David Lynch praticava la Meditazione Trascendentale dal 1973 e la considerava uno dei modi più efficaci per accedere alla creatività, all’energia e alla felicità profonde. Due volte al giorno, per venti minuti, meditava lasciando che la mente oltrepassasse i livelli superficiali del pensiero e raggiungesse quello che definiva «pura coscienza».
Per Lynch, la meditazione non era soltanto una tecnica di rilassamento, ma un cammino interiore capace di influenzare il lavoro artistico e la vita quotidiana. La pratica, secondo la sua esperienza, rendeva più ricettivi alle idee, aiutava a ridurre la negatività e permetteva di vivere con maggiore presenza, energia e apertura.
David Lynch, artista visionario e praticante della meditazione
Molti conoscono David Lynch per la sua attività di regista, ma il creatore di Twin Peaks è un artista a tutto tondo: fotografo, pittore, musicista, videoartista. Non solo, però: da trent’anni, Lynch pratica la meditazione trascendentale, ed è proprio in…
Considerato un artista «visionario», David Lynch praticava da più di cinquant’anni la Meditazione Trascendentale, che gli ha permesso di accedere a flussi di coscienza profondissimi, laddove risiede creatività, energia e amore. Ecco in cosa consiste, secondo la sua stessa spiegazione.
Proviamo a fare un esercizio: se doveste chiedere a chi vi sta intorno, nella cerchia più stretta, un aggettivo che vi possa descrivere, quale sarebbe? Leggendo i migliaia di articoli o tributi usciti sul regista David Lynch, scomparso il 15 gennaio a 79 anni, di certo quell’aggettivo è «visionario».
Di lui, lo si diceva anche prima della sua morte, a onor del vero. A evidenza di questa definizione, vi sono numerosi film e serie tv ormai entrati nella storia dell’immagine e del cinema: Mulholland drive o Twin peaks, su tutti, per esempio non hanno bisogno di spiegazioni.
Ancora oggi, dopo decenni, tengono incollati allo schermo milioni di persone, che non li guardano solo per la trama, ma per rimanerne affascinati e ispirati. Per non parlare del sodalizio con la band di Trent Reznor, i Nine Inch Nails: il video di Came back haunted è un viaggio, e non per modo di dire.
Un’altra frase a Lynch associata, in occasione della sua dipartita, è stata «Grazie, mi hai cambiato la vita»: tutti gli artisti che hanno incrociato il proprio destino con il regista di Missoula, in Montana, hanno dichiarato sui propri canali come Lynch abbia saputo vedere in loro una scintilla che loro stessi non vedevano o di come, introducendoli alla Meditazione Trascendentale, questa pratica abbia loro cambiato la vita.

La scoperta della Meditazione Trascendentale
Nel 1973, Lynch ha incontrato la Meditazione Trascendentale e ha iniziato a praticarla ogni giorno. Questo incontro ha cambiato la sua vita, tanto a livello creativo quanto personale.
Lynch racconta con la semplicità e l’onestà che lo caratterizzano il momento in cui incontrò per la prima volta la Meditazione Trascendentale. Era il 1973, e l’artista si trovava in un periodo di stress intenso.
La sorella gli parlò di questa tecnica e Lynch, inizialmente scettico, decise di provare. Il risultato fu immediato e profondo.
Dalla primissima sessione, Lynch sperimentò quella che descrive come un’espansione della coscienza, un senso di pace e di pienezza che non aveva mai conosciuto prima. Da quel giorno non ha mai smesso di meditare, praticando due volte al giorno, ogni giorno, per venti minuti.
Una delle caratteristiche più affascinanti di David Lynch era la sua dedizione alla pratica della TM. Ha sempre dichiarato di non aver mai saltato una sessione di meditazione dalla prima volta che ha imparato la tecnica.
«Ho iniziato a praticare la Meditazione Trascendentale nel 1973 e da allora non ho mai saltato una sola meditazione - scrive Lynch nel sito della Fondazione - Due volte al giorno, per 20 minuti, tutti i giorni.
Mi ha dato accesso senza sforzo a riserve illimitate di energia, creatività e felicità nel profondo. Questo livello di vita è talvolta chiamato pura coscienza: è un tesoro.
E questo livello di vita è nel profondo di tutti noi. Se non mediti ancora, segui il mio consiglio: inizia. Sarà la decisione migliore che tu abbia mai preso».
Che cos’è la Meditazione Trascendentale
Sviluppata da Maharishi Mahesh Yogi, è una forma di meditazione silenziosa, che prevede la ripetizione di un mantra o di un suono per tutti i venti minuti di pratica.
Da ripetere due volte al giorno, mattina e sera, è un metodo non religioso, che può essere insegnato da insegnanti certificati, ed è dimostrato da numerosi studi scientifici che possa giovare al sistema cardiovascolare, così come al benessere psicologico, anche se con risultati analoghi anche ad altre forme di meditazione.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Origine della pratica di Lynch | 1973 |
| Durata della sessione | 20 minuti |
| Frequenza indicata | Due volte al giorno, mattina e sera |
| Metodo | Ripetizione silenziosa di un mantra o di un suono |
| Carattere | Metodo non religioso |
Tra la pratica trascendentale e la Mindfulness esiste una differenza importante. La Mindfulness è una tecnica di respirazione e concentrazione non giudicante su esperienze interne ed esterne nel presente (respiro, sensazioni corporee, suoni, pensieri), distinta dalla pratica “trascendentale”, promossa da Lynch e anni fa dai Beatles psichedelici, in cui invece per 15-20 minuti si riproduce un rumore mentalmente (mantra).
Non si tratta né di concentrazione né di contemplazione, che ci mantengono in superficie. È l’Uno che fa tutto per noi, la coscienza trascendentale.
Quel che è certo è che la Meditazione Trascendentale promuove e favorisce uno stato di consapevolezza rilassata, mediante il quale si accede con la pratica costante a stati di coscienza superiori.
La metafora dell’oceano della coscienza
Il cinema di David Lynch è un universo onirico dove la realtà si dissolve in immagini inquietanti e affascinanti, dove il confine tra conscio e inconscio diventa poroso, dove il mistero è più importante della spiegazione.
Ma qual è la fonte di questa straordinaria creatività? In "Catching the Big Fish", Lynch ci svela il suo segreto: la Meditazione Trascendentale, praticata quotidianamente da oltre cinquant’anni.
Questo libro non è una biografia né un’analisi critica delle sue opere. È un’immersione nell’esperienza interiore di un artista che ha scoperto come attingere alle profondità dell’oceano della coscienza per catturare "i pesci più grandi" - quelle idee potenti, luminose e trasformative che danno vita a capolavori come Twin Peaks, Mulholland Drive e Velluto Blu.
L’Oceano della coscienza
Lynch usa una metafora semplice ma potente per descrivere la natura della creatività. Immagina la mente umana come un oceano: in superficie l’acqua è agitata, turbolenta, piena di onde che si infrangono l’una contro l’altra.
Questa è la mente ordinaria, quella che tutti sperimentiamo nella vita quotidiana, dominata da pensieri frenetici, preoccupazioni e distrazioni. Ma sotto la superficie, man mano che si scende in profondità, l’acqua diventa sempre più calma, quieta, immobile.
E qui, nelle profondità dell’oceano interiore, nuotano i pesci più grandi: idee potenti, intuizioni folgoranti, quella creatività autentica che non può essere forzata o manipolata, ma solo ricevuta.
La Meditazione Trascendentale, secondo Lynch, è la tecnica che permette di tuffarsi in quelle profondità. Non si tratta di controllare i pensieri o di svuotare la mente, ma di trascendere i livelli superficiali della coscienza per accedere a quello che Lynch chiama "il campo unificato della coscienza pura" - una dimensione di pace, beatitudine e potenziale infinito.

Creatività, intuizione e processo artistico
Lynch, quando creava, vedeva oltre. Ogni idea che fluiva attraverso i suoi pensieri, la metteva nero su bianco. E poi la trasferiva in immagini.
«Se lavoro a qualcosa di mio, mi siedo e dico quello che mi viene in mente. Non è un processo molto lungo», spiegava Lynch in un’intervista rilasciata nel 2015 al sito Creativescreenwriting.com.
«Ho un'amica, che era la mia assistente, Gaye Hope, e mi sento a mio agio a dettarle. Quindi lei si siede al computer e io mi siedo su una sedia, e cerco di catturare le idee e dirle».
Sintonizzarsi e lasciare fluire
Sintonizzarsi, visualizzare e poi lasciare fluire: «È tutto astratto perché a poco a poco ti sintonizzi su qualcosa e inizia a fluire.
Quando lei viene qui (Gaye Hope, ndr), all’inizio è lento. Poi inizia a fluire e così butti giù un bel po’ di pagine.
Quindi, quello che finisci in un giorno sono come undici pagine di una sceneggiatura […] L’idea è tutto.
Che tu la prenda da un libro o da un'altra sceneggiatura, o dall'etere, l'idea ti dice come: quando leggi un libro, lo immagini, lo ascolti e ti fa un'impressione.
Quindi rimani fedele a quell'impressione mentre la traduci in un film».
La connessione alla creatività, quindi, è tutto. Siamo connessi quando non pensiamo razionalmente.
Perché se Lynch si fosse soffermato ad analizzare quello che la sua mente partoriva spontaneamente, certe scene bizzarre, certi capolavori non sarebbero mai nati.
Uno dei modi più efficaci con i quali si connetteva alla Fonte era di certo la Meditazione Trascendentale: credeva nel potere di questa pratica a tal punto da creare una sua Fondazione - la David Lynch Foundation -, per fare in modo che quante più persone al mondo, di ogni età, potessero avvicinarsi a questa pratica.
L’idea come punto di partenza
Per Lynch, le idee non vengono dall’ego o dallo sforzo mentale. Le idee sono entità viventi che esistono già in una dimensione sottile, e il compito dell’artista è semplicemente quello di sintonizzarsi sulla frequenza giusta per riceverle.
La meditazione espande questa capacità ricettiva. Quando la mente è calma e aperta, le idee possono emergere spontaneamente, spesso in modo inaspettato.
Lynch descrive momenti in cui un’intuizione arriva mentre sta bevendo un caffè, guidando la macchina, o semplicemente osservando una scena quotidiana che improvvisamente si trasforma in qualcosa di straordinario.
Ma le idee arrivano spesso incomplete, come frammenti di un puzzle. Un’immagine, un suono, una sensazione.
Il lavoro dell’artista è rimanere aperto e paziente, permettendo all’idea di svilupparsi naturalmente. Lynch parla di "innamorarsi dell’idea" - quando si ama veramente un’idea, questa cresce e si espande, rivelando nuovi livelli e connessioni.
Questo approccio organico alla creatività è evidente nei suoi film. Lynch non parte mai da una sceneggiatura completa.
Inizia con un’immagine o una sensazione e lascia che la storia emerga gradualmente, seguendo l’intuizione piuttosto che la logica razionale.
È per questo che i suoi film hanno quella qualità onirica, quella coerenza emotiva che sfida la narrazione convenzionale.
La Meditazione Trascendentale spiegata da David Lynch
«Questa è una ciambella ed è molto dolce, ma finché non l’assaggi, non puoi dire quanto dolce possa essere.
Allo stesso modo, è la Meditazione Trascendentale, la quale dà esperienza del nettare della vita più dolce, la pura coscienza di beatitudine».
Sta in piedi con un doughnut in mano, il Maestro Lynch, al centro del suo studio di pittura a Hollywood, mentre cerca di spiegare con una metafora immediata e semplice quanto efficace sia la Meditazione Trascendentale nel documentario girato nel 2016 proprio per illustrare la potenza e i benefici di questa pratica millenaria, poi diramato sui canali della sua Fondazione.
«Come sosteneva Maharishi, coloro che non conoscono, non sanno; ma coloro che conoscono, ne godono e gioiscono».
Dal mondo visibile al campo unificato
E allora a cosa serve la Meditazione Trascendentale, da dove origina? «Ciò che noi vediamo è la materia, ma a un certo punto gli scienziati, 300 anni fa, hanno iniziato a chiedersi di cosa fosse fatto questo legno, questo metallo (indicando le parti di cui è composta la lavagna su cui sta illustrando il suo ragionamento, ndr)», spiega Lynch in questo documentario.
«Gli scienziati hanno quindi scoperto le molecole, poi gli atomi, poi elettroni, neutroni e protoni…
E andando sempre più in profondità, scoprirono quattro forze, che si ridussero a tre, poi due, fino a che con la fisica quantistica, gli scienziati non arrivarono a identificare quello che chiamiamo campo unificato, l’Uno, dove tutte le particelle e tutte le forza si unificano.
Tutto ciò che emerge da questo Uno è non manifesto: gli scienziati sanno che esiste, ma non possono arrivarci perché non è visibile».
Il mantra come sostegno del pensiero
Ecco che allora scende in campo la Meditazione Trascendentale, una tecnica che va a lavorare con la mente per manifestare l’immanifesto: «La Meditazione Trascendentale ci ricorda che la vera felicità non è là fuori, nella materia», prosegue Lynch.
«Viene dato un mantra, un pensiero con una vibrazione sonora molto specifica, che fa da sostegno al pensiero nei vari livelli delle vita.
Ecco, questa è la chiave che apre la porta, perché ha il potere di volgere la consapevolezza all’interno in modo naturale, cosicché man mano che la mente scende in profondità, raggiunge un livello di felicità sempre più profondo».
Che cosa significa trascendere
Fino a che non si raggiunge il confine della ragione, dell’intelletto. E qui avviene la trascendenza: «Trascendere è la parola chiave: significa andare oltre.
Oltre il campo della dualità, sperimentando l’Unità, la coscienza pura, illimitata e infinita, laddove risiedono creatività, intelligenza, energia, amore, potere, beatitudine.
Pace in azione. C’è sempre stata e sempre sarà, non ha inizio né fine: sarà sempre eterna, immutabile, immortale pienezza».
La Meditazione Trascendentale è quindi un veicolo per arrivare fino a qui: «Tutti possono farne esperienza e man mano espandere la propria coscienza: la coscienza è ciò che ci fa comprendere che noi siamo, esistiamo.
È l’«io sono» della vita, è la vita stessa. Man mano che la coscienza si espande, si espandono i doni che l’Uno ci fa: pace, beatitudine, creatività, intelligenza, amore, energia.
È come accedere a inconscio e subconscio, sempre di più».
Meditazione, negatività e stati emotivi
Nel mentre, ciò che viene definito negativo decresce o si rimpicciolisce: «Ansia, depressione, paura, odio, rabbia non possono più coesistere con la luce manifestata dalla coscienza.
Non si tratta né di concentrazione né di contemplazione, che ci mantengono in superficie. È l’Uno che fa tutto per noi, la coscienza trascendentale.
Vi sono molti nomi per questo campo: Tao, Regno dei Cieli, Paradiso… È l’assoluto, la totalità.
In lingua vedica si chiama Atma, il Sé. Conosci te stesso, portalo fuori, dispiegalo. Chi conosce davvero se stesso è un Illuminato».
Ciò non significa essere impermeabili agli stati emotivi spiacevoli, come rabbia, depressione o dolore: «Ma si dissolvono da soli, senza nemmeno provarci.
Non si diventa insensibili o letargici, anzi al contrario, più energici e gioiosi nel fare.
Ci si può ancora arrabbiare, benissimo, ma non è più quel tipo di rabbia amara ed egoista, che prosciuga.
La negatività limita il flusso, non consente di lavorare bene».
La sofferenza come ostacolo alla creatività
Un aspetto interessante del libro è la riflessione di Lynch sulla negatività e sulla sofferenza. Molti credono che la sofferenza sia necessaria per creare arte autentica, che l’artista debba necessariamente essere tormentato per produrre opere profonde.
Lynch respinge decisamente questa idea. La sofferenza, secondo lui, non è una fonte di creatività ma un ostacolo.
Quando si è prigionieri dell’ansia, della depressione o della rabbia, la mente è contratta, limitata, incapace di accedere alle profondità dove risiede la vera creatività.
Questo non significa che l’arte di Lynch eviti i temi oscuri o disturbanti - tutt’altro. I suoi film esplorano le zone più buie della psiche umana con un coraggio straordinario.
Ma Lynch può esplorare queste zone proprio perché la sua coscienza è espansa e stabile grazie alla meditazione. Può tuffarsi nell’oscurità senza esserne sommerso, può catturare il mistero senza perdere se stesso.
La pratica quotidiana e la trasformazione dell’esperienza
Questa costanza, sottolinea Lynch, è fondamentale. La meditazione non è qualcosa che si fa occasionalmente quando ci si sente stressati.
È una pratica quotidiana, un appuntamento sacro con se stessi che gradualmente trasforma l’intera esperienza di vita.
Con il tempo, i benefici della pratica non rimangono confinati ai venti minuti di meditazione, ma si diffondono nell’intera giornata.
Il libro è strutturato in brevi capitoli, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della relazione tra meditazione e creatività.
Lynch scrive con uno stile diretto, quasi colloquiale, come se stesse chiacchierando con un amico davanti a una tazza di caffè.
Non ci sono istruzioni tecniche dettagliate sulla Meditazione Trascendentale - per quella, Lynch invita a rivolgersi a un insegnante certificato.
Ciò che il libro offre è qualcosa di più prezioso: la testimonianza viva di come questa pratica abbia trasformato la sua vita e il suo lavoro.
Gli effetti descritti da Lynch
Lynch descrive come la meditazione abbia aumentato la sua energia, migliorato la sua salute, dissolto ansie e paure che lo limitavano.
Ma soprattutto, ha espanso la sua creatività in modi che non avrebbe mai immaginato possibili.
Idee che prima rimanevano fuori portata ora diventano accessibili. Soluzioni a problemi creativi emergono spontaneamente.
Il processo artistico, che può essere tortuoso e frustrante, diventa gioioso e fluido.
La trascendenza nella vita ordinaria
"Catching the Big Fish" non è solo un libro per artisti o creativi. È un libro per chiunque desideri vivere una vita più piena, più consapevole, più autentica.
Lynch parla della meditazione come di uno strumento che aumenta la qualità dell’intera esperienza umana. Con la meditazione, dice Lynch, si diventa più presenti, più vivi.
I colori appaiono più brillanti, i sapori più intensi, le relazioni più profonde. La vita quotidiana, che spesso viviamo in modo automatico e distratto, si rivela essere straordinaria, piena di meraviglia e possibilità.
E questa è forse la lezione più preziosa del libro: la trascendenza non è qualcosa di separato dalla vita ordinaria.
Non si tratta di evadere dalla realtà ma di penetrarla più profondamente, di scoprire la dimensione infinita che pulsa sotto la superficie delle cose.
La David Lynch Foundation e la diffusione della meditazione
La meditazione, antica pratica importata dall’Oriente, sta spopolando negli States. In forma laica, priva di connotazioni religiose, ha attratto politici, intellettuali e celebrità.
La Fondazione di David Lynch, regista cinematografico e della serie TV cult Twin Peaks (ora alla terza attesissima stagione), ne è il principale promotore nel Paese (Domenica-Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2010).
Lynch e collaboratori stanno impiantando corsi di meditazione per tutta l’America, in aziende, scuole, prigioni e perfino nell’esercito.
Quest’uomo visionario ha cercato per tanti anni della sua vita di portare la Meditazione Trascendentale a chi ne ha più bisogno, in particolare a bambini, veterani e persone che vivono situazioni di grande stress e trauma.
Ha raccolto milioni di dollari per permettere a milioni di persone di apprendere la tecnica TM, in modo gratuito, e per promuovere l’uso della meditazione in ambienti scolastici e nelle forze armate.
Lynch ha visto personalmente gli effetti positivi della TM sulle persone più vulnerabili: nelle scuole, i bambini diventavano meno violenti e più calmi grazie alla pratica quotidiana della meditazione.
Questo lo ha motivato a portare la meditazione anche tra gli operatori sanitari, specialmente durante la pandemia di COVID-19 per combattere lo stress e il burnout tra gli operatori sanitari.

Le ricerche sulla meditazione nelle scuole
Joshua Aronson è professore di Psicologia Applicata alla New York University, dove dirige il Mindful Education Lab. Coordina un progetto nelle scuole americane chiamato School to Prosperity, per il recupero di bambini ad alto rischio di criminalità, ed è esperto di meditazione.
Nonché è figlio di Elliot Aronson, figura eminente della psicologia del Novecento. Nel 2011 hanno co-firmato una riedizione di uno dei più influenti manuali di psicologia sociale, scritto dal padre nel 1972 (L’animale sociale, tradotto in italiano da Apogeo).
Dopo un dottorato a Princeton, Josh ha condotto importanti ricerche sulla psicologia dello stereotipare, dimostrando che le aspettative stigmatizzanti hanno effetti sulla prestazione intellettuale degli individui.
Questo lo ha spinto a cercare metodi per potenziare l’intelligenza e il benessere in studenti vittime potenziali di stereotipi e di basse aspettative sociali.
Mindfulness e meditazione trascendentale
Tra cui, la Mindfulness, una tecnica di respirazione e concentrazione non giudicante su esperienze interne ed esterne nel presente (respiro, sensazioni corporee, suoni, pensieri), distinta dalla pratica “trascendentale”, promossa da Lynch e anni fa dai Beatles psichedelici, in cui invece per 15-20 minuti si riproduce un rumore mentalmente (mantra).
Prof. Aronson, cosa l’ha condotta dagli stereotipi alla meditazione? «Ho dedicato la prima parte della mia carriera a cercare di comprendere le forze sociali che possono far sentire poco intelligenti studenti brillanti, e farli comportare di conseguenza.
Abbiamo scoperto che esporre studenti a stereotipi che li descrivono come scarsamente intelligenti crea abbastanza stress da interferire con la loro prestazione intellettuale - una profezia che si autoavvera.
Questo mi ha spinto a cercare modi per rendere gli studenti più efficienti.
Ma è stato quando ho saputo di ragazzi che meditavano a scuola che ho capito che la meditazione avrebbe potuto fare più che cercare solo di ridurre stress e migliorare le prestazioni; ho scoperto che può aiutare gli studenti a diventare più felici e più gentili gli uni verso gli altri.
Un dato speciale, che ha consentito di risolvere un numero di problemi nelle scuole americane, che spesso rendono gli studenti poco interessati ad apprendere e poco felici».
Che cosa viene studiato
Che tipo di ricerche si svolgono nel suo laboratorio? «Esaminiamo qualsiasi cosa da funzione e sviluppo cerebrale dei meditatori, a come cambia il clima della classe in funzione dell’introduzione della meditazione, alle percentuali di sospensione scolastica prima e dopo il training.
Tra i miei studi preferiti c’è l’ascoltare il modo in cui i bambini si esprimono verbalmente dopo aver imparato a meditare - diventano più chiari e visibilmente più felici.
Un altro nostro studio recente mostra che dopo pochi mesi di meditazione gli insegnanti delle peggiori scuole smettono di licenziarsi.
Prima, metà degli insegnanti lasciava queste scuole ogni anno».
Benefici, limiti e controversie scientifiche
Secondo risultati empirici, meditare aiuterebbe a scaricare lo stress - dalle tensioni quotidiane ai traumi psicologici - e migliorerebbe le prestazioni cognitive, contribuendo a benessere fisico e mentale.
Esistono però tanti tipi di meditazione, e ciò già crea confusione.
Ogni approccio applica facoltà mentali distinte (attenzione, memoria, sensazione, ecc.) in modi diversi (attivo, passivo, con o senza sforzo) a contenuti disparati, ed è perciò inverosimile che siano tutti riconducibili a un solo meccanismo sottostante.
C’è chi mette in guardia dai caratteri settari di alcuni gruppi meditativi, e chi sostiene che meditare potrebbe avere effetti collaterali ignoti.
Recenti meta-analisi insinuano il sospetto che la meditazione possa essere un placebo, cioè suggestione, o un modo come altri per rilassarsi.
Meglio quindi misurarne gli effetti circoscritti di regolazione emotiva, contenendo entusiasmi plateali.
Test recenti su bambini italiani di 7-8 anni, ad esempio, rivelano discrepanze tra percezione degli insegnanti e dei bambini: gli insegnanti notano più attenzione e meno ansia nei bambini, ma i bambini non dichiarano di sentirsi meglio (Crescentini et al., 2016 Front.Psychol.).
Una pratica di consapevolezza per diffondere benevolenza
Il 20 gennaio, giorno in cui avrebbe compiuto 79 anni, la famiglia di Lynch ha invitato tutti a unirsi a una meditazione di gruppo mondiale alle ore 12 [alle 21 ora italiana] per 10 minuti.
“Riuniamoci, ovunque siamo, per onorare la sua eredità diffondendo pace e amore in tutto il mondo. Vi preghiamo di prendervi questo tempo per meditare, riflettere e inviare positività nell’universo”.
Se vuoi partecipare ma non conosci la meditazione, puoi dedicare semplicemente un pensiero a Lynch, alla sua famiglia e ai suoi estimatori, augurando a tutti, te compreso, ogni bene.
Io conosco un esercizio di meditazione di consapevolezza (che non è la meditazione trascendentale praticata da Lynch) che però ha proprio lo scopo di diffondere felicità e amore a tutti quanti, perciò io praticherò quello.
Preparare la pratica
Se già mediti, pratica come sei abituato o abituata. Se non hai mai meditato, conosco questo esercizio che, bada bene, non è di meditazione trascendentale (quella praticata da Lynch) ma si propone proprio lo scopo auspicato dalla famiglia di Lynch.
Per questo esercizio di meditazione di consapevolezza, metti una sveglia alle 21.10, e inizia a praticarlo alle 21. Come?
Sediamo con la schiena eretta ma non rigida, mani raccolte, occhi chiusi, cercando una posizione comoda.
Iniziamo respirando contattando il nostro semplice stare qui e ora. Ricordiamo a noi stessi che siamo seduti con l’intenzione di augurare il bene a noi e agli altri e cerchiamo di sintonizzarci con la motivazione che ci ha spinto a praticare oggi.
Rivolgere l’augurio a se stessi
Se è la prima volta che pratichi questo tipo di meditazione possiamo trovare difficile contattare questa intenzione di bene.
Per questo richiamiamo alla mente un piccolo o grande atto di gentilezza o generosità che abbiamo fatto o ricevuto. Torniamo con la mente e con il cuore a quel momento.
Lasciamo che l’emozione che ha accompagnato le nostre azioni o reazioni torni a scaldarci il cuore. Ecco, questo è lo stato che vogliamo coltivare.
Un’apertura calda e amichevole verso noi stessi e gli altri. Da questo spazio del cuore possiamo iniziare a rivolgerci questo augurio: “Che io possa essere felice. Che io possa essere sano. Che io sia al sicuro.”
Durante la meditazione potremmo scoprire che riusciamo a tenere a mente questa intenzione anche senza ripeterci la frase.
Se ci sentiamo invasi da distrazioni, lasciamo andare la ripetizione della formula e torniamo a raccogliere la mente sul respiro.
Non giudichiamoci per la distrazione, semplicemente torniamo con gentilezza nei nostri confronti al respiro, e quando siamo pronti ripetiamo la formula.
Estendere l’augurio agli altri
Dopo un po’, quando riusciamo a dimorare agevolmente nell’augurio di essere felici, indirizziamolo a una persona che ci ha fatto del bene: un amico, una persona che ci ha insegnato o dato qualcosa, ricordando che deve essere una persona ancora in vita.
Immaginiamo il suo volto come fosse di fronte a noi e gli auguriamo: “Che tu possa essere felice. Che tu possa essere sano. Che tu possa essere al sicuro”.
Dopo qualche ripetizione possiamo ripetere dentro di noi semplicemente “Che tu possa essere felice”.
Quando la nostra mente e il nostro cuore si saranno raccolti anche su questo augurio il più sinceramente possibile e le distrazioni si faranno più rade, potremo estendere il raggio dell’amicizia a una persona che conosciamo ma ci è indifferente.
“Che tu possa essere felice”. Dopo qualche ripetizione passiamo a una persona difficile.
Se è la prima volta che pratichi questa meditazione non scegliere qualcuno che ti ha causato un grande dolore o una ferita profonda, perché rischieremmo di essere travolti dall’avversione o dalla sofferenza.
Scegliamo qualcuno con cui abbiamo attriti ma non troppo gravi o semplicemente che non ci sta particolarmente simpatico, e rivolgiamogli questo augurio: “Che tu possa essere felice”.
Ripetiamolo più volte, quanto più sinceramente possibile.
Rivolgere benevolenza a tutti
Quando la mente dimorerà nel benessere e nel calore di questo augurio, lasciamo che rompa definitivamente le barriere irradiando amore in ogni direzione, senza ostacoli.
Accompagniamo questo cuore radioso con questo augurio: “Che tutti possano essere felici, sani e al sicuro, chiunque siano, dovunque siano, senza distinzioni “.
Continuiamo a ripeterlo col nostro ritmo, tornando gentilmente al respiro e alla formula se ci distraiamo, senza giudicarci.
Quando suonerà la sveglia che abbiamo messo, rimaniamo ancora per qualche secondo ad occhi chiusi, prendiamo congedo da tutti gli esseri a cui abbiamo augurato felicità e benessere, tornando idealmente sui nostri passi: la persona difficile, quella indifferente, il benefattore e infine noi.
E chiudiamo con un ultimo augurio: ” Che io, come tutti, possa essere felice! “.
Poi, dopo qualche respiro, apriamo gli occhi, ricordando che questa mente amichevole ci accompagnerà anche dopo questa seduta.
Sentiamoci parte di questo grande gruppo che in tutto il mondo ha meditato in questi dieci minuti per onorare e celebrare David Lynch.
Che tu, come tutti, possa essere felice.
L’eredità di David Lynch
David Lynch ha avuto un impatto profondo su tutti noi, non solo come regista e artista, ma come esempio di dedizione alla crescita interiore e al benessere collettivo.
La sua passione per la meditazione trascendentale ha toccato migliaia di persone, ispirando molti di noi a intraprendere il proprio percorso di meditazione con la stessa energia e convinzione.
Le parole di Lynch, il suo spirito e la sua energia vivranno sempre attraverso la fondazione che ha creato e attraverso l’influenza che ha avuto su di noi.
David Lynch non era solo un uomo di arte, ma un uomo che ha usato la sua creatività per cambiare il mondo in meglio.
Accedere alla propria coscienza è ciò che permette di creare e di vivere nella pace.
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