Satana ingannò Eva, e nei sedici secoli successivi riuscì ad allontanare da Dio praticamente tutti gli esseri umani, con l’eccezione di pochi fedeli, quali Abele, Enoc e Noè.

Ai giorni di Noè altri angeli si ribellarono a Geova Dio. Abbandonarono il loro posto nella Sua famiglia celeste, scesero sulla terra e assunsero corpi carnali. Geova Dio, però, non permise che gli angeli continuassero a corrompere l’umanità con le loro azioni.

Quindi gli angeli ribelli, i demoni, furono costretti a lasciare i corpi carnali e a tornare in cielo come creature spirituali. Si erano schierati dalla parte del Diavolo, che così diventò “il governante dei demoni”. Una volta tornati in cielo, gli angeli disubbidienti vennero isolati con il loro governante, Satana.

Anche se non possono più assumere corpi umani, esercitano comunque una pessima influenza sulla gente. Infatti, con l’aiuto di quei demoni, Satana “svia l’intera terra abitata”. Gli spiriti malvagi non solo sviano la gente, ma la spaventano.

Spiritismo, medianità e divinazione

Per sviare la gente, i demoni ricorrono allo spiritismo. Praticare lo spiritismo significa entrare in contatto con i demoni, direttamente o tramite medium umani. La Bibbia condanna lo spiritismo e ci avverte di stare lontani da tutto ciò che vi è implicato.

Un’esca usata dai demoni è la divinazione. Che cos’è? È il tentativo di conoscere il futuro o l’ignoto. L’astrologia, l’uso di tarocchi e di sfere di cristallo, la chiromanzia e l’interpretazione dei sogni alla ricerca di segni o presagi sono tutte forme di divinazione.

Molti pensano che si tratti di qualcosa di innocuo, tuttavia la Bibbia spiega che indovini e spiriti malvagi operano di comune accordo. Per esempio Atti 16:16-18 menziona “un demonio di divinazione” che permetteva a una ragazza di praticare “l’arte della predizione”.

In base ai criteri di discernimento esposti nelle Linee guida per il ministero dell’esorcismo dell’Associazione Internazionale Esorcisti, possiamo affermare che molte delle manifestazioni legate all’origine, allo sviluppo delle credenze e alla prassi della New Age - come la canalizzazione, la medianità, lo spiritismo, le pratiche magiche e l’invocazione di “maestri ascesi” o “guide spirituali” - costituiscono forme di accesso a entità preternaturali, cioè a demòni.

Il contatto con i morti

Un altro modo in cui i demoni sviano la gente è inducendola a interrogare i morti. Chi è addolorato per la perdita di una persona cara viene spesso ingannato da idee errate riguardo ai morti.

Un medium potrebbe parlare con una voce che sembra quella del defunto o dare informazioni particolari su di lui. Di conseguenza molti si convincono che i morti vivono ancora e che mettersi in contatto con loro possa aiutare a sopportare il dolore.

Ma “un conforto” del genere è falso nonché pericoloso. Perché? Perché i demoni possono imitare la voce del defunto e dare informazioni su di lui al medium. Inoltre alla morte si cessa di esistere. Quindi chi ‘interroga i morti’ è stato sviato dagli spiriti malvagi e agisce contro la volontà di Dio.

La New Age come influenza spirituale contemporanea

La New Age, o Nuova Era, è un fenomeno spirituale postmoderno che combina elementi esoterici, gnostici e pseudoscientifici all’interno di una spiritualità personale, soggettiva priva di riferimenti a Cristo. Essa è uno dei fenomeni spirituali più diffusi, ambigui e invasivi del mondo contemporaneo.

Lungi dall’essere una religione strutturata o una setta organizzata, si presenta come una visione del modo sincretistica, che mescola diverse credenze, propone una spiritualità alternativa incentrata sull’autoguarigione, la divinizzazione dell’io e la connessione energetica dell’uomo con il cosmo.

La sua influenza si è diffusa ampiamente attraverso correnti psicoterapeutiche, terapie alternative, discorsi motivazionali, movimenti ecologisti e pratiche pseudo-umanistiche, raggiungendo anche ambiti educativi, clinici e religiosi.

Dietro l’apparenza di benessere, armonia e tolleranza, la New Age propone un sistema dottrinale che sostituisce il Dio trinitario con un’energia impersonale, Cristo con figure simboliche o sincretiste e la grazia con tecniche di autosalvezza e autoconoscenza.

Origine e caratteristiche della New Age

La New Age nasce negli anni ‘70. Non è un solo movimento bensì incarna un fenomeno culturale eterogeneo, decentralizzato, diffuso e informale. Non possiede un’unità organica, strutturale o istituzionale, ma si articola attorno a un sistema di credenze flessibile e a figure di riferimento o autori che fungono da punti di orientamento.

È caratteristica della New Age la mancanza di precisione dottrinale e l’assenza di uniformità, associate alla sua essenza eclettica, sincretista e relativista. Questo eclettismo è parte essenziale della sua proposta inclusiva di una spiritualità fluida e rinnovata.

Alcuni definiscono la New Age come un “ambiente” culturale, cioè come un insieme di credenze, valori e costumi che influenza la vita di molte persone, in particolare sul piano spirituale, religioso e morale.

In questo senso può essere descritta come una corrente culturale multiforme, fatta di espressioni disorganizzate ma convergenti in alcuni elementi soprattutto spirituali, religiosi e morali. Essa è affine a quello che è stato definito in filosofia “pensiero debole”, privo di pretese assolute di verità.

Antecedenti filosofici ed esoterici

Della New Age è possibile individuare vari antecedenti filosofici. Tra i più influenti figurano Karl Marx, Sigmund Freud, e Friedrich Nietzsche, “filosofi del sospetto” secondo la definizione del pensatore francese Paul Ricoeur, poiché hanno promosso l’immagine di un’umanità autosufficiente ed emancipata da ogni religione trascendente.

Tuttavia, i precedenti propriamente spirituali ed esoterici della New Age si trovano più chiaramente in figure di esoteristi e spiritisti, come Emanuel Swedenborg, Franz Mesmer e Allan Kardec.

Vere e autentiche promotrici della New Age furono invece Helena Blavatsky, Annie Besant e Alice Bailey, che con le loro opere promossero una nuova spiritualità globale, teosofica, esoterica, panteista e gnostica, adottata e adattata dai promotori della “Nuova Era”.

Helena Blavatsky e la teosofia

La Blavatsky, nata nel 1831 in Ucraina da una famiglia aristocratica di origini russo-tedesche, propose nella sua teosofia una saggezza universale dove l’individuo è in grado di giungere a nuovi livelli di illuminazione, guidato dagli “spiriti guida”.

Helena Blavatsky adottò una posizione in cui il cristianesimo - come il giudaismo - è ridotto a un percorso fra una pluralità di vie spirituali. Per questo è necessario ricercare un’illuminazione superiore attraverso la mediazione di uno “spirito guida” in grado di rivelare i segreti della saggezza divina, dell’universo, del cosmo e dei poteri occulti o magici che lo abitano.

Questo approccio è sviluppato nella sua opera principale, La dottrina segreta (1888), dove la Blavatsky afferma che tutte le religioni hanno una radice comune in un’Antica Saggezza e che i dogmi devono essere reinterpretati simbolicamente per recuperare il loro valore iniziatico.

Quest’opera combina elementi dell’induismo, dello gnosticismo, dell’astrologia e della filosofia ermetica in una visione esoterica globale. In Iside senza velo (1877), la Blavatsky denunciò apertamente i dogmi del cristianesimo istituzionale come deformazioni della conoscenza originale, proponendo le religioni misteriche e l’occultismo come vie superiori di illuminazione.

Allo stesso modo, in La chiave della teosofia (1889), illustrò in modo sistematico il suo pensiero indicando che lo yoga, la reincarnazione, il karma, la meditazione e la ricerca della saggezza interiore sono i pilastri di ogni spiritualità autentica.

Annie Besant e l’integrazione del misticismo orientale

La britannica Annie Besant, nata nel 1847, si impegnò in un acceso attivismo politico e sociale. Dopo la sua conversione alla teosofia a seguito dell’incontro con la Blavatsky nel 1889, divenne una delle principali divulgatrici del pensiero esoterico moderno.

Alla guida della Società Teosofica favorì una profonda integrazione del misticismo orientale, in particolare dell’induismo e del buddismo, e lo sviluppo dei temi dell’esoterismo occidentale, come l’alchimia spirituale, la chiaroveggenza, il corpo astrale, i chakra e i piani sottili ed energetici dell’esistenza.

La Besant promosse l’idea di una fratellanza universale, l’esistenza di una gerarchia spirituale invisibile e l’accesso alla conoscenza superiore attraverso gli stati alterati di coscienza.

In tutte le sue opere la Besant descrive l’uomo come un microcosmo energetico in evoluzione. Tra le sue opere più influenti figurano: La saggezza antica (1897), dove espose la sua cosmologia spirituale; L’uomo e i suoi corpi (1902), dove sviluppò un’antropologia esoterica che sarà ampiamente ripresa dalla letteratura New Age.

Alice Bailey e l’energia cosmica

Alice Bailey, nata in Inghilterra nel 1880, discepola della Blavatsky e della Besant, è considerata da molti la “madre” della New Age. Come la Blavatsky, ebbe contatti esoterici con uno spirito guida, che chiamò “il tibetano”, che la guidò durante il periodo della sua presunta illuminazione spirituale e le dettò gran parte delle sue opere.

Tra i suoi libri più influenti c’è il Trattato sui sette raggi (1936-1951), opera in cinque volumi, in cui stabilì molti dei principi ancora oggi al centro del sistema di credenze New Age.

In sintesi vi è presentata una concezione olistica dell’essere umano e del cosmo, strutturata attorno a sette energie universali o “raggi” che collegano la persona con l’anima cosmica, gli astri, il sole, le ghiandole del corpo umano (come la pineale) e i chakra.

Questo sistema spiega la comunicazione energetica tra il corpo umano, l’anima e l’universo, in un’unità metafisica dove tutto vibra con la stessa forza divina. Pertanto, l’uomo avrebbe in sé una forza divina manipolabile e canalizzabile per la sua guarigione, per la sua illuminazione e anche per la sua connessione con l’energia cosmica universale.

Per predisporre il soggetto a sviluppare il proprio potenziale attraverso pratiche magiche è fondamentale l’illuminazione, cioè il risveglio della coscienza divina. Essa si raggiunge attraverso la meditazione trascendentale, lo yoga, i mantra e l’ascetismo orientale.

In questa prospettiva, le religioni sono considerate vie simboliche per entrare in contatto con la divinità e con la luce cosmica. L’essenziale è in ogni caso raggiungere l’illuminazione interiore, intesa come la piena armonizzazione dell’individuo con l’energia dell’universo.

L’espressione New Age, “Nuova Era”, è attribuita proprio alla Bailey, che la utilizzò esplicitamente in opere come il Discepolato nella Nuova Era (1944-1955). Nel 1937 la Bailey fondò l’organizzazione Lucis Trust, destinata a preparare l’umanità a un cambiamento spirituale globale, attraverso quella che definì la Grande Invocazione della Luce.

La sostituzione dei riferimenti cristiani

Il Pontificio Consiglio della Cultura, in un documento congiunto con il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, pubblicato nel 2003 e fondamentale per il discernimento ecclesiale sulla New Age, analizzata nei suoi legami anche con l’astrologia e l’esoterismo, affermò: “Secondo alcuni astrologi, viviamo nell’Età dei Pesci, dominata dal cristianesimo, che verrà sostituita dalla Nuova Età dell’Acquario all’inizio del terzo millennio.

L’Età dell’Acquario mantiene un posto importante nel movimento New Age per l’influenza della teosofia, dello spiritismo, dell’antroposofia e dei loro precedenti esoterici”. Dunque la New Age si inserisce in un supposto scenario caratterizzato dal declino del cristianesimo.

In realtà la sua è una vana affermazione di principio in cui si postula di fatto la fine dell’era cristiana e l’inizio di una società post-cristiana, attraverso la proposta spirituale di una “Nuova Era”.

La New Age è nata e si è affermata come espressione delle correnti esoteriche maturate nel corso del XIX e promosse all’interno degli ambienti occultisti e massonici della prima metà del 900.

Quali i suoi pilastri dottrinali? La critica e il superamento del messaggio cristiano in ambito morale e spirituale; un sistema di credenze sviluppato sotto ispirazione e istruzione di entità evocate mediante lo spiritismo, e attraverso la pratica di numerose forme di occultismo, occidentale e orientale.

Influenze spirituali e salute mentale

Il delirio classico si può definire come una convinzione o impressione fermamente sostenuta nonostante ci siano prove evidenti e incontrastabili del contrario. Secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quinta edizione (DSM-5), un delirio è classificato come una distorsione nella percezione o nell’interpretazione della realtà.

Questo disturbo può manifestarsi in vari contesti e spesso è sintomo di condizioni psichiatriche come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il disturbo depressivo maggiore con caratteristiche psicotiche.

Il delirio mistico è un tipo particolare di delirio caratterizzato da convinzioni intense e persistenti di natura religiosa o spirituale. Queste credenze possono includere la sensazione di avere una connessione diretta con entità divine o la percezione di ricevere messaggi speciali da figure spirituali.

Distinto per il suo contenuto specificamente religioso, il delirio mistico differisce da altri tipi di deliri per la centralità di temi spirituali, spesso influenzando profondamente il comportamento e le interazioni sociali dell’individuo.

Come inizia un delirio mistico

Il processo di inizio di un delirio può essere graduale e spesso sfuggente, evolvendosi in maniera subdola nel tempo. Generalmente, il percorso verso un delirio pienamente sviluppato segue alcune fasi chiave.

Inizialmente, può presentarsi un periodo di stress o di disorientamento significativo. Durante questa fase, l’individuo potrebbe sperimentare una difficoltà crescente nel discernere tra realtà e percezione distorta, spesso innescata da eventi di vita stressanti o traumi.

La vulnerabilità personale, come una predisposizione genetica o pregressi disturbi psicologici, può aggravare questa fase. Successivamente, si sviluppa la fase di cristallizzazione, in cui le false credenze iniziano a prendere forma.

Qui, l’individuo inizia a interpretare erroneamente gli eventi esterni e le percezioni interne, attribuendogli un significato particolare non basato sulla realtà. Ad esempio, una persona potrebbe credere che messaggi segreti siano nascosti nei segnali televisivi comuni, interpretando questi ultimi come diretti personalmente a sé stessa.

Infine, il delirio si consolida e diventa centrale nella vita del soggetto, influenzando fortemente il suo comportamento e le sue interazioni sociali. La persona è convinta della veridicità della propria credenza, nonostante le evidenti prove del contrario, e può reagire emotivamente o con ostilità se queste vengono messe in dubbio.

Fattori che possono scatenarlo

Sono diversi i fattori che possono innescare questa complessa condizione psicologica e la variabilità soggettiva gioca un ruolo cruciale. Un delirio di natura mistica spesso emerge in persone che attraversano un periodo di forte stress, specialmente se presentano una predisposizione genetica a disturbi di questo tipo.

Tali elementi possono agire come catalizzatori che destabilizzano l’equilibrio mentale dell’individuo, predisponendolo a interpretazioni deliranti della realtà. L’uso di sostanze psicotrope è un altro fattore significativo che può scatenare deliri, compresi quelli di tipo mistico.

Sostanze come gli allucinogeni alterano la percezione e il pensiero, rendendo l’individuo suscettibile a false credenze spirituali o religiose. Fintanto che l’effetto di tali sostanze è attivo il soggetto può facilmente essere soggetto a deliri di varia natura, ma non è detto che la situazioni ritorni sempre alla normalità quando l’effetto della sostanza si esaurisce.

La psicoanalisi fornisce una prospettiva particolare sui deliri, interpretandoli come manifestazioni di contenuti inconsci. Secondo questa visione, il delirio mistico può essere visto come l’emergere di desideri, paure o conflitti non risolti dall’inconscio.

In questo contesto, il delirio funge da simbolo attraverso il quale l’inconscio cerca di comunicare aspetti della psiche che altrimenti rimarrebbero nascosti. Questo processo psicologico può rivelare dinamiche interne complesse e spesso è legato a questioni esistenziali profonde che l’individuo sta tentando di elaborare o che sono rimaste irrisolte per troppo tempo.

In ogni caso identificare le cause scatenanti del delirio è essenziale per proporre il trattamento in modo appropriato, comprendendo sia le componenti biologiche che quelle ambientali.

Convinzioni e segnali del delirio mistico

Il delirio mistico si manifesta attraverso una serie di sintomi distintivi e tendenzialmente comuni, che comunque possono variare anche notevolmente da individuo a individuo. Questi sintomi riflettono principalmente convinzioni deliranti di natura spirituale o religiosa che possono influenzare profondamente la percezione della realtà di una persona.

  • Comunicazione divina: la convinzione di ricevere messaggi diretti da entità divine o spirituali, anche demoniache.
  • Missione profetica: la credenza di essere stati scelti per compiere una missione sacra o di salvataggio mondiale.
  • Interconnessione mistica: il sentimento di una fusione tra sé e l’universo, o di percepire segni e simboli in eventi quotidiani.
  • Visioni apocalittiche: previsioni di catastrofi o eventi apocalittici che il soggetto ritiene di dover annunciare o prevenire.
  • Battaglie spirituali: percezioni di essere coinvolti in lotte tra forze del bene e del male, spesso con un ruolo centrale nel conflitto.

È importante sottolineare che la variabilità dei sintomi è notevole, e ciò che un individuo sperimenta può differire significativamente da un altro. Le manifestazioni del delirio mistico possono essere tanto pervasive quanto sottili, rendendo talvolta difficile il loro riconoscimento immediato.

Esperienza spirituale o delirio mistico?

Distinguere un delirio mistico da altre esperienze spirituali non è sempre semplice, dato che entrambi coinvolgono spesso elementi di profondità spirituale e percezioni non ordinarie.

Tuttavia, una caratteristica distintiva del delirio mistico è la convizione irremovibile che le proprie percezioni o credenze siano vere, nonostante le evidenti prove contrarie e il disaccordo delle persone circostanti.

Esperienza spirituale non deliranteDelirio mistico
La percezione può essere vista come metaforica o simbolica.La convinzione è vissuta con una certezza assoluta.
L’esperienza può essere messa in discussione e condivisa con altre persone.La persona può reagire con ostilità quando la convinzione viene messa in dubbio.
Le interpretazioni rimangono aperte.La credenza resta rigida nonostante le prove contrarie.
Il funzionamento quotidiano non viene compromesso in modo significativo.La convinzione può provocare isolamento e comportamenti dannosi.

Per esempio, consideriamo una persona che crede di ricevere messaggi diretti da una divinità. In un’esperienza spirituale non delirante, questa percezione potrebbe essere vista come metaforica o simbolica, messa talvolta in discussione e condivisa o discussa con altre persone.

Tali esperienze sono generalmente aperte a interpretazioni e non interferiscono significativamente con il funzionamento quotidiano della persona. Al contrario, in un delirio mistico, la stessa convinzione è vissuta con una certezza assoluta.

La persona potrebbe isolarsi socialmente o agire basandosi su questi messaggi, nonostante le conseguenze negative. Ad esempio, potrebbe iniziare a fare grandi donazioni economiche a cause che ritiene “ordinate” dalla divinità, ignorando le proprie necessità finanziarie e quelle della famiglia.

Questa rigidità nella credenza e l’impatto negativo sul funzionamento quotidiano sono indicatori chiave che aiutano a differenziare un delirio mistico da comuni esperienze spirituali.

Quanto può durare un delirio

Determinare a priori la durata di un delirio è difficile, poiché varia significativamente a seconda del contesto individuale e delle condizioni sottostanti. Tuttavia, è essenziale riconoscere che un delirio, se non adeguatamente trattato, può avere una persistenza prolungata.

In contesti in cui il delirio è sintomo di una malattia mentale non trattata, come la schizofrenia, può continuare per anni. La mancanza di trattamento farmacologico e di supporto terapeutico adeguato lascia spesso il disturbo libero di evolversi senza controllo, rendendo il delirio una condizione stabile e dominante nella vita della persona.

La durata del delirio è fortemente influenzata dalla rapida identificazione del problema e dall’intervento. Un trattamento precoce e mirato può significativamente ridurre la durata del delirio e migliorare l’outcome globale.

Come uscire dai deliri

Superare un delirio richiede un intervento mirato da parte di professionisti della salute mentale, poiché è spesso uno dei sintomi di un disturbo psichico più ampio. Quindi è cruciale affrontare non solo il delirio stesso, ma anche la condizione sottostante che lo alimenta.

Sicuramente il primo passo verso la risoluzione di un delirio è riconoscere la necessità di aiuto esterno. I familiari e gli amici possono svolgere un ruolo essenziale nel supportare l’individuo a cercare assistenza.

La terapia farmacologica, sotto la supervisione di uno psichiatra, si rivela spesso fondamentale per modulare i neurotrasmettitori alterati e alleviare i sintomi deliranti. Parallelamente, la psicoterapia può aiutare l’individuo a esplorare le radici del suo delirio, migliorare la consapevolezza di sé e sviluppare strategie per distinguere tra realtà e distorsione.

Inoltre, interventi come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) sono efficaci nel modificare i pensieri e i comportamenti che sostengono il delirio. Lavorando gradualmente, con il supporto continuo dei professionisti, è possibile ridurre significativamente l’intensità e la frequenza dei deliri, migliorando così la qualità della vita dell’individuo.

Date queste variazioni, è cruciale che chi sperimenta tali sintomi (o i loro cari) consulti un professionista della salute mentale. Un esperto può offrire una valutazione accurata e proporre un percorso di trattamento adeguato, considerando la complessità delle dinamiche individuali coinvolte in questi disturbi.

Come proteggersi dalle influenze spirituali negative

La Bibbia ci spiega come resistere agli spiriti malvagi e come liberarci dalla loro influenza. Consideriamo l’esempio dei cristiani della città di Efeso nel I secolo. Alcuni di loro prima di diventare cristiani praticavano lo spiritismo.

Cosa fecero quando decisero di liberarsene? La Bibbia dice: “Un gran numero di quelli che avevano praticato le arti magiche misero insieme i loro libri e li bruciarono davanti a tutti”.

Chi desidera servire Geova deve sbarazzarsi di tutto ciò che ha a che fare con lo spiritismo. Questo include libri, riviste, film, poster e musica che incoraggiano a praticare lo spiritismo e lo fanno sembrare interessante ed eccitante, nonché amuleti e altri oggetti portati per proteggersi dal male.

Alcuni anni dopo che i cristiani di Efeso avevano distrutto i libri di magia, l’apostolo Paolo scrisse loro: “Abbiamo un combattimento contro le malvage forze spirituali”. I demoni non si erano dati per vinti. Cercavano ancora di avere la meglio.

“Soprattutto”, disse Paolo, “prendete il grande scudo della fede, con cui potrete spegnere tutti i dardi infuocati del malvagio”. Più forte è il nostro scudo della fede, meglio riusciremo a resistere alle forze spirituali malvage.

Fede, preghiera e discernimento

In che modo possiamo rafforzare la nostra fede? Studiando la Bibbia. La stabilità delle mura di una città dipende molto dalla solidità delle fondamenta. Allo stesso modo, la stabilità della nostra fede dipende da quanto è solido il suo fondamento, l’accurata conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia.

Se leggiamo e studiamo la Bibbia ogni giorno, la nostra fede si rafforzerà. Come forti mura, una fede simile ci proteggerà dall’influenza degli spiriti malvagi.

Per resistere agli spiriti malvagi è indispensabile pregare con fervore, chiedendo a Geova di proteggerci. Continuiamo dunque a pregare che ‘ci liberi dal malvagio’, Satana il Diavolo. Geova esaudirà queste fervide preghiere.

Gli spiriti malvagi sono pericolosi ma, se ci opponiamo al Diavolo e ci accostiamo a Dio, non dobbiamo averne paura. Il potere degli spiriti malvagi è limitato. Ricordiamo inoltre che possiamo contare sulla protezione dei potenti angeli di Geova.

Perciò restiamo vicini a Geova e alla sua famiglia di fedeli creature spirituali. Evitiamo inoltre ogni forma di spiritismo e seguiamo sempre i consigli della Parola di Dio. Così possiamo essere sicuri della vittoria nella lotta contro le creature spirituali malvage.

La crescita spirituale e le discipline spirituali

Uno dei miei obiettivi personali è cercare di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù ed essere più simile a Lui; so che lo stesso vale per molti di noi. Vogliamo seguire il suo esempio di persona amorevole e compassionevole, generosa, pronta al perdono, gentile, devota e guidata dallo Spirito, dotata di un rapporto profondo con il Padre e determinata a fare la volontà di Dio.

Come cristiani, aspiriamo a modellarci su Gesù. Desideriamo essere devoti, nel senso di vivere in maniera da onorare Dio, basandoci sulla conoscenza della sua Parola, con la consapevolezza della sua presenza dentro di noi e il rispetto a ciò dovuto.

La domanda da farsi è questa: come possiamo farlo in maniera efficace? Quali passi possiamo intraprendere per riuscire a condurre una vita devota?

In una sua lettera, l’apostolo Paolo disse a Timoteo, un giovane cui faceva da mentore, che avrebbe dovuto esercitarsi nella pietà, che avrebbe dovuto ricercarla perché in essa c’è un grande guadagno.

Il termine greco usato da Paolo per “esercitarsi” era gymnazō, da cui deriva la parola italiana “ginnastica” e che significa esercitarsi vigorosamente. In altre parole, Paolo stava dicendo che Timoteo avrebbe dovuto mettere energia e vigore nel diventare più devoto.

Condurre una vita che riflette la luce e l’amore di Gesù, vivere secondo la volontà di Dio, essere in sintonia con lo Spirito Santo, fare le scelte giuste e coltivare un rapporto intimo con il nostro Creatore sono tutte cose che richiedono uno sforzo da parte nostra.

Come possiamo esercitarci nella pietà? Applicandoci a fare le cose che ci permettono di ricevere da Dio forza e benedizioni; facendo il necessario per allineare il nostro atteggiamento interiore allo Spirito, alla Parola e alla volontà di Dio.

Condurre una vita incentrata su Dio non è una cosa che succede da sola; richiede uno sforzo e un impegno da parte nostra. Richiede una crescita spirituale che contribuirà a sviluppare una vita di questo tipo.

Che cosa sono le discipline spirituali

Un metodo per avere questa crescita spirituale è la pratica delle cosiddette “discipline spirituali”. Imparare cosa sono e poi metterle in pratica può contribuire ad approfondire in maniera significativa il nostro amore per il Signore e la nostra connessione con Lui.

Possono servire ad allineare la nostra vita con la volontà divina e a predisporci a ricevere le sue benedizioni. Praticare le discipline spirituali è simile al diventare esperti in qualsiasi campo; comporta decisioni che richiedono autodisciplina.

Le discipline spirituali non sono un mezzo per conquistarsi l’amore o il favore divino attraverso le opere o i sacrifici che facciamo, né sono un contratto o un patto tra noi e il Signore che stabilisce: “Se faccio questo, Dio farà quest’altro”.

Dedicarsi alle discipline spirituali invece è un mezzo per rendersi disponibili a ricevere la grazia divina. Le discipline spirituali non sono la pozione magica che cambierà immediatamente la nostra vita; al contrario sono uno stile di vita che ci permette di essere trasformati da Dio.

Sono un mezzo per avere un rapporto più profondo con Lui, per vivere come Gesù. Anzi, includono molte delle cose che Gesù fece quando camminava sulla terra, come pregare, passare tempo da solo in silenzio con il Padre, digiunare, vivere in maniera altruista, servire gli altri e altro ancora.

Le principali discipline spirituali

Le discipline che prenderemo in esame in questa serie sono la lettura della Bibbia, la preghiera, la buona amministrazione, la semplicità, la generosità, l’uso saggio del proprio tempo, il digiuno, la solitudine e il silenzio, la tenuta di un diario, l’apprendimento, la confessione, il culto, la celebrazione, il servizio, la fratellanza e l’evangelizzazione.

  • la lettura della Bibbia;
  • la preghiera;
  • la buona amministrazione;
  • la semplicità;
  • la generosità;
  • l’uso saggio del proprio tempo;
  • il digiuno;
  • la solitudine e il silenzio;
  • la tenuta di un diario;
  • l’apprendimento;
  • la confessione;
  • il culto;
  • la celebrazione;
  • il servizio;
  • la fratellanza;
  • l’evangelizzazione.

Anche se ce ne sono alcune che dovrebbero essere praticate quotidianamente, come la lettura della Bibbia, la meditazione, la preghiera e la lode, che ne sono altre che in genere sono usate meno frequentemente.

Dipende da te, in comunione con il Signore, stabilire quali praticare e in che modo farlo. Anche se molti grandi cristiani del passato hanno praticato i principi raccolti nelle discipline spirituali, esse non sono riservate solo a chi ha raggiunto grandi vette spirituali.

Persone, circostanze e decisioni personali

Ci sono tre vie principali che Dio utilizza per aiutarci a diventare sempre più simili a Cristo. La prima è costituita dalle persone: i nostri cari, il marito, la moglie, gli amici, i colleghi, gli insegnanti, i consiglieri e perfino gli oppositori.

La seconda via per il cambiamento è costituita dalle circostanze: le sfide che ci troviamo di fronte, che si tratti di salute, situazioni finanziarie, perdita o riacquisto di un lavoro, trasferimenti o altri momenti particolari che ci chiedono di essere flessibili e di uscire dalla nostra zona di sicurezza.

Dio usa le circostanze per invitarci a crescere e cambiare. Quando usa le persone e le situazioni per provocare una crescita spirituale, utilizza influenze esterne che in genere sfuggono al nostro controllo.

La terza via è costituita delle discipline spirituali, che lavorano dall’interno. Mentre abbiamo un controllo limitato sulle influenze e le circostanze esterne che ci avvicinano a Dio, le discipline spirituali possono generare cambiamento e crescita dall’interno.

Si tratta di decidere personalmente di agire per ottenere un cambiamento e una crescita spirituale. Con le altre due vie abbiamo poca scelta e poco controllo, mentre possiamo scegliere di usare le discipline spirituali come catalizzatore per la crescita e allo stesso tempo decidere quale praticare e quando farlo.

L’influenza spirituale nelle relazioni e nella comunità

Molte donne della Chiesa meravigliose e umili offrono il loro servizio devoto senza rendersi conto della grande influenza esercitata dalle loro vite - sia in quanto modelli di servizio temporale, che in quanto retaggi di forza spirituale.

Come donne, possiamo avere un’influenza spirituale profonda sulle vite di coloro che ci circondano. Gesù Cristo ha chiamato le donne della Sua chiesa a essere Sue discepole e a essere forti spiritualmente.

La nostra forza e la nostra influenza spirituali sono essenziali per il progresso dell’opera di salvezza, e dobbiamo cercare le occasioni per rafforzare spiritualmente le persone intorno a noi. Se lo faremo, l’influenza della nostra fede e della nostra rettitudine perdurerà ben oltre ciò che possiamo vedere.

Il Signore ci conosce e conosce la nostra situazione, e ha un lavoro da far fare a ognuna di noi su questa terra. Nessuna sorella sa troppo poco o possiede troppo pochi talenti per essere una forza spirituale per il bene e portare gli altri a Cristo.

Non dobbiamo occupare posizioni elevate o fare cose insolite per assolvere il nostro dovere più importante: aiutare coloro che ci circondano a compiere scelte che li conducano più vicino a Gesù Cristo.

Sia le grandi che le piccole cose che facciamo, anche solo per una persona o due, o anche solo all’interno della nostra famiglia, possono avere un effetto profondo. Noi possiamo aiutare gli altri a desiderare di compiere buone scelte con il nostro esempio, le nostre azioni, le nostre parole e la nostra rettitudine.

Come esercitare un’influenza spirituale positiva

Quando sviluppiamo il nostro potere spirituale attraverso la preghiera personale e lo studio delle Scritture, una ferma obbedienza e la fedele osservanza delle nostre alleanze, noi esercitiamo quest’influenza.

Se faremo affidamento sullo Spirito e continueremo a sforzarci sinceramente e umilmente di aiutare gli altri a venire a Cristo, saremo guidate a fare ciò che possiamo e riceveremo la forza per farlo, oltre a provare la gioia di portare al Signore i Suoi figli.

Queste non sono cose nuove, ma quando cerchiamo delle occasioni per prendere parte all’opera di salvezza, miglioriamo la nostra capacità di aiutare coloro che ci circondano.

  • ascoltare i suggerimenti dello Spirito Santo e agire sulla base delle impressioni ricevute;
  • vivere il Vangelo quotidianamente in modi piccoli e semplici;
  • rafforzare e istruire le persone vicine;
  • servire come mentori e tendere una mano di aiuto;
  • cercare chi si è smarrito;
  • difendere la verità e la rettitudine;
  • diffondere la buona novella;
  • essere veri discepoli del Signore Gesù Cristo.

Quando diventiamo una forza spirituale per coloro che abbiamo vicino, la nostra influenza potrà giungere al di là di quello che vediamo. Le rette decisioni di una persona possono influenzare la sua famiglia per generazioni.

L’influenza spirituale delle donne di una famiglia, tuttavia, può risalire ancora più addietro. L’esempio di fede e di testimonianza di una persona può superare due generazioni inattive e aiutare una discendente a interrompere una sequenza di famiglie divise e a ritornare in Chiesa.

Nel mondo non c’è nulla che sia tanto personale, educativo o formativo quanto l’influenza di una donna retta. Se faremo questo, l’opera del Signore avanzerà speditamente sia nel mondo che ci circonda, sia, e ciò sarà di estrema importanza, nelle nostre famiglie e nelle vite di coloro che amiamo.

4 Segnali Chiari Che POSSEDI Il DON Del DISCERNIMENTO SPIRITUALE

tags: #influenze #spirituali #cosa #sono